
È tra i giovani autori più interessanti, e anche più sottovalutati, del panorama cinematografico contemporaneo. Dopo Tony Manero e Post Mortem, il cileno Pablo Larraín è pronto a tornare con il suo nuovo lavoro, intitolato semplicemente No. E dopo aver narrato in modo glaciale e terribile l’11 settembre 1973, Larraín è pronto ad affrontare nuovamente la Storia del suo paese.
Con No infatti il regista, ispirandosi alla pièce Referendum di Antonio Skármeta, narrerà del referendum avvenuto in Cile nel 1988. Chi lo volle? Augusto Pinochet, per riconfermarsi nuovamente capo dello stato. Gael García Bernal interpreterà un pubblicitario deciso, in un modo tutto suo, a sconfiggere la campagna di Pinochet semplicemente mandando un messaggio di speranza per un futuro migliore. Una campagna talmente originale da funzionare e far cadere seriamente il dittatore cileno subentrato con il golpe ad Allende.
Con ancora in mente le cupissime immagini e le tremende emozioni di Post Mortem, ci viene un po’ difficile immaginare un film come No diretto da Pablo Larraín: si tratta infatti di una satira, di una commedia che riprende il modo di fare film negli anni 80, e in cui si sfidano, secondo lo stesso regista, Davide e Golia. Ovviamente diamo massima fiducia al grande regista e non vediamo l’ora di sapere qualcosa di più del progetto. Produce ovviamente Juan de Dios Larraín, fratello di Pablo, assieme alla Canana, casa di produzione e distribuzione di Bernal e Diego Luna. La sceneggiatura è firmata da Pedro Peirano, co-sceneggiatore di Affetti e dispetti (La Nana). Le riprese inizieranno all’inizio del mese prossimo: il cinema latino-americano è vivo e lotta insieme a noi.
In Post Mortem, Pablo Larrain non solo si conferma, dopo Tony Manero, ma si fa ancora più spietato, lucido: la sua nuova fatica, in concorso a Venezia 2010 e scandalosamente uscito a mani vuote, non solo è uno dei pugni nello stomaco più convincenti dell’anno, ma è anche il film che fa nascere ufficialmente un nuovo autore. Tutto da seguire: per ora, per chi scrive, una garanzia. Si confermano poi, a leggere in giro, anche Sylvain Chomet, che con il suo L’illusionista ha conquistato prima Berlino e poi mezzo mondo, e il duo Delépine - de Kervern, già dietro Louise-Michel ed ora pronti a trionfare nuovamente con Mammuth. Dal Sundance, dove ha vinto, e da Roma arriva Animal Kingdom, noir che già in molti hanno applaudito. Dall’America arrivano poi Zack Snyder con il suo primo film d’animazione e la Jolie in versione “spia”, mentre dall’Italia arrivano la battaglia tra maschi e femmine firmata Brizzi e le Winx. Otto titoli in totale, di cui più della metà sono da non perdere.
Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.
Animal Kingdom: Pope Cody, un rapinatore armato in fuga da una banda di investigatori rinnegati, si nasconde, circondato dai suoi amici attaccabrighe e dalla famiglia. Presto il nipote di Pope, Joshua ‘J’ Cody, arriva e si trasferisce con i suoi genitori, fino a quel momento estranei. Quando le tensioni tra la famiglia e la polizia raggiungono un picco di sangue, ‘J’ si trova al centro di una vendetta a sangue freddo che mette la famiglia sottosopra. Arriva in sala il film vincitore dell’ultimo Sundance Film Festival. Dirige David Michôd; con Ben Mendelson, Joel Edgerton, Sullivan Stapleton, Jackie Weaver e Guy Pearce. Presentato al Festival di Roma. Qui il trailer italiano e qui la recensione in anteprima. (Da domani in sala)
L’illusionista: siamo a metà degli anni cinquanta e un illusionista vede scemare il suo lavoro, ridotto dalle rock-star dell’epoca. Per lui è vera crisi finché non incontra una ragazzina… Arriva finalmente in sala il nuovo gioiello d’animazione di Sylvain Chomet, basato su una sceneggiatura di Jacques Tati. Presentato a Berlino 2010. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.
Ancora una volta la Archibald distribuisce un film passato in concorso alla Mostra di Venezia e brucia sul tempo con molto coraggio il resto del mondo. L’anno scorso accadde con Perdona e dimentica di Solondz, quest’anno accade con lo straordinario Post Mortem del cileno Pablo Larrain, uno dei titoli di punta dell’intero cartellone veneziano e, per chi scrive, il film più bello in concorso.
Confermandosi uno dei nuovi registi da tenere obbligatoriamente d’occhio, Larrain dopo il precedente Tony Manero continua ad indagare sul golpe del 1973. Santiago del Cile; Mario (Alfredo Castro) ha cinquantacinque anni, vive solo, e come lavoro batte a macchina i referti delle autopsie in un obitorio. Si innamora di Nancy (Antonia Zegers), la vicina di casa che lavora in un cabaret. L’11 settembre la donna scompare, mentre per le strade scoppia il caos e la gente inizia a morire. I cadaveri continuano ad aumentare in ospedale, e Mario è deciso a ritrovare la sua amata…
Incredibilmente uscito a mani vuote dal Lido, Post Mortem si prepara ad uscire nei cinema italiani il 29 ottobre come vi avevamo già annunciato in anteprima. Qui potete trovare la nostra recensione da Venezia, mentre dopo il salto potete vedere la locandina in formato più grande rispetto a quella che vedete qui a fianco, e soprattutto il trailer italiano.
Continua a leggere: Post Mortem: la locandina e il trailer italiani del film di Pablo Larrain

Le vie della distribuzione italiana sono infitin(ament)e (assurde), e talvolta, tra le decine di titoli meritevoli di approdare in sala e poi mai più visti, ne esce fuori qualche bella e tempestiva sorpresa. Ad esempio: chi si sarebbe mai aspettato di poter vedere in Italia in così poco tempo un film come lo straordinario Post Mortem?
Il film di Pablo Larrain, regista di Tony Manero, era in concorso a Venezia 2010, è stato uno dei nostri titoli preferiti (personalmente, il migliore) e non si era portato a casa manco un premietto collaterale. Poco male, la Archibald era convinta delle sue qualità e l’ha subito acquistato, assieme ad un altro titolo di punta del concorso, Meek’s Cutoff - Il sentiero di Meek di Kelly Reichardt. Ed è proprio la casa di distribuzione di Vania Traxler a confermarci che Post Mortem dovrebbe uscire già questo 29 ottobre con tanto di titolo originale.
Santiago del Cile, 1973. Mario (Alfredo Castro) ha cinquantacinque anni, vive solo, e come lavoro batte a macchina i referti delle autopsie in un obitorio. Si innamora di Nancy (Antonia Zegers), la vicina di casa che lavora in un cabaret. L’11 settembre la donna scompare, mentre per le strade scoppia il caos e la gente inizia a morire. I cadaveri continuano ad aumentare in ospedale, e Mario è deciso a ritrovare la sua amata… Segnatevi l’appuntamento in agenda e, davvero, non perdete Post Mortem. Qui trovate la nostra recensione.

Post Mortem (Post Mortem - Cile, Messico, Germania 2010 - Drammatico) di Pablo Larrain con Alfredo Castro, Antonia Zegers.
Santiago del Cile, 1973. Mario ha cinquantacinque anni, vive solo, e come lavoro batte a macchina i referti delle autopsie in un obitorio. Si innamora di Nancy, la vicina di casa che lavora in un cabaret. L’11 settembre Nancy scompare, mentre per le strade scoppia il caos e la gente inizia a morire. Mentre i cadaveri continuano ad aumentare in ospedale, Mario è deciso a ritrovare la sua amata…
Erano molte le speranze e le attese riversate sul nuovo lavoro di Larraìn: storia all’apparenza potente ed importante, un film precedente notevole, un titolo da far venire i brividi. Presto detto: la Mostra del Cinema di Venezia ha trovato (per ora) il suo capolavoro, Reichardt permettendo, e la battaglia è molto serrata. Perché Post Mortem mantiene tutte le promesse, da quella di continuare un discorso coerente all’interno della giovanissima filmografia del suo già enorme regista, fino a quella di colpire lo stomaco in modo duro, durissimo.
Sono tanti i punti in comune con Tony Manero, il bellissimo film precedente di Larraìn, vincitore tra gli altri del Torino Film Festival. Ad iniziare dal periodo storico che racconta, una vera e propria fissa per l’autore, che tenta di scavare il più possibile nella Storia del suo paese. C’è poi una coerenza a livello artistico, con Alfredo Castro che ritorna nel ruolo del protagonista, ancora una volta un uomo fragile, debole, ingenuo e allo stesso tempo innocente e disgustoso, a suo modo condizionabile. Ed infine c’è una coerenza poetico-stilistica che sta diventando ormai un marchio di fabbrica e una sicurezza.
Continua a leggere: Venezia 2010: Post Mortem - La Recensione e il Trailer
Domenica ricca di eventi e di impegni qui al Lido di Venezia. A catturare l’attenzione di addetti ai lavori e fans in arrivo da tutta Italia, è arrivato Ligabue. Il rocker di Correggio ha presenziato, insieme al regista Piergiorgio Gay e a Giovanni Soldini, alla proiezione ufficiale del documentario Niente Paura - Come Siamo, Come Eravamo e le Canzoni di Luciano Ligabue.
Sono già a Venezia Kim Rossi Stuart e Filippo Timi (accompagnato dalla adorabile cagnolina Petra), protagonisti di Vallanzasca - gli Angeli del Male, che verrà proiettato fuori concorso in Sala Grande domani in prima serata. Nel primo pomeriggio Gabriele Salvatores ha presentato 1960; insieme al lui l’interprete, Giuseppe Cederna. Al Festival anche Tsui Hark ed il cast giapponese di Detective Dee and the Mystery of Phantom Flame; Pablo Larrain e i protagonisti di Post Mortem.
Meek’s Cutoff (qui la nostra recensione), di Kelly Reichardt, ci ha invece regalato una fugace visione di Michelle Williams. L’attrice ha disertato la conferenza stampa, si è rifiutata di rilasciare interviste e si è concessa brevemente agli obiettivi dei fotografi solo sul red carpet. Con lei Bruce Greenwood, Tommy Nelson e Neal Huff. Presso l’esclusivo Lancia Cafè, sulla terrazza dell’Hotel Excelsior, in serata sono stati consegnati i premi Kinéo Diamanti al Cinema Italiano. Il resoconto della cerimonia e le foto saranno on-line domani mattina su Gossipblog.it
Venezia 2010 - Cartoline dal Festival: Niente Paura, Ligabue è sbarcato al Lido
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Venezia- Le mattine si combinano con le notti. Ma, in questi secondi giorni della Mostra, il luogo degli incontri sono sale che si trasformano in soffitte. Si è visto un forte film cileno, Post mortem, di Pablo Larrain, il regista di “Tony Manero”, un successo a Cannes nel 2008. Lo scelgo per l’ apertura, tra gli altri film in e fuori concorso, una slavina dopo l’altra.
A mio parere di “Post mortem” si parlerà ancora, nell’imminenza delle premiazioni, tra quattro-cinque giorni. E’un esempio di come si possa andare nella soffitta della storia di un paese con una idea narrativa di grande presa. Il periodo considerato è quello del golpe dei militari, Pinochet in testa, e dell’assassinio del presidente legittimo Allende, 1973.
Con un colore stinto, voluto dal regista, si racconta di un funzionario dell’obitorio di Santiago che matte a macchina i referti delle autopsie. Ma non è questo il fulcro. Lo è invece una vicenda d’amore che lega il funzionario, neanche troppo giovane, a una signorina di una certa età, ballerina e cantante, licenziata dal suo impresario. Larrain, all’epoca non era nato, non teme di presentare la sua versione, la sua metafora: l’ideale del funzionario “conquistare l’amore impossibile di una donna, è anche l’ideale di una nazione che prova a conquistare un modello politico nobile ma irraggiungibile (il socialismo)”.
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Si è concluso da pochi giorni il 60° Festival di Berlino, ma è già tempo di previsioni per Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2010. I nomi in ballo sono davvero tanti, e noi vi proponiamo una selezioni di film papabili (o meno: i festival sorprendono anche per quei titoli che nessuno si sarebbe mai sognato avrebbero potuto accaparrarsi) per la selezione. Ribadiamo, o meglio ribadisco: è una selezione personale e non si tratta di titoli sicuri per il concorso o altre categorie!
Stati Uniti
Ovviamente i titoli in ballo sono davvero molti, anche se l’anno scorso in concorso ci finirono solo due titoli (Tarantino e Ang Lee con Motel Woodstock). L’America potrebbe ruggire sin da subito con Robin Hood di Ridley Scott, in uscita negli Usa il 14 maggio, e quindi vicino alla data d’apertura del festival: papabile film d’apertura? Gli eleventi speciali potrebbero essere tanti: per maggio saranno già pronti Shrek e vissero felici e contenti di Mike Mitchell (21 maggio), Prince of Persia: Le sabbie del tempo di Mike Newell (28 maggio, ma in Francia dal 19) e Sex and the City 2 di Michael Patrick King (28 maggio), di cui però il primo capitolo alla fine non fu selezionato per l’edizione di due anni fa.
Attenzione poi a Toy Story 3 di Lee Unkrich (18 giugno), ricordando la scorsa apertura che fu data ad Up, The Twilight Saga: Eclipse di David Slade (30 giugno) che attirerebbe orde di giovani fan, e Predators di Nimród Antal (7 luglio) prodotto da Robert Rodriguez. Per il concorso si vola altissimo con Inception di Christopher Nolan (16 luglio), di cui però un’anteprima di due mesi rispetto alla data d’uscita svelerebbe forse troppi misteri sul progetto. Papabile anche The Expendables di e con Sylvester Stallone (13 agosto) con un gruppo di guerriglieri da panico (Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Danny Trejo…).