La serie, in 12 episodi, è stata presentata in anteprima al pubblico del Telefilm Festival di Milano nel pomeriggio di ieri. Erano presenti i tre fratelli Nardini - al secolo: Anita Caprioli, Valerio Mastandrea (che, proprio per la sua interpretazione di Stefano Nardini nell’omonimo film Non Pensarci, era candidato come miglior attore ai David di Donatello) e Giuseppe Battiston, fresco vincitore del David come miglior non protagonista per Si può fare. Insieme a loro i due autori e registi della serie, Gianni Zanasi e Michele Pellegrini.
L’esperimento è stato fatto per la prima volta con Quo Vadis Baby? di Gabriele Salvatores, che con l’investigatrice Giorgia Cantini è passato dal grande schermo ai salotti delle casa italiane; poi è stata la volta di Romanzo Criminale, divenuto una miniserie serie grazie a Cattleya ed a Sky. E’ ora pronto a debuttare (dal 18 maggio su Fox) Non Pensarci - La Serie, tratto dall’omonimo film diretto da Gianni Zanasi e presentato con successo di pubblico e critica alle Giornate degli Autori della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2007.
Ritratto divertente e surreale di una famiglia costantemente sull’orlo di una crisi di nervi, Non pensarci - La Serie racconta le disavventure dei Nardini, un tempo facoltosi imprenditori ed oggi ad un passo dalla bancarotta, vista con gli occhi del secondogenito, che dopo anni d’assenza da casa dovrà fare i conti con il proprio ritorno in famiglia. Nel cast ci sono anche Caterina Murino, Gisella Burinato, Teco Celio, Paolo Briguglia e la guest-star Luciana Littizzetto.
In attesa di trovare il tempo per terminare di scrivere il post con le mini-recensioni degli ultimi due film visti al Courmayeur Noir in Festival 2008, ecco le immagini della serata conclusiva di questa diciottesima edizione. Appuntamento al prossimo anno, dal 7 al 13 dicembre.
I giurati Astrid Berges-Frisbey, Valentina Lodovini, Richard Price, Pablo Trapero e Don Winslow, alla presenza degli organizzatori del Festival Giorgio Gosetti, Marina Fabbri, Emanuela Cascia e del Sindaco di Courmayeur, hanno consegnato i premi nelle mani dei vincitori.
Paolo Briguglia, improvvisando qualche frase in finto-danese, ha simpaticamente preso in consegna il Premio per la Migliore Interpretazione per conto del cast di Det som ingen ved (What No One Knows) di Søren Kragh-Jacobsen. Il Premio del Pubblico FoxCrime per The Bank Job è stato consegnato nelle mani del produttore Adrian Wootton e un raggiante Amat Escalante ha ritirato il Premio della Giuria per Los Bastardos. Palpabile l’emozione di Misty Upham e della produttrice Molly Conners, che hanno ricevuto il Leone Nero per Frozen River dalle mani di André Lanièce, Assessore Regionale della Valle d’Aosta.
Courmayeur Noir in Festival - fotogallery della serata conclusiva
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Giuseppe Tornatore è al lavoro su Baaria - La porta del vento, film da lui scritto e diretto.
Baaria non è altro che il nome fenicio di Bagheria, città natale di Tornatore. La trama è ancora top secret ma sappiamo che si tratterà di un film in costume. Le notizie sul film sono poche ma possiamo anticiparvi il cast stellare e decisamente variegato.
Vedremo infatti sullo schermo: Raoul Bova, Ángela Molina, Enrico Lo Verso, Laura Chiatti, Nicole Grimaudo, Paolo Briguglia, Gabriele Lavia, Rosario Fiorello, Aldo Baglio, Beppe Fiorello, Giorgio Faletti, Leo Gullotta, Vincenzo Salemme, Nino Frassica, Lina Sastri, Ficarra & Picone, Margaret Maccarrone, Michele Russo, Spiro Scimone e Francesco Scianna.
Non pensarci (Italia, 2007) di Gianni Zanasi; con Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Valerio Mastandrea, Caterina Murino, Dino Abbrescia, Paolo Briguglia, Luciano Scarpa.
Non pensiamo neanche noi, sinceramente, che Non pensarci potesse reggere il confronto con altri film in gara nel concorso dell’ultimo Festival di Venezia; però, se fosse stato inserito nella gara, avrebbe fatto una figura migliore dei tre film italiani visti e che hanno deluso le aspettative dei più.
Ricordi a parte, Non pensarci è un buon film. Quella di Gianni Zanasi è una commedia gradevole, scritta bene e diretta con ritmo, garbo ed arguzia. Le vicende del chitarrista fallito e della sua famiglia, con tutte le vicende di fratelli e genitori, non puzza di provinciale, ma resta profondamente italiana senza pesare.
Quando tutti stanno ad attaccarlo, ci si deve rendere conto che il cinema italiano che ha grande distribuzione non è il “solo” cinema italiano. Facciamo un passo indietro tutti e rendiamoci conto che tra documentari (ora come ora, la linfa vitale della nostra criticata cinematografia) e film di autori e registi che sanno il fatto loro, ci può essere la speranza di una rinascita.
Due bei film stanotte su Rai Uno:
Coffee & Cigarettes all’ 1:05 che era invece previsto in palinsesto la scorsa settimana, vi rimando quindi al post che avevo scritto sabato scorso.
Ma quando arrivano le ragazze? di Pupi Avati, alle 2:40
Vediamo quindi in dettaglio il film di Avati:
Ma quando arrivano le ragazze? (Italia 2005) di Pupi Avati con Claudio Santamaria, Johnny Dorelli, Paolo Briguglia, Vittoria Puccini
Protagonisti della storia sono due giovani: il primo, Gianca (Paolo Briguglia) iniziato a suonare il sax da un padre frustrato, interpretato da un melanconico Johnny Dorelli , e Nick (Claudio Santamaria), figlio di un benzinaio che suona una tromba rubata.
Tutto ha inizio nel corso di un viaggio, verso uno stage all’Umbria Jazz e che sarà l’inizio di una amicizia molto intensa e densa di sfumature.
Gianca è bravo a suonare il sax, ma è Nick che presto spiccherà il volo con il suo talento. Mentre Nick diventa ogni giorno più bravo Gianca,che rappresenta l’alter ego di Pupi Avati, sente di non avere un futuro nel mondo della musica. Arriveranno le ragazze che complicheranno il complesso rapporto tra i due. Chi avrà “vinto” alla fine tra i due rivali?
Si ride, ma soprattutto si rimane con un senso di amarezza: si può rinunciare all’amore per paura delle passioni, perché comunque quella storia non dà certezze? Ci si può accontentare di vivere con qualcuno che non ti ama?
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L’abbuffata.
Di Mimmo Calopresti
Con Diego Abatantuono, Valeria Bruni Tedeschi, Donatella Finocchiaro, Nino Frassica, Paolo Briguglia, Gérard Depardieu
Oggi vorrei occuparmi di un film italiano fuori concorso. La storia mi sembra molto carina e poi è ambientato nella mia Calabria!
Il film, di Mimmo Calopresti (La seconda volta, La parola amore esiste, Preferisco il rumore del mare), è “L’abbuffata”, uscirà nelle sale il 16 novembre, mentre per quanto riguarda gli appuntamenti alla Festa di Roma la proiezione ufficiale sarà il 27 Ottobre 2007 alle 19:00 nella Sala Sinopoli.
La storia è ambientata a Diamante, un bellissimo paese sul Tirreno, in Calabria appunto.
Un gruppo di quattro giovani amici (Paolo Briguglia, Elena Bouryka, Lele Nucera e Lorenzo Di Ciaccia) ha finalmente il coraggio di girare un film e, così, coinvolgendola, di sconvolgere la vita della cittadina.
Dalla banda del paese al cinico regista “guru” (Diego Abatantuono) ritiratosi a vita di contemplazione, dalle zie che aspettano ancora l’amor al professore d’inglese (Nino Frassica), dal parroco alla barista (Donatella Finocchiaro), per finire alle stelle del mondo del cinema, al di là dei confini della Calabria, tutti rimangono coinvolti dall’energia, dalla magia e dalla semplicità con cui i quattro ragazzi vogliono costruire un presente e un futuro diverso.
E per la grande star (Gérard Depardieu) che ha accettato generosamente di atterrare in Calabria, in compagnia della fidanzata (Valeria Bruni Tedeschi) per girare il loro film, i giovani amici con l’aiuto di tutto il paese prepareranno una grande festa: una vera e propria “abbuffata”.
Su continua immagini del film e una bella presentazione del regista.
Buongiorno, notte. Regia di Marco Bellocchio. Con: Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Pier Giorgio Bellocchio, Giovanni Calcagno, Paolo Briguglia, Roberto Herlitzka.
Storico, col. 105′. Italia 2003.
Sinossi: ricostruzione surreale del rapimento di Aldo Moro
Bellocchio, fortunamente, evita le trappole della ricostruzione storica, essendo conscio che il campo più adatto per rivelazioni e prese di campo ideologiche è quello della saggistica. Quasi coevo a “Piazzale delle cinque lune”, di Martinelli, uno dei peggiori “autori” che il nostro cinema abbia partorito negli ultimi anni, “Buongiorno Notte” è una lucida analisi del rapporto fra i rapitori (cinque giovani di diversa estrazione, sicuramente troppo giovani e dogmatici) e il rapito, concentrandosi quasi esclusivamente sulla prigionia di Moro, e le reazioni di Chiara - alter ego fittizio di Anna Laura Braghetti - recentemente pentitasi.
La Storia, in questo film, quasi da camera, si vorrebbe dire, resta sullo sfondo; ma non è così. L’intreccio è continuo, anche se tutto ciò che avviene al di fuori dell’appartamento assume i toni drammatici e spesso ironici di un sogno molto ben documentato. Una irrealtà, però, soltanto evocata dall’autore, ma già presente nei fatti: la seduta spiritica, la tv spazzatura, l’intransigenza del pontefice, la sfilata di membri della DC che sembra provenire direttamente da un immaginario bueneliano, ma che invece è tratta da riprese televisive dell’epoca.