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Tutti gli articoli con tag recensioni

Courmayeur Noir in Festival: Shinjuko Incident - L'affaire Farewell

pubblicato da Simona

Shinjuko IncidentSan Suk Si Gin (Shinjuko Incident), di Derek Yee - Concorso

Nel 1990, Steelhead emigra clandestinamente dalla Cina in Giappone per cercare la sua fidanzata Xiu Xiu. Per sopravvivere, Steelhead e il suo amico fraterno Jie si prestano a ogni tipo di lavoro umile e malpagato. La vita nel quartiere cinese di Shinjuku è dura per i forti conflitti etnici con i giapponesi e per i soprusi dei mafiosi del posto. Steelhead convince i suoi amici a organizzarsi e ad aiutarsi reciprocamente. Trovata Xiu Xiu, l’uomo scopre che si è sposata con un giovane ed emergente boss della yakuza, Eguchi, con il quale decide di allearsi per gestire le attività del quartiere e per ottenere la cittadinanza nipponica. Qui trovate due trailer.

Prodotto da Jackie Chan stesso, il film vede la star orientale cimentarsi nel primo ruolo drammatico della sua carriera. A dispetto di quanto ci si sarebbe potuti aspettare, abituati come siamo a vederlo in ruoli leggeri e in divertenti commedie d’azione, Jackie Chan convince e ci regala un’interpretazione intensa e misurata. Accanto a lui troviamo Naoto Takenaka, Daniel Wu, Xu Jinglei, Masaya Kato e Fan Bingbing. Tutto il cast (in parte cinese ed in parte giapponese - sarebbe bene vedere la pellicola in lingua originale, per cogliere le differenze linguistiche) è di ottimo livello in un film che ha il sapore di una produzione hollywoodiana, anzichè di Hong Kong. In Italia arriverà grazie a Minerva Pictures. Voto Simona: 7,5

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Courmayeur Noir in Festival: 25 Kilates - Hidden - Zombieland

pubblicato da Simona

Courmayeur Noir in Festival: 25 Kilates - Hidden - Zombieland

25 Kilates (25 Carats), di Patxi Amézcua - Concorso

La grande città, l’habitat perfetto per ficcanaso, truffatori, ladri, spacconi, mafiosi e poliziotti corrotti. Abel è un tipo solitario, il suo lavoro consiste nel recupero crediti di morosi con metodi sbrigativi. Kay ruba auto e fa da palo durante qualche piccola rapina. Suo padre, Sebas, è un ricettatore sempre coinvolto in imbrogli e pieno di debiti. Garro è un ispettore della brigata anti-rapina di dubbia onestà. Ci sono poi rapinatori kosovari, alcuni scagnozzi messicani, un sicario turco. Una fauna variopinta di delinquenti nella giungla d’asfalto che è la grande città, tutti stanchi della vita che conducono, tutti desiderosi di fare l’ultimo colpo, il grande colpo. Una borsa piena di gioielli potrebbe essere la soluzione.

Nato a Pamplona ma residente a Madrid, sceneggiatore di professione e regista esordiente, Patxi Amézcua ha girato il suo film a Barcellona, mescolando castigliano e catalano nei dialoghi. L’azione avrebbe originariamente essere ambientata a Madrid, ci dice il regista, “ma dopo aver terminato di scrivere lo script mi sono reso conto che la storia avrebbe funzionato ugualmente bene in qualsiasi città, avrebbe potuto essere ambientata a Roma, Londra o Parigi, non ci sarebbero state differenze.”

Courmayeur Noir in Festival: 25 Kilates - Hidden - Zombieland

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Courmayeur Noir in Festival: Jennifer's Body - Recensione in anteprima

pubblicato da Simona

Jennifer's Body locandinaJennifer’s Body (id. - horror, USA 2009) Regia di Karyn Kusama, con Megan Fox, Amanda Seyfried, Johnny Simmons, Adam Brody, J. K. Simmons, Amy Sedaris, Chris Pratt, Juno Ruddell, Kyle Gallner, Sal Cortez, Ryan Levine, Juan Riedinger, Colin Askey, Josh Emerson, Cynthia Stevenson.

Le prime immagini del film ci mostrano un istituto di igiene mentale, dove la giovane Needy è rinchiusa. E’ lei a raccontarci, in un lungo flash back, gli eventi che l’hanno vista protagonista, assieme alla sua amica del cuore Jennifer, e che l’hanno condotta fin lì. Entrambe studentesse delle superiori, amiche fin da piccolissime, Jennifer e Needie sono molto diverse. La prima è una bellissima cheerleader, corteggiata da tutti i ragazzi, mentre la seconda è una timida secchiona, che frequenta il suo primo amore, Chip. Una sera, Needy accompagna Jennifer ad un concerto al Melody Lane, dove la cheerleader spera di conquistare Nikolai, il cantante dei Low Shoulder, un gruppo rock visto su MySpace. L’esibizione è tragicamente interrotta da un incendio nel locale. Jennifer, piuttosto stordita e sotto shock, accetta un passaggio sul furgone della band. Dopo quella notte, la ragazza non sarà più la stessa. Nella piccola cittadina di Devil’s Kettle si susseguono svariati brutali omicidi, alcuni ragazzi vengono fatti a pezzi e sbranati. Needy è l’unica che sa come porre fine al massacro.

Personalmente definirei Jennifer’s Body come una commedia horror e non come un film dell’orrore vero e proprio. E’ probabilmente paragonabile ai classici del genere degli anni ‘80, che mescolavano una buona dose di humor grottesco a storie di demoni e mostri assetati di sangue (non per niente la sceneggiatrice Diablo Cody ha ammesso di aver preso ispirazione da Nightmare on Elm Street), finendo spesso per essere (volontariamente o involontariamente) comici anzichè spaventosi. Il tutto - in questo caso - coniugato al femminile e condito da slang e situazioni tipiche dell’universo dei teen-agers di ultima generazione. Adatto per una piacevole serata al cinema, ma niente di più.

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Courmayeur Noir in Festival 2009: Harry Brown - Mutant Cronicles

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Harry Brown

Harry Brown, di Daniel Barber - Concorso

Harry Brown è un ex marine settantaseienne che vive da solo in un modesto appartamento, a Londra, in un quartiere di case popolari, dove dominano delinquenza, armi e droga. Vedovo da poco, coltiva la propria passione per gli scacchi giocando con l’amico Leonard, al pub di Sid. Quando il cadavere del suo amico viene trovato in un sottopassaggio e la polizia sembra impotente, Harry decide di reagire per conto proprio per vendicare Leonard e fare pulizia nel quartiere. Alla poliziotta che gli ricorda “Questa non è l’Irlanda del Nord“, risponde “Lo so, quella gente combatteva per un ideale, questi ragazzi lo fanno solo per passatempo“.

Questa stagione cinematografica verrà probabilmente ricordata come l’anno dei pensionati carismatici e “cazzuti”. Penso al meraviglioso Walt Kowalski di Clint Eastwood in Gran Torino, penso al simpaticissimo e determinato Carl Fredricksen di Up, ma penso anche ad un Michael Caine in formissima, protagonista assoluto di Harry Brown. Daniel Barber, alla sua prima regia di un lungometraggio, dopo aver ricevuto una nomination agli Oscar con il corto The Tonto Woman lo scorso anno, ci regala una pellicola molto curata, coinvolgente, con la giusta dose di tensione ed una buona porzione di realistica violenza (lo scenario è Londra, ma potrebbe benissimo trattarsi di Napoli…). La pellicola è uscita nelle sale del Regno Unito il mese scorso, non sappiamo quando debutterà sui nostri schermi. Speriamo presto!
Voto Simona: 8

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Courmayeur Noir in Festival - Demain Dès l'Aube

pubblicato da Simona

Demain Dès l'Aube

Si è aperta la diciannovesima edizione del Courmayeur Noir in Festival, inaugurata dalla proiezione, in concorso, dell’atteso Harry Brown, con un Michael Caine in gran spolvero. Seguito, in nottata, dalla proiezione di Mutant Chronicles, dato per disperso ormai da un paio d’anni e rispuntato a sorpresa, fuori concorso. Nel pomeriggio, però, abbiamo avuto modo di vedere, sempre in concorso, anche il francese Demain Dès l’Aube, ritorno di Denis Dercourt al Noir in Festival dopo il successo di La Voltapagine, nel 2006. Cominciamo, dunque, da qui.

Il tempo è tiranno e fra poche ore tutti i riflettori saranno puntati su Diablo Cody, presente fra le nevi di Courmayeur per presentare Jennifer’s Body con la tanto chiacchierata, amata, odiata, bomba sexy Megan Fox. Restate sintonizzati su Cineblog per leggere tutte le recensioni, i commenti a caldo, le interviste e molto altro ancora!

Demain Dès l’Aube (Tomorrow at Dawn) di Denis Dercourt - Concorso
Mathieu (Vincent Perez) è un celebre pianista di grande talento, ma sta attraversando un difficile periodo di crisi esistenziale che lo porta ad allontanarsi sia dalla moglie che dal figlioletto. Va a trascorrere un periodo a casa della madre, che deve recarsi in ospedale per sottoporsi ad un ciclo di chemioterapia e non vuole lasciare solo il figlio minore, Paul (Jérémie Renier), un ragazzo fragile che vive in un mondo tutto suo. Paul, appassionato di storia, è entrato a far parte di un ristretto circolo di appassionati di giochi di ruolo dal vivo che ricostruisce fedelmente le battaglie dell’esercito napoleonico e le rivalità fra i diversi reggimenti di ussari, con tanto di divise e oggetti d’epoca. Peccato che la finzione tenda a sostituirsi alla realtà, diventando pericolosa…

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La Doppia Ora - Recensione in anteprima

pubblicato da Simona

La Doppia OraLa doppia ora (id. - thriller - Italia 2009) Regia di Giuseppe Capotondi, con Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Antonia Truppo, Gaetano Bruno, Fausto Russo Alesi, Michele Di Mauro, Lorenzo Gioielli, Lidia Vitale, Giampiero Iudica, Roberto Accornero, Lucia Poli, Giorgio Colangeli.

Sonia viene da Lubiana e fa la cameriera in un hotel. Guido è un ex poliziotto e lavora come custode in una villa fuori città. Si incontrano in uno speed date. Lui è un cliente fisso. Per lei è la prima volta, e si vede. Poche parole, un’istintiva attrazione. In pochi giorni imparano a conoscersi, ad aprirsi, a svelare le proprie ferite. Sono sul punto di innamorarsi… quando Guido muore. Improvvisamente, durante una rapina nella villa che dovrebbe custodire. Sonia si ritrova da sola a elaborare un lutto di cui non riesce a trovare il senso. E di cui alcuni addirittura la ritengono responsabile. Mentre il passato di Sonia ritorna, con tutti i suoi nodi non risolti, la realtà che la circonda comincia a collassare, fino a crollarle addosso. Tutto inizia a cambiare, ogni certezza si sgretola e nessuno è più lo stesso. Nemmeno Sonia. Chi è veramente? E soprattutto, è davvero Guido quello che lei continua a vedere, al di là di ogni plausibile logica, o è solo la sua mente che vacilla? E cosa farà quando le verrà offerta una seconda occasione? Le risposte arrivano solo alla fine, in un continuo capovolgimento di eventi.

A Venezia, l’opera prima di Giuseppe Capotondi è stata accolta molto positivamente tanto dal pubblico quanto dalla critica, rastrellando molte soddisfazioni e qualche premio (Coppa Volpi alla protagonista Ksenia Rappoport; Premio Pasinetti dei Giornalisti SNGCI a Filippo Timi per la migliore interpretazione maschile; Miglior Film Italiano a Venezia, secondo la giuria di Arca Cinema Giovani). La Doppia Ora è una pellicola riuscita, originale (alleluja!) e molto interessante, che gioca con diversi stili cinematografici e riesce a tenere alta l’attenzione dello spettatore fino alla fine pur mantenendo un ritmo pacato e senza puntare tutto su un montaggio troppo sincopato ed artificioso.

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Giorno 8 a Venezia - Mr. Nobody, Soul Kitchen

pubblicato da Simona

Mr. Nobody

Mr. Nobody - di Jaco Van Dormael (Concorso)
Quello di Van Dormael è senza dubbio il film più strano visto dalla sottoscritta qui in Laguna quest’anno. Tanto strano che ha spaccato a metà l’opinione dei presenti alla proiezione stampa di ieri sera. Da una parte chi fischiava, dall’altra chi applaudiva entusiasta. Auspico che una seconda visione possa chiarire le idee anche agli indecisi. Alcune scelte cromatiche e registiche sono molto azzeccate, ma il film risente di eccessiva lunghezza

Il film, un po’ troppo pretenzioso, mescola fantascienza, filosofia esistenziale e romanticismo, portando in scena la storia di Nemo Nobody in una sorta di Sliding Doors caleidoscopico. Se a Gwyneth Paltrow, perdendo la metropolitana, veniva offerta la possibilità di dare un differente corso alla propria vita, a Nemo Nobody vengono offerte possibilità quasi infinite, almeno due per ciascuna scelta che il protagonista deve prendere nel corso della propria esistenza. La macchina da presa esplora ognuna di esse, seguendo tre filoni principali, le tre vite che Nemo avrebbe potuto vivere accanto ad Anna, Elise e Jeanne. Ma chi è veramente Mr. Nobody, quali delle tante possibili vite ha veramente vissuto? Buone le prove attoriali di Jared Leto, Sarah Polley, Diane Kruger, Rhys Ifans e Juno Temple…ma non basta. Una piccola nota per i Potteriani: Toby Regbo (Nemo a 16 anni) è attualmente impegnato nelle riprese di Harry Potter e i Doni della Morte, nel ruolo di Silente da giovane.

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Giorni 7 e 8 a Venezia - The Men Who Stare at Goats, La Doppia Ora

pubblicato da Simona

The Men Who Stare at Goats

The Men Who Stare at Goats - di Grant Heslov (Fuori concorso)
Fin’ora uno dei migliori film visti al Festival quest’anno. Il bravissimo sceneggiatore (ed attore) di Good Night and Good Luck esordisce dietro la macchina da presa riuscendo nell’ardua impresa di confezionare un film ritmato e brillante, quasi demenziale ma senza scadere nel farsesco, ed allo stesso tempo molto acuto e intelligente, con alcune battute al vetriolo che meriterebbero di entrare nella storia del cinema ed alcune perle citazionistiche davvero imperdibili. Impagabili gli interpreti, George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges e Kevin Spacey, che danno vita ad una commedia pacifista, strampalata, ma davvero divertente.

Tratto dall’omonimo libro di Jon Ronson e sceneggiato da Peter Straughan, il film gioca con i registri comici più svariati ma affonda le radici in fatti (e misfatti) più veri di quanto non si possa immaginare.

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Giorni 5 e 6 a Venezia - The Informant! e Lo spazio bianco

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The Informant

The Informant! - di Steven Soderbergh (Fuori Concorso)
Steven Soderbergh ambienta The Informant! negli anni ‘90 ma l’estetica del film, la sequenza dei titoli di testa, l’ipercromia della pellicola e buona parte dei costumi di scena e delle pettinature, richiamano fortemente i film (o telefilm) polizieschi degli anni ‘60 e ‘70. Un contrasto che salta all’occhio e che rende anacronistico l’utilizzo dei cellulari, ma che tutto sommato risulta gradevole ed azzeccato.

Ispirato da una storia vera, il film è leggero e divertente, gioca abilmente con il personaggio curioso di un bugiardo cronico tanto stupido da credersi doppiamente furbo rispetto agli altri. Pur risultando godibile, a tratti divertente, The Informant! è sfortunatamente al di sotto delle aspettative, nonostante la presenza di un Matt Damon divertente e divertito, affiancato dall’ottimo Scott Bakula.

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Giorni 4 e 5 a Venezia 2009 - Bad Lieutenant: port of call New Orleans, Capitalism: a love story

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Il cattivo tenente

Bad Lieutenant: port of call New Orleans - di Werner Herzog (Concorso)

E’ un Nicolas Cage particolarmente (e sorprendentemente) ispirato quello che vediamo sullo schermo nel film di Werner Herzog, nei panni del Cattivo Tenente del titolo. L’azione si svolge in una New Orleans già devastata dall’uragano (l’incipit è dedicato ai giorni del passaggio di Katrina), location che - secondo il regista - non avrebbe potuto essere più adatta e che trasmette l’idea del collasso del vivere civile. Bad Lieutenant: port of call New Orleans (che arriverà sugli schermi italiani il prossimo 18 settembre) è un noir venato di ironia e humor (nero, of course!), che intrattiene, diverte e che ha ricevuto consensi tanto dalla critica quanto dal pubblico festivaliero.

Non possiamo sapere se Herzog non abbia davvero mai visto la pellicola quasi omonima di Abel Ferrara, quel che è certo che sullo schermo ritroviamo ben poco del personaggio interpretato da Harvey Keitel. Convincente Eva Mendes nei panni di Frankie, Val Kilmer e Fairuza Balk completano il cast in ruoli marginali.

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