Durante una calda notte d’estate, una macchina di schianta contro un albero. Un anno prima, Paul incontra Frédéric, un pittore che vive in Italia con Angèle, attrice di cui è follemente innamorato. Lavorando come comparsa, Paul conosce Roland e s’innamora di Elisabeth. Frédéric invita Paul ed Elisabeth nella sua casa a Roma, dove li presenta ad Angèle. Quella notte però la donna passerà la notte in un hotel con Roland… È solo l’inizio di una dolorosa doppia storia d’amore.
Garrel torna per la quarta volta in concorso al Lido dopo aver vinto due Leoni d’argento (per gli stupendi J’entends plus la guitare e Les amants réguliers) e un Fipresci (Sauvage innocence), e torna a raccontare l’amour fou e tutti i suoi più dolorosi sviluppi. Lo ha sempre fatto, dai suoi film all’epoca della Nouvelle Vague attraverso quelli con la compagna Nico, a cui ha dedicato proprio lo struggente J’entends plus la guitare, un film che è quasi un manifesto dello stile del regista francese, forse l’unico grande erede della Nouvelle Vague.
A suo modo Un été brûlant richiama proprio quel film, ad iniziare da due cose: la storia d’amore sofferta che ci viene raccontata e l’episodio che ha fatto fare a Garrel le due pellicole (la morte di Nico in un caso, la morte di un amico nell’altro). Il cinema del regista francese è fatto di fantasmi, della propria vita personale, di cinema. Un été brûlant ci parla tanto del mondo del cinema, visto il mestiere con cui quasi tutti i protagonisti hanno a che fare (attori, comparse, o dietro la macchina da presa).
Sarà presentata il 2 settembre durante la 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia la nuova fatica di Philippe Garrel, ovvero Un été brûlant. Il film sarà distribuito in Francia dalla Wild Bunch il 28 settembre, e in Italia grazie alla Wave Distribution in autunno: almeno non farà la fine di La frontière de l’aube, ancora inedito. Garrel torna così in concorso al Lido dopo aver vinto due Leoni d’argento (per gli stupendi J’entends plus la guitare e Les amants réguliers) e un Fipresci (Sauvage innocence), e torna a raccontare l’amour fou e tutti i suoi più dolorosi sviluppi.
Durante una calda notte d’estate, una macchina di schianta contro un albero. Un anno prima, Paul (Jérôme Robart) incontra Frédéric (Louis Garrel), un pittore che vive in Italia con Angèle (Monica Bellucci), attrice di cui è follemente innamorato. Lavorando come comparsa, Paul conosce Roland (Vladislav Galard) e s’innamora di Elisabeth (Céline Sallette). Frédéric invita Paul ed Elisabeth nella sua casa a Roma, dove li presenta ad Angèle. Quella notte però la donna la passerà in un hotel con Roland… È solo l’inizio di una dolorosa storia d’amore che li coinvolgerà tutti.
In attesa di vedere Un été brûlant (letteralmente “un’estate bollente”) al Lido, ecco per voi il primo trailer originale, a cui aggiungiamo la locandina e le prime immagini del film nella nostra gallery.

Sbeffeggiata da parte della critica italiana, eppure amata, amatissima all’estero. La carriera a due facce di Monica Bellucci prosegue, senza soste. Finito di girare in Turchia Rhinos Season del regista iraniano Bahman Ghobadi, ambientato nell’Iran di oggi, Monica potrebbe interpretare Oriana Fallaci nel film del premio Oscar polacco Andrzej Wajda, sul leader di Solidarnosc, Lech Walesa.
“Non è ancora confermato, ma è molto probabile, anche perché è un regista che ammiro”.
Queste le parole rilasciate all’Ansa da parte della Bellucci, probabilmente a Venezia con Un eté brulant, film di Philippe Garrel, da lei interpretato con il figlio Louis. Ma tornando alla notizia principale, ovvero Monica nei panni di Oriana Fallaci, voi cosa ne pensate?

Stasera, lunedì 18 Aprile alle ore 21:10, proprio in occasione del primo giorno della Settimana Santa, andrà in onda su La7 La Passione di Cristo (2004). Il film è diretto da Mel Gibson, con James Caviezel, Monica Bellucci e Maia Morgenstern.
La Passione di Cristo è indubbiamente uno dei film più controversi nella storia del cinema. A riguardo si è detto di tutto e di più, sia da parte degli estimatori che da parte dei detrattori. Da un lato il film di Gibson viene considerato uno di quei progetti che solo un personaggio nella sua posizione avrebbe potuto girare, visto che Hollywood mai si sarebbe sognata di portare sullo schermo una pellicola del genere.
Da altri, invece, considerato come un film “violento”, “crudo” o addirittura “antisemita”. I più tiepidi tra queste fila, invece, si limitano a vituperarlo per supposti limiti afferenti alla sola sfera tecnico-cinematografica. Quali che siano le impressioni suscitate all’epoca, nonché l’idea di molti, a noi sembra che La Passione di Cristo sfugga alle facili etichette, anche a carattere filmico.
Chi dispone di maggiore confidenza con le Sacre Scritture, ci dicono, noterà che le licenze che il regista si è concesso sono davvero poche. L’immagine di un Gesù “pulito e profumato” sulla croce fa certamente parte di un’erronea vulgata, diffusasi anche in ambienti filo-clericali. Il Gesù Cristo che ci restituisce la storia, a prescindere dalla Fede, è quella di un nazareno che fu venduto, flagellato, umiliato ed infine ucciso con la massima pena capitale dell’epoca.
Non sappiamo dire fino a che punto questa pellicola faccia giustizia a quelle dodici ore che cambiarono per sempre la nostra storia, checché ne dica un Times qualunque. Quel che è certo è che il partito preso non trova terreno fertile qui, sia che si tratti di elogi, sia che si tratti di gettar fango. Due facce della stessa medaglia… quella di chi i film li confina alla stanza in cui li guarda, dimenticando che ciò che ce li ha portati in quel posto è ben più grande.
Direttamente da IoSpio, freepress settimanale di Gossip, vi estraggo qualche dichiarazione rilasciata da Cristiano Malgioglio riguardo al cinema.
Qualche tempo fa hai detto di aver scritto una lettera a Pedro Almodovar. Ti ha risposto?
Certo che mi ha risposto. E ci siamo anche visti in tre occasioni. Abbiamo parlato molto di cinema e spero che mi chiami presto. Altrimenti potrò fare solo le parti del nonno.
E sul ruolo che potresti interpretare ti ha detto niente?
No, mi ha detto solo che è pazzo del mio ciuffo, ma non gli darò mai la ricetta di come lo faccio.
Con chi ti piacerebbe recitare?
Con un regista italiano che mi facesse fare una parte drammatica. Muccino e Sorrentino sono i miei preferiti.
Ci dici un film che non ti è piaciuto?
Manuale d’Amore 3. Sono entrato per vedere Monica Bellucci che è bellissima, ma De Niro mi ha molto deluso. Veronesi, comunque, resta un regista pazzesco.
…. Che parte fareste fare a Malgioglio in un film di Almodovar? Scatenatevi nei commenti!

Quasi 800 sale e un lancio mediatico kolossale (ma un incasso nei primi due giorni di programmazione a dir poco deludente: 1.416.291,13 euro). Da circa 48 ore Manuale d’Amore 3 ha invaso i cinema italiani. L’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? L’avete trovato superiore o inferiore ai capitoli precedenti? Quale dei tre ‘episodi’ vi è piaciuto di più e quale di meno? E la tanto chiacchierata presenza di Robert De Niro, vi ha soddisfatto? E l’alchimia con Monica Bellucci, soddisfacente oppure no? E infine, ha senso proseguire con altri due capitoli, come annunciato da Giovanni Veronesi? Ricordandovi la nostra recensione in anteprima, a voi voti e commenti.
Tra 48 ore i cinema italiani verranno invasi dalla corazzata Manuale d’Amore 3. 700 le copie annunciate, per un film chiamato a sbancare ancora una volta il botteghino, sognando il tetto dei 20 milioni di euro, mai abbattuto dagli altri due capitoli della saga. Dopo avervi recensito la pellicola in anteprima, torniamo a parlarne grazie al Corriere della Sera On Line, riuscito a metter le mani su 3 clip inedite. 9 minuti in totale, con 3 minuti a ‘capitolo’, e un Bob De Niro in versione ‘Toro Scatenato’ nel finale. Un piccolo ‘antipasto’, chiamato ad invogliare chi ancora tentenna dinanzi al terzo Manuale d’Amore.
Diretto da Giovanni Veronesi, che ha già annunciato due ulteriori capitoli, e con Monica Bellucci, Carlo Verdone, Robert De Niro, Riccardo Scamarcio, Michele Placido, Valeria Solarino, Donatella Finocchiaro e Laura Chiatti protagonisti, Manuale d’Amore 3 dovrà provare a fare meglio dei 14.018.000 euro incassati nel 2005 con il primo capitolo, diventati addirittura 19.018.000 nel 2007 con il secondo manuale.
Veronesi questa volta punta l’obiettivo sulle diverse età dell’amore: “Giovinezza” racconta la storia di Roberto (Riccardo Scamarcio), giovane e ambizioso avvocato, prossimo alle nozze con Sara (Valeria Solarino), e del suo travolgente incontro con Micol (Laura Chiatti), bellissima, provocante e misteriosa; “Maturità“. Fabio (Carlo Verdone), un affermato anchorman televisivo, marito fedelissimo da 25 anni, viene travolto da un incontro imprevisto e fatale. L’intrigante Eliana (Donatella Finocchiario) non è però chi sostiene di essere; “Oltre”. Adrian (Robert De Niro) è un professore americano di storia dell’arte che da qualche anno, dopo il divorzio dalla moglie, ha scelto di vivere a Roma, la città che ha sempre amato. Riservato e solitario frequenta poche persone tra cui Augusto (Michele Placido), il portiere dello stabile in cui vive. Forse solo a lui ha rivelato il suo segreto: sette anni prima ha subito un delicatissimo intervento di trapianto del cuore. Il fulminante incontro con la figlia di quest’ultimo, Viola (Monica Bellucci), sconvolgerà la sua tranquilla esistenza.
Manuale d’Amore 3 (Ita, 2011) di Giovanni Veronesi; con Robert De Niro, Carlo Verdone, Riccardo Scamarcio, Monica Bellucci, Michele Placido, Laura Chiatti, Donatella Finocchiaro, Valeria Solarino, Emanuele Propizio
6 anni fa il primo fortunato capitolo. Critica soddisfatta, pubblico delle grande occasioni. Manuale d’Amore fu un tale successo da dare il via ad un vero e proprio franchise, oltre che ad un sodalizio tra Giovanni Veronesi e Aurelio DeLaurentiis. Se nel 2007 con Manuale d’Amore 2 non aumentarono solo gli incassi ma anche le critiche, con il terzo capitolo Giovanni Veronesi era chiamato a superarsi, onde evitare di portare avanti una saga ’stanca’ e ’spompata’. Chi chiamare per riuscire nell’impresa? Sua Maestà Robert De Niro. Centrando l’intero lancio promozionale sulla straordinaria presenza del leggendario attore, con tanto di strombazzata comparsata al Festival di Sanremo, Manuale d’Amore 3 espande così il proprio ‘bacino d’utenza’, strizzando l’occhio oltreoceano.
Ma che tipo di prodotto andremo ad esportare? Una commedia nel complesso ’superiore’ rispetto a quanto si potesse pensare, ovvero a ciò che avevamo potuto vedere con il tentennante trailer. Dividendo il film nei soliti ed immancabili tre capitoli, Veronesi sale e scende dal punto di vista qualitativo, toccando il punto più basso con Scamarcio e quello più alto con un Verdone in forma smagliante, lasciando così nel mezzo un Bob De Niro stranamente credibile nel suo italiano alla Wendy Windham ma sinceramente a tratti imbarazzante nei panni di un docile vecchietto particolarmente rincoglionito, tra faccette e passi felpati, ed una Monica Bellucci al suo fianco tanto bella e prorompente quanto ancora una volta indifendibile.
Continua a leggere: Manuale d'Amore 3: Recensione in Anteprima
A poche ore dallo sbarco sul palco dell’Ariston, con Carlo Verdone e Robert De Niro attesi a braccia aperte da Gianni Morandi, Manuale d’Amore 3 torna a far sua la nostra attenzione grazie ad un lungo e interessante dietro le quinte, da vedere e commentare insieme a noi.
Diretto da Giovanni Veronesi, e con Monica Bellucci, Carlo Verdone, Robert De Niro, Riccardo Scamarcio, Michele Placido, Valeria Solarino, Donatella Finocchiaro e Laura Chiatti protagonisti, Manuale d’Amore 3 il prossimo 25 febbraio tenterà l’assalto al botteghino, provando così a prolungare l’ondata tricolore che ha visto trionfare il cinema italiano negli ultimi due mesi e mezzo. Aspettando la nostra recensione in anteprima, ormai prossima, il film dovrà provare a fare meglio dei 14.018.000 euro incassati nel 2005 con il primo capitolo, diventati addirittura 19.018.000 nel 2007 con il secondo manuale. Ci riuscirà?
Veronesi questa volta punta l’obiettivo sulle diverse età dell’amore: “Giovinezza” racconta la storia di Roberto (Riccardo Scamarcio), giovane e ambizioso avvocato, prossimo alle nozze con Sara (Valeria Solarino), e del suo travolgente incontro con Micol (Laura Chiatti), bellissima, provocante e misteriosa; “Maturità“. Fabio (Carlo Verdone), un affermato anchorman televisivo, marito fedelissimo da 25 anni, viene travolto da un incontro imprevisto e fatale. L’intrigante Eliana (Donatella Finocchiario) non è però chi sostiene di essere; “Oltre”. Adrian (Robert De Niro) è un professore americano di storia dell’arte che da qualche anno, dopo il divorzio dalla moglie, ha scelto di vivere a Roma, la città che ha sempre amato. Riservato e solitario frequenta poche persone tra cui Augusto (Michele Placido), il portiere dello stabile in cui vive. Forse solo a lui ha rivelato il suo segreto: sette anni prima ha subito un delicatissimo intervento di trapianto del cuore. Il fulminante incontro con la figlia di quest’ultimo, Viola (Monica Bellucci), sconvolgerà la sua tranquilla esistenza. Qui vi mostrammo il trailer, qui il teaser.
Il teaser trailer lo pubblicò in esclusiva Il Corriere della Sera On Line, mentre il trailer definitivo che ci mostra un Robert De Niro recitare in italiano è LaRepubblica.it a pubblicarla in esclusiva. Campagna di lancio intelligente quella portata avanti dalla Filmauro per Manuale d’Amore 3, atteso nei cinema nostrani il prossimo 25 febbraio.
Giovanni Veronesi ovviamente in cabina di regia, Monica Bellucci, Carlo Verdone, De Niro, Riccardo Scamarcio, Michele Placido, Valeria Solarino, Donatella Finocchiaro e Laura Chiatti a completare il cast, per un film che dovrà provare a fare meglio dei 14.018.000 euro incassati nel 2005 con il primo capitolo, diventati addirittura 19.018.000 nel 2007 con il secondo manuale. Veronesi questa volta punta l’obiettivo sulle diverse età dell’amore: “Giovinezza” racconta la storia di Roberto (Riccardo Scamarcio), giovane e ambizioso avvocato, prossimo alle nozze con Sara (Valeria Solarino), e del suo travolgente incontro con Micol (Laura Chiatti), bellissima, provocante e misteriosa; “Maturità“. Fabio (Carlo Verdone), un affermato anchorman televisivo, marito fedelissimo da 25 anni, viene travolto da un incontro imprevisto e fatale. L’intrigante Eliana (Donatella Finocchiario) non è però chi sostiene di essere; “Oltre”. Adrian (Robert De Niro) è un professore americano di storia dell’arte che da qualche anno, dopo il divorzio dalla moglie, ha scelto di vivere a Roma, la città che ha sempre amato. Riservato e solitario frequenta poche persone tra cui Augusto (Michele Placido), il portiere dello stabile in cui vive. Forse solo a lui ha rivelato il suo segreto: sette anni prima ha subito un delicatissimo intervento di trapianto del cuore. Il fulminante incontro con la figlia di quest’ultimo, Viola (Monica Bellucci), sconvolgerà la sua tranquilla esistenza.
Ma ora date un’occhiata al trailer ‘parlato’ e diteci… che ve ne pare dell’italiano di Robert De Niro? Dopo il ‘russo italico’ di Tilda Swinton in Io sono l’Amore pensavate di aver visto e ascoltato tutto? E invece…