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Tutti gli articoli con tag mostra del cinema di venezia 2009

Giorno 2 a Venezia 2009: Valhalla Rising - Lourdes - Francesca

pubblicato da Gabriele C.

valhalla rising foto film

Valhalla Rising - di Nicolas Winding Refn (Fuori concorso)
Il potentissimo guerriero One-Eye è stato tenuto prigioniero per molti anni. Grazie all’aiuto di Are, un ragazzino dal quale non si dividerà più nel corso delle successive peripezie, One-Eye si libera del suo sequestratore, il capitano Barde. Ma durante il viaggio su una nave vichinga, la nebbia avvolge i personaggi, e la destinazione è una terra sconosciuta che potrebbe essere l’inferno…

Il regista della trilogia Pusher porta a Venezia quello che, in patria e in Internet, è già un cult. I motivi sono palesi sin da subito: Valhalla Rising è un film crudo, sporco, con un sonoro che fa sentire fisicamente i colpi e le botte, le ossa che si spezzano e il sangue che sprizza a fiotti. Ma è anche un film che si prende i suoi tempi, e al quale non mancano lunghi silenzi (e di dialoghi, in realtà, ce ne sono anche pochi).

Diviso in sei parti diversamente denominate, duro e allo stesso tempo “mistico”, Valhalla Rising piacerà con ogni probabilità ai fan del genere e a chi aspettava da un bel po’ il film, senza alcuna delusione. Gli altri potrebbero rimanere perplessi o turbati. Al di là di tutto, c’è da sottolineare la presenza di Mads Mikkelsen: un guerriero muto e solitario, con il quale lo spettatore deve scoprire la vera identità. Qui il trailer.

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Giorno 2 a Venezia 2009: The Road - Life during wartime

pubblicato da Gabriele C.

the road foto film viggo mortensen

Prime belle soddisfazioni dal concorso di Venezia grazie ai tre nuovi film in gara per il Leone d’Oro, tra cui i due primi americani. Piccola nota, visto che anche altri siti ne hanno giustamente parlato: è vergognoso che in un festival come Venezia si debba assistere a scene come quelle che gli accreditati hanno vissuto in Sala Darsena per il film di Todd Solondz. Proiezione in ritardo, rimandata due volte; s’inizia con circa 40 minuti di ritardo, e quando la pellicola parte i sottotitoli non sono in sincrono. Di almeno una ventina di secondi. Ululati e proteste non servono a fermare l’ignobile proiezione. A metà la cosa di sistema, ma nell’ultima parte ricomincia. Evviva la Mostra…

The Road - di John Hillcoat (Concorso)
E’ un film cupissimo quello di Hillcoat, tratto dal bellissimo libro di McCarthy. Il romanzo, Premio Pulitzer nel 2007, ha fatto discutere anche gli appassionati dello scrittore, ma è innegabile che abbia stile e colpisca. The Road è una trasposizione fedele, e al di là di questo potrebbe essere preso ad esempio come trasposizione che non snatura la fonte d’origine e al tempo stesso riesce ad essere un film personale.

Hillcoat si era già fatto notare per il suo splendido The Proposition, emozionante western crepuscolare che ridava linfa al genere. Ora con The Road ritorna a convincere, guadagnandosi un piccolo spazio tra i nuovi registi da continuare a tenere d’occhio. Il suo film post-apocalittico è angosciante, opprimente, a tratti agghiacciante.

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Videocracy - di Erik Gandini: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

videocracy poster italianoVideocracy - Basta Apparire (Videocracy, 2009 - documentario) di Erik Gandini

Il film-polemica della Mostra di Venezia è arrivato, e la fila in Sala Perla 2 per l’unica proiezione prevista era talmente lunga che gli organizzatori hanno ceduto all’idea di programmare una seconda proiezione notturna nella ben più grande Sala Darsena. E ovviamente Videocracy sta già facendo discutere il Lido.

Erik Gandini, di origini italiane ma da vent’anni in Svezia, guarda alla nostra televisione per scattare una radiografia dello stato di (non) salute dell’Italia, guardandola con gli occhi ormai dello straniero che vede cose dall’altro mondo, da film di fantascienza.

Videocracy è un film su Silvio Berlusconi? Direttamente sì, ma indirettamente non solo. E’ un film che tenta di esplorare la situazione odierna del nostro belpaese incominciando il tutto dall’avvento della televisione commerciale, con il primo quiz tv con interazione con il pubblico da casa che, telefonando, poteva far spogliare una donnina.

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Venezia 2009: Il lato A e il Lato B di Charlize e Monica

pubblicato da Italo Moscati

Monica Bellucci - Charlize Theron- sexy

Nel film Baaria (qui la nostra recensione) di Giuseppe Tornatore, che ha fatto e farà molto discutere (il pubblico potrebbe archiviarlo ma non credo, anzi lo spero per il bravo regista), compare per un attimo, anzi due attimi, il nostro peso massimo del divismo femminile: Monica Bellucci, 110-80- 120, misure virtuali di curve e rientranze, indicate da me a colpo d’occhio.

Monica è simpatica. Da modella proveniente da Città di Castello, con testardaggine e bellissima presenza, ha sfondato prima in Italia e poi nel modo- oggi sta in Francia- grazie alle suddette misure e a due occhi che sempre lì lì per piangere, e invece sornionamente sorridono di narcisismo ultra, ultrasoddisfatto. Perché lei, Monica, ce l’ha fatta. I due attimi di “Baaria” sono: fa l’amore con un muratore e gli studentelli con il prof sospendono la lezione in corso per una lezione di eros alla brava , tutto di fuori, la parte alta di lei in bella evidenza. Più avanti Monica passa per strada e qualcuno grida: “Bella f…”. E nessuno se la sente di dargli torto.

Il problema alla Mostra è che, uscita Monica, entra Charlize Theron, protagonista di The Road di John Hillicoat. Charlize è sullo schermo solo nella prima parte di questo film postapocalittico illuminato da un finale di speranza: l’incontro di un ragazzino con una famiglia di sopravvissuti. La catastrofe misteriosa non impedisce di sperare. Un buon film. Di questa pellicola, tratta dal romanzo di Corman Mc Carthy, ricorderò soprattutto gli occhi di Charlize, il suo viso, il suo corpo martoriato sotto i vestiti, il suo parto doloroso e disperato. Gli occhi. Gli occhi. La bocca. La bocca. I capelli trasandati. I capelli biondi. E pensare che noi scoprimmo anni fa Charlize, il suo Lato B, in uno spot pubblicitario. Lo ricorderete: il filo di un vestitino di lana che si srotola e… Ecco: noi cominciammo dal Lato B e oggi siamo di fronte a una grande attrice. Una domanda: ce la farà a vestirsi e a recitare la volenterosa Monica che scoprì e continua a scoprire il Lato A e il Lato B?

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Giorno 1 a Venezia 2009: Celda 211 - Metropia

pubblicato da Gabriele C.

poster 2 celda 211Continuano i commenti a caldo dalla Mostra del Cinema di Venezia 2009. Qui il pezzo precedente.

Celda 211 - di Daniel Monzón (Giornate degli Autori)
Juan Olivier sta per iniziare il suo nuovo lavoro da secondino: ma il suo incarico sfortunatamente parte proprio con l’inizio di una rivoluzione da parte dei carcerati. Ora Juan si ritrova imprigionato con loro e non deve farsi mettere i piedi in testa, pena la morte. Decide così di presentarsi non come un secondino, ma come un nuovo arrivato, un nuovo carcerato…

Ecco un film davvero interessante, che applica e rimescola le carte del genere carcerario in modo sapiente e davvero cattivo. Dopotutto, si tratta di un film spagnolo: e sappiamo quanto gli spagnoli non le mandino a dire quando si tratta di dover usare la giusta dose di cattiveria. Qui non si salva nessuno, e non si tifa di certo per la polizia, che è la parte più meschina e trufaldina, pronta a tutto per ottenere ciò che vuole, di una società che reagisce con esplosioni di violenza.

I due protagonisti principali (il secondino che si ritrova a fare i conti con una realtà che mai avrebbe immaginato e il “capo” dei carcerati) restano in testa, e le vicende che ruotano attorno a loro tengono insieme il ritmo. Una buona sceneggiatura, colpi di scena ben assestati e una giusta dose di sangue fanno di Celda 211 un film da vedere. (Qui il trailer).

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Giorno 1 a Venezia 2009: Rec 2, Apan (The Ape), Barking Water

pubblicato da Gabriele C.

rec 2 poster locandina film horrorA Venezia si inizia ormai ad entrare nel vivo. Non solo della competizione, con l’apertura di Baarìa di Giuseppe Tornatore, di cui potete già leggere la nostra recensione in anteprima, ma anche delle altre sezioni.

Un po’ di commenti a caldo su questa Mostra decisamente rivoluzionata per l’inizio dei lavori del nuovo Palazzo del Cinema: i lavori nella zona del festival, come qualcuno ha già detto, sono effettivamente ancora troppo in corso, ma sembrano oggi giungere verso la loro conclusione; la Sala Perla 2 sembra una fornace, mentre la Sala Perla è il solito freezer. In più, la neonata Sala Perla 2 dalla mezzanotte si trasforma in una discoteca, vista la sua postazione di fronte ai luoghi dove il Lido by night si trasforma sulle note delle hit dell’estate… Ma veniamo ai film:

REC 2 - di Jaume Balaguerò e Paco Plaza (Fuori concorso)
La coppia Balaguerò e Plaza ha dichiarato di essere tornata dietro la macchina da presa per un secondo REC solo dopo aver palato con alcuni fan del primo film che hanno fatto luce su alcuni misteri che nemmeno loro avevano immaginato. Quindi, REC 2 è un film dedicato agli appassionati. La più bella definizione per adesso della pellicola l’ha comunque data Mauro Gervasini sull’ultimo numero di Film Tv: REC sta a REC 2 come Alien sta ad Aliens. I secondi capitoli, quindi, più action, più muscolari.

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