Prende il via oggi con l’inaugurazione ufficiale la 63ma edizione del Festival del Film di Locarno, la kermesse svizzera che porterà sulle sponde del Lago Maggiore il mondo del cinema. Il 2010 segna l’inizio di un nuovo corso, quello della direzione di Oliviere Père giovane critico cinematografico e giornalista che promette di dare nuova linfa al Festival.
Sulla carta il menù sembra decisamente ghiotto. Il concorso internazionale, come di consueto, sarà al centro dell’attenzione in vista della proclamazione del Pardo d’Oro. Tra le numerose manifestazioni collaterali ricordiamo il premio alla carriera che sarà consegnato a Francesco Rosi e la splendida retrospettiva (completa!) dedicata a Ernst Lubitsch.
La giornata di oggi sarà focalizzata sulla prima serata in Piazza Grande, il cinema open-air più grande d’Europa, con la proiezion e di Au fon des bois. Il concorso inizia domani con i primi due film, Songs of Love and Hate della svizzera Katalin Gödrös e il chiacchieratissimo L.A. Zombie di Bruce LaBruce.

Il Festival di Locarno è noto come il più piccolo dei grandi festival o il più grande dei piccoli proprio per la sua storica attenzione a un cinema diverso e innovativo, che spesso difficilmente riesce a trovare spazio nelle kermesse più grandi. Per questo motivo anche gli esperti chiamati a glidicare i film in concorso sono sempre persone che conoscono bene il mondo del cinema, ma che qualche volta non sono troppo note al grande pubblico.
Ecco quindi la composizione della giuria del Concorso internazionale per l’edizione 2010. Il compito di presidente toccherà dal regista di Singapore Eric Khoo (My Magic, 2008). Al suo fianco nel compito di eleggere l’ambito Pardo d’oro tra una ventina di lungometraggi, saranno l’attrice iraniana Golshifteh Farahani (Nessuna verità di Ridley Scott, 2008; ), l’attore francese Melvil Poupaud (Le temps qui reste di François Ozon, 2005), il regista svizzero Lionel Baier (Un autre homme, 2008) e il regista statunitense Joshua Safdie (Go Get Some Rosemary, 2009).
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Il cinema in alcuni luoghi del mondo è ancora una voce che si leva contro il potere costituito e che osa sfidare le istituzioni con l’arma dell’intelletto. Negli ultimi anni uno dei luoghi più caldi al mondo è l’Iran e proprio da questo stato mediorientale arriva una triste notizia battuta questa notte dalle agenzie di tutto il mondo.
E’ stato infatti arrestato il regista Jafar Panahi, una delle voci più importanti dell’opposizione al presidente Ahmaninejad. La repressione delle contestazioni, diventata durissima, ora arriva anche a fermare personaggi di fama internazionale come Panahi che nella notte è stato arrestato a Teheran, inseme alla moglie e la figlia da agenti dei servizi di sicurezza.
Panahi ha iniziato come assistente di Abbas Kiarostami. Il suo primo film è il poetico Il palloncino bianco (1995) con cui vince la Caméra d’or al Festival di Cannes. Nel 1997 conquista il Pardo d’oro a Locarno con Lo specchio, film che tratta l’argomento delicatissimo della condizione femminile nel mondo islamico, tema cardine anche del successivo Il cerchio (2000) che gli fece conquistare il Leone d’Oro a Venezia.
Nel 2003 il suo Oro Rosso vince la sezione Un certain regard a Cannes, film che fu proibito in patria. Un curriculum decisamente pesante per una voce troppo scomoda.

Agosto è ancora lontano ma il Festival del Cinema di Locarno è già in pieno fermento, pronto per l’edizione 2010. Ecco quindi che dalle sponde svizzere del Lago Maggiore iniziano a pervenire le prime notizie su quello che si vedrà attorno alla Piazza Grande.
La notizia di oggi riguarda il premio alla carriera, il Pardo d’onore Swisscom che per la 63ma edizione del Festival sarà attribuito al regista svizzero Alain Tanner. Un premio meritato e che rimane in patria.
Nato a Ginevra nel 1929, Alain Tanner realizza il suo primo lungometraggio per il cinema nel 1969, Charles mort ou vif, premiato con il Pardo d’oro al Festival di Locarno. Due anni dopo, La salamandra (1971) è visto nella sola Parigi da 200mila spettatori. Alain Tanner emerge come uno dei principali esponenti del «nuovo cinema svizzero» portando una ventata di giovinezza e di libertà ben oltre le frontiere nazionali.
Oltre a numerosi documentari per la televisione e per il cinema, Alain Tanner ha firmato 19 lungometraggi di finzione, selezionati dai più importanti festival internazionali, tra cui Jonas che avrà vent’anni nel 2000 (1976), Dans la ville blanche (1983), Gli anni luce (1981, Grand Prix speciale della Giuria a Cannes), Une flamme dans mon cœur (1987), Fourbi (1996), e infine Paul s’en va (2004), film che segna il suo addio al mondo del cinema.
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Come abbiamo anticipato ieri, il Pardo d’oro per il miglior film del Festival di Locarno 2009 è stato attribuito a She, A Chinese della regista cinese Xiaolu Guo. La Giuria ufficiale del 62° Festival internazionale del film di Locarno, composta da: Jean-Marie Blanchard, lo sceneggiatore Pascal Bonitzer, il regista Hong Sangsoo, le attrici Nina Hoss e Alba Rohrwacher, il produttore Luis Miñarro, e presieduta da regista Jonathan Nossiter ha assegnato inoltre seguenti premi:
Premio speciale della giuria e Premio per la miglior regia a Alexei Mizgirev per il film Buben.Baraban, Russia.
Pardo per la migliore interpretazione femminile assegnato all’attrice: Lotte Verbeek per il film Nothing Personal di Urszula Antoniak, Paesi Bassi/Irlanda
Pardo per la migliore interpretazione maschile assegnato all’attore: Antonis Kafetzopoulos
per il film Akadimia Platonos di Filippos Tsitos, Grecia/Germania
Nel continua gli altri premi.
Proprio in questi minuti sta avvenendo in Piazza Grande a Locarno la premiazione del 62° Festival Internazionale del Cinema con l’attribuzione del Pardo d’Oro al miglior film a She, a Chinese della regista cinese Xiaolu Guo, un film cinese ma realizzato grazie a una coproduzione con Inghilterra, Germania e Francia.
She, a Chinese racconta la storia di Mei, una ragazza nata e cresciuta nell’ignoranza della Cina rurale che, dopo aver scelto di abbandonare il suo villaggio, cerca una nuova vita nalla città di Chongqing, dove in realtà troverà poca felicità e molit guai. La metafora è piuttosto evidente, al limite del banale, Mei rappresenta la Cina intera e la sua parabola è la storia della grande nazione. Sulla base dell’ignoranza, sembra volerci dire Xiaolu Guo non possono che arrivare soddisfazioni illusorie e gravi disastri.
Abbiamo incontrato la regista, in realtà romanziera e poetessa prestata al mondo del cinema, e ci ha raccontato il suo approccio traumatico con il mondo della pellicola. “Cinema is sick”, il cinema è malato ha detto la Guo, quasi a sottolineare che anche in un mondo “autoriale” le logiche produttive hanno il sopravvento e una persona abituata al massimo della libertà, come una scrittice può avvertire queste problematiche in modo ancora più evidente rispetto a chi questo mondo lo frequenta di mestiere.
Nel cast Huang Lu, Wei Yi Bo e Geoffrey Hutchings.
Foto | Carlo Prevosti
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Prende il via oggi e si concluderà il 15 agosto con l’assegnazione del Pardo d’Oro la 62ma edizione del Festival Internazionale del Cinema di Locarno. La kermesse si fregia di essere il più piccolo dei grandi festival, o il più grande dei piccoli festival, comunque un luogo dove è è possibile proporre del cinema nuovo, innovativo e fuori dagli schemi dei mercati tradizionali.
Appuntamento quotidiano al Fevi, palazzetto dello sport trasformato in sala cinematografica, per le proiezioni pomeridiane dei film in concorso, mentre il momento centrale delle giornate festivaliere sono le serata nella meravigliosa Piazza Grande dove è allestito il più grande cinema all’aperto d’Europa, capace di ospitare anche 11 mila spettatori.
I inizia questa sera con la proiezione di (500) Days of Summer, che in Italia uscirà col titolo di 500 giorni insieme.