
Breaking Upwards descrive la parabola di una giovane coppia di New York, dopo quattro anni di amore ecco che la realtà diventa una sorta di ostacolo insormontabile e la rottura è una necessità. Come superare indenni dal dolore questa separazione?
Questa è la situazione che stanno vivendo Daryl e Zoe, illusi di poter pianificare anche la fine della loro storia con raziocinio. Le incognite sono però dietro l’angolo e nemmeno loro saranno indenni da un ciclone di sentimenti traumatici.
Una commedia agrodolce sulla vita di una coppia e sull’imprevedibilità dei comportamenti umani, quella raccontata dal regista Daryl Wein. Il cast vede una serie di volti nuovi ma interessanti, tra cui Zoe Lister Jones, lo stesso Daryl Wein, Julie White, Andrea Martin, Peter Friedman.
Ma dopo tutta questa sofferenza, Daryl e Zoe potranno ancora stare insieme?
Breaking Upwards è stato presentato alla scorsa edizione del Festival di Torino. Dopo il continua potete vedere il trailer del film.
Continua a leggere: Breaking Upwards - La locandina e il trailer internazionale
La famiglia Savage (The Savages, USA, 2007) di Tamara Jenkins; con Laura Linney, Philip Seymour Hoffman, Philip Bosco, Peter Friedman, Gbenga Akinnagbe.
Genitori e figli. A guardare queste prime pellicole del nuovo anno, sembra ci sia una sottile linea di congiunzione fra alcuni titoli importanti usciti da poco nelle sale: dall’assassino con una famiglia marcia e desolante alle spalle (Halloween - The beginning) alla famiglia enorme di Cous cous, passando per quello splendore che è Into the Wild (a tal proposito il finale è magnifico: correte a vederlo).
Il titolo che però decide di dedicare “tutto se stesso” all’argomento è proprio La famiglia Savage, che vede fratello e sorella, ormai maturi, tornare dal padre, che non vedono da tempo (era violento ed egoista), che soffre di demenza e a cui non resta molto da vivere.
Tamara Jenkins centra il colpo con il suo secondo lungometraggio, confermando una sensibilità sincera e non banale. Ma soprattutto centra un bersaglio fondamentale, riuscendo a fondere commedia e dramma in modo che i due generi non si scontrino, non facciano saltare in modo irritante l’atmosfera della pellicola, ma si compenetrino.