
A dicembre era stata resa nota la quindicina di film che correvano per la nomination agli Oscar nella categoria di Migliori Effetti Visivi. A poco più di un mese e mezzo dalla cerimonio a Hollywood ecco che ne rimangono solo 7.
La Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha infatti svelato i film che non parteciperanno all’ultima selezione e sono: Le Cronache di Narnia 3, Scontro tra Titani (ci mancherebbe il contrario), L’ultimo dominatore dell’aria, Percy Jackson (idem che per i Titani), Prince of Persia, Shutter Island, L’apprendista Stregone e Unstoppable.
I conti sono presto fatti, e i possibili candidati quindi restano
* Alice in Wonderland
* Harry Potter e i doni della morte: Parte 1
* Hereafter
* Inception
* Iron Man 2
* Scott Pilgrim vs. the World
* Tron: Legacy
Vi attendono dopo l’interruzione quattro clip di Hereafter, dramma soprannaturale sceneggiato da Peter Morgan e diretto da Clint Eastwood, per la sesta volta dietro la macchina da presa in meno di quattro anni.
Il film, che ha debuttato al Toronto International Film Festival ed andrà a chiudere il 48° New York Film Festival , vede protagonisti protagonisti Matt Damon, Jenifer Lewis, Cecile de France e Bryce Dallas Howard; e segna il debutto di Eastwood nel territorio degli effetti speciali e del soprannaturale.
La trama è incentrata sulle storie di tre persone - un operaio americano, una giornalista francese ed uno studente di londra - che vengono toccate dalla morte, ciascuno in modo differente. Negli States il pubblico potrà vedere Hereafter sugli schermi a partire dal 22 ottobre prossimo, ovvero giusto in tempo per concorrere agli Oscar 2010. Nel nostro Paese la pellicola approderà sugli schermi il 18 febbraio 2011.
Continua a leggere: Hereafter - 4 clips del nuovo film di Clint Eastwood
A sorpresa Premio Oscar come Miglior Film Straniero 2010 (battendo in volata gioielli come Il Nastro Bianco e Il Profeta), Il segreto dei suoi occhi (qui da noi recensito) ha poi conquistato e convinto praticamente tutti una volta uscito in sala. Lo straordinario film di Juan José Campanella, riuscito ad incassare un milione di euro in Italia anche dinanzi ad una programmazione estiva, ha regalato all’anno cinematografico passato una scena di quasi 5 minuti semplicemente da brividi. Un piano sequenza capace di lasciare interdetti, per quanto complesso e affascinante, da rivedere insieme a noi, chiedendoci senza girarci troppo intorno… ma come diamine hanno fatto? Dopo il saltino, grazie ad un ricco making of, troverete la risposta.

Prevedibile ed ora anche ufficiale. Il leggendario Jean-Luc Godard, 80 anni a dicembre e forse il più importante esponente della Nouvelle Vague, non prenderà parte alla cerimonia degli Oscar. Insieme a Francis Ford Coppola, Eli Wallach e Kevin Brownlow, Godard quest’anno riceverà l’Oscar alla Carriera. Il più anti-hollywoodiano dei registi europei dice così no alla consegna diretta della statuetta, ringraziando l’Academy per il riconoscimento ma trincerandosi dietro l’età per giustificare la mancata partecipazione alla serata.
Godard d’altronde è un regista da sempre restio ai bagni di folla e allergico ai voli in aereo. Recentemente non si è presentato nemmeno al Festival di Cannes, quando venne presentato la sua ultima fatica, Film socialisme, quindi non può certamente sorprendere questo per certi versi clamoroso no a quell’istituzione, Hollywood, che a suo dire da decenni “manda in rovina il cinema mondiale“. Eppure quella stessa istituzione, dopo averlo vergognosamente snobbato per una vita (mai una candidatura in 50 anni di carriera), a novembre finalmente gli tributerà il giusto e meritato applauso, che lui, ne siamo certi, si godrà sul proprio divano di casa, con un bel sigaro stretto tra le labbra.

Negli States sono tutti impazziti per Noomi Rapace, ovvero colei che ha interpretato Lisbeth Salander nella trasposizione cinematografica svedese della Trilogia Millennium di Stieg Larsson. Piaciuta a dismisura, Noomi per molti potrebbe addirittura ripeter l’exploit di Marion Cotillard, vincitrice dell’Oscar come Migliore Attrice due anni fa per la strabordante interpretazione di Edith Piaf. A lavorare per lei ci sarebbe anche Melody Korenbrot, nota pr specializzata in Oscar. Aspettando il parere dell’Academy, Noomi ha comunque fatto centro, visto che ad Hollywood tutti la vogliono.
Secondo i primi roumor all’attrice sarebbero stati proposti due titoli particolarmente attesi come Sherlock Holmes 2 e Mission Impossible 4. La prossima settimana, ovvero dopo aver festeggiato in patria il compleanno della figlia di sei anni, Noomi potrebbe tornare ad Hollywood per discutere dei termini contrattuali con Greg Silverman e Brad Bird. A volerla conoscere, perché affascinati dal suo talento, anche Ridley Scott e Brett Ratner.
Aspettando news a riguardo, vi ricordiamo che Noomi Rapace sarà a Venezia con lo svedese Beyond.
Fonte:DeadLine
Dopo aver visto la locandina solo pochi giorni fa, ecco che possiamo finalmente goderci il trailer italiano de Il Segreto dei suoi Occhi, Premio Oscar 2010 come Miglior Film Straniero. Diretto da Juan José Campanella ed interpretato da Ricardo Darín, Soledad Villamil, Pablo Rago, Javier Godino, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Carla Quevedo, Bárbara Palladino, Rudy Romano, Mario Alarcón e Alejandro Abelenda, il film, costato appena 2 milioni di dollari e 188° nella top250 di Imdb, arriverà finalmente nei cinema nostrani grazie alla LuckyRed il prossimo 4 giugno.
Per venticinque anni un caso di omicidio è rimasto impresso indelebilmente nella mente di Benjamín Espósito. Andato in pensione, decide di ripensare a quella storia per ripercorrere un passato pieno d’amore, di morte e d’amicizia. Ma quei ricordi, una volta liberati e scandagliati ossessivamente, cambieranno la sua visione del passato. E riscriveranno il suo futuro…
Una delle poche, pochissime sorprese degli ultimi Oscar. Parliamo dell’argentino Il segreto dei suoi occhi (El Secreto de Sus Ojos in lingua originale), riuscito nell’impresa di battere in volata due titoli come Il Profeta e Il nastro Bianco, diventando così il Miglior Film Straniero dell’anno. Diretto da Juan José Campanella ed interpretato da Ricardo Darín, Soledad Villamil, Pablo Rago, Javier Godino, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Carla Quevedo, Bárbara Palladino, Rudy Romano, Mario Alarcón, Alejandro Abelenda, il film arriverà finalmente nei cinema nostrani grazie alla LuckyRed il prossimo 4 giugno. Oggi, ad un mese dall’arrivo in sala, possiamo dare un’occhiata alla bella locandina italiana, da vedere ad una maggiore risoluzione cliccando su continua.
Per venticinque anni un caso di omicidio è rimasto impresso indelebilmente nella mente di Benjamín Espósito. Andato in pensione, decide di ripensare a quella storia per ripercorrere un passato pieno d’amore, di morte e d’amicizia. Ma quei ricordi, una volta liberati e scandagliati ossessivamente, cambieranno la sua visione del passato. E riscriveranno il suo futuro…

Paolo Baratta (presidente del Cda della Biennale di Venezia) e Marco Mueller (Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica) hanno annunciato quest’oggi che a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, giunta alla sua 67a edizione, sarà quest’anno il regista e sceneggiatore Quentin Tarantino. Sarà dunque lui ad assegnare il Leone d’oro e gli altri riconoscimenti ufficiali del Festival, in programma dall’1 all’11 settembre.
Leggiamo sul comunicato stampa:
Quentin Tarantino ha recentemente ottenuto un successo planetario di critica e di pubblico con Inglorious Basterds (Bastardi senza gloria, 2009), che si è aggiudicato otto nomination agli Oscar 2010 (Christoph Waltz ha vinto come miglior attore non protagonista grazie all’interpretazione del colonnello Hans Landa). Già dall’epoca del folgorante esordio con Reservoir Dogs (Le iene, 1992), e poi con la sua opera-manifesto Pulp Fiction (1994) - Palma d’oro a Cannes e Oscar per la sceneggiatura - Tarantino ha trovato posto fra i registi più sorprendenti del cinema di oggi. Cineasta “di riferimento” studiato e imitato, è forse il solo amato come una rockstar.
Se il suo stile originalissimo attinge dinamicamente al cinema del passato, è per recuperare il gusto dell’ingranaggio narrativo, mescolando con intelligenza il cinema di genere e la “pulp fiction”. È stato anche caratterista atipico (memorabile il suo personaggio western in Sukiyaki Western Django di Miike Takashi, in concorso alla Mostra 2008). Nei film da lui diretti ha rilanciato attori dimenticati in ruoli leggendari, da John Travolta (Pulp Fiction) a Pam Grier (Jackie Brown), fino a David Carradine (Kill Bill), e inventato nuovi divi come Christoph Waltz in Inglorious Basterds. Grande ammiratore e conoscitore del cinema di genere italiano (molto citato nei suoi film - Inglorious Basterds ha quale fonte d’ispirazione Quel maledetto treno blindato, 1978, di Enzo G. Castellari), Tarantino è stato il “padrino” tanto della retrospettiva Italian Kings of the B’s (alla Mostra di Venezia 2004, primo segmento del progetto sulla Storia segreta del cinema italiano), come di quella sui western all’italiana (alla Mostra 2007).
Fonte: LaBiennale.org

Sandra Bullock e Kate Winslet sono state le due ultime vittime in ordine di tempo: vincono l’Oscar e le loro relazioni d’amore cadono a pezzi. Ma non è la prima volta che la statuetta d’oro porta sfortuna all’amore. Chissà come mai. PinkBlog analizza il caso con questo post e noi vi facciamo qualche nome come esempio:
1997: Helen Hunt e Hank Azaria (il film è Qualcosa è cambiato)
1999: Gwyneth Paltrow e Ben Affleck (Shakespeare in love)
2000 e 2005: Hilary Swank e Chad Lowe (Boys Don’t Cry e Million Dollar Baby)
2001: Julia Roberts e Benjamin Bratt (Erin Brockovich)
2002: Halle Berry e Eric Benet (Monster’s Ball)
2004: Charlize Theron e Stuart Townsend (Monster)
2006: Reese Witherspoon e Ryan Philippe (Quando l’amore brucia l’anima
Coincidenze? Che ne pensate?
Un profeta (An prophete) regia di Jacques Audiard, con Tahar Rahim, Niels Arrestrup, Alaa Oumouzoune, Gilles Cohen, Adel Bencherif, Sonia Hell, Pascal Henault.
Ha solo 19 anni Malik El Djebena quando viene condannato a sei anni di carcere. Malik è giovane e ha commesso i suoi errori, ma è un ragazzo mite e di animo tranquillo. Non ha nulla con se quando entra nella casa circondariale che lo dovrà ospitare, dei vecchi vestiti buoni solo per fare stracci, una banconota ripiegata e ben nascosta, solo un paio di scarpe da ginnastica che gli saranno rubate dai compagni di prigionia nel giro di pochi minuti. Malik è un piccolo pesce in un mare di squali e dovrà imparare presto a muoversi all’interno della gerarchia del carcere per vivere e sopravvivere. Dopo il trauma dei primi tempi, Malik, suo malgrado, capirà quali sono i meccanismi che regolano la vita dietro le sbarre e senza dare troppo nell’occhio riuscirà a costruire lentamente la propria credibilità. Al termine della sua reclusione Malik è diventato un uomo temuto e rispettato, con un piccolo impero da gestire. Tutto grazie a un criminale corso che gli ha offerto la sua protezione in cambio di piccoli lavori sporchi.
Quanti sono i film che hanno avuto come ambientazione un carcere? Difficile dirlo, ma è facile presumere che siamo nell’ordine delle migliaia. La prigione è un luogo perfetto per descrivere percorsi di redenzione, di caduta nel baratro, di amicizie virili, di scontri razziali, per realizzare il sogno aristotelico delle tre unità di tempo (luogo, azione e tempo) o, viceversa di frantumarle in una narrazione a mosaico.
Jacques Audiard racconta la stoira del giovane Malik El Djebena con un presupposto che potrebbe suggerire un futuro da predestinato: giovane e ingenuo, senza soldi e analfabeta Malik sembra essere semplicemente carne fresca gettata nel macello del carcere, destinato a cadere vittima delle leggi non scritte che vigono dietro le sbarre. Nonostante le sue origini nord africane, Malik accetta del regole che gli vengono imposte dall’ergastolano corso César, che gli promette protezione in cambio di continui favori.