Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo: Il ladro di fulmini (Percy Jackson & the Olympians: The Lightning Thief, Usa, Canada, 2010) di Chris Columbus; con Logan Lerman, Rosario Dawson, Uma Thurman, Pierce Brosnan, Sean Bean, Kevin McKidd, Steve Coogan, Catherine Keener, Alexandra Daddario, Joe Pantoliano, Jake Abel, Melina Kanakaredes, Serinda Swan, Brandon T. Jackson, Luke Camilleri, Dylan Neal, Maria Olsen, Andrea Brooks, Luisa D’Oliveira, Maya Washington, Patrick Sabongui, Dejan Loyola, Crystal Tisiga, Dimitri Lekkos, Christie Laing, Stefanie von Pfetten, Marie Avgeropoulos, Erica Cerra, Chelan Simmons
9 dopo Harry Potter Chris Columbus torna a far nascere dal nulla un nuovo possibile franchise fantasy per il cinema con Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo: Il ladro di fulmini. Primo di una serie di cinque libri scritti da Rick Riordan, ed in testa alla classifica dei bestseller del New York Times, il romanzo approda così in sala 5 anni dopo aver sbancato gli scaffali delle librerie di mezzo mondo, lasciando però tutt’altro “sapore in bocca”. Deludente, eccessivamente infantile e trascinato da effetti speciali di quart’ordine, Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo: Il ladro di fulmini rischia di fare la fine di Eragon, rimanendo così ancorato a questo primo capitolo, ricco su carta di interessanti idee ed evidenti possibilità di sfondare anche in sala, purtroppo qui mal sfruttate, tanto far pensare troppo spesso ad una parodia, più che al lancio di una nuova saga.
Volando da Hogwarts all’Olimpo, Columbus ci porta in un mondo al limite della guerra divina, con Zeus, Ade e Poseidone sull’orlo di una crisi di nervi, a causa della misteriosa scomparsa del potentissimo fulmine, prima arma di distruzione di massa della storia, incredibilmente rubato al Sovrano di tutti gli dei. Ad essere accusato di tale follia il ‘mezzo umano’ Percy Jackson, studente newyorkese con un patrigno puzzolente ed insopportabile, una mamma amorebole e vari problemi a scuola. Un ragazzo qualunque, se non fosse (a sua insaputa) il figlio ‘umano’ di Poseidone, Re del mare, chiamato a salvare la Terra dalla catastrofe divina. Peccato che a partorire una mazza catastrofe, a conti fatti, sia stato proprio Columbus…
Whiteout - Incubo Bianco (Whiteout, Canada, Usa, 2009) di Dominic Sena; con Kate Beckinsale, Gabriel Macht, Columbus Short, Tom Skerritt, Shawn Doyle, Alex O’Loughlin, Sean Tucker, Patrick Sabongui, Nicolas Wright, Bashar Rahal, Alexander Bisping, Paula Jean Hixson, Julian Cain, Nick Villarin.
Dopo averlo tenuto nascosto per mesi e mesi, in casa Warner si sono decisi a far uscire nella sale l’ennesima graphic novel degli ultimi anni, floppando totalmente. La trasposizione cinematografica di Whiteout, novel scritta da Greg Rucka e disegnata da Steve Lieber, raschia infatti il fondo dell’osceno, finendo direttamente nel dimenticatoio. A dirigere il film Dominic Sena, che se da 8 anni non faceva cinema, ovvero da Codice Swordfish, un motivo ci sarà…
Siamo tra le lande desolate e ghiacciate dell’Antartide, ovvero il continente più freddo ed isolato della terra. 6 mesi di oscurità, temperature che scendono in picchiata fino a - 120° e venti che arrivano fino a 100 miglia all’ora. Qui, in una stazione geologica americana, c’è un un unico rappresentante della legge. E’ una lei, è un agente federale, spedita nel bel mezzo del nulla a causa di un tormentato passato. Peccato che a poche ore dal ritorno a casa, il primo omicidio della storia dell’Antartide si abbatta su di lei e sui componenti dell’intera stazione. Un terribile segreto si cela dietro il misterioso omicido, con un serial killer da rintracciare prima che arrivi l’inverno, con le sue mostruose tempeste di ghiaccio e neve, chiamate Whiteout…
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