Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag polemiche

"Audrey Hepburn non sapeva recitare" - la boutade di Emma Thompson che ha fatto indignare mezzo mondo

pubblicato da Simona

Emma Thompson

Parafrasando un celebre personaggio dei miei ricordi televisivi d’infanzia, mi verrebbe da sbottare: “che cavolo stai dicendo…Emma?!?” In due lunghe interviste rilasciate a The Hollywood Reporter e Variety nei giorni scorsi, in occasione dell’inaugurazione della stella a lei dedicata sulla Hollywood Walk of Fame, Emma Thompson se ne è uscita con alcune dichiarazioni davvero poco lusinghiere sul conto di Audrey Hepburn. Le sue parole hanno scatenato numerose polemiche e rimbalzano da giorni sul web, dove un sacco di fan e cinefili indignati stanno rispondendo molto duramente alla boutade dell’attrice.

La Thompson è attualmente impegnata nella scrittura dello script di un nuovo adattamento cinematografico di My Fair Lady - “sono entusiasta di essere stata invitata a farlo, perché sono convinta ci sia bisogno di una nuova versione. [Quello del 1964] non lo considero un film. E’ uno spettacolo teatrale su pellicola. Sono state le scenografie di Cecil Beaton e la presenza di Rex Harrison a donargli qualità straordinaria” - e si è detta molto felice del fatto che il ruolo di Eliza Dolittle venga portato nuovamente in scena: “è giunto il momento che lo straordinario ruolo di Eliza venga reinterpretato, perchè è una parte fantastica per un’attrice“. (A proposito: le più recenti notizie in merito danno come favorita Carey Mulligan, mentre per la parte del professor Higgins sarebbero in lizza Hugh Grant e Rupert Everett, leggiamo sul Telegraph).

La Thompson, senza peli sulla lingua, spera che questa volta venga resa giustizia al personaggio, visto che la Hepburn “era troppo sdolcinata, senza alcun mordente, cosa che non fa proprio per me. Non sapeva cantare e temo non sapesse nemmeno recitare davvero. Sono certa che fosse una donna adorabile - e forse se l’avessi conosciuta avrei apprezzato di più anche la sua recitazione. Ma non l’ho mai conosciuta e questo è quello che penso”.

Continua a leggere: "Audrey Hepburn non sapeva recitare" - la boutade di Emma Thompson che ha fatto indignare mezzo mondo

Agora - Recensione in anteprima

pubblicato da Simona

Agora manifesto Agora (id. - drammatico, storico - Spagna 2009) Regia di Alejandro Amenábar, con Rachel Weisz, Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale, Rupert Evans, Homayoun Ershadi, Richard Durden, Sami Samir, Manuel Cauchi, Oshri Cohen, Harry Borg, Charles Thake

4° secolo D.C. Alessandria d’Egitto all’epoca dell’Impero Romano. Convivono nella capitale (o, più spesso, combattono fra loro) i seguaci di tre religioni: il culto di Serapide, divinità greco-egizia introdotta nella terra dei Faraoni in epoca Tolemaica; ebraismo e cristianesimo. Le violente sollevazioni religiose dilagano per le strade di Alessandria e si diffondono fin dentro la famosa biblioteca della città. Intrappolata dentro le sue mura, la filosofa-matematica-astronoma Ipazia, ultima erede della cultura antica e forse, in quanto donna, massima espressione di una lunga evoluzione civile e di una libertà di pensiero che non si rivedrà più fino all’epoca moderna, viene travolta dalla crisi e cerca con i suoi discepoli di salvare il sapere del mondo antico. Tra di loro, due uomini sperano di conquistare il cuore di Ipazia: l’arguto e benestante Oreste, futuro Prefetto del’Impero; e Davus, giovane schiavo lacerato tra il suo amore segreto per Ipazia e la libertà che gli viene promessa dalla frangia fanatica dei ’soldati di Cristo’, i monaci parabalani.

Presentato al Festival di Cannes nel maggio dello scorso anno, approda finalmente nei cinema italiani il tanto discusso nuovo film di Alejandro Amenábar. Ha sollevato polemiche, negli scorsi mesi, la presunta censura da parte del Vaticano che secondo alcuni avrebbe voluto impedire la distribuzione della pellicola nel nostro Paese. Si levano grida di sdegno - alla luce degli ultimi fatti di cronaca che vedono alti prelati cattolici coinvolti in abusi su minori e casi di pedofilia - che accusano Agora di essere ‘il classico film anti-cattolico e di cavalcare l’onda dell’anticristianesimo che va tanto di moda’ (?). E mentre tutti discutono (il mio consiglio, come sempre, è di vedere il film prima di giudicarlo solo sulla base di un trailer, di una buona critica o, viceversa, di una stroncatura) dove sta la verità? Il film rappresenta davvero un attacco alla cristianità?

Continua a leggere: Agora - Recensione in anteprima

L’autre Dumas, con Gerard Depardieu accusato di razzismo. Impazza la polemica

pubblicato da Simona

Lâ??autre DumasHa debuttato lo scorso mercoledì nelle sale francesi il film di Safy Nebbou, L’autre Dumas, in cui Gerard Depardieu interpreta Alexandre Dumas (padre), autore simbolo della letterature e della cultura francese. Le polemiche non si sono fatte attendere e da giorni si rincorrono - tanto in rete, quanto sulla carta stampata - accuse di razzismo, occultamento e negazionismo. (Ne hanno parlato anche i cugini di BooksBlog).

Quello che non tutti sanno è che nelle vene dello scrittore de I Tre Moschettieri, La Regina Margot, Il Tulipano Nero ed Il Conte di Montecristo, scorreva un quarto di sangue africano poichè suo padre, un generale dell’esercito Napoleonico, era figlio di un colono francese e di una schiava nera di Saint-Domingue (l’odierna Haiti, allora colonia francese - qualcuno ha letto l’Isola Sotto il Mare di Isabel Allende?) a sua volta nato in schiavitù e successivamente riscattato dal padre. Dumas dovette affrontare in prima persona diverse manifestazioni di razzismo nel corso della sua carriera, ma non si è mai lasciato intimorire dagli insulti. Pare che a un tale che gli rinfacciava le sue origini, abbia risposto: “Lei ha ragione, signore. Mio padre era un mulatto, sua madre era una negra, e sua madre era una scimmia. Dunque, come vede, la mia famiglia è cominciata dove la sua è finita“.

La scelta di Depardieu appare, dunque, quantomeno azzardata. “La scelta di affidare il ruolo di Dumas a Depardieu è stupefacente in un momento in cui la Francia fa grandi discorsi sulla diversità e sulla promozione delle minoranze visibili. Che cosa sarebbe accaduto se Denzel Washington avesse interpretato un grande personaggio bianco della cultura francese?” Secondo la stampa francese, la pellicola rischia di alimentare la frustrazione di quelle minoranze etniche del Paese, nere e marghrebine, relegate al silenzio. La presidente del Centro nazionale del cinema Véronique Cayla, rincara la dose: “siamo in ritardo purtroppo rispetto agli Stati Uniti, un ritardo immenso, la mescolanza della società francese non ha alcun riflesso alla televisione e sugli schermi“.

Continua a leggere: L’autre Dumas, con Gerard Depardieu accusato di razzismo. Impazza la polemica

....
condividi 3 Commenti

Colin Firth, Matthew Macfadyen e Jim Sturgess nella Terra Promessa di Michael Winterbottom

pubblicato da Simona

Colin FirthLa notizia arriva da Berlino, dove Michael Winterbottom si è recato per presentare in concorso alla 60a Berlinale, The Killer Inside Me - aspramente criticato il mese scorso dal pubblico del Sundance Film Festival per l’eccessiva violenza mostrata e ora in corsa per l’Orso d’Oro (qui il trailer ed alcune foto del film).

Colin Firth (che è già stato diretto dal cineasta in Genova) e Matthew Macfadyen sono stati ingaggiati per affiancare Jim Sturgess nel nuovo progetto cinematografico su cui il regista è attualmente al lavoro: The Promised Land. Descritto come un thriller politico ambientato in Palestina nel 1948, quando il Paese era sotto il dominio britannico; il film - sceneggiato da Laurence Coriat - tratta la delicata questione mediorientale, concentrandosi sulla divisione del paese che ha dato il via alla creazione dello stato di Israele. Il progetto costerà intorno ai 5 milioni di dollari e dovrebbe essere girato questa estate. Sono pronta a scommettere che The Promised Land desterà non poche polemiche da parte di entrambe le fazioni.

Fonte: The Hollywood Reporter

....
condividi 0 Commenti

Agora - un nuovo trailer internazionale

pubblicato da Simona

AgoraDi Agora, il nuovo dramma storico diretto da Alejandro Amenábar, abbiamo avuto modo di parlare recentemente. Il film, presentato lo scorso maggio a Cannes e passato in concorso anche al Toronto International Film Festival, è uscito in Spagna lo scorso 9 ottobre, riscuotendo un ottimo successo di critica e pubblico, ma non si sa se in Italia riusciremo mai a vederlo.

Ambientato ad Alessandria d’Egitto nel quarto secolo d.c., ripercorre la storia di Hypatia di Alessandria, leggendaria astronoma e filosofa inventrice del planisfero e dell’astrolabio, che cerca il segreto per poter conservare tutti i saperi della sua civiltà. La sua vita è strettamente legata a quella dello schiavo Davus, da sempre innamorato di lei che ora, però, è costretto a scegliere se restarle vicino, oppure conquistare la libertà, convertendosi al cristianesimo.

A dare vita alla storia di Hypatia (il nome greco si pronuncia Ipàzia), barbaramente uccisa nel marzo del 415, c’è il premio Oscar Rachel Weisz, accompagnata da Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale, Rupert Evans e Homayoun Ershadi.

Dopo il salto un nuovo trailer, che anticipa l’uscita statunitense della pellicola, fissata per il 2010.

Continua a leggere: Agora - un nuovo trailer internazionale

....
condividi 4 Commenti

Agora - tutte le locandine, 4 clips e qualche riflessione sull'atteso dramma storico di Alejandro Amenábar che probabilmente non vedremo in Italia

pubblicato da Simona

Agora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro Amenábar

Qualche giorno fa, fra i commenti lasciati dagli utenti in calce ad un post relativo alle critiche mosse dal Vaticano a New Moon, qualcuno ha sottolineato le presunte pressioni fatte dalla Chiesa sui distributori italiani perchè Agora, il nuovo dramma storico diretto da Alejandro Amenábar non arrivi nelle sale del nostro Paese. Ci sembra doveroso approfondire l’argomento. Va chiarito però, ancora prima di cominciare, che i portavoce della Santa Sede negano categoricamente che siano state fatte pressioni di alcun genere ed attribuiscono la mancata distribuzione del film a ragioni puramente commerciali (i film storici, notoriamente, non attirano molto pubblico) e non a censure più o meno velate. Ciò detto…a voi il giudizio.

Accompagnato da polemiche, destinato a far discutere, il film è soprattutto un duro atto d’accusa contro tutti i fondamentalismi religiosi. Ambientato ad Alessandria d’Egitto nel quarto secolo d.c., ripercorre la storia di Hypatia di Alessandria, leggendaria astronoma e filosofa inventrice del planisfero e dell’astrolabio, che cerca il segreto per poter conservare tutti i saperi della sua civiltà. La sua vita è strettamente legata a quella dello schiavo Davus, da sempre innamorato di lei che ora, però, è costretto a scegliere se restarle vicino, oppure conquistare la libertà, convertendosi al cristianesimo. Hypatia (il nome greco si pronuncia Ipàzia) fu barbaramente uccisa nel marzo del 415 da un gruppo di cristiani per ordine di Cirillo, vescovo di Alessandria. Da allora il suo nome è praticamente scomparso (non quello del suo uccisore, che fu fatto santo) e la sua figura è stata convertita in una specie di martire del paganesimo e simbolo della libertà di pensiero.

Il film, presentato lo scorso maggio a Cannes e passato in concorso anche al Toronto International Film Festival, è uscito in Spagna lo scorso 9 ottobre (incassando, solo in patria, quasi 30 milioni di dollari in 6 settimane), esce oggi in Libano e dopodomani arriverà nelle sale Israeliane. A gennaio lo vedranno in Francia e negli Stati Uniti. Hanno acquistato i diritti per farlo arrivare sul grande schermo anche a Taiwan, in Thailandia e in Grecia…ma sembra che il pubblico italiano sia destinato a rimanere a bocca asciutta. In Italia - nonostante la garanzia del nome di Amenábar, autore di capolavori come Mare dentro o come The Others, e la presenza nel cast del premio Oscar Rachel Weisz, accompagnata da Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale, Rupert Evans e Homayoun Ershadi - nessuno ha avuto il coraggio di acquistare il titolo e di distribuirlo, con il rischio di andare incontro alle ire del Vaticano. Seguiteci dopo il salto, non è finita qui…
Agora - tutte le locandine e 4 clips dell’atteso dramma storico di Alejandro Amenábar

Agora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro Amenábar

Continua a leggere: Agora - tutte le locandine, 4 clips e qualche riflessione sull'atteso dramma storico di Alejandro Amenábar che probabilmente non vedremo in Italia

Primo trailer per La prima linea, discusso film con Giovanna Mezzogiorno e Riccardo Scamarcio

pubblicato da dr. apocalypse


Fornito da Filmtrailer.com

Ancora non è uscito al cinema ma già abbondano le polemiche attorno a La prima linea, film di Renato De Maria, con Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno in uscita nei cinema il 20 novembre prossimo. La pellicola porterà sul grande schermo la vera storia di Sergio Segio (Riccardo Scamarcio) e Susanna Ronconi (Giovanna Mezzogiorno), denominati i fidanzati del terrorismo, membri della banda Prima Linea, braccio armato delle Brigate Rosse.

Tratto dal libro Miccia Corta di Sergio Segio, condannato a 30 anni per l’omicidio del giudice Alessandrini, il film è finito in un mare di polemiche anche a causa del finanziamento statale che l’ha visto protagonista. Oggi, aspettando la nostra recensione in anteprima, possiamo finalmente vederne il trailer, commentandolo insieme…

....
condividi 7 Commenti

Festival Internazionale del film di Roma 2009: numeri, polemiche e considerazioni finali

pubblicato da dr. apocalypse

Festival Internazionale del film di Roma 2009: numeri, polemiche e considerazioni finali

Tappeto rosso riposto in cantina. Si è chiusa ieri la 4° edizione del Festival Interazionale del Film di Roma 2009, nato tra le polemiche ed incapace di uscirne, a quattro anni dalla sua nascita. Per volere di Veltroni la kermesse nacque come “Festa”, più per il pubblico che per gli addetti ai lavori. Rondi lo scorso anno la trasformò sciaguratamente in Festival, senza capire che comunque di Festa si stava parlando. Una Festa del Cinema per la ‘gente’ normale, in una città, Roma, che ha il cinema nel proprio Dna.

Puntuali come le paste la domenica le polemiche, nella maggior parte dei casi alimentate da chi al Festival magari non è andato oltre la visione di 3 film 3, e senza mai aver vissuto 18 ore su 24 l’atmosfera dell’Auditorium. Se lo si deve (e si può giustamente fare) criticare, che lo si faccia in maniera ‘pulita’. Il sottoscritto prima di criticare un evento, qualunque esso sia, tenta di viverlo appieno. In caso contrario, taccio.

Costato poco più di 10 milioni di euro, con un incremento sostanziale dei partner pubblici e privati, saliti da 144 a 152, il Festival ha visto arrivare ben 600 mila visitatori, contro i 580,000 della passata edizione. 7.720 gli accreditati, di cui 2.656 giornalisti italiani e 2.222 stranieri, con 102,000 biglietti venduti, contro i 115,000 dello scorso anno.

Continua a leggere: Festival Internazionale del film di Roma 2009: numeri, polemiche e considerazioni finali

Trailer italiano per l'horror Orphan

pubblicato da dr. apocalypse


Fornito da Filmtrailer.com

Scatenate le polemiche in patria, l’horror Orphan, prodotto da Leonardo DiCaprio, può dirsi più che soddisfatto per i risultati ottenuti al botteghino americano. Oltre 35 milioni di dollari, infatti, sono arrivati dal box office Usa, con il film, in arrivo in Italia il prossimo 16 ottobre, che quest’oggi ci regala il primo trailer in italiano, da vedere e commentare insieme a noi.

Diretto da Jaume Collet-Serra, regista de La maschera di Cera e Vivere un Sogno, Orphan vede sul grande schermo Peter Sarsgaard, Isabelle Fuhrman, Jimmy Bennett, Vera Farmiga e Matthew Raudsepp. La fine anticipata ed obbligata di una gravidanza e la perdita precoce di un bambino nemmeno nato portano Kate sull’orlo della crisi depressiva. Per cercare di riottenere quella seranità familiare ormai perduta, Kate e John decidono così di adottare una bambina dall’orfanotrofio, Esther. Peccato che dietro al volto apparentemente angelico di Esther si nascondano terribili sventure…

....
condividi 6 Commenti

Bruno: tagliata la scena su Michael Jackson

pubblicato da Gabriele C.

Bruno: tagliata la scena su Michael JacksonIl 25 giugno si è tenuta l’anteprima stampa americana dell’atteso Bruno, nuovo film con Sacha Baron Cohen che, dopo Borat, torna in versione super-scorretta nei panni di un reporter gay il cui scopo è quello di mettere in imbarazzo le persone con cui si trova ad avere a che fare.

Tra le “vittime” di Bruno c’è anche La Toya, sorella di Michael Jackson con la quale il repoter avrà modo di inscenare spietate gag anche (e soprattutto?) sul fratello. La premiere si è tenuta solo qualche ora dopo il decesso del cantante, e la Universal in fretta e furia, per evitare polemiche, ha tagliato l’intera sequenza dalla copia proiettata in serata.

La casa di produzione aveva dichiarato che non si sapeva se la sequenza sarebbe poi stata lasciata nelle copie distribuite regolarmente al cinema. E’ di oggi la notizia che Bruno, nei cinema americani dal 10 luglio, alla fine non conterrà l’episodio con La Toya Jackson. Larry Charles pare non abbia ancora lasciato dichiarazioni a riguardo, e siamo pronti a scommettere che le polemiche, tuttavia, non mancheranno…

Fonte: MTV

....
condividi 7 Commenti