Nightmare before Christmas è forse il capolavoro di Tim Burton anche senza che il genietto di Burbank vi abbia posto la firma come regista, infatti il film è di Henry Selick (autore anche di Coraline).
Gioiello, realizzato con la tecnica della stop-motion, il film è difficilmente collocabile all’interno della sfera dei film prettamente natalizi (come d’altra parte anche in quelli di Halloween) proprio per la sua capacità di contaminare i due “mondi”, ciascuno con le caratteristiche dell’altro.
Jack Skeletron, doppiato in italiano da un istrionico Renato Zero, è il re del Paese di Halloween ma si sente fuori luogo (come tanti eroi di Tim Burton) tra mostri, streghe e babau. Scoperto per caso il Paese del Natale percepisce il calore e la bontà di questo luogo ammantato di neve e sogna di prendere il posto di Babbo Natale. Per farlo però Jack rivelerà la sua vera natura…
Forse non è un film di Natale, ma entra nella mia personalissima top 10 dei film delle feste. Anche nella vostra?
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Venezia 65
Il seme della disocordia, di Pappi Corsicato
Dopo molti anni di assenza dalle scene e ben 13 anni di assenza da Venezia (I buchi neri risale al 1995), Pappi Corsicato torna in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e lo fa con un film - Il seme della discordia - che sulla carta sembrava essere una sperimentazione molto interessante e che invece si è rivelato eccessivamente visionario e kitch.
Nonostante la presenza di un ottimo cast di interpreti (tutti, purtroppo, sottotono) capitanato da Caterina Murino ed Alessandro Gassman, il film risente di una sceneggiatura superficiale e farsesca laddove sarebbe invece stato opportuno un maggiore approfondimento delle tematiche ed una maggiore serietà nell’affrontarle. Il film tocca infatti temi delicati quali lo stupro, l’aborto e la sterilità.
Continua a leggere: Venezia 65: Il seme della discordia - Orfeo 9
Orfeo9, ovvero la prima opera rock italiana (la prima rappresentazione andò in scena al Teatro Sistina di Roma il 23 gennaio 1970), composta da Tito Schipa Jr. e interpretata dall’autore insieme ad altri numerosi giovani talenti dell’epoca (due nomi su tutti: Renato Zero e Loredana Bertè), divenne un doppio album ed un film nel 1973. Stiamo parlando di quello che sarà - salvo variazioni dell’ultima ora - l’evento conclusivo prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Girata per la Rai nel 1973, questa trasposizione cinematografica della vicenda di Orfeo ed Euridice ambientata nel 20° secolo fu censurata e boicottata pesantemente dalla dirigenza di allora, a causa dei temi forti e delle esplicite allusioni alla droga ed alla tossicodipendenza, vedendo la luce della programmazione solo nel 1975, e in sordina. Più tardi fu distribuito brevemente nei circuiti d’essai. La stampa specializzata l’ha recentemente classificato fra i 100 eventi fondamentali del Rock italiano.
Una clip del brano Felicità, che vede protagonista un giovanissimo Renato Zero, vi aspetta dopo il salto. Cliccate su continua!