Religiolus (Religulous, USA, 2008) di Larry Charles; con Bill Maher.
Personalmente avrei scommesso poco sull’uscita in sala di Religiolus. Non siamo proprio quel paese che si apre a certi prodotti, e non perché siano di per sé “scomodi” (sull’aggettivo bisognerebbe tornare subito), ma perché non siamo ancora abituati, e di questo passo -basta vedere l’attualità televisiva delle ultime ore- non lo saremo mai, ad accettare con rispetto l’opinione altrui.
Meglio tacere e non far vedere, appunto. E invece sorpresona: la Eagle Pictures ce l’ha fatta a distribuire in sala il documentario di Larry Charles, convinta evidentemente che ognuno debba vedere e giudicare con i propri strumenti. Permetteteci però una piccola nota maliziosa: in quante copie arriverà Religiolus in Italia? Pochine, sospettiamo.
Ma detto questo, torniamo appunto a quell’aggettivo: “scomodo”. Bastano una locandina, due righe di trama e il gioco è fatto: Religiolus diventa scomodo. Le tre scimmiette -non vedo, non sento, non parlo- indossano le vesti tipiche delle tre più importanti religioni monoteiste del mondo: eppure basterebbe vedere il film (per intero) per capire che forse il regista e il comico Bill Maher non si fermano di certo allo sfottò fine a sé stesso. Come è giusto che sia, tra l’altro.
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E torniamo a giocare con Impawards. Ecco i 5 candidati per la categoria La Locandina Più Divertente del 2008. Giocate con noi e scegliete tra: Tropic Thunder (la versione con Robert Downey Jr. di colore), Harold and kumar escape from Guantanamo Bay, Where in the world is Osama Bin Laden?, Religulous e Disaster movie. Scoprite dopo il salto il vincitore scelto da Impawards.
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Preparatevi, arriva il documentario Religiolus (in originale Religulous). Il regista Larry Charles (che ha diretto Borat) ed il comico Bill Maher portano in scena la religione con spezzoni sconcertanti e domande al vetriolo. Attenti, credo che scatenerà parecchie polemiche. Io di certo non me lo perderò. Voi? Dopo il salto trovate il trailer italiano. Dal 20 Febbraio al cinema.

Arriva anche in Italia Religiolus (Religulous), nei nostri cinema dal 20 di febbraio. Il documentario americano di Larry Charles sulla religione è approdato al Festival di Torino (qui le nostre impressioni) e siamo certi che farà discutere anche nel nostro Paese.
Dopo aver visto il primo trailer, oggi vi proponiamo una serie di foto. Sì vi ricordate bene, Larry Charles aveva diretto Borat e quindi aspettatevi qualsiasi cosa. In più il film è nella mani dell’irriverente comico Bill Maher. Speriamo che questo 2+2 faccia scintille positive.
Seguono le dichiarazioni del regista e di Maher. Che ne pensate?
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Nanni Moretti, direttore del Torino Film Festival per questo biennio appena finito, pare aver dato disponibilità per proseguire il suo lavoro. E i motivi sono sotto gli occhi di tutti, parlando di numeri: rispetto all’anno scorso sono in netta crescita il numero degli accreditati, e si registrano un 15% in più di biglietti e abbonamenti venduti, e un 25,08% in più di incassi totali. Niente male per un festival che arriva ultimo dopo Venezia e soprattutto Roma, e in un periodo climatico non piacevolissimo (con tanto di neve quest’anno). Ma i cinefili non si sono fatti fermare da queste cosette, e sono accorsi in massa al secondo Torino morettiano.
Il perché è abbastanza semplice da intuire: con un’edizione di buon livello alle spalle e con un programma davvero di altissimo interesse, Torino 26 si presentava sulla carta come un festival tutto da godere. E non c’è stata delusione, e speriamo a questo punto che l’accoppiata Moretti-Martini resti. Citiamo comunque qualche problemino, a partire dal caso Somers Town, atteso nuovo film di Shane Meadows: cancellate tutte le proiezioni per mancato arrivo della pellicola, che arriva gli ultimi giorni. Proiezioni il 29 in seconda serata e il 30, a festival ormai finito: la rabbia dilaga, anche se si capisce che la colpa non è direttamente del festival.
Paradossalmente, uno dei disagi del cartellone di Torino è di essere “troppo pieno”, e qualcosa la si perde per forza: anche perché alcune sale sono tanto carine quanto piccole, e pretendere che la gente possa vedersi Filth and Wisdom di Madonna nella mini-sala 3 del Massimo è pura utopia. Non si poteva proiettarlo all’Ambrosio in sala 1 al posto di Per favore… non mordermi sul collo (proiezione quasi vuota, purtroppo) o al Nazionale? E che dire di Katyn, la cui prima era nella minuscola sala 2 dell’Ambrosio? Sono cose che l’organizzazione dovrebbe ripensare il prossimo anno, anche se c’è da dire che molti spettacoli delle tre meravigliose retrospettive hanno fatto il tutto esaurito.
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Giunti a martedì, la rassegna cinematografica torinese continua a riservare molte sorprese. Prima di tutto sembra assodato il fatto che per quanto riguarda questa edizione del Torino Film Festival ogni giorno è da considerarsi domenica: proiezioni perennemente stracolme, i biglietti (venduti in quantità pari alla metà della capienza della sala ospitante) vanno via come il pane, e si rischia quindi di rimanere esclusi anche alla terza, e ultima, proiezione di Tony Manero. Alla quale, peraltro, il giurato Dito Montiel arriva accompagnato dalla consorte, decisamente trafelato e con discreto ritardo. Siamo contenti di aver testimoniato al miracolo del giurato che guarda i film; un po’ meno contenti di aver fatto ritardare la proiezione di qualche minuto.
Molta, moltissima fila anche per il documentario Religulous, di Larry Charles, prudentemente parcheggiato nella sezione collaterale Lo Stato delle Cose. Per completezza Larry Charles è il figuro che ha seguito Sacha Baron Cohen, agghindato à là Borat, in giro per gli Stati Uniti a soddisfare il pericoloso desiderio di prendere per i fondelli un’intera nazione. Una persona coraggiosa, quindi, il nostro Larry Charles.
Il quale anche per questa produzione non si fa mancare niente. In questo caso, infatti, il regista ha intrapreso una collaborazione con il comico Bill Maher finalizzata al blasfemo e irriverente scopo di ridicolizzare la religione. O meglio, le religioni, dacchè Maher fra il fucile di precisione e il randello nodoso sceglie quest’ultimo, optando evidentemente più sull’ l’impatto e la generalizzazione che sull’accuratezza giornalistica di quella che poteva essere un’interessante inchiesta.
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Oggi il concorso del Torino Film Festival 26 ha mostrato due dei suoi frutti migliori: Die Welle e Momma’s man, entrambi papabilissimi per qualche premio.
Die Welle (The Wave - L’onda: lo presentammo qui con un trailer) è uno dei film più chiacchierati già dai primissimi giorni del festival. Rainer Wenger, un professore universitario, tiene per una settimana un corso sull’autoritarismo. Per far capire ai suoi studenti alla perfezione cosa sia una dittatura, inizia ad instaurare un proprio governo totalitarista tra gli studenti: il gruppo si chiamerà “L’onda”, ed è provvisto di “divisa” (una camicia bianca per tutti) e saluto riconoscibile. La situazione però non tarderà a degenerare…
Se si pensa che il film è tratto da una storia vera, Die Welle diventa ancora più inquietante. Il giovane regista Dennis Gansel sa raccontare le contraddizioni e le identità dell’adolescenza, ma il film è soprattutto il ritratto di un fraintendimento. E dimostra, in modo non banale e con ottimo senso del ritmo, quanto sia facile ricadere negli stessi errori: nonostante la Storia debba insegnare, instaurare una dittatura è più semplice di quel che si crede. Scontato, si dirà, ma il modo in cui la pellicola costruisce il suo assunto non lo è: e arriva ad un finale che si prevede, ma che colpisce duramente nel segno e non fa sconti.

Primo posto annunciato e trionfante per Beverly Hills Chihuahua al boxoffice Usa. Addirittura 29 i milioni di dollari incassati, con una media per sala di 9000 dollari, come indovinato dal 23% di voi al Fantaboxoffice. Tipico film per famiglie, potrebbe tranquillamente anche arrivare ai 100 milioni di dollari, con un sequel a quel punto scontato. Al 2° posto scivola Eagle Eye, arrivato zitto zitto ai 54 milioni di dollari, dopo esserne costati 80, mentre al 3° arriva la new entry Nick and Norah’s Infinite Playlist, ottimo con 12 milioni di dollari incassati e una media per sala di 5000 dollari.
Scendendo la classifica troviamo Come un Uragano, arrivato ai 25 milioni di dollari, Appaloosa, che sfiora i 6, Lakeview Terrace, arrivato ai 32, Burn After Reading, autentico successone con 51 milioni di dollari, dopo esserne costati 37 e Fireproof, arrivato ai 12 milioni e mezzo di dollari, dopo esser costato appena 500,000 dollari. Arrivati al 9° posto iniziano le noti dolenti. Male Zucker con il suo An American Carol, deludente con meno di 4 milioni di dollari incassati, così come Flash of Genius, con poco più di due milioni di dollari, e soprattutto Blindness, autentico floppone con appena 2 milioni di dollari portati a casa e una media per sala di poco superiore ai 1000 dollari.
Stupisce invece il documentario Religulous, con oltre 3 milioni di dollari incassati, e una media per sala di ben 7000 dollari, mentre si confermano dei flopponi Miracolo a Sant’Anna, con poco più di 6 milioni di dollari, e Sfida senza Regole, con 37 milioni di dollari incassati, dopo esserne costati 60. E in Italia? Come sarà andato Mamma Mia ? Andiamolo a vedere…
Vi abbiamo già mostrato due locandine e il trailer di questo Religulous di Bill Maher, film che prende in giro i bigotti delle religioni principali e che si promette di far arrabbiare tutti quanti per il nostro divertimento.
Il regista è Larry Charles che già ci aveva fatto ridere con Borat, speriamo che anche in questo (più delicato) film riesca a bissare l’impresa.
Nella locandina, come vedete, ci sono le tre simpatiche scimmie sagge in versione monoteistica.
Fonte: Slashfilm

Attenzione, la visione di questo trailer e di Religulous (non ho sbagliato a scrivere, è un gioco di parole nel titolo) potrebbe dare fastidio ai bigotti di tutte le religioni, se vi ritenete potenzialmente offesi da quello che potreste vedere passate ad altro.
Non è certo la prima volta che il comico americano Bill Maher prende di mira le varie religioni nel suo show televisivo, ma sicuramente lo fa per la prima volta in un film, diretto da Larry Charles (Borat), dove il comico americano va in giro per il mondo a infastidire i credenti di tutte le religioni e mettere alla berlina le credenze più ridicole di questi.
Il punto più esilarante del trailer è quando se la prende contro il fedele di Babbo Natale.
Fonte: Slashfilm