
Ayman Abu Aita è un commerciante palestinese (fra l’altro, di Betlemme) con una caratteristica molto particolare e un sogno altrettanto originale. E’ stato ritratto nelle vesti di terrorista nel film Bruno e ora desidera per questo un risarcimento di 110 milioni di dollari.
E la cosa non si limita a questo. Anche la CBS e David Letterman sono stati citati in giudizio presso la corte federale di Washington D.C., per via del fatto che anche durante un’intervista del protagonista del film, Sacha Baron Cohen, andata in onda durante una puntata dello show di Letterman, si sia fatto riferimento all’incontro con un terrorista di Al-Aqsa.
Abu Aita è un commerciante agiato, che si definisce “pacifico”. Effettivamente, non sembra avere tutti i torti, sopratutto considerata la situazione politica del paese in cui vive. Vedremo se gli avvocati della Universal avranno la meglio sulla legittima paura di questo signore di essere scambiato per un pericoloso criminale.
Brüno (Brüno, Usa 2009) commedia diretta da Larry Charles con Sacha Baron Cohen, Gustaf Hammarsten, Clifford Bañagale, Chibundu Orukwowu, Chigozie Orukwowu, Trishelle Cannatella, Candice Cunningham, Todd Christian Hunter, Bono, Ben Youcef, Elton John, Sandra Seeling, Emerson Brooks, David Hill, Alice Evans, Alexander von Roon.
Bruno (Sacha Baron Cohen) è un presentatore gay 19enne (!) che cura una trasmissione di moda in Austria. Un giorno viene licenziato e decide di volare in America per diventare famoso, persino più di Hitler! Come fare per essere riconosciuto a livello mondiale?
Personalmente trovo Sacha Baron Cohen un bravo attore, un ottimo trasformista (lo ricordate in Sweeney Todd?) e un buon comico e aspettavo Bruno con ansia divertita, purtroppo questo Borat delude per la sua (troppa) grossolana volgarità. Ho amato il suo precedente lavoro da solista, Borat, e mi rendo perfettamente conto che la sua comicità e il suo stile non è per tutti. Qui con Bruno, uno dei suoi personaggi televisivi, arriva al culmine (sarà il culmine poi?) con una pellicola che mangia persino il suo stesso attore facendoci dimenticare che Bruno è solo un personaggio e non una persona reale. Questo, forse, è la pecca principale del film… o forse la sua lode.
Volgare, fracassone, trasgressivo, senza pudore, ironico, coraggioso e provocatorio. Sacha Baron Cohen-Bruno è tutto questo e oltre. Alcune scene del film sono al limite della decenza (il pene in primo piano che balla, i rapporti sessuali con il pigmeo, il pompino simulato a “Milli dei Milli Vanilli”) e potranno far storcere il naso a più di una persona (strano, come mai è vietato solo ai minori di 14 anni?). Ma. C’è un ma.
A un mese esatto dall’uscita americana, datata 10 luglio, l’attesissimo Bruno di Sacha Baron Cohen ci regala tre folli, deliranti ed imperdibili spot tv! A tre anni dai 268 milioni di dollari incassati da Borat, Sacha Baron Cohen porta in sala un altro dei suoi famosissimi personaggi, promettendo di distruggere a modo suo il mondo della moda.
Apparso per la prima volta in piccoli sketch realizzati per il canale televisivo The Paramount Comedy Channel nel 1998, Bruno, reporter gay dai modi fashion, ambisce a sbancare i botteghini americani. Ma ora cliccate su continua, ci sono infatti altri due spot tv che vi aspettano…
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