Seconda giornata per la cinquatottesima edizione del Festival di Berlino. Che, con tutta probabilità, nella cronistoria del Festival sarà ricordata come la giornata in cui There Will Be Blood (sì sì, quello che in Italia arriverà con quell’oscenità di titolo de Il Petroliere) ha fatto il suo irruente e arrembante ingresso nel concorso ufficiale.
La proiezione per la stampa avviene nello splendido Film Palast che, nonostante qualche fastidioso problema di audio distorto di quando in quando, offre una visione splendida. Qualsiasi film guadagnerebbe molti punti se visto in questo magnifico cinema, figurarsi un semi capolavoro come quello di Paul Thomas Anderson.
Di seguito alla proiezione ha avuto luogo un’affollatissima, seppur non tanto quanto quella del film di Scorsese, maledetti Rolling Stones, conferenza stampa a cui l’ineffabile Daniel Day Lewis si è presentato indossando un’epica mantellina in plaid a scacchi rossi e neri.
Continua a leggere: Speciale Festival di Berlino: Il Petroliere, Black Ice, In Love we Trust

Daniel Day-Lewis racconta in un’intervista esclusiva a Donna Moderna – il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto, in edicola giovedì 7 febbraio – la sua ultima esperienza sul set del film Il Petroliere (There Will Be Blood):
“Non è stato facile calarsi in quei panni. Perché Plainview è un uomo violento, ambizioso. Ho cercato di capire le dinamiche del lavoro nelle miniere, lo stato d’animo dei minatori che scavano nel buio come dannati, vivendo come animali. È stato faticoso. Io sono convinto che per recitare la vita di un altro bisogna sporcarsi le mani, bisogna viverla. Così mi sono trasformato in un essere brutale”.
Continua a leggere: Daniel Day-Lewis: "Con Il Petroliere sono diventato brutale"
Ma che bel rumor! Ovviamente a darla in anteprima sono i ragazzacci di Bloody Disgusting, che non si fanno sfuggire nulla e questa volta, se la news sarà confermata, sarà un colpaccio per il loro grande sito. Paul Thomas Anderson, uno dei registi americani più importanti oggi in circolazione, sta seriamente pensando di dirigere un horror!
L’ultima fatica del regista è l’acclamato Il petroliere (There will be blood), ritenuto da molti uno dei migliori film della stagione e un vero e proprio capolavoro. Tra poco sapremo quante nomination -visto che qualcuna c’è sicuramente- la pellicola avrà agli Oscar, e Paul Thomas Anderson deve fare ancora i conti con la distribuzione del suo film in giro per il mondo (da noi Il petroliere esce il 15 febbraio), ma i suoi pensieri sono già proiettati anche verso il futuro.
Se nelle prossime settimane la notizia sarà confermata, i fan dell’horror e del regista inizieranno già a pensare come potrà essere un film di genere diretto da un regista che è nato come regista corale, come grande narratore “erede di Altman”, e ultimamente in effetti ha sperimentato con stile personalissimo la commedia e il dramma. Staremo a vedere, sicuramente con grande curiosità. E aspettiamo con ansia ovviamente Il petroliere…

E’ tempo di nominations negli Usa.
Con i Golden Globe cancellati dal palinsesto, ma comunque assegnati e resi noti domenica, aspettando gli Oscar del 24 febbraio, ecco che son arrivate anche le nominations dei DGA awards, Directors Guild of America, arrivati alla 60° edizione, per i migliori registi dell’anno, eletti dagli stessi registi Usa.
Premio importante questo, perchè solitamente ottimo termometro per misurare le ambizioni e i veri favoriti degli Oscar, lo scorso anno vinse Scorsese, quindi andiamo a vedere chi saranno i 5 contendenti…
Paul Thomas Anderson, per There Will Be Blood
Joel and Ethan Coen, per Non è un paese per vecchi
Tony Gilroy, per Michael Clayton
Sean Penn, per Into The Wild
Julian Schnabel, per The Diving Bell and the Butterfly
Stupiscono dalla cinquina le assenza di Joe Wright, mattatore ai Golden con Espiazione, Tim Burton, acclamato dalla critica per Sweeney Todd e Ridley Scott, per molti papabile vincitore dell’Oscar con American Gangster, mentre inattese quelle di Tony Gilroy e Julin Schnabel, per una corsa che, a conti fatti, dovrebbe essere a due, tra i Coen e Anderson, ovvero i veri favoriti per il miglior film dell’anno e miglior regia anche per la notte degli Oscar.
Non ci resta a questo punto che attendere sabato 26 gennaio, giorno dell’annuncio.
Ubriaco d’amore (Punch-Drunk Love, USA, 2002) di Paul Thomas Anderson con Adam Sandler, Emily Watson, Philip Seymour Hoffman
Stasera, Venerdi 7 dicembre, Rete4 ore 23:20
Barry Egan è un uomo solitario e al limite della follia. Vittima di sette sorelle (e in alcuni casi dei rispettivi mariti) ha problemi seri con le persone e soprattutto con le donne. Ha una sua piccola azienda che vende stura lavandini dove passa la maggior parte della sua vita.
Ogni tanto le sorelle cercano di presentargli qualche amica… certo non è che gli facciano un granchè di pubblicità, lo vessano in ogni modo criticandolo alla minima stravaganza. Qualcosa sta per cambiare nella sua vita, e simbolo di questo cambiamento è un armonium che qualcuno ha lasciato per strada e che Barry porta nel suo ufficio.
Primissimo trailer ufficiale in arrivo per There Will Be Blood, nuovo film di Paul Thomas Anderson!
Super protagonista uno straordinario, e come al solito trasformista, Daniel Day-Lewis, per una pellicola che negli Usa uscirà il giorno di Santo Stefano, giusto in tempo per poter concorrere agli Oscar del 2008!
Regista dal telento evidente, basterebbe vedere Magnolia e Boogie Nights per intuirlo, Anderson torna così in sala 5 anni dopo la mezza delusione Punch-Drunk Love, cercando un riscatto che potrebbe tranquillamente arrivare, a giudicare dalle premesse.
Ad affiancare Daniel Day-Lewis ci sarà Paul Dano, il ragazzino che inizialmente non parla in Little Miss Sunshine, per un film che noi in Italia vedremo dal 15 febbraio.
Semplicemente strepitosa la locandina, per un film che il sottoscritto segna da subito come tra i più attesi del 2008…
Curiosi di vedere il trailer? Cliccate qui allora…
Qualche anno fa sembrava il nuovo bambino prodigio di Hollywood, dopo Magnolia e Boogie Nights (quest’ultimo da me poco amato) tutti ne tessevano le lodi indiscriminate, non senza ragione, ma è già dal 2002 con Punch-Drunk Love che il nostro PT Anderson non torna al cinema e ogni tanto si sente dire: ma chissà che fine avrà fatto.
Ma sembra che il ragazzo sia tornato in grande stile e avremo il piacere di vedere nel prossimo anno There Will Be Blood, che viene descritta dalla produzione come una storia che riguarda la famiglia, la rapacità, la religione e il petrolio. Sarà ambientata in Texas a cavallo fra diciannovesimo e ventesimo secolo.
Ma ancora questo There Will Be Blood che PTA ci conferma che è a lavoro su di un’altra sceneggiatura e che gli piace un sacco.
Hollywood ha recuperato un regista?.
Fonte: Slashfilm

Seduto sul letto, un uomo compone, guardando la rubrica telefonica, un numero a caso; risponde una donna. La conversazione fra i due sconosciuti inizia normalmente, quando lui chiede ad un certo punto a lei che cosa abbia addosso. “Sei eccitata? Sei tutta bagnata?”, e mentre l’uomo ha raggiunto l’orgasmo finisce la scena. E’ una delle tante sequenze di Happiness, cult di Todd Solondz, che hanno fatto urlare allo scandalo, e il protagonista di quell’”imbarazzante” momento era Philip Seymour Hoffman.
Per tanti anni Hoffman ha partecipato a non pochi film, fra cui alcuni firmati da importanti registi americani. Appena lo vedevi, lo riconoscevi: è una faccia che non si scorda, paccioccosa e indelebile. Ma non riuscivi mai a dire il suo nome, forse perchè non l’avevi mai saputo. E’ una sorte che spesso e volentieri capita solo agli attori sottostimati, e anche bravi. Molto bravi. Ci sono voluti anni e anni per far sì che il grande pubblico lo notasse davvero, e poche volte l’Academy fece scelta più felice: nel 2006 Hoffman vinse l’Oscar come Migliore attore protagonista di Truman Capote, primo film (seguito l’anno successivo da Infamous) sulla figura dell’eccentrico scrittore di A sangue freddo.
Grande amico di Paul Thomas Anderson, ha una parte in tutti i quattro film diretti dal talentuoso regista (ma ahinoi non lo vedremo in There will be blood), dal primo Sydney ai bellissimi film “altmaniani” Boogie Nights e Magnolia, e anche nella commedia romantica e fuori di testa Ubriaco d’amore. E, sempre nella sua filmografia d’autore, ha partecipato negli straordinari La 25ª ora di Spike Lee e Il grande Lebowski dei Coen.
BadTaste scopre che il fan-site del bravissimo Paul Thomas Anderson ha finalmente scovato (anzi, è stato proprio Anderson a dare loro il link) on line un primo teaser trailer per il nuovo film del regista, l’atteso There will be blood, che quasi sicuramente vedremo in anteprima a Venezia 64.
L’erede di Altman (e ormai non è assolutamente più lesa maestà, visto che non solo il grande regista ha dichiarato che se non fosse riuscito a finire un film avrebbe voluto che lo completasse proprio Anderson, che in effetti lo aiutò per le riprese dell’ultimo capolavoro, Radio America) ha tratto la storia del suo nuovo film dal libro di Upton Sinclair Oil!, una storia che vede il petrolio come protagonista, al centro di una vicenda di commercio, ricerca dell’oro nero e avidità.
Nel cast troviamo Daniel Day-Lewis, mercante di petrolio nel Texas alla ricerca della ricchezza. Ovviamente le vicende saranno sempre più drammatiche e il protagonista vedrà coi suoi stessi occhi che la situazione non è così rosea come avrebbe voluto. Da segnalare anche la presenza di Paul Dano.
Su continua il trailer.
Il 26 luglio, data della conferenza stampa con la quale sapremo per certo il programmone di quest’anno, è ancora un po’ lontano, ma già ci sono le prime indiscrezioni sui film del Festival di Venezia 2007. Prima di incominciare a spulciare tra i film “candidati”, facciamo un breve ripasso su quello che già sappiamo per certo: Zhang Yimou (in sala con La città proibita) sarà a capo di una giuria composta da soli registi, proprio per festeggiare il 75° anniversario della mostra; Bill Mechanic sarà presidente della giuria per il Premio Luigi De Laurentiis per la migliore Opera Prima, e Gregg Araki sarà presidente della sezione Orizzonti; ci dovrebbe essere una sezione di film a tematica omosessuale che si candideranno per il Queer Lion (e le polemiche si sono già aperte); il 5 settembre ci sarà la consegna del Leone d’Oro alla carriera a Tim Burton, e di conseguenza anche il Tim Burton Day; le sezioni collaterali prevedono quella sulla Storia segreta del cinema italiano 4 (questa volta si tratta di western scelti da Tarantino) e l’evento dedicato ad Alexander Kluge, padre del Giovane Cinema Tedesco e vincitore di due Leoni d’oro e di un Leone d’argento.
Marco Müller sembra voler proprio fare le cose in grande per questa edizione speciale (anche per non sfigurare con Cannes 60?), ma su una cosa avevo i miei forti dubbi: proprio i film in programma. Insomma, diciamocelo chiaramente: Cannes aveva già rubato a Venezia grandi nomi e grandi film, mentre Coppola e Argento sono volati alla Festa di Roma. Ma devo ammettere che se la maggior parte delle indiscrezioni che ora andremo a leggere saranno confermate, si prevede una Venezia 64 davvero interessante e piena di colpacci.
Un po’ di sorprese le avrete viste già nell’immagine qui sopra, no? Quindi cliccate su continua e saprete tutto…
Continua a leggere: Venezia 64: quali film dobbiamo attenderci?