Da ieri in programmazione presso le nostre sale, Miracolo a Le Havre torna ad occupare le nostre pagine con un’interessante intervista testuale ad Aki Kaurismäki, regista del film. Il tutto, ovviamente incentrato su questa sua ultima pellicola, presentata a Cannes in concorso e da noi già recensita in anteprima. Di seguito e dopo il salto trovate l’intervista per intero.
Perché ha scelto un tema come l’immigrazione?
AK: Ho scelto di fare un film su questo tema perché la situazione dei rifugiati insulta la mia dignità. C’è una totale indifferenza da parte delle autorità su questa situazione, anche in Italia: basta vedere quello che succede ogni estate a Lampedusa. Ho realizzato questo film non per dare delle soluzioni a queste problematiche, non è questo il mio lavoro. Ma di questi tempi sembra che non sia il lavoro di nessuno. Per questo motivo, il problema dell’immigrazione non ha ancora trovato una soluzione.
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Uscite per il week-end per tutti i gusti, direi. Vediamo insieme i 6 film della settimana con link a trailer italiani e recensioni.
Cosa andrete a vedere? Vi ricordo anche i film usciti il week-end scorso.
In sala questo venerdì, 25 Novembre, Miracolo a Le Havre torna a mostarsi in ben tre nuove clip. Ultimo lavoro del regista finlandese Aki Kaurismäki, con André Wilms, Kati Outinen e Jean-Pierre Darroussin, il film è stato presentato in concorso lo scorso Maggio al Festival di Cannes. Noi lo abbiamo già recensito in anteprima qualche tempo fa. Le altre due clip le trovate dopo il salto.
Marcel Marx, ex scrittore e noto bohémien, si è ritirato in una sorta di esilio volontario nella città portuale di Le Havre, dove sente di aver costruito un rapporto di maggiore vicinanza con la gente, che serve praticando l’onorevole ma poco redditizio mestiere del lustrascarpe. Abbandonata ogni velleità letteraria, vive felicemente dividendosi tra il suo bar preferito, il lavoro e la moglie Arletty, quando all’improvviso il destino mette sulla sua strada un piccolo profugo arrivato dall’Africa.
Con Arletty gravemente ammalata e costretta a letto, ancora una volta Marcel deve affrontare il freddo muro dell’indifferenza umana armato solo del suo innato ottimismo e della solidarietà della gente del suo quartiere: ma contro di lui lavora la cieca macchina dello stato occidentale, questa volta rappresentata dalla polizia che lentamente stringe il cerchio intorno al bambino africano. Per Marcel è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, lucidarsi le scarpe e mostrare i denti.
Continua a leggere: Miracolo a Le Havre: tre nuove clip tratte dal film
Pressoché identica a quella che vi avevamo mostrato in sede di recensione, qui accanto trovate la locandina ufficiale di Miracolo a Le Havre per quanto riguarda l’Italia. L’unica differenza, se vogliamo sta nella data apposta a fondo pagina. L’ultimo film di Aki Kaurismäki, infatti, approderà nelle nostre sale venerdì prossimo, 25 Novembre. Non perdetevi la nostra recensione in anteprima.
Marcel Marx, ex scrittore e noto bohémien, si è ritirato in una sorta di esilio volontario nella città portuale di Le Havre, dove sente di aver costruito un rapporto di maggiore vicinanza con la gente, che serve praticando l’onorevole ma poco redditizio mestiere del lustrascarpe. Abbandonata ogni velleità letteraria, vive felicemente dividendosi tra il suo bar preferito, il lavoro e la moglie Arletty, quando all’improvviso il destino mette sulla sua strada un piccolo profugo arrivato dall’Africa.
Con Arletty gravemente ammalata e costretta a letto, ancora una volta Marcel deve affrontare il freddo muro dell’indifferenza umana armato solo del suo innato ottimismo e della solidarietà della gente del suo quartiere: ma contro di lui lavora la cieca macchina dello stato occidentale, questa volta rappresentata dalla polizia che lentamente stringe il cerchio intorno al bambino africano. Per Marcel è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, lucidarsi le scarpe e mostrare i denti.
In concorso a Cannes lo scorso Maggio, Miracolo a Le Havre (titolo originale, Le Havre) di Aki Kaurismäki è stato accolto più che discretamente - a dispetto delle solite logiche attinenti a vari premi e riconoscimenti. Una storia attuale, raccontata con una certa delicatezza dal regista finlandese. Nel cast figurano l’ottimo André Wilms (di nuovo insieme a Kaurismäki dopo La Vie de Bohème), Kati Outinen e Jean-Pierre Darroussin. Qui la nostra recensione in anteprima. Nelle nostre sale il 25 Novembre.
Marcel Marx, ex scrittore e noto bohémien, si è ritirato in una sorta di esilio volontario nella città portuale di Le Havre, dove sente di aver costruito un rapporto di maggiore vicinanza con la gente, che serve praticando l’onorevole ma poco redditizio mestiere del lustrascarpe. Abbandonata ogni velleità letteraria, vive felicemente dividendosi tra il suo bar preferito, il lavoro e la moglie Arletty, quando all’improvviso il destino mette sulla sua strada un piccolo profugo arrivato dall’Africa.
Con Arletty gravemente ammalata e costretta a letto, ancora una volta Marcel deve affrontare il freddo muro dell’indifferenza umana armato solo del suo innato ottimismo e della solidarietà della gente del suo quartiere: ma contro di lui lavora la cieca macchina dello stato occidentale, questa volta rappresentata dalla polizia che lentamente stringe il cerchio intorno al bambino africano. Per Marcel è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, lucidarsi le scarpe e mostrare i denti.

Approderà nelle sale italiane il prossimo 25 novembre, distribuito da BIM Distribuzione, Miracolo a Le Havre, di Aki Kaurismäki; presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, ha ricevuto 4 nominations all’European Film Awards 2011 (Miglior Film, Regia, Attore, Sceneggiatura). Nel cast André Wilms, Kati Outinen e Jean-Pierre Darroussin. Qui c’è il trailer e qui la nostra recensione in anteprima.
Marcel Marx, ex scrittore e noto bohémien, si è ritirato in una sorta di esilio volontario nella città portuale di Le Havre, dove sente di aver costruito un rapporto di maggiore vicinanza con la gente, che serve praticando l’onorevole ma poco redditizio mestiere del lustrascarpe. Abbandonata ogni velleità letteraria, vive felicemente dividendosi tra il suo bar preferito, il lavoro e la moglie Arletty, quando all’improvviso il destino mette sulla sua strada un piccolo profugo arrivato dall’Africa. Con Arletty gravemente ammalata e costretta a letto, ancora una volta Marcel deve affrontare il freddo muro dell’indifferenza umana armato solo del suo innato ottimismo e della solidarietà della gente del suo quartiere: ma contro di lui lavora la cieca macchina dello stato occidentale, questa volta rappresentata dalla polizia che lentamente stringe il cerchio intorno al bambino africano. Per Marcel è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, lucidarsi le scarpe e mostrare i denti.
Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki - foto e sinossi completa

Sono state annunciate le nomination della 24. edizione degli European Film Awards, i premi che segnalano ogni anno il meglio della produzione cinematografica europea. Dopo l’ultima edizione, con il dominio de L’uomo nell’ombra di Roman Polanski, che guardava tutti dall’alto delle sue sette nomination (e che poi ha vinto come Miglior film), quest’anno tocca a Lars von Trier e il suo discusso Melancholia guardare tutti dall’alto con le sue 8 nomination. Incluse quelle per miglior film e regia, ma anche per le due attrici protagoniste, Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg.
Seguono a pari merito, ben distanziati, altri cinque film con 4 nomination, e sono tutti i titoli che completano la sestina in corsa per il titolo di Miglior film europeo 2011: The Artist, Il discorso del re, In un mondo migliore, Miracolo a Le Havre e Il ragazzo con la bicicletta. Nota bene: quattro dei sei film in corsa per il premio maggiore erano in concorso all’ultimo Festival di Cannes, mentre gli altri due hanno vinto l’Oscar. I cinque registi in corsa per il titolo di Miglior regista dell’anno, accanto a von Trier, sono Susanne Bier, i fratelli Dardenne, Aki Kaurismäki e Béla Tarr per il suo The Turin Horse, annunciato come ultimo film del grande autore ungherese e Orso d’Argento della Giuria a Berlino.
C’è anche l’Italia grazie ad Habemus Papam di Nanni Moretti, che riceve due nomination: una per il suo meraviglioso interprete, Michel Piccoli, e una per Paola Bizzarri come miglior scenografa. Gli European Film Awards verranno consegnati durante la cerimonia di premiazione che si terrà a Berlino il 3 dicembre.
In attesa di sapere i vincitori, di seguito vi aspettano tutte le nomination.
Continua a leggere: European Film Awards 2011: nelle nomination domina Melancholia
Per molti era da Palma d’Oro, ma Le Havre - divenuto in Italia Miracolo a Le Havre - alla fine è uscito a mani vuote dall’ultimo Festival di Cannes. Detto ciò è stato forse lui il titolo più applaudito della kermesse, e dopo aver ricevuto consensi anche a Locarno (qui la nostra recensione) si appresta ad approdare a Toronto. Aki Kaurismäki torna in Francia dopo Vita da bohème e ci racconta una storia d’immigrazione, ma con il suo solito stile originale e unico.
Marcel Marx (!), autore d’altri tempi e famoso anticonformista, si è auto-esiliato nella città portuale di Le Havre, dove sente di aver conquistato uno stretto rapporto con la gente, facendo il lustrascarpe, lavoro rispettabile ma che non gli porta tanti soldi. Ha ormai sepolto i sogni di una fortuna letteraria, e vive di poche cose: il suo bar preferito, il suo lavoro e la moglie Arletty, finché non irrompe nel suo cammino un immigrato africano minorenne. Quando Arletty si ammala ed è costretta a letto, Marcel deve prendere in mano la situazione. Ma la polizia è in cerca del ragazzo. È il momento di pulirsi le proprie scarpe e tirare fuori le unghie…
Intepretato da André Wilms (Marcel) e Kati Outinen (Arletty), con la partecipazione di Jean-Pierre Léaud, Le Havre uscirà il 9 settembre in Finlandia. In Italia è nel listino Bim, che da Cannes ci porterà anche Melancholia e The Artist: tutti e tre i titoli dovrebbero uscire entro la fine dell’anno. Non vediamo l’ora, visto anche che il trailer, che potete vedere qui sopra, è a dir poco delizioso.
A due passi dal porto di Le Havre vive Marcel Marx, un anziano lustrascarpe senza soldi ma con una moglie che ama la sua bontà. In passato Marcel Marx è stato un artista vagabondo, uno scrittore clochard, che però ha scelto di stabilirsi nella cittadina francese. Marcel in strada, esercitando il suo lavoro, incontra tante persone ma i punti saldi della sua vita sono quelli attorno alla sua casa, il bar dove beve l’aperitivo con pochi amici, il piccolo negozio di alimentari che gli fa credito anche se sa che non pagherà i debiti. Il destino ha più di una sorpresa per Marcel: lo stesso giorno in cui l’amata moglie viene ricoverata in ospedale per un male che potrebbe non darle scampo avviene l’incontro con un piccolo clandestino africano che vorrebbe raggiungere Londra sognando di ricongiungersi alla sua famiglia. La polizia è sulle sue tracce ma Marcel non si scoraggia e tutto il quartiere sarà solidale con la sua missione. A volte i miracoli avvengono anche nei posti più inaspettati.
Sono pochi i registi che possono mettere la propria firma su ogni inquadratura di un proprio lavoro, basta però guardare un singolo fotogramma di Le Havre per comprendere come la mano di Aki Kaurismäki sia in grado di pennellare con colori pastello anche le più degradate periferie ad ogni fotogramma.
Quello di Kaurismäki è un cinema fatto di non-luoghi, i suoi personaggi spesso non hanno radici e si muovono come ombre tra strade, porti, stazioni e luoghi che non hanno memoria. Marcel Marx, insieme a M (il Markku Peltola de L’uomo senza passato) è forse il più azzeccato dei personaggi ispirati a questo modello. Esclusi, emarginati, poveri ma con la speranza nel cuore, sono spesso così i protagonisti del cinema di Kaurismäki.
Continua a leggere: Locarno 2011 - Miracolo a Le Havre : la recensione in anteprima