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Tutti gli articoli con tag milano film festival

Milano Film Festival 2010 - Chantrapas: la recensione in anteprima e il trailer

pubblicato da carloprevosti

Chantrapas-posterChantrapas (Chantrapas) Regia di Otar Iosseliani con Nika Endeladze, Pierre Etaix, Fanny Gonin, Tamuna Karumidze.

Nicolas sogna di fare il regista ma la sua passione si deve scontrare con la rigida burocrazia che regola anche le opere artistiche realizzate nel suo paese, la Georgia. La libertà creativa non è garantita e, su stile tipicamente sovietico, deve essere sottomessa al bene dello stato. La censura in Georgia è infatti un retaggio dell’Unione Sovietica che ancora lavora attivamente per conservare lo stato delle cose ed evitare che si possano creare delle opere non conformi dalle norme del regime. Dopo aver subito pesanti critiche, Nicolas decide di lasciare il suo Paese per andare a lavorare in Francia dove spera di trovare la libertà che sogna. Ma nemmeno nella terra della libertà e della democrazia però Nicolas troverà lo spazio per esprimere la sua arte.

Otar Iosseliani si cimenta con un film estremamente metacinematografico che attraverso la commistione tra realtà e fantasia tipica del suo cinema riflette sul valore dell’arte (cinematografica), sulla libertà di espressione di un artista e su come il potere costituito possa castrare l’estro anche del più volenteroso tra i giovani artisti. Non a caso il film si apre con un cortometraggio realizzato dallo stesso Iosseliani e mai proiettato pubblicamente nel quale si racconta la storia di tre amici dallo spirito contestatore.

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La Maison en Petits Cubes: il corto d'animazione vincitore dell'Oscar

pubblicato da Gabriele C.

La Maison en petits cubes: il corto d'animazione vincitore dell'Oscar

Gli Oscar sono stati assegnati, e da molte ore sappiamo i nomi di vincitori e vinti. In mezzo a tanto calderone, a tante scommesse, a poche sorprese e tanti titoli, spunta lui, La Maison en Petits Cubes, corto d’animazione diretto dal giapponese Kunio Katô.

Vincitore appunto dell’Oscar come Migliore corto d’animazione, visto in Italia al Milano Film Festival l’anno scorso, il corto di Katô ha il pregio di essere così semplice e diretto da risultare irresistibile. La storia è quella di un uomo anziano che vive da solo nella sua casetta. Il mondo attorno continua ad allagarsi, e spesso l’uomo è costretto a costruire nuovi piani della sua dimora.

Un giorno la sua pipa cade in acqua e raggiunge i piani sommersi, così l’uomo è costretto a scendere sempre più giù, riscoprendo i momenti fondamentali della sua vita… Dolcissimo, malinconico e tenero: le persone facilmente lacrimose preparino i fazzoletti.

Il corto, diviso in due parti di 6 minuti l’uno, lo trovate dopo il salto.

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Si è concluso il Milano Film Festival: ecco i vincitori

pubblicato da Simona

Orango

Si è conclusa ieri la tredicesima edizione del Milano Film Festival. Si sono aggiudicati la vittoria, rispettivamente nelle categorie miglior lungometraggio e miglior cortometraggio, Still Orangutans e Two birds. Still Orangutans è l’opera prima del brasiliano Gustavo Spolidoro che, in un piano sequenza ininterrotto di 80 minuti, racconta 8 diverse storie ambientate in una giornata a Porto Alegre. Storie al limite del surreale, inserite nella quotidianeità di un giorno qualsiasi. Divertenti, ma con un retrogusto amaro. Two Birds è un cortometraggio Islandese, opera seconda di Runar Runarsson che ne firma anche la sceneggiatura.

Igor e Ivan Buharov, definiti i “Ciprì e Maresco di Budapest”, pionieri di un cinema malinconico e alcolico, si sono aggiudicati il premio Aprile, riconoscimento assegnato dai membri del comitato di selezione dei lunghi e dei corti al film che meglio rappresenta lo spirito del festival, per il loro Slow Mirror.

Quest’anno il Milano Film Festival è stato particolarmente ricco di appuntamenti per tutti i gusti, ricordiamo fra gli altri gli incontri con Vincent Gallo e con Terry Gilliam, a cui il festival ha anche dedicato l’interessantissima retrospettiva The Imaginarium of Doctor Gilliam. Foto e resoconto della serata in compagnia di Vincent Gallo le trovate qui, mentre a seguire vi attende un video realizzato da La7 in occasione - appunto - dell’incontro con Terry Gilliam, di cui vi abbiamo proposto foto ed alcuni estratti la scorsa settimana.

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Vincent Gallo incontra il pubblico al Milano Film Festival

pubblicato da Simona

Vincent Gallo incontra il pubblico al Milano Film Festival

La linea di demarcazione fra la genialità e la pura follia è molto labile ed è pressochè impossibile capire da quale parte della linea stia Vincent Gallo. L’attore e regista americano ha incontrato ieri sera il suo pubblico presso il Teatro dal Verme, nell’ambito del Milano Film Festival, che si avvia ormai verso la sua conclusione.

Di fronte ad un affollatissimo auditorium, Gallo ha parlato e si è raccontato senza censure per più di due ore, spiegando molte delle idee registiche alla base di Buffalo 66 e The Brown Bunny, condividendo aneddoti ed episodi particolari della sua carriera, intervallando il flusso delle parole ed il suo costante movimento sul palco con alcune clip tratte dai suoi film.

Dopo il saltino vi aspettano alcune immagini rubate durante la serata e qualche estratto della lunga chiacchierata.

Vincent Gallo incontra il pubblico al Milano Film Festival

Vincent Gallo incontra il pubblico al Milano Film FestivalVincent Gallo incontra il pubblico al Milano Film FestivalVincent Gallo incontra il pubblico al Milano Film Festival

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Terry Gilliam incontra il pubblico al Milano Film Festival

pubblicato da Simona

Terry Gilliam incontra il pubblico al Milano Film Festival

Lontanissima da quella di una conferenza stampa tradizionale l’atmosfera che si respirava ieri sera, in un gremitissimo teatro Strehler (circa 900 posti a sedere fra platea e galleria) dove Terry Gilliam ha incontrato il pubblico del Milano Film Festival e gli addetti ai lavori, dialogando e raccontandosi per quasi due ore. Com’era prevedibile, la prima domanda rivolta al regista riguardava The Imaginarium of Doctor Parnassus ed il come sia riuscito a superare l’improvvisa morte di Heath Ledger lo scorso gennaio, nel bel mezzo delle riprese.

“Heath era assolutamente eccezionale, non solo come attore ma come persona. Quando abbiamo iniziato, Heath era una figura fondamentale per questo progetto, ogni giorno lavoravamo insieme su qualche sua nuova idea, piccoli cambiamenti dello script o del disegno luci, era incredibile, un vero mago. Era straordinario, non penso che il mondo abbia nemmeno cominciato a comprendere la reale portata del suo incredibile talento. Era costantemente impegnato in qualcosa, nella realizzazione di video musicali o in progetti di future regie cinematografiche, non c’era nulla che questo ragazzo non fosse in grado di fare. Perciò la perdita di Heath è stata particolarmente terribile per tutti noi che lo abbiamo conosciuto e non credo che il mondo saprà mai veramente quello che è andato perduto con lui. Penso che nessuno della sua generazione possa nemmeno avvicinarsi alle sue capacità, era semplicemente il più straordinario attore sulla faccia del pianeta. Quando è morto ho detto ‘dobbiano fermarci, non possiamo finire il film’, ma tutti mi hanno detto ‘no, dobbiamo andare avanti, per mostrare al mondo il lavoro di Heath’. Fortunatamente Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law sono venuti in nostro soccorso; per fortuna la storia ha a che fare con uno specchio magico e questo specchio magico ha salvato il film. Vedo Heath ogni giorno, lavoro con lui al montaggio del film, per me Heath è ancora vivo e spero che tutti voi possiate vedere presto la magia che è stato capace di creare.”

Si sono susseguite un moltissime domande (quasi tutte, purtroppo, da parte dei moderatori del dibattito e ben poche da parte del pubblico) alle quali Terry Gilliam ha risposto con grande generosità ed ironia, senza sottrarsi mai. Dai ricordi dei Monty Python ai problemi di censura avuti con Brazil, al suo incontro con Fellini a Cinecittà, fino a Paura e Delirio a Las Vegas ed a L’esercito delle 12 Scimmie. Dopo il salto riportiamo alcuni estratti del fiume di parole, oltre ad una galleria di immagini.

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Si inaugura venerdì la 13a edizione del Milano Film Festival: fate le vostre domande a Terry Gilliam

pubblicato da Simona

Milano Film Festival

Si apre dopodomani la 13esima edizione del Milano Film Festival, rassegna internazionale di cinema indipendente. Si è tenuta questa mattina, in una gremitissima sala del Teatro Strehler, la conferenza stampa di presentazione dell’evento, alla presenza del direttore del teatro stesso, Sergio Escobar; l’assessore al Tempo libero del Comune di Milano, Giovanni Terzi e i direttori del festival, Lorenzo Castellini e Beniamo Saibene.

Dal 12 al 21 settembre, nelle aree che ospiteranno la manifestazione (il Piccolo Teatro e il suo sagrato, il Teatro Strehler, il Teatro Studio, il Teatro Dal Verme, l’Acquario Civico, il Parco Sempione e la casa dei registi) ci si potrà immergere completamente in tutto quanto è parte della settima arte a noi tanto cara. Le proiezioni in programma saranno praticamente continue, dalle 9 di mattina fino ad ore piccolissime.

La punta di diamante di quest’edizione del Festival è una completissima retrospettiva dedicata a Terry Gilliam (ve ne avevamo parlato, ricordate?) intitolata The Imaginarium of Doctor Gilliam. Sarà quindi proiettata l’intera filmografia di quello che è uno dei geni maggiormente sottovalutati del nostro tempo (comprese le opere mai distribuite in Italia come Jabberwocky) e un focus sulla produzione televisiva dei Monty Python, di cui è stato attore, sceneggiatore, produttore di animazioni e regista. Sabato 13 settembre - udite udite! - alle ore 19.00 presso il Teatro Strehler, Terry Gilliam incontrerà il pubblico…e noi saremo presenti, per poi potervi raccontare tutto! Anzi, perchè non scrivete nei commenti qualche domanda che vorreste porre al regista? Se ce ne sarà la possibilità, saremo ben felici di sottoporgliele!

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La tredicesima edizione del Milano Film Festival è ai blocchi di partenza

pubblicato da Simona

Milano Film Festival

10 giorni, 8 location, 5 schermi, 3500 posti a sedere, 2 Concorsi Internazionali, 14 rassegne parallele, ospiti, incontri, concerti ed eventi speciali: il festival più amato dal pubblico proietta la città nel panorama cinematografico internazionale. La tredicesima edizione del Milano Film Festival si svolgerà dal 12 al 21 settembre a Milano, fra il Teatro Strehler e il suo Sagrato, il Teatro Studio, piazza del Cannone all’interno di Parco Sempione, il prestigioso Teatro Dal Verme (novità di quest’anno, che aggiunge alle sedi del festival oltre 1200 posti a sedere), l’Acquario Civico e altri luoghi in città.

I due Concorsi Internazionali sono dedicati ai lungometraggi e cortometraggi di ogni genere, lingua, durata, provenienza e formato. Iscritte ai due Concorsi Internazionali 3238 opere da 115 paesi diversi, fra cui Afghanistan, Australia, Azerbaijan, Bahamas, Bolivia, Eritrea, Fiji, Hong Kong, Iraq, Mozambico, Syria, Uganda, Sud Africa e Zimbabwe.

Numerose anche le sezioni non competitive, fra le quali spiccano The imaginarium of Dr. Gilliam, dedicata - ovviamente - al regista Terry Gilliam; Colpe di stato, rassegna di documentari che testimoniano crimini e ingiustizie spesso compiuti in nome della libertà, della sicurezza e della religione; e ancora Focus Animazione, attraverso workshop con esperti del settore, maratone notturne di cortometraggi, incontri e seminari con professionisti e con le maggiori scuole europee, il Milano Film Festival presenta un quadro completo della più recente produzione nel campo dell’animazione, dell’avanzamento delle tecniche utilizzate e dei possibili sviluppi futuri di un’arte in continua evoluzione.

Per il programma completo vi consigliamo di visitare il sito ufficiale del Milano Film Festival

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Una retrospettiva dedicata a Terry Gilliam al Milano Film festival

pubblicato da Simona

Tery Gilliam

Sarà intitolata The Imaginarium of Doctor Gilliam: Banditi del tempo, plastiche facciali e mulini a vento, la retrospettiva dedicata la visionario regista Terry Gilliam dal Milano Film Festival 2008, in programma dal 12 al 21 settembre.

La retrospettiva non comprenderà solo tutta la filmografia, comprese le opere mai distribuite in Italia, ma racchiuderà una mostra dei suoi lavori grafici, dagli esordi ai bozzetti di scena per i suoi ultimi film, oltre ad un focus sulla produzione televisiva dei Monty Python, e i film che sono stati determinanti per la sua formazione cinematografica.

Terry Gilliam sarà invitato a presentare i suoi film personalmente e potrebbe essere un’ottima occasione anche per carpire qualche anticipazione su The Imaginarium of Doctor Parnassus.

Fonte: Sito Ufficiale

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Il cinema coreano al “Milano Film Festival”.

pubblicato da Agata A.

Il “Milano Film Festival”, in corso in questi giorni nel capoluogo lombardo, dedica alla “Nouvelle Vauge” coreana una bella e interessante retrospettiva.

Io ho colto l’occasione per fare una full immersion e vedere su grande schermo i film degli autori, secondo me, tra i più interessanti nel panorama mondiale. Così ho potuto godermi la trilogia dedicata a Hong Sang-soo:“Turning Gate”(in coreano “Saenghwalui Balgyeon”) del 2002,“Woman is the future of the man”(“Yeojaneon Namjaeun Miraeda”) del 2004 e “Woman on The Beach” (“Haebyeon-Ui Yeon”) del 2006.

Di seguito le mie impressioni “a caldo” dei film.

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Curiosità dal Milano Film Festival

pubblicato da Carla Cigognini

Torna a settembre il Milano Film Festival. Un festival arrivato alla dodicesima edizione che anno dopo anno riscuote sempre più successi. Quest’anno si svolge dal 14 al 23 settembre, vediamo la curiosità dell’edizione 2007.

Sono 2573 le opere iscritte al Milano Film Festival. I film arrivati sono lungometraggi, cortometraggi, documentari, mockumentary, biografie, videoarte, videodanza, videoclip, film d’animazione. La commissione selezionatrice è al lavoro e a breve sarà resa pubblica la selezione dei lungometraggi e cortometraggi 2007.

Intanto:
-La maggior parte dei registi sono uomini, quasi il 70%;
-102 i paesi di provenienza delle opere iscritte, fra cui il Burkina Faso, l’Iran, il Bangladesh, le Bahamas, il Qatar, l’Uzbekistan e la Palestina; 2 film provengono da Macao, ex colonia portoghese;
-considerando i paesi di provenienza dei cortometraggi, il primo posto spetta all’Italia, seguita da Regno Unito e Germania; 55 cortometraggi invece provengono dall’Iran;
-fra i lungometraggi il primato resta all’Italia, gli Stati Uniti conquistano il secondo posto, mentre la medaglia di bronzo spetta, a parimerito, a Francia e Germania; 11 lungometraggi provengono dall’India;
-il regista più anziano ha 85 anni; il regista più giovane ha 15 anni; un regista coreano e uno americano diverranno maggiorenni nei giorni del festival;
-il film più lungo è un documentario inglese di 199 minuti, mentre 27 cortometraggi durano 1 minuto;
-20 film hanno la parola “death” nel titolo, tra questi un israeliano, un tailandese e due statunitensi;
-40 film hanno la parola “love” nel titolo, tra questi tre italiani, un iraniano e due malesi;
-nell’archivio delle copie inviate per la pre-selezione, soltanto 5 le videocassette, a dimostrazione dello strapotere assoluto del dvd come formato prediletto dai registi.

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