
Sono giorni “pesanti” per la Mostra del cinema di Venezia. Riconfermato Paolo Baratta alla presidenza della Biennale di Venezia, non ci sarebbe invece più alcuna speranza per una riconferma (ulteriore: sarebbe il terzo mandato) di Marco Müller come direttore artistico, ruolo che ha dal 2004. Per otto anni Müller ha compiuto il “miracolo” di far tornare a brillare Venezia a livello internazionale, come dimostra soprattutto l’edizione 2011, ultimo tassello di un percorso tanto difficile quanto positivo. Ma attriti troppo grandi, ad iniziare da quello più recente con lo stesso Baratta, avrebbero fatto sparire ormai l’ipotesi del terzo mandato, a cui qualcuno aveva creduto molto, nonostante tutto.
E allora che toto-direttore sia, anche se non sono pochi quelli che storcono il naso per come questa serie di ipotesi e nomi sta procedendo. Fuori Alberto Barbera e Gianni Canova (avrebbero rifiutato), mentre salgono le quotazioni di Enrico Magrelli e Giorgio Gosetti. Il primo è uno storico collaboratore di Müller nelle selezioni veneziane, mentre il secondo è il direttore delle Giornate degli autori. Grande punto interrogativo su Piera Detassis, il cui mandato per la direzione artistica del Festival di Roma scade a fine anno.
La direttrice di Ciak tuttavia potrebbe essere riconfermata a capo del festival romano. Ad inizio 2012 si saprà come andrà a finire, e si saprà in anticipo probabilmente anche il nome di chi salirà a capo della Fondazione Cinema per Roma: il mandato di Gian Luigi Rondi scade a giugno, ma non si esclude appunto la possibilità di una nomina anticipata. Müller non succederà alla Detassis (l’avrebbe voluto comunque Alemanno), e potrebbe invece andare a San Pietroburgo con un nuovo e personale progetto festivaliero. Tra gli altri papabili per Roma ci sarebbero Pupi Avati (fino a qualche mese fa papabile anche per Venezia), Mario Sesti (direttore della sezione Extra), Umberto Croppi, Paolo Ferrari, Luciano Sovena e addirittura Gianni Letta. Che pare aver però già detto no.

Uscito a mani vuote dal Festival di Roma, con conseguenti evitabili polemiche da parte di Pupi Avati, Il cuore grande delle ragazze (331.635,28 euro raccolti in 48 ore) può finalmente essere commentato anche da tutti voi. L’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Credete che Cesare Cremonini abbia superato la prova ‘attoriale’? E Micaela Ramazzotti, mai così forzatamente romana? Pupi Avati ha fatto bene a lamentarsi per i mancati premi al Festival capitolino? Pregi e difetti maggiori della pellicola? Ricordandovi la nostra recensione in anteprima, a voi voti e commenti.
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Pupi Avati e i Festival. Quando si dice un rapporto complicato. Dopo essere giustamente tornato a casa a mani vuote dall’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma 2011, che non ha premiato il suo mediocre Il cuore grande delle ragazze, il regista bolognese ha nuovamente fatto fuoco e fiamme contro i tanto criticati giurati. Se solo 12 mesi fa Avati si scagliò contro Venezia, colpevole di aver detto no al suo Una sconfinata giovinezza, questa volta al centro del mirino c’è finita la manifestazione romana. Questo il suo amaro commento, rilasciato al Corriere della Sera di sabato:
“Io ne ho tratto beneficio ma se fossi un regista italiano ci penserei quarantadue volte prima di andare a un festival, mi chiederei: cosa ci vado a fare?”. “Non conoscevo questo festival, è un’esperienza che ho vissuto benissimo. Il mio film, ‘Il cuore grande delle ragazze’ è stato accolto bene dal pubblico”. “Il metro di giudizio ormai è un classico, è così prevedibile. Ci sono delle giurie fatte apposta per vivere in una sorta di piccolo snobismo provinciale. E’ la rovina dei festival che rischiano di diventare totalmente irrilevanti, al contrario di chi li ritiene uno strumento di comunicazione. Andrebbe premiato il cinema di qualità che guarda anche il pubblico”. “Non puoi essere popolare e avere un orientamento finale da teatro off degli anni 70”.
Cinema di qualità che guarda anche al pubblico? Esatto Pupi. E difatti ha strameritatamente trionfato Un Cuento Chino. Ma farsi un bagno di umiltà, ogni tanto, è proprio così complicato?
Lo abbiamo visto e recensito in anteprima per voi nell’ambito del Festival Internazionale del Film di Roma; oggi - a poco più di una settimana dal debutto nelle sale, il prossimo 11 novembre - vi regaliamo il trailer e le foto ufficiali di Il Cuore Grande delle Ragazze, nuovo lavoro di Pupi Avati, con Micaela Ramazzotti, Cesare Cremonini, Andrea Roncato, Gianni Cavina, Erica Blanc, Manuela Morabito, Marcello Caroli, Gisella Sofio, Sara Pastore, Massimo Bonetti, Sydne Rome, Alessandro Haber, Rita Carlini.
Prima metà degli anni ‘30, in una cittadina dell’Italia centrale immersa nella campagna. La famiglia contadina dei Vigetti ha tre figli: il piccolo Edo, Sultana e Carlino, giovanotto molto ambìto dalle ragazze. Gli Osti invece sono proprietari terrieri che hanno fatto fortuna e vivono in una casa padronale con le loro tre figlie, tutte da maritare: le più attempate, Maria e Amabile, e la giovane e bellissima Francesca. Facendo buon viso a cattiva sorte, Sisto e Rosalia Osti accettano che il giovane contadino Vigetti corteggi le due sorelle maggiori con l’intento di sistemarne almeno una. Inizia un periodo di incontri con le due ragazze nel salotto di casa Osti, turbato però un giorno dall’arrivo improvviso di Francesca dalla città in cui è stata mandata a studiare. Tra i due è colpo di fulmine. Tutti i piani vanno in fumo: Carlino non vuole più corteggiare le due sorelle bruttine, e Francesca, la perla della famiglia, non vuole sposare altri che lo spiantato contadino. Dopo l’iniziale contrarietà gli Osti devono cedere: Francesca, disperata, forza loro la mano con tutti i mezzi. Si prepara il matrimonio, ma nella concitazione che lo precede ci si dimentica di avvisare il prete: tutti gli invitati con l’abito della festa e gli sposi felici di fronte alla chiesa si trovano davanti una porta chiusa! La cerimonia salta. Passa poco tempo e stavolta tutto sembra davvero pronto per lo sposalizio….
Il Cuore Grande delle Ragazze - foto, trailer e sinossi completa del film di Pupi Avati
Snobbato e scartato da Venezia? Questo molto probabilmente non lo sapremo mai, ma dopo il presunto e fortunatamente smentito infarto che ha visto Pupi Avati finire in ospedale 48 ore fa, Il Cuore Grande delle Ragazze si è mostrato al Festival Internazionale del Film di Roma.
In Concorso, e alla vigilia tra i papabili vincitori, il dodicesimo film dell’ultimo decennio del regista bolognese ha probabilmente motivato i perché dell’ipotetico rifiuto veneziano. A tratti divertente e originale, Il Cuore Grande delle Ragazze si è purtroppo presentato come un discreto titolo di stampo ‘televisivo’, grazie ad una sceneggiatura frettolosa, particolarmente avara nel dover tratteggiare i vari protagonisti, tristemente doppiata in ‘romanaccio’ e a conti fatti tanto godibile quanto facilmente dimenticabile.
Siamo nella prima metà degli anni ‘30, nell’Italia contadina che osserva ancora con ammirazione il Duce al potere. Nel cuore dell’Emilia Romagna, terra natale del regista, la famiglia dei Vigetti ha tre figli: il piccolo e intelligente Edo, la formosa Sultana, da anni rinchiusa in camera aspettando dellevmestruazioni sparite nel nulla, e l’affascinante ma ignorante Carlino, ragazzaccio amato da tutte le donne del paese perché in grado di incantare chiunque con il suo incredibile alito profumato. Gli Osti, invece, sono dei ricchi proprietari terrieri con tre figlie, tutte da maritare: le due più bruttine, che nessuno vuole, Maria e Amabile, e la giovane e bellissima Francesca, figlia di secondo letto. Attraverso un ‘patto’ tra famiglie gli Osti organizzano un matrimonio con i poveri Vigetti: Carlino dovrà sposare una delle due figlie attempate dell’Osti, in cambio di una moto Guzzi nuova di zecca e di un accordo privato con i suoi genitori per il mantenimento del podere per altri 10 anni, se non fosse che il giovane finisce per innamorarsi della terza figlia, la bellissima Francesca, mandando l’intero piano a gambe all’aria…
Continua a leggere: Roma 2011 - Il Cuore Grande delle Ragazze: Recensione in Anteprima

Il regista Pupi Avati, 73 anni, è stato colto da un malore ieri pomeriggio mentre si trovava al Festival di Roma. Il fratello Antonio aveva dichiarato all’Ansa:
“Si è vero Pupi ha avuto un malore, speriamo lieve e ora è ricoverato per accertamenti all’ospedale Umberto I. Ci auguriamo sia una piccola cosa e che non si debba rinviare la presentazione al Festival del suo film Il cuore grande delle ragazze prevista per il primo novembre”.
Sembra però che, dalle ultime news, il regista sia stato sottoposto ad un’angioplastica perché colpito da infarto. Vi terremo informati, naturalmente. Cineblog abbraccia Pupi.
Update ore 12.00 - I familiari smentiscono fortunatamente l’operazione:
“Nulla di più falso ha avuto solo un piccolo malore dovuto allo stress, al tour de force a cui si sta sottoponendo in questi giorni, che lo ha fatto passare da Mosca a New York fino a Roma in breve tempo. Pupi convive con questo problema. Qualche volta gli è capitato anche sul set: lui va a dormire e passa tutto”
Bravo Pupi.
Micaela Ramazzotti, protagonista del film Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati, che verrà presentato al Festival di Roma 2011 e nei cinema dall’11 Novembre 2011, si racconta a IoDonna (in edicola oggi 22 ottobre):
Il suo modello familiare femminile è stato paziente e tollerante come quello raccontato dagli Avati?
Mia nonna, mia madre, le mie zie… Sono tutte donne che hanno avuto sempre lo stesso marito, creature materne dedite a dare. Non saprei dirle se hanno dovuto subire, ho preferito non saperlo.
Lei che moglie è?
A casa nostra si ride molto, ci si prende parecchio in giro. Paolo (il regista Paolo Virzì, ndr) è una persona meravigliosa, io sono fortunata. La nostra è una famiglia bella, con un bimbo che ci riempie la vita. Non saprei davvero descrivermi come compagna, bisognerebbe chiederlo a lui. So che sono felice dell’esistenza che abbiamo, posso dirlo senza esitazione e questa è la risposta alla sua domanda.
Già, lei è una mamma attrice. Ruolo poco convenzionale, di fatto.
Ho sempre vissuto la mia professione come un’impiegata. Faccio quello che devo e poi torno a casa.
Vivere accanto a un regista tanto eclettico, cosa riserva nel quotidiano?
Può capitare di svegliarsi al mattino con la puzza di vernice, andare sul terrazzo e trovarlo dipinto in stile Mondrian. Nulla di peccaminoso, direi.
Nel cast del film ci sono anche: Cesare Cremonini, Micaela Ramazzotti, Gianni Cavina, Andrea Roncato, Erika Blanc. Nel post potete vedere la locandina del film.

Un annuncio fatto dal diretto interessato. E’ stato lo stesso Pupi Avati a rendere nota la propria partecipazione all’ormai imminente Festival Internazionale del Film di Roma. Il cuore grande delle ragazze sarà addirittura in Concorso, per una confessione fatta al Roma Fiction Fest, che ospitava Avati per le sei puntate del film-tv Un matrimonio, che andranno prossimamente su Rai 1. Protagonisti de Il Cuore grande delle Ragazze Micaela Ramazzotti, Isabelle Adriani, Cesare Cremonini, qui al suo esordio da attore ‘impegnato’, Andrea Roncato e Gisella Sofio.
Attesa in sala l’11 novembre, con distribuzione Medusa, la pellicola porterà Avati per la prima volta sul red carpet capitolino. Curiosa la scelta del regista sull’ex leader dei Lunapop, che ha così commentato l’incredibile prima chiacchierata tra i due: “Mi ha telefonato, mi ha detto che mi voleva in un suo film. Non per fare un cameo, ma per il ruolo di protagonista, prendere o lasciare“. E lui ha accettato. Questa la sinossi ufficiale:
Prima metà degli anni ‘30. La famiglia contadina dei Vigetti ha tre figli: il piccolo Edo, Sultana e Carlino, giovanotto molto ambìto dalle ragazze. Gli Osti invece sono proprietari terrieri che hanno fatto fortuna e vivono in una casa padronale con le loro tre figlie, tutte da maritare: le più attempate, Maria e Amabile, e la giovane e bellissima Francesca. Facendo buon viso a cattiva sorte, Sisto e Rosalia Osti accettano che il giovane contadino Vigetti corteggi le due sorelle maggiori con l’intento di sistemarne almeno una. Inizia un periodo di incontri con le due ragazze nel salotto di casa Osti, turbato però un giorno dall’arrivo improvviso di Francesca dalla città in cui è stata mandata a studiare. Tra i due è colpo di fulmine. Tutti i piani vanno in fumo: Carlino non vuole più corteggiare le due sorelle bruttine, e Francesca, la perla della famiglia, non vuole sposare altri che lo spiantato contadino…
Fonte: Ansa
Stasera 27 agosto su Iris alle ore 22.40: La casa delle finestre che ridono (Italia - 1976 Horror) di Pupi Avati con Lino Capolicchio, Francesca Marciano, Gianni Cavina, Giulio Pizzirani, Vanna Busoni, Andrea Matteuzzi. Durata 110 minuti.
Se non avete visto quel fottuto capolavoro di Pupi Avati che è La casa dalle finestre che ridono NON passate oltre. So che ai più giovani Pupi Avati non è collegabile all’horror ma, credetemi, il film è uno dei cultissimi della cinematografia italiana del genere. Ha tantissimi estimatori c’è anche una pagina Facebook (a dir la verità più di una) e quando qualche “vergine” ha modo di vederlo si ricrede subito. Ve lo consiglio col cuore, del resto a me non viene in tasca niente.
Trama: Stefano (Lino Capolicchio), un restauratore, viene chiamato per occuparsi dell’affresco di una chiesa. Il quadro di Buono Legnani è inquietante: si tratta del martirio di San Sebastiano, morto suicida. L’atmosfera del paese è ostile e Stefano viene invitato ad andarsene. Il ragazzo è naturalmente spaventato ma continua ad indagare…
Non voglio dirvi di più perché vi rovinerei la sorpresa (il finale è spiazzante ed agghiacciante) ma vi aggiungo qualche curiosità. Qui sopra trovate il trailer del 1976 e in galleria qualche foto e locandine.
- La sceneggiatura è stata scritta da Pupi Avati con il fratello Antonio, Gianni Cavina e Maurizio Costanzo.
- Il film inizialmente doveva essere girato negli USA
- Il titolo provvisorio era Blood Relations - Relazioni di sangue.
- Nel 1979 il film ha vinto il premio della Critica al Festival du Film Fantastique di Parigi.
- Le location, essenziali per la storia e l’atmosfera:
Cento (Ferrara), Comacchio (Ferrara), Lido degli Scacchi (Ferrara), la chiesa si trova a San Giovanni Triario del comune di Minerbio (Bologna) mentre la trattoria è a San Martino in Soverzano, Minerbio, Bologna.

Andiamo. La stampa (la tv dorme) dedica alla 68esima Mostra cinematografica di Venezia un’attenzione come sempre molto assidua. Sono giorni che escono notizie, interviste, indiscrezioni, polemiche (suggerite o addirittura invocate). La stampa non può fare a meno del Lido e lo difende anche quando l’attacca. Due tendenze, leggendo, mi sono parse quelle che sono state indicate, come cornice, prima dell’inaugurazione.
1) La Mostra “toccante”, cioè commoventi, tenera, nostalgica dei tempi che furono.
2) La Mostra che cerca tra gossip e brividi di sesso, e di orrore.
La prima tendenza mi è parsa chiara in un paio di occasioni. Nella notizia del Leone d’oro alla carriera dedicato a Marco Bellocchio, Leone che verrà consegnato da Bernardo Bertolucci. Mi sono dovuto frenare. Qualche goccia di lacrime si è affacciata al mio ciglio. Da anni sono amico ed estimatore di entrambi - pur non rinunciando alla libertà di giudizio sui loro film. Anzi, penso che sia giusto dire l’indicibile: voglio loro molto bene.
Continua a leggere: Venezia 2011: Il cinema del Lido si è assestato o almeno così sembra