Il licenziamento non ha fatto perdere il sorriso a Michel, felice di essere affianco alla sua sua Marie-Claire da oltre trenta anni, alla sua famiglia e ai tanti amici che gli stanno vicino.
Il dramma inizia quando Michel e Marie-Claire vengono sequestrati in casa da alcuni delinquenti armati che dopo averli picchiati, li derubano. Michel scopre che il responsabile di questa incursione è Christophe, un suo ex collega che ha perso il lavoro con lui, che però è stato costretto ad agire in quel modo. Ma il perché sarà difficile da comprendere.
Le nevi del Kilimangiaro è un film di Robert Guediguian, con Ariane Ascaride e Jean-Pierre Darroussin e sarà distribuito in Italia da Sacher fa partire dal 2 di dicembre.
Nord (Nord, Norvegia, 2009) di Rune Denstad Langlo; con Anders Baasmo Christiansen, Marte Aunemo, Celine Engebrigtsen, Kyrre Hellum, Mads Sjøgård Pettersen.
Iomar è un addetto a un impianto sciistico, ma ormai non vuole più lavorare, soffre di mal di testa e cade sempre più in depressione. Un giorno il suo ex migliore amico si presenta alla sua porta; tempo fa gli ha rubato la ragazza. L’uomo rivela a Iomar che il figlio di 4 anni è in realtà suo figlio. Iomar decide di partire con la sua slitta per arrivare al nord della Norvegia ed incontrare il figlio per la prima volta.
Il terzo film del norvegese Rune Denstad Langlo è un road movie ambientato sulle nevi in cui il protagonista viaggia con la sua slitta: niente strade e niente automobili. Sta in questo la prima e forse unica “novità” di Nord, ma ciò non serve per forza ad affossare il lavoro.
Del genere il film segue tutte le regole: Iomar durante il suo viaggio incontra varie persone, gli capita un po’ di tutto e il percorso serve a far crescere un po’ sia lui che i suoi nuovi amici. Nessuna novità, si diceva, ma è l’ambientazione stessa che regala un punto di valore alla pellicola.
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Nord è una delle piccole sorprese di quest’anno. Passato in concorso all’ultimo Torino Film Festival, “rischiando” di vincere sia il premio come miglior film che il Mouse d’Oro (premi andati poi a La bocca del lupo), il terzo film del norvegese Rune Denstad Langlo è un road-movie ambientato tra le nevi: il protagonista si muove infatti non con una macchina, ma con una slitta.
Iomar è un addetto a un impianto sciistico, ma ormai non vuole più lavorare, soffre di mal di testa e cade sempre più in depressione. Un giorno il suo ex migliore amico si presenta alla sua porta; tempo fa gli ha rubato la ragazza. L’uomo rivela a Iomar che il figlio di 4 anni è in realtà suo figlio. Iomar decide di partire con la sua slitta per arrivare al nord della Norvegia ed incontrare il figlio per la prima volta.
Piccolo, ironico, malinconico: questo è Nord, che arriva nelle nostre sale da venerdì 26 febbraio grazie alla Sacher di Moretti, che l’ha subito addocchiato prima del suo passaggio a Torino durante la prima edizione di Amelio. Dopo il salto, oltre alla fotogallery che già potete vedere, vi aspettano il trailer originale e due locandine, tra cui quella italiana.
Nord: fotogallery, locandine e trailer originale del film di Rune Denstad Langlo



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E’ con una non celata dose di soddisfazione che Gianni Amelio, il direttore del Torino Film Festival, ha pubblicamente dichiarato i primi risultati del Torino Film Market, evento parallelo al festival volto a promuovere la distribuzione italiana dei film selezionati per il festival torinese.
Arrivati al giro di boa festivaliero, sono già diversi i titoli che hanno attirato l’attenzione dei distributori italiani e che si sono garantiti una futura uscita in sala (o per lo meno un home video).
Buone notizie per il cinema italiano, La Bocca del lupo di Pietro Marcello, primo film italiano in concorso, sarà distribuito da Bim e in televisione da Raicinema, che ha comprato anche i diritti di La bella gente, di Ivano De Matteo.
Lo splendido Bronson (di cui vi abbiamo mostrato il trailer tempo fa) del danese Nicolas Winding Refn, una delle più grandi sorprese di questo festival, uscirà con il marchio di una nuova distribuzione, la Movie Inspired.
I film precedenti di Nicolas Winding Refn (il ciclo Pusher e gli altri) sono in trattativa con RaiSat per l’acquisizione televisiva, mentre We Can’t Go Home Again, uno degli ultimi film di Nicolas Ray, inedito in Italia, potrebbe essere acquisito da Fuori orario.
La Sacher Film, del precedente direttore Nanni Moretti, che già distribuisce uno dei film del concorso, Nord del norvegese Rune Denstad Langlo, sta chiudendo l’acquisto di Breaking Upwards, dell’indipendente americano Daryl Wein.
Gianni Amelio è particolarmente soddisfatto perché ritiene da sempre che uno dei compiti fondamentali di un festival come il TFF sia quello di far arrivare i film a un pubblico il più vasto possibile.
Si parla già di Cannes 2010 sul nuovo numero della rivista Variety. La notizia riportata dalla celebre rivista riguarda uno dei registi italiani più amati dalla Croisette, il nostro Nanni Moretti che, dovrebbe terminare il suo nuovo lavoro proprio in tempo per presentarlo al prossimo Festival.
Il film di Moretti si chiamerà Abbiamo il Papa, e il regista sarà anche davanti alle cineprese nel ruolo di uno psichiatra che si occuperà niente meno che del Santo Padre in persona, lavoro richiesto dal consiglio dei cardinali in Vaticano perché il nuovo eletto si sente di assumere le responsabilità della carica. Il film sarà prodotto dalla Sacher Film in collaborazione con la società francese Le Pacte.
Era nell’aria già da tempo, ma ora la notizia è ufficiale. Moretti lascia il Torino Film Festival perché, come spiega in un comunicato apparso sul sito del TFF, “il prossimo anno realizzerò il mio nuovo film e non potrò più garantire la stessa attenzione e lo stesso lavoro al Torino film festival”. E continua “lascio un festival unico nel panorama italiano, che potrà crescere ancora continuando a sostenere il buon cinema indipendente e d’autore”.
Ricordiamo che il regista romano aveva accettato di guidare il Torino Film Festival per un biennio, e visto il successo, il Museo del cinema e l’Associazione cinema giovani gli avevano chiesto di proseguire “nell’opera di consolidamento del prestigio e dell’immagine internazionale del festival”.
Dopo gli scontati ringraziamenti per il suo lavoro, com’era ovvio, non è stato fatto alcun accenno a possibili successori di Nanni. L’unica indicazione - anche questa scontata - è che dovrà operare nel solco tracciato dall’illustre predecessore.