
Uno dei film italiani più attesi dell’anno? Non so per voi, ma per il sottoscritto sì. Sono iniziate ieri le blindatissime riprese di Habemus Papam, ritorno in cabina di regia di Nanni Moretti. Quattro anni dopo Il Caimano, 6.796.000 euro incassati e 6 David di Donatello vinti, compreso Miglior Film e Miglior Regia, Moretti torna così in sala, prodotto come al solito dalla sua Sacher Film e da Fandango, in collaborazione con Rai Cinema.
Protagonista del film l’icona francese Michel Piccoli, affiancato dallo stesso Nanni Moretti, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita Buy e Franco Graziosi. Le riprese si svolgono interamente a Roma, per un titolo che cercherà di essere pronto per la Croisette 2010, abbonata alle pellicole del Nanni nazionale. Dopo aver vestito i panni del Premier Berlusconi, Moretti vestirà quelli di uno psichiatra che si occuperà niente meno che del Santo Padre in persona, lavoro richiesto dal consiglio dei cardinali in Vaticano perché il nuovo eletto non si sente di assumere le responsabilità della carica.
Tra i ‘consiglieri’ del regista anche il monsignor Gianfranco Ravasi, che ha dichiarato di aver letto la sceneggiatura del film e di esser stato spesso, negli ultimi mesi, in contatto con l’autore della Stanza del figlio, Palma d’Oro 2001.
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E’ con una non celata dose di soddisfazione che Gianni Amelio, il direttore del Torino Film Festival, ha pubblicamente dichiarato i primi risultati del Torino Film Market, evento parallelo al festival volto a promuovere la distribuzione italiana dei film selezionati per il festival torinese.
Arrivati al giro di boa festivaliero, sono già diversi i titoli che hanno attirato l’attenzione dei distributori italiani e che si sono garantiti una futura uscita in sala (o per lo meno un home video).
Buone notizie per il cinema italiano, La Bocca del lupo di Pietro Marcello, primo film italiano in concorso, sarà distribuito da Bim e in televisione da Raicinema, che ha comprato anche i diritti di La bella gente, di Ivano De Matteo.
Lo splendido Bronson (di cui vi abbiamo mostrato il trailer tempo fa) del danese Nicolas Winding Refn, una delle più grandi sorprese di questo festival, uscirà con il marchio di una nuova distribuzione, la Movie Inspired.
I film precedenti di Nicolas Winding Refn (il ciclo Pusher e gli altri) sono in trattativa con RaiSat per l’acquisizione televisiva, mentre We Can’t Go Home Again, uno degli ultimi film di Nicolas Ray, inedito in Italia, potrebbe essere acquisito da Fuori orario.
La Sacher Film, del precedente direttore Nanni Moretti, che già distribuisce uno dei film del concorso, Nord del norvegese Rune Denstad Langlo, sta chiudendo l’acquisto di Breaking Upwards, dell’indipendente americano Daryl Wein.
Gianni Amelio è particolarmente soddisfatto perché ritiene da sempre che uno dei compiti fondamentali di un festival come il TFF sia quello di far arrivare i film a un pubblico il più vasto possibile.
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Ecco le prime immagini di Alza la testa, il nuovo film drammatico diretto da Alessandro Angelini (L’aria salata, El Barrilete), giovane regista cresciuto alla scuola di Nanni Moretti e Mimmo Calopresti.
La trama della pellicola, inclusa nel menù del Festival Internazionale del Film di Roma che si terrà dal 15 al 23 ottobre, racconta di un padre (Sergio Castellitto) che alleva il figlio adolescente (Gabriele Campanelli) nel culto della boxe. Il comunicato stampa del festival definisce Alza la testa come “un ritratto spietato dell’Italia di periferia e di confine”.
Alza la testa- Le prime immagini


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Per chi non lo sapesse, il Fus è il Fondo unico per lo spettacolo e quest’anno i finanziamenti verso le opere artistiche (cinema, teatro, danza, musica) sono stati drasticamente ridotti (di 130 milioni di euro).
Ora, già il cinema italiano non impazzisce di gioia e ci sono tante cose che non vanno… e ci si mette pure il governo Berlusconi che taglia i finanziamenti statali? Ieri a Roma attori e registi (tra i tanti presenti c’erano Mario Monicelli, Carlo Verdone, Luca Zingaretti, Ascanio Celestini, Mariangela Melato, Giuliano Montaldo, Massimo Ghini, Nanni Moretti) hanno protestato davanti al Parlamento con tanti palloncini neri e cartelloni dalle scritte indignate… ma noi spettatori… cosa ne pensiamo? Fate sentire la vostra voce…
Foto: Panorama
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Sacro e Profano (Filth and Wisdom, Gran Bretagna, 2007) di Madonna; con Eugene Hutz, Holly Weston, Vicky McClure, Richard E. Grant, Inder Manocha, Elliot Levey, Francesca Kingdon, Clare Wilkie, Olegar Fedoro, Ade, Elena Buda, Stephen Graham.
Sorprendente. Due anni dopo aver entusiasmato il Festival del Cinema di Berlino, arriva finalmente anche in Italia, grazie a Nanni Moretti e alla sua Sacher Film, Sacro e Profano, folgorante esordio alla regia di Madonna. Costato meno di un milione di dollari, girato in un batter d’occhio, interpretato da attori più che altro semi sconosciuti e con una Madonna che oltre a dirigerlo l’ha scritto, prodotto e maniacalmente seguito in fase di montaggio, Sacro e Profano sorprende ed ammalia, facendo venire il forte sospetto che se in casa Ritchie c’era del talento, non era a Guy che dovevamo volgere il nostro sguardo…
Ambientato in una Londra colorata, multietnica, trasgressiva, provocante e sessualmente disinibita, Sacro e Profano gioca con le maschere che ognuno di noi porta quotidianamente sul proprio volto, ricordandoci che per poter arrivare al Paradiso, dobbiamo comunque passare per forza di cose prima dall’Inferno, che qui ha il luciferino volto di uno straordinario Eugene Hutz!
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Uscirà finalmente venerdì, grazie alla Sacher Film, Sacro e Profano, attesissimo esordio alla regia per Madonna. Presentata, in concorso, al 58esimo Festival del Cinema di Berlino nella sezione “Panorama Special”, la pellicola lo scorso anno venne accolta da critiche più che positive, tanto che in molti scherzarono sul vero talento di casa Ritchie. Non Guy, ma la sua ex moglie! Presentato quest’anno fuori concorso al Festival del Cinema di Torino 2008, diretto da Nanni Moretti, che a quanto pare si è a tal punto innamorato del film da decidere di distribuirlo con la sua Sacher.
Costato appena 1 milione di dollari, il film porta in sala più personaggi, tutti decisamente sopra le righe, in una Londra colorata, multietnica ed abitata da personaggi folkloristici: avremo così A.K, interpretato da Eugene Hutz, musicista costretto a soddisfare i fantasmi sadomaso dei suoi clienti per poter finanziare le prove del suo gruppo punk-gitano; Juliette, ovvero Vicky McClure, che lavora in farmacia ma sogna di fare la volontaria in Africa; Holly, interpretata da Holly Weston, ballerina classica che, per pagare l’ affitto, inizia una carriera inaspettatamente brillante come lap dancer.
Ma ora godetevi pure il trailer in italiano del film, che promette di sorprendere.
Si parla già di Cannes 2010 sul nuovo numero della rivista Variety. La notizia riportata dalla celebre rivista riguarda uno dei registi italiani più amati dalla Croisette, il nostro Nanni Moretti che, dovrebbe terminare il suo nuovo lavoro proprio in tempo per presentarlo al prossimo Festival.
Il film di Moretti si chiamerà Abbiamo il Papa, e il regista sarà anche davanti alle cineprese nel ruolo di uno psichiatra che si occuperà niente meno che del Santo Padre in persona, lavoro richiesto dal consiglio dei cardinali in Vaticano perché il nuovo eletto si sente di assumere le responsabilità della carica. Il film sarà prodotto dalla Sacher Film in collaborazione con la società francese Le Pacte.
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Da regista a regista. Nanni Moretti passa il testimone a Gianni Amelio, che sarà il nuovo direttore del Torino Film Festival. Non è ancora ufficiale, ma la notizia sarà comunicata domani al Circolo dei Lettori di Torino. Lo comunica Il Museo Nazionale del Cinema, che con questa scelta spera di non cambiare lo spirito raggiunto col biennio Moretti.
La scelta di Amelio come direttore del festival non arriva certo a caso. Basta pensare ai rapporti che ci sono tra il regista ed Emanuela Martini, coordinatrice del festival, del Concorso, del Fuori concorso e della sezione Lo Stato delle Cose. E non a caso l’ex-direttrice di Film Tv ha scritto e curato il Castorino del regista.
Smentiti dunque i vari nomi che si erano fatti in questi giorni, da Salvatores a Benigni, da Bertolucci a Bellocchio, da Giordana a Ferrario. Per due anni sarà il regista de Lamerica e Le chiavi di casa a firmare il nuovo Torino Film Festival. E da buon cinefilo qual è, da Amelio ci si aspettano sicuramente belle cose.
Fonte: Repubblica
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Era nell’aria già da tempo, ma ora la notizia è ufficiale. Moretti lascia il Torino Film Festival perché, come spiega in un comunicato apparso sul sito del TFF, “il prossimo anno realizzerò il mio nuovo film e non potrò più garantire la stessa attenzione e lo stesso lavoro al Torino film festival”. E continua “lascio un festival unico nel panorama italiano, che potrà crescere ancora continuando a sostenere il buon cinema indipendente e d’autore”.
Ricordiamo che il regista romano aveva accettato di guidare il Torino Film Festival per un biennio, e visto il successo, il Museo del cinema e l’Associazione cinema giovani gli avevano chiesto di proseguire “nell’opera di consolidamento del prestigio e dell’immagine internazionale del festival”.
Dopo gli scontati ringraziamenti per il suo lavoro, com’era ovvio, non è stato fatto alcun accenno a possibili successori di Nanni. L’unica indicazione - anche questa scontata - è che dovrà operare nel solco tracciato dall’illustre predecessore.
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Stella (Stella, Francia, 2008) di Sylvie Verheyde; con Léora Barbara, Mélissa Rodriguez, Karole Rocher, Benjamin Biolay, Guillaume Depardieu, Johan Libéreau, Thierry Neuvic, Valérie Stroh, Jeannick Gravelines, Anne Benoît.
Toh, ma guarda chi si vede! E chi l’avrebbe mai detto che Stella, uno degli ultimi film visti a Venezia nella sezione Giornate degli Autori, avrebbe avuto una possibilità di essere distribuito in sala? L’ha voluto nella sua scuderia Nanni Moretti per la sua Sacher, che già aveva avuto buon occhio nel distribuire La zona: e per fortuna il film di Sylvie Verheyde conoscerà il buio delle nostre sale.
Il film è una storia di formazione, a quanto pare decisamente autobiografica, ambientata verso la fine degli anni ‘70. Stella ha 11 anni e vive coi genitori, che gestiscono un caffè frequentato dalla classe operaia, formata da figure decisamente poco “corrette”. La ragazzina vive nel suo mondo, è intelligente ma non particolarmente portata nello studio: così inizia a frequentare il suo primo anno delle medie, senza conoscere nessuno. Ma pian piano Stella inizia a fare le sue conoscenze e ad interessarsi allo studio…
Dalla Francia con furore: chi si è reso conto che a Venezia alcuni fra i migliori film francesi erano fuori concorso (non citiamo altri nomi… Claire Denis!)? Un paio di premi collaterali Stella li ha pure vinti, certo, ed è probabile che nel concorso non avrebbe vinto nulla; ma una sua figura l’avrebbe fatta, e magari se ne sarebbe parlato di più.
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