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Biancaneve e gli 007 nani - La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

biancaneve e gli 007 nani poster italianoBiancaneve e gli 007 nani (Happily N’Ever After 2) Regia di Steven E. Gordon e Boyd Kirkland

Il mondo delle fiabe è cambiato, anche i personaggi più tradizionali sembra vogliano rimanere al passo coi tempi. La Biancaneve è una giovane adolescente che cresce senza un modello di madre, morta come da tradizione, e ama essere la protagonista presenzialista della vita mondana del regno insieme alle amiche e damigelle, Cappuccetto Rosso, Riccioli d’oro e Bo Peep. Il Re però sente che Biancaneve ha bisogno di una madre così decide di sposare la perfida Lady Vanity, magicamente uguale all’adorata moglie defunta. I piani della donna però prevedono brutti tiri per la giovane principessa che dovrà imparare a comportarsi da vera regina per mostrare a tutti quanto vale. Per questo saranno al suo fianco i sette nani che vivono nel bosco…

C’era una volta un orco verde dall’aspetto orribile ma da cuore d’oro a cui piaceva farsi sbeleffo delle fiabe tradizionali, quasi in smacco a sua maestà Re Disney. Sebbene la Dreamworks abbia creato uno dei cartoon più interessanti degli ultimi anni (con tanto di due seguiti), l’orco Shrek ha proliferato come un erba cattiva generando una numerosa progenie di pellicole animate in cui si ripete all’infinito il gioco di “rivedere e correggere” le favole tradizionali. Come spesso accade la progenie però difficilmente è all’altezza del modello originale e nel caso di Biancaneve e gli 007 nani si tocca decisamente il fondo.

Senza mezzi termini il film della coppia formata da Steven E. Gordon e Boyd Kirkland è pessimo, difficile salvare anche solo qualche idea. La storia viene narrata da due personaggi che giocano il ruolo di narratori, Monk e Mambo, che si presentano come due cantastorie pasticcioni che gettano scompiglio nel mondo delle fiabe e che poi cercheranno di rimettere tutto a posto entrando direttamente nella storia, ma non riescono ne’ a essere gli eroi della narrazione ne’ gli elementi comici (tipici del genere). La principessa Biancaneve, con stuolo di vallette al seguito, ricalca fedelmente il modello Paris Hilton (attorniata dalle Linsday Lohan di turno) e cerca di stuzzicare il pubblico preadolescenziale con gadget tecnologici, vestiti alla moda e ribellioni alla figura paterna tipiche di quell’età.

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