
Divisione speciale della 20th Century Fox, fondata nel 1994, la Fox Searchlight Pictures negli ultimi 15anni ha partorito autentici gioielli indipendenti. Pochi soldi, tante idee, con alle spalle una major come la Fox. A pochi giorni dall’uscita nelle nostre sale di 500 Giorni Insieme, ultimo ‘piccolo capolavoro’ targato Fox Searchlight, andiamo a ripercorrere con la nostra Box Office Story il cammino compiuto da questa ‘piccola’ divisione, tra film prodotti e solo distrubuiti (spesso solo negli Usa).
E’ il 1997 quando il primo successo planetario si abbatte sulla neonata Searchlight. Full Monty - Squattrinati organizzati, conquista il globo. Costato 3 milioni e mezzo di dollari ne incassa 260 in tutto il mondo, ottenendo 4 candidature all’Oscar e vincendone uno. Nello stesso anno arriva Tempesta di ghiaccio (8 milioni di dollari negli Usa), seguito nel 1998 dal delizioso Svegliati Ned (55 milioni di dollari in tutto il mondo). Con il 1999 è Boys Don’t Cry a conquistare Oscar e botteghini, incassando oltre 11 milioni di dollari negli States, dopo esserne costati appena 2.
Floppato miseramente con Titus, e deluso con Sogno di una notte di mezza estate, il nuovo millennio per la Searchlight si apre con Quills - La penna dello scandalo (18 milioni di dollari worldwide) e Kissing Jessica Stein, capace d’incassare 10 milioni di dollari dopo esserne costati appena uno. Con il 2002, però, i successi tornano ad essere più frequenti: Sognando Beckham sbanca ovunque, lanciando nell’Olimpo Keira Knightley, incassando 77 milioni di dollari worldwide, così come non deludono The Good Girl (16 milioni di dollari dopo esserne costati la metà), One Hour Photo (52 milioni di dollari dopo esserne costati 12) e soprattutto 28 giorni dopo (82 milioni di dollari dopo esserne costati otto).
Sulle prime, il nome di John Carney potrebbe non far tintinnare nessun campanello. Ma sono certa che in moltissimi ricorderanno il suo splendido Once, gioiellino del cinema indipendente e vincitore dell’Oscar per la miglior canzone originale nel 2008. Ebbene, John Carney è ora pronto a prendere nuovamente posto dietro la macchina da presa per dirigere Town House, commedia dolce amara che vedrà protagonista (se le trattative andranno a buon fine) la strana coppia Amy Adams-Zach Galifianakis.
Il travagliato periodo di gestazione della pellicola, iniziato nel luglio del 2007, sembrerebbe essere arrivato al termine: le riprese dovrebbero prendere il via la prossima estate. La sceneggiatura è dello stesso Carney assieme a Doug Wright, i fratelli Ridley e Tony Scott si accolleranno l’onere produttivo, Fox 2000 distribuirà il film nelle sale.
Della trama si sa poco: il protagonista è un uomo affetto da agorafobia che vive con il figlio adolescente in un palazzo del centro storico di Boston, ereditato dal padre, ex rock star. Quando i proventi dei diritti d’autore sulla musica del padre cominciano a diminuire, l’uomo dovrà fare i conti con il mondo reale, con il sostegno e l’aiuto di una squillo che gli offrirà la propria amicizia.
Fonte: Variety
La giuria cinefila del web degli IOMA, ovvero gli Italian Online Movie Awards, ha decretato i vincitori del 2009. L’annuncio è stato dato ieri, domenica 10 maggio, durante la cerimonia radio su www.radiopress.it e sul sito ufficiale www.ioma.it. Il Miglior film secondo gli oltre 800 iscritti è Milk, il biopic di Van Sant dedicato ad Harvey Milk.
Importante doppietta per Il divo: non solo è stato decretato Miglior film italiano, ma il suo regista, Paolo Sorrentino, si è anche aggiudicato il premio per la Miglior Regia, e un regista italiano non aveva mai ottenuto questo titolo in sei edizioni. Un altro risultato rispetto ai David di Donatello. Pranzo di ferragosto invece è stato votato dalle migliori redazioni di cinema online (annuale premio collaterale degli IOMA) come Miglior Opera Prima.
Per quanto riguarda gli attori, trionfano la fantastica coppia di The Wrestler, ovvero Mickey Rourke (Miglior attore protagonista) e Marisa Tomei (Miglior attrice non protagonista), Kate Winslet per Revolutionary Road (Miglior attrice protagonista), Heath Ledger per Il cavaliere oscuro (Miglior attore non protagonista), ed ex-aequo i cast di Milk e Burn After Reading. Wall-E è il Miglior film d’animazione.
Dopo il salto troverete tutte le nomination (già annunciate qui) con sottolineato in grassetto i vincitori.

Ecco i film nominati che parteciperanno al gioco sfida per la categoria del miglior film drammatico: Il divo di Paolo Sorrentino, Gomorra di Matteo Garrone, Into the wild di Sean Penn, Changeling di Clint Eastwood, Onora il padre e la madre di Sidney Lumet, Il petroliere di Paul T. Anderson, Gone baby gone di Ben Affleck, La banda Baader Meinhoff di Uli Edel, Lo scafandro e la farfalla di Julian Schnabel, La classe di Laurent Cantet, Once di John Carney
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Weekend interessante, e pieno di film provenienti da festival: tre da Torino e tre da Cannes (ma Alexandra è dell’anno scorso, ed è stato presentato anche a Torino in anteprima). Il Divo è in sala già da mercoledì, mentre Sex and the City si prepara a far impazzire i fan della serie (anche se il nostro dottore non ne ha parlato benissimo…). Tra i piccoli film segnalamo Once e Charlie Bartlett, unico film non recensito di questa settimana. Per i fan del calcio, ma anche per quelli del buon cinema (il regista è un certo Kusturica), segnalamo invece Maradona by Kusturica. Per chi non può far a meno come il sottoscritto di vedere tutto l’horror, anche di quello che conta poco, esce anche The Hitcher.
Andiamo a vedere tutti i titoli in uscita da questo venerdì, con tutte le nostre recensioni in anteprima linkate.
Alexandra: Alexandra, un’anziana donna russa, decide di andare a trovare il nipote, soldato dell’esercito russo in Cecenia. Saggia, decisa, stanca forse nel fisico ma sicuramente non nella mente, e nonostante questo lo stesso energica: Alexandra vedrà coi suoi occhi quei posti, conoscerà persone, anche di origine cecena, e ovviamente anche soldati giovani come suo nipote… Arriva miracolosamente in sala il nuovo film di Aleksandr Sokurov, che ha fatto discutere. Con Galina Vishnevskaya e Vasily Shevtsov. In concorso a Cannes 60; anteprima italiana a Torino 25, dov’era fuori concorso. Qui la nostra recensione.
Charlie Bartlett: Charlie Bartlett è uno studente brillante e quietamente indisciplinato. In seguito all’ennesimo provvedimento disciplinare viene cacciato dalla prestigiosa scuola privata a cui è iscritto ed è costretto a frequentare quella pubblica, dove inizialmente è odiato da tutti, ma col tempo conquista la fiducia dei compagni reinventando sè stesso nel ruolo dello psicoterapeuta. Esordio alla regia del montatore Jon Poll con una commedia interpretata da Anton Yelchin, Kat Dennings e Robert Downey jr.. In anteprima a Torino 25.
Once - Una volta (Once, Irlanda, 2006) di John Carney; con Glen Hansard, Markéta Irglová, Alaistair Foley, Catherine Hansard, Kate Haugh
Arriva in sala questo piccolo film “caso”. Vincitore del Premio del pubblico al Sundance 2007, applauditissimo a Torino 25, pieno di nomination e premi, tra cui un Oscar alla miglior canzone (la davvero bella “Falling Slowly”, che ha battuto le tre canzoni nominate di Come d’incanto), Once è diretto dall’irlandese John Carney, regista ma soprattutto ex-bassista e vocalist del gruppo The Formers.
Costato in tutto 100000 dollari, girato con due camere digitali, Once è la storia di un ragazzo e una ragazza di cui non sapremo mai i nomi. Lui è stato lasciato dalla fidanzata e suona le proprie canzoni per la strada; lei è straniera e vende fiori per la città, ma il suo sogno è tornare a suonare il pianoforte come faceva tempo fa. S’incontrano, si conoscono, decidono d’incidere alcune canzoni assieme.
Non un vero “musical”, perché di ballo non c’è ombra; semmai un film dove le canzoni, la musica, le note e i testi sono allo stesso tempo le linee guida della narrazione e ovviamente terzi protagonisti del film. L’amore per la musica come punto di unione di due personalità: sembra essere questo il fulcro del significato di Once, molto atteso da certo pubblico anche in Italia, che sicuramente divertirà ed emozionerà gli amanti di questo tipo di operazioni.
Continua a leggere: Once - Una volta: recensione in anteprima
Penultimo giorno di Torino Film Festival: ultimi film in concorso, in attesa della giornata di domani e di sapere chi saranno i vincitori di questa edizione. Ma soprattutto in attesa de La promessa dell’assassino, ovvero Eastern Promises, il nuovo film di David “genio” Cronenberg.
Iniziamo con Lino, che è un oggetto particolare: diretto dal navigatissimo Jean-Louis Milesi, al suo terzo lungometraggio (ma alla spalle ha sceneggiature, opere teatrali, romanzi, e anche un telefilm), è nato dalla mente del suo autore come un esperimento. Girato nel suo appartamento con una semplice Mini-DV, vede come attore, oltre al regista stesso, anche suo figlio: Lino, appunto, che ha solo due anni. Ancora una storia di padri e figli, ma vista l’età di Lino soprattutto di un padre: che in realtà non è il vero genitore del bimbo, la cui mamma è morta da poco.
Partiamo da un dato oggettivo: Lino è irresistibile. Il bimbo, non il film. Che sembra basarsi troppo facilmente sulla dolcezza, sulla tenerezza e sulla simpatia che il bimbo regala al pubblico. Visto comunque che il film è girato in casa con -si presume- budget zero, l’operazione è comunque singolare e non priva di bei momenti. In più ha un’orecchiabile e bellissima canzone principale.
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