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Tutti gli articoli con tag orson welles

Me and Orson Welles: le prime foto del film, Zac Efron protagonista

pubblicato da Carla Cigognini

Me and Orson Welles: le prime foto del film, Zac Efron protagonista

Zac Efron è il giovane protagonista del film Me and Orson Welles, diretto da Richard Linklater. Ecco la trama: il giovane studente Richard Samuels (Zac Efron) viene notato da Orson Welles (Christian McKay) che gli affida un piccolo ruolo in Julius Caesar, sua produzione teatrale. Nel cast anche Claire Danes, Ben Chaplin, Eddie Marsan, Imogen Poots. Qui le prime foto del film.

Via: JustJared

Me and Orson Welles: le prime foto del film, Zac Efron protagonista
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Me and Orson Welles: Zac Efron nel cast

pubblicato da Carla Cigognini

zac efron me and orson wellesNuovo film per Zac Efron. Il giovane attore, star di High School Musical ed idolo delle ragazzine, girerà un film intitolato Me and Orson Welles.

Il film è ambientato negli anni ‘30 e Zac interpreterà Samuel, un liceale, che un giorno si ritroverà a conoscere niente meno che il grande regista ed attore Orson Welles (Christian McKay).

Il film è diretto da Richard Linklater (quello di Prima dell’alba, Waking life, School of Rock, Before sunset - Prima del tramonto, A scanner darkly - Un oscuro scrutare, Fast Food Nation) e le riprese inizieranno tra qualche giorno.

I Cultissimi: Il Terzo Uomo di Carol Reed, recensione e foto gallery

pubblicato da Beatcippe

Il Terzo Uomo di Carol Reed: Foto Gallery

Il terzo uomo ((The Third Man -Usa 1949) di Carol Reed con Joseph Cotten, Trevor Howard, Alida Valli, Bernard Lee.

Ci sono molti motivi per i quali “Il Terzo Uomo” è da considerarsi degno di inaugurare questa rubrica de I Cultissimi. La regia magnifica di Carol Reed; la sceneggiatura al limite della perfezione scritta nientemeno che da Graham Greene; una maestosa Alida Valli che si destreggia benissimo fra inglese e tedesco; il tema musicale per arpa, memorabile e azzeccato come pochi nella storia del cinema, di Anton Karas. Ma tutti questi motivi, seppur validissimi, impallidiscono di fronte a Lui, il terzo uomo del titolo, Orson Welles.

Ma andiamo con ordine e vediamo di dare qualche coordinata in più, a partire dalla trama. Un americano, uno scrittorucolo squattrinato di western, Holly Martins, viene convocato nella Vienna del secondo dopoguerra dall’amico Harry Lime. Martins, appena arrivato, viene a sapere della morte di Lime, travolto da un’automobile. Le circostanze sono dubbie: a trasportare il corpo del morente Lime, secondo la versione ufficiale, erano due uomini.

Ma un testimone afferma di avere visto un terzo uomo sulla scena del delitto. Martins si impegna quindi nella ricerca di questo famigerato testimone mancante. Coinvolgerà nel suo peregrinare anche Anna, la bella amante cecoslovacca di Lime. Gli altarini non tarderanno a saltare, e Martins scoprirà i loschi affari dell’amico d’infanzia, nonché il suo piano diabolico e intricatissimo per sfuggire alla polizia e lasciarsi alle spalle le macerie di una Vienna spettrale.

Il Terzo Uomo di Carol Reed: Foto Gallery
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Nicole Kidman incinta, The Lady From Shanghai sarà Rachel Weisz?

pubblicato da Carla Cigognini

nicole kidman lady from shangaiOrmai è praticamente certo: l’attrice Nicole Kidman è in dolce attesa. Tutti felici naturalmente a partire dal marito Keith Urban e dalla Kidman stessa.

Il regista Wong Kar Wai però è decisamente preoccupato perché con questa gravidanza potrebbe saltare la lavorazione del suo The Lady From Shanghai, in programmazione da diversi anni ed arenato da tempo.

Il film, che il regista sottolinea non essere il remake de La Signora di Shanghai di Orson Welles ma essere tratto dallo stesso romanzo di Sherwood King ‘If I Die Before I Wake’, potrebbe quindi essere interpretato da un’altra attrice. E si sussurra già il nome di Rachel Weisz.

Felici per Nicole ma voi cosa ne pensate di questa sostituzione? Quentin Tarantino ha posticipato Kill Bill aspettando la fine della gravidanza di Uma Thurman…

All'asta l'Oscar di Orson Welles per Quarto Potere

pubblicato da Carla Cigognini



Ci sono attori e registi che, scandalosamente, non hanno mai vinto un Oscar. Non che la statuetta sia un sinonimo di assoluta bravura ma rimane un importante riconoscimento per gli addetti ai lavori. Orson Welles ne ha vinto uno solo e neanche per la regia ma per la sceneggiatura. Parlo di Quarto Potere (Citizen Kane) considerato come uno dei migliori film del mondo, di solito sempre tra i primi posti nelle classiche classifiche dei capolavori cinematografici.

Ora la statuetta di Orson andrà all’asta da Sotheby’s e il pezzo potrebbe anche arrivare a cifre da capogiro, tra gli 800.000 e l’1,2 milioni di dollari. Appuntamento a tutti i ricconi l’11 dicembre.

Fonte: SmsNotizie

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I migliori piano-sequenza della storia del cinema

pubblicato da Fabio della Sala

Una delle tecniche di ripresa più affascinanti del cinema è il piano-sequenza. Per notazioni più precise su questo modo di costruire una scena rimando al post di Carla nella rubrica Cine-dizionario.

Sicuramente è interessante notare quanto un regista può produrre senso ed in modo molto originale senza aver bisogno di staccare la macchina da presa dall’oggetto di ripresa e costruendo un “montaggio” interno alla scena stessa. Gli effetti prodotti da questa tecnica di ripresa sono svariati. L’uso che se ne faceva in passato, ovvero quello di usarlo solamente per sequenze importanti e “solenni”, viene via via affiancato da un uso più giocoso e decostruttivo (il primissimo Godard) o addirittura fuorviante (Tarantino).

Gli unici effetti collaterali di questo modo di concepire una scena possono essere quelli di diventare un’esercizio di stile accademico e/o gratuito (ad es. alcuni movimenti di macchina di De Palma per intenderci) oppure di ricercare una fissità fin troppo esasperata e poco fotogenica (maestri in questo senso sono il lituano Sharunas Bartas o il portoghese Joao Cesar Monteiro). Nella pagina seguente un elenco sicuramente incompleto dei piano sequenza più belli e importanti… mi piacerebbe avere vostri suggerimenti per completare la lista!

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Sexy Zone: God Bless Lily St. Cyr

pubblicato da Carla Cigognini

Chi ha visto The Rocky Horror Picture Show ha già riconosciuto la citazione. Sul finale del film Janet (una stupenda Susan Sarandon) canta: God Bless Lily St. Cyr! (alias Dio benedica Lily St. Cyr)… sì ma chi è ’sta Lily?

Inauguriamo con lei la rubrica Sexy Zone dedicata ad aspetti curiosi sul mondo erotico e porno del cinema.

Willis Marie Van Schaack nasce il 3 giugno nel 1918 a Minneapolis ed è riconosciuta come una delle più famose spogliarelliste negli anni ‘40 e ‘50. Ebbe amori celebri (tra cui Orson Welles) e si esibiva con numeri decisamente coreografici (Dita Von Teese si ispira proprio a lei). I suoi spogliarelli più famosi si concludeva con il perizoma volante… Lily aveva infatti escogitato un trucco che mandò in visibilio i suoi fans. Aveva legato al suo perizoma un filo trasparente, l’altro capo era collegato ad una canna da pesca… quando era alla fine dello spogliarello un aiutante tirava e…. tadam! L’intimo volava via! Geniale Lily!

Muore il 29 gennaio del 1999 ad 80 anni. La sua non è una filmografia molto vasta ma guardatela, non è bellissima?

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Il cine-dizionario: il piano sequenza - L'esempio de L'Infernale Quinlan di Orson Welles

pubblicato da Carla Cigognini

Cominciamo oggi la rubrica Il dizionario di Cineblog. Dedichiamo questa apertura al termine Piano sequenza visto che è saltato fuori nella discussione sul film Vittime di Guerra.

Ricordo ancora che quando studiavo cinema all’università il docente per spiegarci il termine ci fece vedere l’incipit di un film: L’infernale Quinlan di Orson Welles. Vediamo di cosa si tratta: con il piano sequenza la macchina da presa non stacca mai, l’inquadratura così risulta molto lunga ed è ininterrotta. Naturalmente visto l’assenza di stacchi il montaggio non esiste.

Se state pensando a Nodo alla Gola di Alfred Hitchcock vi devo sottolineare un fatto: il film non è realizzato con un intero piano sequenza, come sembra, ma con 8 piani sequenza legati fra loro e gli stacchi mimetizzati in modo magistrale perché la macchina da presa si ferma per un brevissimo istante su un’inquadratura nera (una giacca, un mobile…). Vi state chiedendo: perché tutto questo casino? Perché la pellicola era troppo corta e in qualche modo i pezzi si dovevano ‘attaccare’. Gli stacchi, comunque, non si notano e il film sembra davvero un intero piano sequenza. Geniale.

Un altro grande maestro dei piani sequenza è Brian De Palma, fateci caso la prossima volta che vedete un suo film (personalmente adoro quello iniziale e lunghissimo de L’omicidio in diretta). Meravigliosi poi i piani sequenza in I figli degli uomini di Alfonso Cuaron. L’avete visto?

Su continua l’incipit de L’infernale Quinlan (Touch of Evil). Fate caso a quando stacca la macchina da presa. Buon divertimento!

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E' morto Laszlo Kovacs

pubblicato da Carla Cigognini



Laszlo Kovacs, uno dei più famosi direttori della fotografia di Hollywood è morto sabato notte durante il sonno. Aveva 74 anni.

Kovacs collaborò con i più grandi nomi del cinema, da Orson Welles per Quarto Potere fino a Stanley Kubrick per 2001 Odissea nello Spazio.
Ricordiamo poi Easy Rider (nella foto durante un momento delle riprese), Cinque pezzi facili, Shampoo, New York New York, Ghostbusters, Il matrimonio del mio migliore amico…

Un grande professionista, dunque.

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Cine/Vision: Il terzo uomo

pubblicato da Carla Cigognini

Per Cine/Vision, oggi, Matteo di PellicolaScaduta ci manda la recensione e il film ‘Il terzo uomo’ di Carol Reed con Joseph Cotten, Alida Valli e Orson Welles.

“Harry Lime e’ morto. Al funerale c’e’ il suo caro amico Holly Martins, scrittore di romanzi western. Chiede il modo in cui l’amico e’ morto ma qualcosa non gli quadra. Ad assistere alla sua morte, avvenuta perche’ investito da un camion, vi erano tre persone e non due come viene riportato uffcialmente. Ma chi e’ dunque il terzo uomo?

Sceneggiato da Graham Greene (da cui poi trasse il romanzo omonimo), “Il terzo uomo” e’ certamente uno dei migliori noir mai realizzati. Ambientato in una Vienna volutamente cupa, oppressa dalle pesanti sorti di un dopoguerra tormentato dalla fame e dalla poverta’, il film ricrea perfettamente, grazie ad una sinergia tra tutte le forze in gioco, quell’andamento angosciante e snervante che caratterizzera’ per molto tempo il cinema noir. Partendo innanzitutto dalla regia di Carol Reed, metodica ed inflessibile nel suo trasmettere immagini che si animano quasi per magia, grazie alle ombre, ai piccoli movimenti di luce creati dalla bellissima fotografia in bianco e nero di taglio espressionista realizzata da Robert Krasker.

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