Il riferimento ovviamente è al soldato Ryan di Steven Spielberg, ma questo Saving Private Perez viene dal Messico (e lì deve tornare dalla guerra in Iraq).
Julian Perez, uno dei più temuti boss del crimine organizzato messicano, si imbarca in una missione suicida che gli viene affidata dall’unica persona che riesce a metterlo in soggezione, sua madre. Insieme a una banda di scombinati criminali, Julian deve partire per riportare a casa il fratello, dato per disperso nella guerra che si sta combattendo tra le lande desolate dell’Iraq.
Il film di Beto Gomez sarà nei cinema americani a partire dal 22 di settembre. In Italia? Difficile prevedere un’uscita da noi, dipenderà dal successo del film sul mercato Usa.
In questi giorni ho guardato The Pacific (qui sopra il trailer), la serie TV trasmessa in America da HBO e in Italia da Sky e prodotta dalla premiata ditta Tom Hanks, Steven Spielberg; la premiata ditta che anni fa rivoluzionò il genere con Salvate il soldato Ryan e produsse Band Of Brothers di cui The Pacific rappresenta una sorta di sequel in parallelo.
Infatti se Band of Brothers era ambientato nello scenario europeo dopo lo sbarco in Normandia, The Pacific illustra le terribili battaglie che si combatterono sul fronte Pacifico (tra cui le tre più dure di tutte: quelle sull’isola di Peleliu, di Iwo Jima e Okinawa) e che resero immortale la fama del corpo dei Marines.
A parte i discutibili eccessi di retorica patriottistica, per un’amante di film di guerra come il sottoscritto la miniserie di oltre 600 minuti resta una ciliegina per gli occhi contenendo alcune delle migliori scene di guerra mai viste su schermo. Un prodotto che per investimenti (200 milioni di dollari) e cura della realizzazione non ha nulla da invidiare a un Kolossal e che è stato trasmesso in TV solo per la lunghissima durata.
Continua a leggere: Vota il miglior film di guerra della storia

Sam Raimi è tornato a parlare del progetto cinematografico legato al gioco di ruolo World of Warcraft. Raimi ha spiegato di essere al lavoro con Robert Rodat (coautore dei Salvate il Soldato Ryan) per la stesura di primo un trattamento della storia, e a suo dire il lavoro sta andando molto bene.
Raimi ha anche aggiunto che il punto di vista attraverso cui sarà raccontata la storia, non sarà troppo distante da quella del videogame. L’avventura sarà ambientata completamente nel mondo di Warcraft e avrà come protagonisti alcuni dei personaggi del gioco.
Raimi ha anche sottolineato di essere un vero appassionato del video game. “Amo il modo con cui la Blizzard ha creato questo mondo virtuale. E’ incredibilmente eccitante e terrificante allo stesso tempo. Mi piace l’idea di far convivere uomini con mostri giganti in panorami da fiaba. Ci sono molti aspetti del gioco che ho molto apprezzato, come le battaglie, i linguaggi differenti da imparare e lo sviluppo esperienziale di ciascun personaggio”.
Attualmente siamo al lavoro per sviluppare una storia solida. Abbiamo steso un documento di una quarantina di pagine, ma ci vuole ancora del lavoro perché possiamo dirci soddisfatti. Dobbiamo trovare altri personaggi e altri filoni per inspessire la trama che ci permetta di creare un’interazione tra i protagonisti e i miti che fondano la macronarrazione del mondo di World of Warcraft.
Insomma, buone speranze per gli appassionati!

Arriva in Italia The Pacific, la miniserie prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks che dopo Salvate il Soldato Ryan e Band of Brothers tornano a raccontare la seconda guerra mondiale con un taglio fortemente cinematografico e un budget da oltre 200 milioni di dollari.
Il pilot della miniserie sarà presentata in anteprima al Telefilm Festival di Milano, venerdì 7 (qui il programma), e sarà proposto da Sky Cinema 1 a partire dal 9 maggio, ogni domenica alle ore 21.
Dopo il continua potete vedere il trailer italiano della miniserie.
Via | TFF 2010

Robert Capa è senza dubbio il più importante reporter della storia della fotografia. I suoi scatti dello sbarco in Normandia hanno permesso a Spielberg di creare il durissimo incipit del suo Salvate il soldato Ryan mentre la foto della morte del miliziano durante la guerra civile spagnola ancora suscita polemiche e discussioni.
Una vita in trincea, in giro per il mondo mettendo a repentagli la sua vita in nome dell’informazione, capace sicuramente di fornire materiale perfetto per un biopic. Questo avrà pensato Michael Mann e la Columbia Pictures che hanno deciso di realizzare un film dedicato al grande fotografo di guerra.
Il progetto avrà come snodo centrale della narrazione in rapporto tra Capa e la fotografa Gerda Taro, da cui nacque una breve ma intensa relazione, Guerra Civile in Spagna. La storia, raccontata dal romanzo Waiting fo Robert Capa di Susana Fortes, sarà adattata per il grande schermo da Jez Butterworth (Birthday Girl).
Fonte | Imdb
Ecco alcune news a bruciapelo provenienti dalla Comic Con di San Diego, alcune vi faranno gioire altre invece vi potranno fare imbestialire…
Jason Bateman sostiene che il film di Arrested Development non è morto.
Il regista Robert Zemeckis ha fortemente dibadito la possibilità di un sequel per Chi ha incastrato Roger Rabbit? dando anche dei dettagli del progetto.
Neill Blomkamp ha confermato che, probabilmente, non dirigerà il film di Halo.
Richard Kelly ha specificato alcune delle motivazioni per cui il suo prossimo progetto sarà “mostruosamente” costoso. (Su questa notizia spero di avere a breve ulteriori novità)
Paul Giamatti e Clancy Brown saranno le voci di un progetto prodottoda David Fincher sull’adattamento cinematografico del fumetto The Goon.
Roland Emmerich ha opzionato lo sceneggiatore di Salvate il Soldato Ryan, Bob Rodat, per adattare il libro della Fondazione di Asimov.
Kevin Smith rischia di dover cambiare il titolo del suo prossimo film, A Couple of Dicks (intraducibile!).
Terminator Salvation (Terminator Salvation) di McG con Christian Bale, Sam Worthington, Moon Bloodgood, Common, Bryce Dallas Howard, Anton Yelchin, Jadagrace, Roland Kickinger, Helena Bonham Carter, Chris Ashworth, Chris Browning, Michael Ironside.
2018. Il Giorno del Giudizio è arrivato. Le macchine costruite da Skynet hanno distrutto gran parte dell’umanità. Il temuto olocausto nucleare ha sancito la vittoria dei robot sul genere umano, ma pochi individui spinti da un estremo coraggio hanno formato un nucleo di Resistenza e combattono per riconquistare la Terra. Come la profezia aveva anticipato, alla loro guida c’è John Connor, sopravvissuto all’attacco dei Terminator. Il futuro però non è più quello che era stato previsto da Connor. Skynet è cresciuto esponenzialmente e le macchine robotiche erano inimmaginabili fino a pochi anni prima. L’attacco finale di Skynet deve essere anticipato dalla Resistenza che ha un’arma di difesa che potrebbe mettere fuori uso le macchine, ma le speranza sono ridotte al minimo. Un uomo, condannato a morte nel passato, arriva al fianco di John Connor, si chiama Marcus Wright, ma nessuno sa chi sia Marcus, nemmeno lui stesso.
Attenzione: la recensione potrebbe contenere degli spoiler.
Al quarto capitolo della serie (probabile inizio di una nuova trilogia, sebbene i risultati al box-office non siano stati esaltanti), il mondo di John Connor fa un salto avanti nel tempo e ci porta in una landa desolata post apocalittica a metà strada tra Omaha Beach di Salvate il soldato Ryan e i deserti infuocati di Mad Max. La fotografia livida, desaturata e quasi in bianco e nero mostra un mondo devastato dall’olocausto nucleare dove le macchine hanno avuto il sopravvento sull’umanità. Un tripudio di rovine, di città devastate dalla furia della guerra, di macchine da guerra robotizzate di proporzioni mastodontiche sono gli ingredienti del minestrone ipertecnologico condito dal regista videoclipparo McG (”autore” di Charlie’s Angels, ma anche dei video di Korn e The Offsprings) capace di costruire un gigantesco e stupefacente baraccone in cui dare fondo agli oltre 200 milioni di dollari di budget con effetti speciali di ogni tipo.
Continua a leggere: Terminator Salvation - La recensione in anteprima
Leggo su ComingSoon che il settimanale americano Entertainment Weekly ha festeggiato i suoi primi mille numeri pubblicando la lista dei “nuovi 100 classici”, ossia i film che hanno avuto più importanza e che sono già dei cult per quanto riguarda l’ultimo quarto di secolo fino ad oggi.
La classifica vede in vetta Pulp Fiction di Quentin Tarantino, cult e classico a tutti gli effetti, che ha superato tutti gli altri film in lista e si riconferma tra i film più amati di sempre. Che dire per quanto riguarda il resto della classifica? Come tale è stilata da persone che hanno dei gusti, quindi è da prendere con le pinze e senza pensarci troppo su.
Però vedere un Lynch al quarto posto fa sempre piacere, anche se non si tratta di Mulholland Drive. Cliccate sui link per leggere tutta la classifica, divisa in quattro parti (prima, seconda, terza e quarta), oppure andate dopo il salto per sapere quali sono le prime 25 posizioni.