Bere Coca-Cola mentre si guarda un film? Che banalità. Bisognerebbe abbinare con eleganza ogni film alla giusta bevanda. Prendiamo ad esempio Arancia Meccanica: cosa c’è di meglio di un bicchiere di latte mente si guardano le gesta di Alex e soci? Con i film di 007 è naturale bere un Vodka Martini mentre se scegliamo di vedere Moulin Rouge è meglio procurarci un pochino di assenzio. Se non ci avevate mai pensato (non ci credo!) ecco una piccola guida grafica per diventare bevitori e cinefili di alto livello.
Fonte: TheHighDefinite
Rocky è il primo film della serie creata da Sylvester Stallone, diretto da John G. Avildsen. Andrà in onda stasera, giovedì 7 Ottobre, alle ore 21 su Italia 1. Interpretato da attori com Sylvester Stallone, Burgess Meredith, Carl Weathers, Talia Shire (la celeberrima Adriana) e Burt Young, quest’opera rappresenta lo sdoganamento e la contemporanea consacrazione del volto di Stallone verso il grande pubblico.
In quel prolifico 1976, Rocky si impose, a livello di premi Oscar, su lungometraggi rimasti nella storia come Taxi Driver, Quinto Potere e Tutti gli Uomini del Presidente, generando un’icona difficile da scalfire negli anni successivi. Quel Rocky a cui fu eretta addirittura una statua a Philadephia, quasi a voler rimarcare l’importanza che ebbe il film di Stallone nell’ambito interno ed esterno al cinema.
La vicenda di un bulletto di periferia, perdente per definizione, che, suo malgrado, dispone di un dono ed uno soltanto: come direbbero quelli che ne capiscono, il ragazzo sa “boxare”, che è molto di più di tirare due pugni. Offeso e bistrattato da tutto e da tutti, Rocky vive la sua esistenza tra stenti e malcontenti di vario tipo, finché non arriva l’episodio che gli cambia la vita. A propiziarlo è il campione del mondo in carica Apollo Creed, che concede allo sconosciuto Rocky Balboa - lo “Stallone Italiano” - l’opportunità della vita.
Difficile non provare tenerezza per la condizione del nostro protagonista, per le sue vicissitudini, nonché, diciamolo pure, per la sua “piccolezza”, a cui fa da contraltare una forza e una nobiltà d’animo da invidiare. Oggi una simile narrazione potrebbe quasi risultare banale, a tratti ripetitiva. D’altro canto sullo stesso andazzo sono stati girati altri cinque capitoli. Tuttavia rivedere il primo Rocky, a parer nostro, è sempre un piacere. Via i guantoni quindi, che ai ganci e ai montanti ci pensa Stallone!
Vi invito anche a leggere questa interessante intervista a Stallone, postata qualche settimana fa.
Sylvester Stallone è nei cinema con I Mercenari (The Expendables, qui la nostra recensione). Stallone non è solo muscoli, ha ideato due dei miti di Hollywood: Rocky e Rambo, è regista e anche sceneggiatore, ha fatto guadagnare miliardi ad Hollywood… Eppure… Il ragazzone parla a cuore aperto con Michael Hainey di GQ in questa intervista di cui vi regaliamo qualche estratto.
Michael Hainey incontra Stallone nel suo ufficio, al secondo piano di un edificio di Beverly Hills. Trova l’attore in piedi, dietro la scrivania, indossa pantaloni neri, una camicia a maniche corte rosa pallido e gli occhiali con lenti color lavanda. Sulla parete dietro la scrivania c’è una copia della prima pagina del New York Post del 29 marzo 1977. C’è una foto di Stallone con i produttori di Rocky, dopo aver vinto l’Oscar per il miglior film. Il titolo è Rocky KO’s Hollywood.
Cominciamo con Rocky. Mia madre mi portò a vedere il film e fu proprio mitico per me. Ha fatto la differenza nella mia vita.
Ha certamente fatto la differenza nella mia! Ci ho lavorato su con istinto.
Sylvester Stallone come Chaplin e Orson Welles: l’intervista di GQ





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Dolph Lundgren è un volto per chi ama i film d’azione, reso mitico dalla battuta del suo Ivan Drago “Io ti spiezzo in due” rivolta a Rocky ha poi continuato a frequentare il genere anche se negli ultimi anni si è visto sempre meno.
Sly Stallone lo ha riesumato (cinematograficamente) e lo riporterà in auge con il suo The Expendables, ma per ora Dolph si dedica fra le varie cose anche alla musica, come in questa splendida e recente appariazione nella televisione svedese.
Forse però non sono in molti a sapere che Dolph Lundgren ha studiato al Royal Institute of Technology di Stoccolma e ha vinto un master in ingegneria chimica presso l’Università di Sydney, in Australia da cui passò al M.I.T. negli Stati Uniti. Cintura nera di karate, è stato campione europeo dei pesi massimi di karate nel 1981, solo quando arrivò negli Usa si è avvicinato al mondo del cinema.
Qui sopra canta A little less conversation di Elvis.
E’ stato attribuito a Sylvester Stallone il “Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker Award”, il premio recentemente istituito dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e organizzato dalla Mostra in collaborazione con Jaeger-LeCoultre, dedicato a una personalità che ha lasciato un segno nel cinema contemporaneo. In precedenza il premio è stato assegnato a Takeshi Kitano (il nome del premio viene proprio dal suo film, presentato a Venezia 64 fuori concorso), Agnès Varda e Abbas Kiarostami.
Quest’anno si tratta di un premio inteso a celebrare la dimensione di cineasta di Sylvester Stallone, autore di un cinema già visibilmente originalissimo e carico di tenerezza (anche quando grondante di sangue), a partire dalla sorprendente gara notturna sui tetti che fa da sfondo ai credits d’apertura del suo primo film da sceneggiatore/regista, Paradise Alley. Attraverso le ormai mitiche franchise di Rocky e Rambo (suoi tutti i copioni), film sempre straordinariamente in sync con il loro presente, Stallone ha esplorato le zone più solari e quelle più cupe dell’American Dream. E il suo lavoro sul “suo” personaggio - rintracciabile anche in film apparentemente “secondari” o non diretti da lui - rimane uno dei piu’ coerenti e lucidi del contemporaneo cinema usa.
“Essere premiato alla Mostra di Venezia – ha dichiarato Sylvester Stallone – è qualcosa che ho sempre sperato diventasse realtà, e ora che è accaduto, devo dire che è valsa la pena aspettare”. La consegna del Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker Award avrà luogo il 12 settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido, nel corso della cerimonia di chiusura della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2009), diretta da Marco Müller e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.
Ma non finisce qui…
Gli ascolti della Tv generalista si sa sono crollati negli ultimi anni, quelli dei film in Tv ancora di più. Ancora a metà degli anni 90, la Tv generalista era il maggior veicolo per il consumo di cinema casalingo.
Classifica redatta secondo i dati Auditel dal 1986 in poi:
10. Rambo, (1982, USA) (Canale 5 ) 13.172.000
9. Agente 007, Licenza d’Uccidere, (1962, GB) (Rai 1 ) 13.194.000
8. Bambi, (1942, USA) (Rai 1 ) 13.431.000
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Esecuzione impeccabile (con tanto di delizioso solista) del brano Eye of the Tiger dei Survivor (tratto dalla colonna sonora di Rocky III) da parte dei giovanissimi membri del coro PS22.
La partecipazione dei bambini è molto emozionante, eppure per niente emozionata, alle prese con uno dei loro cavalli di battaglia, come se se fossero ignari della platea mondiale che li attendeva di lì a poco.
Per i video di altre performance del coro, potete seguire questo canale YouTube. Grazie a Francesco per la segnalazione.
Stanchi dei soliti poster da affigere sulla parete? Il negozio on-lineAllposters.it mette in vendita quelle gigantesche sagome di cartone che normalmente sono esposte all’entrata del multisala o nelle vetrine dei negozi di home video. Materiale promozional-cinematografico che solitamente è possibile acquistare soltanto ricattando/corrompendo il cassiere.
Le carismatiche sagome diJack Sparrow, Austin Powers, Terminator, Superman e Darth Vader affiancano personaggi cinematografici meno “classici”, come quelli apparsi nel recente Twilight.
Dato che i cartonati in vendita sono tutti a grandezza (quasi) naturale sarà finalmente possibile confrontare i propri muscoli con quelli di Rocky Balboa, guardare Johnny Depp negli occhi o esercitarsi nel tiro a segno con la silhouette diHannah Montana.
Fonte www.allposters.it
Smashing Magazine sceglie una cinquantina di locandine che definisce Beautiful. Eccole raccolte per voi in una galleria. Si va da Amadeus a Zodiac passando per Kill Bill, Il Buono il brutto il cattivo, Star Wars, Grindhouse, Cloverfiel, Gli Uccelli, La donna che visse due volte (Vertigo) e molte molte altre. Diverse quelle disegnate da Drew Struzan. Avreste aggiunto o tolto qualche poster?
Le locandine più belle secondo Smashing Magazine



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Dopo i primi due appuntamenti dedicati alle serie horror e fantascienza/fantasy più belle dal 1960 ad oggi, eccoci ora al turno del genere Avventura. Nel genere avventura, è bene specificarlo, sono compresi i film d’azione, spionaggio, arti marziali, catastrofici.
Regolamento: le serie cinematografiche inserite nei 4 sondaggi devono avere avuto almeno tre episodi (usciti in Italia) e devono essere state prodotte a partire dagli anni sessanta. Per serie cinematografica si intende un insieme di film legati da successione (con esplicitazione numerica), o un insieme di film con personaggi comuni ai vari episodi della serie. Per ulteriori dettagli alla definizione di serie cinematografica rimando al post iniziale destinato alle selezioni delle serie.
Ricordo che passeranno il turno le prime sette serie classificate per ogni sondaggio. Ma ora non vi resta che votare la migliore serie d’avventura dal 1960 ad oggi. Votate, votate, votate!
Continua a leggere: Cult de sac Film series awards 3. Avventura