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Tutti gli articoli con tag premi oscar

An Education: ecco il trailer italiano

pubblicato da dr. apocalypse

Un piccolo gioiellino inglese. Candidato a 3 Premi Oscar, Miglior Film, Migliore Attrice protagonista e Miglior Sceneggiatura, An Education, qui da noi recensito, uscirà finalmente domani anche nei cinema italiani. Basato sulle memorie autobiografiche della giornalista Lynn Barber, sceneggiato da Nick Hornby, ovvero il “padre” di Alta Fedeltà ed About a Boy, diretto da Lone Scherfig e con Peter Sarsgaard, una strepitosa Carey Mulligan, Alfred Molina, Dominic Cooper, Rosamund Pike, Olivia Williams, Emma Thompson e Cara Seymour protagonisti, il film ci regala oggi il trailer italiano, da commentare insieme a noi.

Jenny è una ragazzina al culmine dei suoi 16 anni, intelligente e studiosa, completamente concentrata sull’obiettivo di essere ammessa a Oxford, per via anche dei duri ed apprensivi genitori, che poggiano la loro intera esistenza sul futuro della loro unica figlia. Quando però incontra il trentenne David, un uomo affascinante, culturalmente intrigante, apparentemente borghese e dai bei modi, Jenny perde completamente la testa, tanto da far cadere improvvisamente Oxford dalle priorità impellenti. Imboccata ai piaceri della vita, al divertimento e ad un mondo, quello adulto, che da tempo sognava di vivere sulla propria pelle, Jenny si scopre dal giorno alla notte una giovane donna innamorata, pronta ad abbandonare la propria strada e i propri progetti per seguire l’istinto e la passione sentimentale, capace di offuscarla completamente…

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Baaria: perché l'Oscar non ci ama più

pubblicato da Italo Moscati

italia e oscar - baaria è fuori

Anche Baaria di Tornatore torna indietro dagli Oscar con un timbro in fronte: “No“. Non ne farei un dramma. A Gomorra di Garrone non è andata meglio. Ci siamo abituati, ci si deve abituare, visto che negli ultimi anni (e forse non solo ultimi) abbiamo spedito alla Academy dell’Oscar pellicole incartate di belle speranze e ci sono state rimandate prive del cellophane speranzoso. Una domanda è lecita: perché va avanti, così, il nostro rapporto con la statuetta che in passato ha premiato i nostri grandi registi, da De Sica e Fellini a Salvatores e allo stesso Tornatore?

Ho una mia risposta. La dico in modo secco: il cinema italiano non piace perché l’Italia non è più quella di prima. L’Italia piace ancora ai turisti americani, benché affaticati dalle difficoltà del cambio dal dollaro all’euro con costi in rialzo, per le sue opere d’arte, i monumenti, la cucina, i paesaggi, per i rapporti umani; tuttavia, non è l’Italia del cinema, del cinema che gli americani hanno amato di più: quella che hanno amato a lungo era un paese di ieri o di ieri l’altro, carico di storie popolari, di colore, di umanità, in parte il paese raccontato a lungo nel dopoguerra dai militari venuti a liberarci alle loro famiglie e ai loro amici.

L’Italia del Sud o delle campagne toscane, della lunga offensiva dal luglio del ’43 alla entrata dei marines a Roma, al 25 aprile ‘45 a Milano, la Liberazione, l’Italia di Rossellini. E poi l’Italia degli sciuscià (De Sica) o delle figure poetiche dislocate nella campagne sperdute (Fellini), l’Italia di “Mediterraneo” di Salvatores (soldatini italiani smarriti in Grecia, innamorati, tra cielo, sole e mare).

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Box Office Story: con Avatar torna il "re del mondo" James Cameron

pubblicato da dr. apocalypse

Box Office Story: con Avatar torna il "re del mondo" James Cameron

L’uomo dei record. Venerdì nei cinema americani uscirà il film più atteso dell’anno, quello più costoso di sempre e chiacchierato dell’ultimo quinquennio, Avatar. A dirigerlo lui, il “re del mondo” James Cameron, oggi protagonista della nostra Box Office Story! Cameron esordisce in sala nel lontano 1981, con Piraña paura, film horror che vedeva il nostro Giannetto De Rossi occuparsi degli effetti speciali. Ma è il 1984 a portare il nome di Cameron sulla bocca di tutti. Terminator conquista il mondo. Costato 6 milioni e mezzo di dollari, il film ne incassa 78 worldwide, trasformando Arnold Schwarzenegger (che recita solo diciassette battute) in una celebrità.

Passati due anni, James torna in sala con Aliens - Scontro finale. La responsabilità è enorme. 7 anni dopo il capolavoro di Ridley Scott torna Ellen Ripley, con 131,060,248 dollari incassati in tutto il mondo. Nel 1989 scocca l’ora di Abyss. La realizzazione del film fu estremamente travagliata , tanto da protrarsi per circa due anni ad un costo, mai confermato ufficialmente, di diverse decine di milioni di dollari (chi dice 47 milioni di dollari, chi 70). La pellicola impegnò a tal punto l’instancabile Cameron da far fallire il suo matrimonio, circa il 40% delle riprese venne effettuato in acqua, per un risultato, dal punto di vista del botteghino, assai deludente. I fan di Terminator ed Alien si attendevano altro, tanto che alla fine arrivarono ’solo’ 90 milioni di dollari worldwide, insieme ad un Oscar per gli effetti speciali.

Passati altri due anni, nel 1991, Cameron torna al suo primo successo, ovvero Terminator. Terminator 2: Judgment Day diventa immediatamente il film più costoso di sempre, con 94 milioni di dollari spesi per la sua realizzazione (di cui 17 solo per gli effetti speciali), incassandone in tutto il mondo ben 519,843,345. 4 Oscar arrivano a premiare la pellicola, che rivoluzione il mondo della CGI. Con il 1994 il regista si ‘diverte’ con il cinema spionistico, tornando a dirigere il ’suo’ Arnold Schwarzenegger in True Lies. Abbattuto un’altra volta il muro del ‘film più costoso di sempre’, 115 milioni di dollari in questo caso, il film inaugura l’era degli “effetti normali” (premiati tra l’altro con l’Oscar), cioè effetti digitali che servono per creare immagini del tutto realistiche, indistinguibili dalle riprese reali. Dal box office, di dollari, ne arrivano 378,882,411, sempre worldwide. Nulla in confronto a quello che accadrà 3 anni dopo con il film dei record, Titanic.

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Speciale regali di Natale: Zia Mame è in dvd - Il trailer originale

pubblicato da Carla Cigognini

zia mame dvdSe amate il cinema vecchio stile, le commedie briose e adorate i personaggi stravaganti… Zia Mame (La Signora Mia Zia) è per voi.

Il film, tratto dal grande libro di successo di Patrick Dennis, è diretto da Morton DaCosta ed interpretato da Rosalind Russell, Forrest Tucker, Coral Browne, Fred Clark e fu candidato a 6 premi Oscar.

La trama: Mame (una splendida Rosalind Russell) è una donna esuberante, piena di gioia di vivere e decisamente pazzerella. Non si cura di cosa la gente dice di lei ed odia l’ipocrisia e la falsità. Un giorno si vede arrivare il nipotino, rimasto solo al mondo.

Rosalind Russell con il ruolo di Zia Mame ottiene la sua quarta nominations al premio Oscar e vinse il suo terzo Golden Globe.

La signora mia zia (Auntie Mame, USA, 1958, Commedia, durata 143′) Regia di Morton Da Costa, Con Rosalind Russell, Forrest Tucker, Roger Smith, Jan Handzlik. Il dvd è godibile, peccato che non ci siano extra, sarebbero stati interessanti. Dopo il salto trovate il trailer originale.

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Box Office Story: con A Christmas Carol torna Robert Zemeckis, "figlioccio" di Spielberg

pubblicato da dr. apocalypse

Box Office Story: con A Christmas Carol torna Robert Zemeckis, "figlioccio" di Spielberg

57 anni, 15 film alle spalle, blockbuster, innovazioni continue nel mondo degli effetti speciali, premi e box office sbancati. Quando si parla di Robert Zemeckis si parla di Hollywood. Fondamentale, per la scoperta di questo regista, l’incontro con Steven Spielberg, che lo lancia nel cinema che conta producendogli i primi titoli. E’ il 1978 quando Robert esordisce con 1964: Allarme a New York arrivano i Beatles, meno di 2 milioni di dollari al box office americano, seguito da La fantastica sfida, con Kurt Russel protagonista, che di milioni di dollari, solo in patria, ne incassa poco meno di 12.

L’anno della svolta, per Zemeckis, è il 1984. Con All’inseguimento della pietra verde conquista il pianeta, incassando ben 86 milioni di dollari, bissando il tutto l’anno successivo con l’exploit di Ritorno al Futuro. Capolavoro indiscusso degli ultimi 25 anni, il film, costato appena 19 milioni di dollari, ne incassa addirittura 381 in tutto il mondo, portando la prima nomination, per la miglior sceneggiatura, in tasca a Zemeckis. Robert non sbaglia più un colpo, segnando gli anni 80 con un altro titolo, Chi ha incastrato Roger Rabbit?. Vincitore di 3 Premi Oscar, il film rivoluziona il mondo dell’animazione, incassando 329 milioni di dollari worldwide, dopo esserne costati ’solo’ 70.

Con il 1989 e il 1990 arrivano gli attesi due sequel di Ritorno al Futuro, II e III, capaci d’incassare complessivamente 575 milioni di dollari in tutto il mondo, dopo esserne costati, sempre complessivamente, 80. Gli anni 90 iniziano come era finito il decennio precedente, ovvero all’insegna del successo. La morte ti fa bella, del 1992, vince un nuovo Oscar per gli effetti speciali, mettendosi in tasca 155 milioni di dollari, dopo esserne costati 55. 15 anni dopo il suo esordio, la consacrazione ufficiale per Zemeckis arriva finalmente nel 1995 con Forrest Gump. Costato 55 milioni di dollari, il film ne incassa addirittura 677 in tutto il mondo, diventando un classico della 7° arte. 6 Oscar incoronano la pellicola, con Robert, premiato come Miglior Regista, che si porta a casa anche un Golden Globe.

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Quiz del minuto: prima persona di colore a ricevere l'oscar?

pubblicato da admin

oscar foto orizzontale

Quiz matto che impazza nelle statistiche in questo momento, non so per quale ragione se non per un qualche quiz tv: chi è stato il primo attore o attrice nera a vincere un Oscar?

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Silvio Berlusconi agli Oscar?

pubblicato da Carla Cigognini

berlusconi per l'oscar

Riceviamo una mail e la pubblichiamo per intero:

Forse qualcuno ricorda l’esordio in tv di Benigni nei panni di un critico cinematografico, in un programma di Renzo Arbore. Nello stesso ruolo abbiamo visto in questi giorni il presidente del consiglio, in un film al cinema Mexico, a Milano. L’apparizione di Silvio Berlusconi come critico cinematografico è uno dei momenti più belli del film, resa anche più gustosa perché recensisce un film di Fellini. E a nostro giudizio, il presidente del consiglio è molto più credibile e interessante di Benigni.

Fellini ha vinto 5 oscar, forse troppi. Anche Benigni ha vinto vari Oscar con “La vita è bella”. Noi crediamo che Silvio Berlusconi meriti un Oscar come miglior attore non protagonista nel film Di Me Cosa Ne Sai di Valerio Jalongo. Purtroppo, quando l’Italia deve nominare i suoi film per l’Oscar, la decisione è sempre influenzata politicamente dalla sinistra o dagli interessi delle grandi produzioni.

Per questo abbiamo deciso di inviare un appello direttamente all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences a Los Angeles per la nomination di Silvio Berlusconi come miglior attore non protagonista nel film “Di Me Cosa Ne Sai” di Valerio Jalongo. Se anche tu sei d’accordo sostienici. Diventa fan del gruppo su facebook. Più siamo e più in America ci dovranno ascoltare. Ecco l’appello, tradotto in inglese, che sarà inviato all’Academy insieme all’elenco dei sostenitori del gruppo su facebook.

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Wall Street: Michael Douglas odiava Oliver Stone

pubblicato da Carla Cigognini

wall street michael douglas

“Ho odiato Oliver Stone per tutta la lavorazione di Wall Street. Mi diceva che non sapevo recitare e mi chiedeva se prendessi delle droghe. E’ stato un incubo. Solo dopo ho capito che mi stava spronando e gli sono debitore”.

Dichiarazione di Michael Douglas in vista del sequel di Wall Street. Per quel film Douglas ricevette l’Oscar come miglior attore del 1988. Altro che debitore deve essere a Stone!

Amarcord: Roberto Benigni da David Letterman per presentare La vita è bella

pubblicato da Carla Cigognini

Oggi torniamo indietro nel tempo, quando Roberto Benigni girò lo stupendo La vita è bella. Eccolo ospite da David Letterman nel 2003 durante il tour promozionale americano. Il film poi vinse tre Premi Oscar 1999: miglior attore protagonista (Roberto Benigni), miglior film straniero, miglior colonna sonora drammatica. Vi era piaciuto?

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E' morto il compositore Maurice Jarre

pubblicato da Carla Cigognini

Il compositore francese Maurice Jarre se ne è andato ad 84 anni per un tumore nella notte tra sabato e domenica, a Los Angeles. Jarre è noto per le sue famose colonne sonore, vincendo tre premi Oscar per Lawrence d’Arabia (1962), Il dottor Zivago (1965) e Passaggio in India (1984). Tra gli altri film vogliamo però ricordare anche le nominations: Ghost - Fantasma, Gorilla nella nebbia, Witness Il testimone, Il messaggio, L’uomo dai sette capestri, L’uomo senza passato ed i Golden Globes per L’attimo fuggente e Il profumo del mosto selvatico. Qui sopra Maurice Jarre dirige la Royal Philharmonic Orchestra per Lawrence D’Arabia. Dopo il salto lo ricordiamo con Il Dottor Zivago.

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