Ha debuttato lo scorso mercoledì nelle sale francesi il film di Safy Nebbou, L’autre Dumas, in cui Gerard Depardieu interpreta Alexandre Dumas (padre), autore simbolo della letterature e della cultura francese. Le polemiche non si sono fatte attendere e da giorni si rincorrono - tanto in rete, quanto sulla carta stampata - accuse di razzismo, occultamento e negazionismo. (Ne hanno parlato anche i cugini di BooksBlog).
Quello che non tutti sanno è che nelle vene dello scrittore de I Tre Moschettieri, La Regina Margot, Il Tulipano Nero ed Il Conte di Montecristo, scorreva un quarto di sangue africano poichè suo padre, un generale dell’esercito Napoleonico, era figlio di un colono francese e di una schiava nera di Saint-Domingue (l’odierna Haiti, allora colonia francese - qualcuno ha letto l’Isola Sotto il Mare di Isabel Allende?) a sua volta nato in schiavitù e successivamente riscattato dal padre. Dumas dovette affrontare in prima persona diverse manifestazioni di razzismo nel corso della sua carriera, ma non si è mai lasciato intimorire dagli insulti. Pare che a un tale che gli rinfacciava le sue origini, abbia risposto: “Lei ha ragione, signore. Mio padre era un mulatto, sua madre era una negra, e sua madre era una scimmia. Dunque, come vede, la mia famiglia è cominciata dove la sua è finita“.
La scelta di Depardieu appare, dunque, quantomeno azzardata. “La scelta di affidare il ruolo di Dumas a Depardieu è stupefacente in un momento in cui la Francia fa grandi discorsi sulla diversità e sulla promozione delle minoranze visibili. Che cosa sarebbe accaduto se Denzel Washington avesse interpretato un grande personaggio bianco della cultura francese?” Secondo la stampa francese, la pellicola rischia di alimentare la frustrazione di quelle minoranze etniche del Paese, nere e marghrebine, relegate al silenzio. La presidente del Centro nazionale del cinema Véronique Cayla, rincara la dose: “siamo in ritardo purtroppo rispetto agli Stati Uniti, un ritardo immenso, la mescolanza della società francese non ha alcun riflesso alla televisione e sugli schermi“.
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Arriva dalla Francia il thriller Mark of an angel (in originale L’Empreinte de l’ange) diretto da Safy Nebbou e che vede nel cast Catherine Frot, Sandrine Bonnaire, Wladimir Yordanoff, Antoine Chappey, Michel Aumont, Sophie Quinton.
Elsa Valentin (Catherine Frot) va a prendere il figlio Thomas alla fine di una festa di compleanno. Qui vede una bambina di sei anni di nome Lola (Héloïse Cunin) e si convince che è sua figlia. Cerca così di diventare amica della piccola e della famiglia. Elsa cosa nasconde? E’ pazza? Perché è così convinta di essere la madre di Lola?
Dopo il salto potete vedere il trailer francese sottotitolato in inglese. Che ne pensate?
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