
Tra le migliaia di documenti segreti pubblicati dal sito Wikileaks sono emerse delle vere e proprie bombe diplomatiche che hanno minato (o lo faranno) i rapporti internazionali degli Stati Uniti. Alcuni di questi, come era anche possibile immaginare, contengono informazioni legate al mondo del cinema americano e, sebbene non siano “pericolose” dal punto di vista politico, sono decisamente curiose dal punto di vista giornalistico.
Secondo un rapporto confidenziale dell’ambasciata Usa a L’Avana, lo stato di Cuba infatti avrebbe censurato il film Sicko di Michael Moore, sebbene fosse un film altamente critico nei confronti del sistema sanitario americano, elogiando invece la forma che viene esercitata nello stato caraibico (e comunista).
Il motivo per questo “bando” è che il film descrive in modo quasi “mitico” la funzionalità del sistema di healtcare cubano, facendo temere alle autorità dell’isola di non essere in grado di gestire un imponente ritorno d’immagine dopo aver mostrato a tutti che alcuni privilegi della sanità cubana non sarebbero in realtà disponibili per tutta la popolazione.
Continua a leggere: Sicko censurato a Cuba secondo Wikileaks, ma sarà vero?
L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha diffuso la lista dei quindici film che si contenderanno le nomination per l’Oscar come Miglior Documentario all’82ma edizione degli Oscar.
Non sono mancate le sorprese. Dalla lista manca Capitalism: A Love Story di Michael Moore (a nostro avviso giustamente), ma anche titoli attesi come Tyson, il film sulla vita di Mike Tyson, il rockumentary Anvil! The Story of Anvil, il modaiolo The September Issue, It Might Get Loud e and We Live in Public.
I quindici film selezionati, rigorosamente in ordine alfabetico, saranno ulteriormente ridotti a cinque dai membri dell’Academy. Le nominations ufficiali saranno annunciate il giorno 2 febbraio 2010 all’Academy’s Samuel Goldwyn Theater di Hollywood.
L’elenco dopo il continua:
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“Non credo che la gente abbia capito che l’America è diventara realmente come un grande casinò” così ha detto il celebre reporter finanziario Mark Pittman commentando la situazione economica che negli Usa ha gettato sul lastrico decine di migliaia di famiglie. “Quando sai di essere in un Casinò, ne accetti le regole e sai che potresti vincere o perdere, ma se non ne sei cosciente puoi solo perdere“.
American Casino cerca di dare una spiegazione a come si siano volatilizzati oltre 12 miliardi di dollari, persi come al tavolo da gioco. Ovviamente i primi a farne le spese sono le classi meno agiate, colo che hanno subito la devastazione dell’Uragano Katrina e chi già non aveva la sicurezza di arrivare a fine mese.
American Casino è un documentario firmato da Leslie Cockburn che presenta delle tematiche simili a quelle di Capitalism: a love story di Michael Moore, ma con un taglio meno enfatico e personale, forse alla ricerca di un’obiettività maggiore. Un film che prospetta un futuro che non vorremmo certo sognare per le generazioni future.
Il documentario è stato selezionato per il Tribeca Film Festival di New York. Dopo il continua potete vedere il trailer.
Continua a leggere: American Casino - La locandina e il trailer
Capitalism: A Love Story (Capitalism: A Love Story, USA, 2009) di Michael Moore.
Se prendiamo per vera l’affermazione dello stesso Michael Moore che vuole che il regista si dedichi (per ora) ad almeno due pellicole a soggetto, possiamo dire che il suo ultimo documentario è la chiusura, forse provvisoria ma ideale, di un percorso iniziato esattamente vent’anni fa. Un cerchio che si chiude, ma potrebbe restare aperto per un non di certo improbabile ritorno del regista al documentario.
Esattamente vent’anni fa infatti Michael Moore esordiva con un documentario a suo modo brillante e notevole, Roger & Me, con il quale denunciava il comportamento della General Motors del suo paese d’origine, Flint, nel Michigan, colpevole di aver licenziato 30mila operai di punto in bianco. Oggi Moore denuncia un sistema ben più grande, mostruoso e capillare nel quale l’America ha ben imbevuto le sue fondamenta: il capitalismo, che fa fuori 14000 posti di lavoro al giorno.
Con i suoi documentari il regista è partito quindi da un grave problema economico in periodo reaganiano, è tornato sul tema con The Big One, per poi passare all’industria delle armi (Bowling a Columbine, il suo lavoro migliore), all’amministrazione Bush e ai presunti brogli delle elezioni del 2000 (Fahrenheit 9/11), ed infine al sistema sanitario americano (Sicko). Dopo aver narrato quindi le contraddizioni del sistema di un paese che, dichiarandosi democratico, ha però spesso dimostrato tutto il contrario, ritorna al punto di partenza per tentare di tirare le fila del discorso. E ci riesce, con un film decisamente arrabbiato.
Continua a leggere: Capitalism: A Love Story - di Michael Moore: recensione in anteprima

Un weekend decisamente ‘cinematografico’. Visto l’incredibile numero di uscite in sala, gli italiani si sono riversati al cinema come non accadeva da tempo, facendo lievitare gli incassi. In testa troviamo ancora lui, il magnifico Up made in Pixar, arrivato ai 9 milioni di euro. In 11 giorni, Carl Fredricksen ha già incassato più di quanto riuscì a fare in tutto il proprio percorso Wall-E lo scorso anno. Up, pronostici alla mano, potrebbe concludere la propria corsa attorno ai 15 milioni di euro. Dietro il cartoon in 3D ecco che troviamo la prima delle tante new entry, ovvero Parnassus. Il film di Terry Gilliam, lanciato in solo 228 copie dalla Moviemax, si è comportato invece benissimo. 1.792.247,92 euro in Italia sono un bottino di tutto rispetto per un film di Gilliam (media per sala straordinaria), trascinato ovviamente dal ricco cast ed in particolare dalla presenza di Ledger. I 5/7 milioni di euro non sono poi così’ una lontana chimera.
Non esaltante, invece, il ruolino di marcia di Oggi Sposi. Con 400 sale a disposizione, il divertente film di Luca Lucini ha incassato 941,000 euro. Le troppe uscite si sono cannibalizzate tra di loro, com’era facilmente prevedibile. Dati riscontrabili anche con le altre due new entry, lanciate rispettivamente in 250 e 153 copie. Parliamo di Bruno e Julie & Julia. 527.663,20 gli euro incassati dal nuovo film di Sacha Baron Cohen, 562.642,50 quelli raccimolati dalla pellicola con Meryl Streep protagonista. Entrambi aspettano responsi positivi dal passaparola. Staremo a vedere nei prossimi giorni.
A chiudere il quadro delle nuove entrate La battaglia dei 3 Regni, non esaltante con i suoi 506.393,70 euro raccolti in 72 ore, tenendo in considerazione anche le 250 copie a disposizione. Tornando alle vecchie conoscenze abbiamo Bastardi senza Gloria, arrivato ormai ai 9 milioni di euro, Baaria, ad un passo dai 10 milioni, Lo Spazio Bianco ed Orphan, che superano di slancio il mezzo milione di euro. Da sottolineare infine il crollo di Halloween 2, sparito in una settimana con meno di 600,000 euro d’incasso. Ma attenzione al prossimo weekend, visto che arriveranno Michael Jackson This is It, Il Nastro Bianco, Nel paese delle Creature Selvagge, Amore 14 e Capitalism di Michael Moore! Altro weekend ricchissimo…
Uscirà in Italia il 30 ottobre distribuito da Mikado il nuovo documentario di Michael Moore, ovvero l’atteso Capitalism: A Love Story, presentato in concorso alla 66. Mostra del Cinema di Venezia dove però, nonostante il successo di critica, il film è stato snobbato dalla giuria.
Pensato inizialmente come un “semplice” ritratto sull’America nel suo passaggio da Bush a Obama, e quindi sorta di seguito ideale di Fahrenheit 9/11, Capitalism: A Love Story si è poi trasformato più che altro in un seguito di Roger & Me, il primo lavoro di Moore, proprio in seguito alla crisi finanziaria americana.
E così il regista decide di indagare ed analizzare il sistema capitalistico e i problemi che porta in sé. “Finale” scontato: capitalismo non fa rima con democrazia. Ma ovviamente, quel che conta sta nel mezzo. In attesa della nostra recensione in anteprima, dopo il salto potete guardare il trailer ialiano della pellicola.
Continua a leggere: Capitalism: A Love Story: trailer italiano del nuovo film di Michael Moore

Un successo clamoroso. Esordio con i botti per la commedia Couples Retreat, diventato per il mercato italiano L’Isola delle Coppie e in arrivo nei cinema nostrani il prossimo 4 dicembre. Addirittura 35 i milioni di dollari incassati dalle pellicola in appena 3 giorni, con una media per sala di ben 11,780 dollari. Risultati esaltanti, per un film, costato 70 milioni di dollari e targato Universal, che a questo punto punta dritto ai 100 milioni di dollari. A perdere il primato è Zombieland, horror comedy della Sony che è arrivata ad un passo dai 50 milioni di dollari, dopo esserne costati 24, seguito da Piovono Polpette, ormai a soli 3 milioni di dollari dal traguardo dei 100 milioni, e la ‘coppia’ Toy Story/Toy Story 2, arrivati a quota 23 milioni di dollari.
E’ in 5° posizione che troviamo però la vera sorpresa di questo weekend, ovvero il “caso” Paranormal Activity. Costato appena 11,000 dollari, il film ha incassato 78,000 dollari al suo primo fine settimana di programmazione, 535,000 al 2° e addirittura 6 milioni e mezzo in questo ultimo weekend, salendo dal 20° posto al 5°. Proiettato in appena 159 sale, il film ha sbancato i botteghini, con l’incredibile media per sala di 44,440$! 10 anni dopo il ‘caso The Blair Witch Project’, un altro film a bassissimo budget segue quel clamoroso successo, anche se i 140 milioni di dollari raccolti dalla coppia Daniel Myrick/Eduardo Sanchez appaiono irragiungibili.
6° piazza per il deludente Surrogates, arrivato ai 32 milioni di dollari, dopo esserne costati 80, seguito da altri due passi falsi, ovvero Invention Of Lying e Whip It, arrivati rispettivamente a quota 12 e 9 milioni di dollari. A chiudere la Top10 Fame - Saranno Famosi, pronto a dire addio alla chart con in tasca di 20 milioni di $ e Capitalism: A Love Story di Michael Moore, deludente con solo 9 milioni di dollari in cassa. Ma attenzione al prossimo weekend, visto che arriveranno Nel Paese delle Creature Selvagge, Law Abiding Citizen e The Stepfather! Resisterà il fenomeno Paranormal Activity?

Esordio folgorante e sorprendente per Zombieland al botteghino americano. Addirittura 25 i milioni di dollari raccolti nel weekend, con una media per sala di 8,235 dollari e un budget, di 23 milioni di dollari, abbondantemente recuperato in appena 72 ore. Scivola così in 2° posizione Piovono Polpette, che continua a macinare incassi, perdendo appena il 33,3% e arrivando ad un totale di 82 milioni di dollari. Medaglia di bronzo per un altro cartoon in 3D, ovvero Toy Story / Toy Story 2. Ottimo il risultato per le due pellicole della Pixar, che son tornate in sala incassando 12 milioni e mezzo di dollari, con una media di 7,163 dollari. Al 4° posto troviamo la commedia targata Warner The Invention of Lying, costata 18 milioni e mezzo di dollari e capace di recuperarne ben 7 e mezzo al suo primo weekend di programmazione.
Brusco calo invece per Surrogates, scivolato dal 2° al 5° posto, con un pesante -50% sui già non esaltanti incassi del fine settimana passato. Solo 26 i milioni di dollari raccolti fino ad oggi, dopo eserne costati ben 80. Un mezzo flop? Decisamente sì. Passato a quasi 1000 sale, Capitalism: A Love Story di Michael Moore non ha ’sfondat0′, incassando poco meno di 5 milioni di dollari, con una media per sala di 5,042 dollari. A chiudere il quadro delle new entry Whip It!, deludente con poco meno di 5 milioni di dollari incassati, dopo esserne costati il triplo, con una media per sala di 2,820 dollari.
Si conferma non esaltante il ritorno di Saranno Famosi, già 8° e con 16 milioni di dollari in tasca, dopo esserne comunque costati solo 18, mentre a chiudere la top10 troviamo The Informant!, con 26 milioni di dollari incassati, e Love Happens, arrivato ai 19 milioni di dollari. Da segnalare infine i 252,000 dollari incassati da A Serious Man dei fratelli Coen, lanciato in appena 6 sale, con una media di ben 42,000 dollari. Weekend magro il prossimo, con la commedia Universal Couples Retreat misteriosamente unica uscita forte. Resisterà Zombieland?

Inarrestabile. 2° weekend in testa al botteghino americano per Piovono Polpette. Il cartoon in 3D della Sony perde appena il 18.8% sugli incassi, rispetto al fine settimana passato, portando a casa quasi 25 milioni di dollari, con una media per sala di 7,887 dollari e un totale di 60 milioni di dollari. Ne è costati 100, dovrebbe chiudere a quota 100/130 suo suolo americano. Ad uscire delusi da questo amaro confronto, due attese novità come Surrogates e Saranno Famosi. Il titolo targato Disney, dato per vincitore sicuro del weekend dagli esperti in pronostici, incassa ’solo’ 15 milioni di dollari, con una media per sala di poco superiore ai 5000 dollari. Peggiore, invece, l’esordio per Saranno Famosi. Lanciato in più copie rispetto al film con Bruce Willis, il “remake” del classico di Alan Parker si deve accontentare di 10 milioni di dollari, con una media per sala di 3,241 dollari. Costato 25 milioni di dollari, è quasi impossibile che riesca a rientrare dei costi di produzioni con il solo mercato statunitense. Deludente.
4° piazza per Steven Soderbergh ed il suo The Informant!, arrivato ai 21 milioni di dollari, dopo esserne costati 22, seguito da I Can Do Bad All By Myself di Tyler Perry, arrivato ai 44 milioni di dollari. Solo 6°, e disastroso, Pandorum, che esordisce con appena 4 milioni e mezzo di dollari, e una media per sala di 1,759 dollari. Brusco il crollo anche per Love Happens, arrivato ai 15 milioni di dollari, dopo esserne costati 18, seguito dal pessimo Jennifer’s Body. Appena 12 i milioni di dollari incassati dal film in 10 giorni di programmazione, con l’imbarazzante media per sala di 1,278 dollari. Dalla prossima settimana non lo troveremo più neanche in Top10.
9° posto per 9, arrivato ormai ad un passo dal rientro nei costi di produzione, 27 milioni portati a casa, 30 quelli spesi per la sua realizzazione, con Quentin Tarantino che chiude la Top10 con Bastardi Senza Gloria, arrivato a quota 114 negli States, che diventano 231 worldwide. Mai un film di Quentin aveva incassato tanto. Da segnalare, infine, l’esordio in appena 4 sale di Capitalism: A Love Story di Michael Moore (dalla prossima settimana le copie saranno 1000), capace d’incassare la bellezza di 240,000 dollari, per una media per sala di 60,000 dollari. Ma attenzione alla prossima settimana, visto che arriveranno Zombieland, Whip It, Toy Story (3D) e The Invention of Lying… chi riuscirà a spodestare le Polpette della Sony?
Premio FIPRESCI
miglior film Venezia 66 a Lourdes di Jessica Hausner
miglior film Orizzonti e Settimana Internazionale della Critica a Choi Voi di Bui Thac Chuyen
Premio SIGNIS
a Lourdes di Jessica Hausner
menzione speciale a Lebanon di Samuel Maoz
Premio Settimana Internazionale della Critica “Regione del Veneto per il cinema di qualità”a Tehroun di Takmil Homayoun Nader