Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario, con Kasia Smutniak, Fabio Troiano, Gianluca Gobbi, Cristiano Godano, Francesco Signa, Paolo Ciarchi, Luciana Littizzetto.
Irene sogna di diventare una regista teatrale e accetta di collaborare con un gruppo di carcerati torinesi per mettere in piedi uno spettacolo all’interno dell’istituto penitenziario. Il tema scelto dal parroco delle carceri è quello della Passione di Gesù Cristo. Irene accetta suo malgrado il compito ma scopre che tra i carcerati nessuno è disposto a rappresentare la figura di Giuda, il traditore per antonomasia. Lo spettacolo deve essere portato sul palco e solo una particolare interpretazione del Vangelo suggerita a Irene dai discorsi coi detenuti riuscirà a mettere tutti gli attori daccordo, ma qualcuno rimarrà scontento. Una notizia data dal radiogiornale però cambia il destino di tanti fra gli “ospiti” dell’istituto.
Davide Ferrario, a completamento di un progetto durato diversi anni, porta il cinema all’interno del carcere e trasforma i detenuti della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino in attori per caso. Un progetto iniziato nove anni fa, anch’esso in modo abbastanza casuale. Un corso di formazione professionale nel Carcere di San Vittore ha avuto un impatto così forte da convincere Ferrario a proseguire l’esperienza offrendosi come volontario in progetti carcerari.
Tutta colpa di Giuda è un film sul carcere, sul teatro, sulla libertà, sulla fede ma soprattutto sulla voglia di vivere e di confrontarsi, tema trasversale del cinema di Ferrario che con i suoi film ha sempre dimostrato un fortissimo impegno rivolto ai progetti che lo appassionano, toccando con questo film una punta qualitativa di grande coraggio, di riflessione sull’arte (tra teatro e cinema). Il carcere negli ultimi anni ha aperto spesso le porte a progetti di rieducazione attraverso l’uso dei laboratori teatrali o delle produzioni audio-visive, pratici mezzi esperienziali attraverso i quali i detenuti possono esprimere la loro creatività ma anche creare delle dinamiche di gruppo che il carcere altrimenti non potrebbe offrire.
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Full Monty - Squattrinati organizzati (The Full Monty - commedia, GB 1997) Regia di Peter Cattaneo, con Robert Carlyle, Tom Wilkinson, Mark Addy, Steve Huison, Paul Berber, Hugo Speer.
Questa sera ore 23.45 - Canale 5
Gaz e Dave sono due disoccupati di Sheffield che si ingegnano per trovare degli espedienti che permettano loro tirare avanti. Ma quando Gaz rischia di perdere la possibilità di vedere il figlio, perché è in arretrato con le spese di mantenimento della ex moglie, deve inventarsi qualcosa di più redditizio. Trova ispirazione in un gruppo di spogliarellisti professionisti che si esibiscono in città, e partorisce l’idea di dar vita ad uno spettacolo di spogliarello integrale, coinvolgendo altri disoccupati.
Vincitore del premio Oscar per la colonna sonora, il film è stato fra i maggiori successi della stagione cinematografica 1997-98 e uno dei più grandi del decennio: costato 3,5 milioni di dollari, i suoi ricavi totali, DVD e VHS compresi, ammontano a più di 500 milioni di dollari. Dalla pellicola è stato tratto un omonimo musical teatrale, andato per la prima volta in scena a Broadway nel 2000 e candidato a ben 9 Tony Awards. Pur rimanendo fedele alla trama del film, il musical è ambientato a Buffalo, nello stato di New York. La versione italiana è stata portata in scena con successo qualche anno fa da Gigi Proietti; Giampiero Ingrassia (s)vestiva i panni del protagonista.

Uscirà il 5 settembre nelle nostre sale The Rocker, film di Peter Cattaneo, dimenticato regista dell’indimenticato Full Monty. Con Rainn Wilson, Josh Gad, Christina Applegate, Jane Lynch e Emma Stone, il film porterà sulla scena un chitarrista fallito, pronto a tornare al successo dopo 20 anni di oblio.
Cacciato dalla propria band negli anni 80, ottiene una seconda chance per raggiungere il successo tanto sognato, entrando a far parte della teen-band portata avanti dal… nipote! Trailer divertente e apparentemente interessante, per un film che si augura di rilanciare la carriera di Cattaneo, davvero mai esplosa dopo il successo planetario di Full Monty.
Ma per farvi una vostra idea, cliccate pure su continua, ci sono 3 locandine e un trailer che vi attendono…
Full Monty: regia di Peter Cattaneo con Robert Carlyle, Tom Wilkinson, Mark Addy, Steve Huison, Paul Berber, Hugo Speer. GB 1997.
Cinque operai inglesi disoccupati, decidono di organizzare uno spettacolo di spogliarello per guadagnare un po’ di soldi. Fra varie disavventure, esilaranti casting e prove estemporanee in casa del loro capo-reparto, arriveranno alla prima del loro show ma…
Full Monty è sicuramente una delle commedie più divertenti fra quelle che, negli anni novanta, decisero di raccontare storie ambientate sullo sfondo della crisi economica inglese: la chiusura delle industrie legateall’estrazione e alla lavorazione del carbone, la disoccupazione. L’era della“Lady di Ferro”, evocata in maniera molto più esplicita nel quasi contemporaneo “Grazie signora Thatcher”.
Non solo l’idea di base è vincente (il corpo operaio che si oppone a quello ipervitaminico degli spogliarellisti professionisti in tour nelRegno Unito), ma è raccontata con brio, con idee intelligenti e mai volgari, e soprattutto con una partecipazione emotiva alle vicende dei protagonisti non così usuale. I sei showman, infatti, non solo riusciranno, con l’organizzazione dello spettacolo, a ritrovare un’intesa trasversale fra operai e “padroni” (ma padroni di seconda categoria, caporeparto ugualmente investiti dalla crisi) ma anche a trovare uno sfogo alle tristezze quotidiane: esemplare e davvero esilarante la scena che mostra i protagonisti in fila allo sportello di disoccupazione, che per ingannare l’attesa ripassano passi e melodie del loro futuro show.
Full Monty è, con le debite differenze, quella che era la commedia italiana degli anni d’oro del nostro cinema, con film come “I soliti ignoti” ed altri. Strano che, con questa importante eredità culturale alle spalle, non riusciamo più a produrre film così divertenti su temi scomodi, se non nella noiosa trasposizione delle “edificanti” fiction televisive.
Da vedere con una birra in mano, e in compagnia.
Stasera giovedì 28 giugno ore 23:30 su Canale 5.