I guerrieri sulla locandina del film sono Tommy e Brendan Conlons, due fratelli che non si parlano da una vita, iscritti alla stessa competizione di arti marziali miste (MMA) per tentare di vincere i cinque milioni di dollari messi in palio. Brendan (Joel Edgerton) è un professore di liceo sommerso dai debiti che riprende a combattere per disperazione, mentre Tommy (Tom Hardy) è un marine in congedo, ex-prodigio della lotta, che pur di non sprecare questa seconda occasione torna a farsi allenare da quel burbero padre (interpretato da un immenso Nick Nolte) che per primo portò la violenza in famiglia, mandandola in frantumi.
La formula magica del primissimo Rocky, fatta di poveracci in cerca di rivalsa e di tenacia agonistica applicata anche fuori dal ring, funziona sempre sugli appassionati del genere. Gavin O’Connor lo sa bene ed è piuttosto bravo nel mettere in scena quello che ci si aspetta da questa tipologia di film, a farti entrare davvero nella gabbia dell’UFC e nei casini personali dei personaggi. Del resto il regista americano aveva già girato un film a tema sportivo (Miracle) dall’impostazione altrettanto “classica” e un dramma (Pride and Glory) incentrato sulle scelte morali di una famiglia di sbirri.
Quello che non bisogna aspettarsi da Warrior è proprio l’innovazione. La pellicola di O’Connor prende in prestito il paradenti per raccontare più storie e coinvolgere un pubblico più vasto, ma strizza inevitabilmente l’occhio a tanti altri sports-drama in cui si picchia duro. Di paragoni se ne potrebbero quindi fare a bizzeffe, già dal trailer. Diciamo subito che, per chi scrive, Warrior non rappresenta il miglior esponente della categoria pur risultando un update da manuale, anche più “potente” dell’idolatrato The Fighter.

Acquistare i quadri originali visti nell saga di Rocky Balboa, dipinti dall’artista LeRoy Neiman, non è proprio possibile visto che si tratta di pezzi unici, dal prezzo decisamente proibitivo. Il sito Painting Here risolve il problema mettendo in vendita delle repliche realizzate a mano, su richiesta, da esperti “clonatori”. Repliche che poi vengono spedite in tutto il mondo.
Il catalogo permette di scegliere tra diversi soggetti (Rocky VS Apollo rimane il preferito del sottoscritto…) e diverse misure per la tela, rimanendo comunque dentro cifre umanamente accettabili. Per un Natale all’ultimo round!
Silvester Stallone sembra averci preso gusto. Dopo il clamoroso successo ottenuto con il ritorno di Rocky Balboa, 155 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, dopo esserne costato appena 24, e quello meno succoso di John Rambo, 55 milioni di dollari incassati attualmente, dopo esserne costati 50, Sly è pronto a rivestire i panni dello scalatore per un clamoroso sequel, quello di Cliffhanger.
Uscito nel lontano 1993, il film, scritto dallo stesso Sly ottenne un enorme successo di pubblico, con ben 255 milioni di dollari incassati in tutto il mondo. Diretto da Renny Harlin è negli anni diventato di culto, tanto da meritarsi un’indimenticabile parodia in Ace Ventura 2. Ecco così che oggi, 15 anni dopo, la Sony è seriamente intenzionata a riprendere in mano il progetto.
Stallone tornerebbe così a vestire i panni di Gabe Walker, pronto a scalare nuovamente chissà quali montagne. Ma la domanda è: c’è davvero bisogno di un sequel di Cliffhanger, con uno Sly 61enne? Sarebbe obiettivamente più credibile o più ridicolo? A voi l’ardua risposta…