Nessun film racconta la follia della guerra come Apocalypse Now e forse nessuna scena riesce meglio a veicolare questo messaggio come quella in cui il tenente colonnello Bill Kilgore (uno splendido Robert Duvall) costringe i suoi uomini a fare surf davanti su una spiaggia del VietNam. La sua frase che rivolta a Willard è diventata una delle citazioni più usate e abusate della storia del cinema:
Mi piace l’odore del napalm di mattino…
Il Supercut di oggi, rende omaggi a questa superba follia da quando è stata pronunciata da Robert Duvall, raccogliendo tutte (o quasi) le sue citazioni cinematografiche successive!
Tempo fa abbiamo riportato la classifica stilata dal sito Chacha secondo cui è Robert De Niro l’attore che sarebbe morto più volte al cinema, con 15 decessi di ogni genere. In classifica a quota 5 c’era anche Sean Bean, ma qualcuno ha voluto vederci chiaro e ha realizzato l’ennesimo Supercut a tema in cui sono raccolte ben 21 suoi trapassi a miglior vita!
Un repentino cambio di vetta in classifica!
I supercut, ovvero i montaggi di scene “a tema” estratte da film di tutte le epoche, sono una vera moda della rete e quasi ogni giorno ne appare una nuova e sempre più sorprendenti. Questa volta si tratta di una maxi raccolta di rapine cinematografiche, un topos che al cinema piace fin dai pionieri del muto e ancora oggi è di grande attualità.
E poi dicono che il crimine non paga!
Attenzione, il video qui sopra genera un allarme spoiler del livello più alto mai raggiunto. Si tratta infatti di un montaggio di oltre settanta scene cult che rivelano qualcosa di fondamentale per un film, dalla prima immagine si riconosce la sequenza finale di Fight Club di David Fincher, dove si scopre qualcosa che cambia la prospettiva di tutto il film.
Se volete mettere alla prova la vostra cinefilia fate scorrere tutto il supercut qui sopra, ma se vi rovina qualche film non dite che non siete stati avvertiti!
Blade Runner è un film di Ridley Scott con Harrison Ford, Rutger Hauer e Sean Young. Che dire di Blade Runner che non sia già stato detto. Un film che in molti giustamente considerano tra i più belli di sempre. Adattamento libero ma geniale di uno dei libri di fantascienza più incredibili di sempre: Do Androids Dream of Electric Sheep? di Philip K. Dick.
Ogni volta che riguardo Blade Runner (ma anche Alien 1), nella mia mente si fa sempre strada una domanda: “Com’è possibile che oggi Ridley Scott faccia film tipo le Crociate e Robin Hood?” Ridley mi sembra propri un raro caso di “invecchiando non si migliora; anzi”. Comunque sia tornando a Blade Runner; scegliere un monologo in questo caso è più semplice che sparare a una portaerei ormeggiata; non c’è da discutere nemmeno per un secondo; in Blade Runner c’è IL MONOLOGO per eccellenza ed è quello qui sopra. A tal punto da essere entrato nell’uso comune a mo’ di battuta: “Ho visto cose che voi umani…” (che in realtà è inesatto) anche grazie alla Gialappa’s che negli anni novanta la rese un tormentone.
Piccolo wiki: leggenda vuole che fu l’attore Rutger Hauer, nei panni dell’androide Roy Batty, a inventarsi queste parole sul momento. In realtà pare non sia così, se non per il finale (che comunque è da pelle d’oca, quindi bravissimo Rutger, quasi quasi ti perdono di aver partecipato a Barbarossa).
Scent of a woman (Profumo di donna) è un film di Martin Brest del 1992 con Al Pacino e Chris O’ Donnell. Ed è il film da cui proviene il monologo che vi presento oggi. Ispirato e tratto dall’omonimo film di Dino Risi del 1974, con Vittorio Gassman protagonista, Scent of a woman è la versione 100% Yankee di quel film, come dimostra questo epico monologo di Al Pacino, assolutamente non previsto nell’originale. Assolutamente prevedibile invece, è la straordinaria interpretazione del tenente-colonnello cieco, Frank Slade che offre Al Pacino.
Vincitore di un Oscar come migliore attore per questo ruolo (Gassman con la sua interpretazione vinse un David e una Palma d’oro) Pacino passò diversi mesi studiando da “cieco” e alla fine riuscì a essere totalmente convincente nel ruolo, come potete vedere in questa scena. Al punto che il regista del film dichiarò: “Ci sono pochi attori tramite i quali Dio si esprime, e Al Pacino è uno di questi.”.
Piccola chicca: riuscite a riconoscere un giovanissimo Philip Seymour Hoffman che appare per pochi secondi in questo video?
Big Kahuna è un film del 2000 di John Swanbeck con Kevin Spacey e Danny De Vito. Il classico film 50% indipendente, 50% mainstream che sembra sempre sul punto di diventare bellissimo ma che alla fine non lo diventa mai e - diciamola tutta - un po’ delude; una cosa però lo salva e lo eleva a una categoria superiore, il monologo finale di Danny De Vito che si protrae fin sopra i titoli di coda: saggio, appassionante e appassionato. Semplice ma efficace, lineare ma poetico; vale il film quasi da solo.
Vi dico la verità, inizialmente l’idea per questa minirubrica sui monologhi era di accorparli tutti in un solo post a mò di classifica, poi, però, ho preferito l’ipotesi di dedicare uno spazio a ciascuno mi è parsa migliore e quindi eccoci qui. Faccio questo preambolo perché, ricontrollando la classifica che avevo stilato all’inizio, questo monologo non c’era e sarebbe stata una grave mancanza.
La cosa che più apprezzo di queste parole è la loro semplicità, magari ovvietà, eppure riescono ad arrivare dritte al punto, ad esprimere qualcosa senza cadere mai troppo nella retorica, dando consigli che suonano davvero saggi, intrisi di nostalgia ma anche così poi - una volta che inizi a guardarti indietro - autentici: in particolare la frase finale, riguardo ai consigli come modo di ripulire il proprio passato e rivenderlo migliore di quanto fosse, la trovo splendida. Non siete d’accordo?
Quinto Potere è un film di Sidney Lumet con Faye Dunaway, William Holden, Robert Duvall e Peter Finch girato nel 1976, nel pieno della potenza mediatica della televisione; il Quinto Potere appunto che il film cerca di indagare raccontando la storia di Howard Beale; licenziato dalla sua emittente per via del basso share. Magistralmente interpretato da Peter Finch, Howard Beale regala alcuni grandissimi monologhi per tutto il corso del film ma questo è - a mio modo di vedere - il migliore, il più forte e il più famoso. Da vedere assolutamente! Urlate anche voi: Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!
Per festeggiare i 50 anni di Asterix, icona del fumetto e del cinema d’animazione transalpino, il grande disegnatore Albert Uderzo e l’intera pattuglia francese (l’equivalente delle Frecce Tricolori) hanno realizzato questo divertente cortometraggio con la regia di Eric Magnan.
Ovviamente il risultato finale lo si deve a un intervento “magico” con il computer, ma lo spirito è quello di una festa. Dopo il continua due scene cult dai lungometraggi dedicati ai mitici Galli!
Continua a leggere: Cortometraggio - La pattuglia francese festeggia i 50 anni di Asterix
Aspettando l’uscita nelle sale di Fame, di cui abbiamo da poco letto la recensione, eccovi una splendida clip da Saranno Famosi, il film del 1980 diretto da Alan Parker con Irene Cara, Eddie Barth, Laura Dean, Gene Anthony Ray, Lee Curreri, Albert Hague.
Gli appassionati di film dedicati alla danza troveranno di che compiacersi, ma i fan del film di Alan Parker credo che faranno meglio a rivedere questo cult piuttosto che a fiondarsi al cinema per la sua rilettura firmata da Kevin Tancharoen. Intanto godetevi il finale del film, tranquillo del fatto che non sarà uno spoiler per nessuno (altrimenti non guardatelo!)