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Tutti gli articoli con tag scienceplusfiction

Encounters at the End of the World: il trailer del film di Herzog

pubblicato da Gabriele C.

Encounters at the End of the WorldEncounters at the End of the World è l’ultimo documentario di quel grande documentarista e autore qual è Werner Herzog. E’ già pronto da un anno, ma nonostante si sia visto da qualche parte in Italia in occasione di varie rassegne (ad esempio a Torino e Milano) non ha ancora una distribuzione italiana. Chi sarà presenta al Science+Fiction a Trieste non si perda comunque la sua proiezione venerdì 14 alle 22.00.

Dopo i successi di tre documentari che Herzog ci ha regalato nel giro di due anni (Il diamante bianco, L’ignoto spazio profondo e Grizzly Man) e dopo l’inedito film di fiction Rescue Dawn, Herzog torna alla sua forma migliore e si reca in Antartide con l’amico e cameraman Peter Zeitlinger per documentare la vita sull’isola di Ross, nella stazione McMurdo.

Le scene subacquee sono di Henry Kaiser, che aveva già inserito ne L’ignoto spazio profondo proprio le sue riprese subacquee girate in Antartide; non solo, ma Kaiser è anche compositore delle musiche e produttore di Encounters at the End of the World. In poche parole, ci aspetta un altro visionario, poetico ed emozionante viaggio firmato Herzog, un vero marchio di qualità. Dopo il salto trovate il magnifico trailer.

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Science+Fiction 08: prime notizie sul festival di fantascienza di Trieste

pubblicato da Gabriele C.

Science+Fiction 08Sono già on line le prime informazioni riguardo l’ottava edizione del Science+Fiction, il festival internazionale della fantascienza che si tiene ogni anno a Trieste. Ancora una volta il festival verrà presentato negli spazi del Cinecity multiplex (Torri d’Europa), dall’11 al 16 novembre. E le prime notizie sono davvero niente male.

Si inizia con un’adrenalinica anteprima, ossia quella di Death Race di Paul W.S. Anderson, e con i primi dieci minuti in anteprima nazionale di Ultimatum alla Terra di Scott Derrickson, con Keanu Reeves. Occhi puntati ovviamente sulla sezione Neon, con venti pellicole “raccolte” in giro per il mondo suddivise tra il Concorso e il Fuori Concorso, dando così un’idea non banale della situazione attuale della fantascienza e dell’horror.

Le prime due pellicole in concorso sono Tres Dias di F. Javier Gutiérrez (Spagna) e Artefacts di Giles Daoust e Emmanuel Jespers (Belgio), ma le notizie più ghiotte riguardano la sezione non competitiva. Si vedranno infatti Chemical Wedding di Julian Doyle, Nightmare Detective 2 di Shinya Tsukamoto, Puffball di Nicholas Roeg, con Donald Sutherland e Miranda Richardson, El Orfanato, prodotto da Guillermo Del Toro e diretto da Juan Antonio Bayona, 20th Century Boys di Yukihiko Tsutsumi, e (sorpresona!) Encounters at the End of the World, il nuovo documentario di Werner Herzog.

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Los Cronocrimenes (Timecrimes) di Nacho Vigalondo avrà un remake

pubblicato da Gabriele C.

Los Cronocrimenes (Timecrimes) - Nacho VigalondoSolo qualche mese fa, a novembre, Los Cronocrimenes vinceva l’ultima edizione di Science+Fiction, il festival della fantascienza di Trieste, confermando, assieme ad un altro paio di pellicole (REC e La Hora Fria), la voglia -nonostante le difficoltà- della Spagna di intraprendere seriamente la strada del cinema di genere.

Giocato tutto sulla questione del viaggio temporale, per cui un uomo ritorna con un apparecchio costantemente indietro nel tempo di un’ora creando un rapporto causa-effetto che sarà sempre più grave, Los Cronocrimenes verrà presentato in questi giorni al Sundance. Ed è di oggi la notizia che la United Artists ha comprato i diritti della bella pellicola di Nacho Vigalondo per farne subito un remake… Il produttore sarà Steve Zaillian, regista di Tutti gli uomini del re e sceneggiatore di American Gangster.

E’ una notizia che è “interessante” soprattutto per vedere quanto i tempi americani dell’acquisizione dei diritti per i rifacimenti siano ormai così veloci da inquietare. Per la serie: è facile che il film arrivi in Italia solo nella sua versione americana. Tornando invece alla versione originale, Los Cronocrimenes è un film che all’inizio può sembrare già visto: ma col proseguire dei “disastri” temporali, l’ingranaggio si fa sempre più avvincente e il puzzle si allarga in modo esponenziale.

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Science+Fiction: vince Los Cronocrimenes di Vigalondo

pubblicato da Gabriele C.

E’ stata una delle pellicole più interessanti di questa settima edizione del Science+Fiction di Trieste. Lo abbiamo visto ieri, era l’ultimo film in concorso ed ha convinto la giuria. Los Cronocrimenes, primo lungometraggio di Nacho Vigalondo, vince quindi il Premio Asteroide; ecco le motivazioni:

“Il film ha pienamente meritato il Premio Asteroide assegnato al Miglior film lungometraggio per la sua capacità di dimostrare che anche con un piccolo budget si possono raccontare delle storie incredibili e straordinarie. Il protagonista della pellicola rivela che per rimanere uomini comuni talvolta bisogna essere simili a dei mostri. E’ un grande esordio per un regista alla sua opera prima.”

Ho seguito il festival, ho visto tutti i film in concorso e sono soddisfatto della scelta: il film è imprevedibile, gioca bene con lo spettatore, ed è pieno di particolari che ad una prima visione sfuggono. Spero arrivi in sala, così potrete giudicare.

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Science+Fiction: quinto giorno

pubblicato da Gabriele C.

REC, visto a Venezia 64, mi aveva divertito ma non ne ero rimasto così entusiasta. Forse, devo ammetterlo, è la mia non simpatia verso Jaume Balagueró (che secondo me, da Nameless a Para entrar a vivir, non ha mai fatto un buon film –e Fragile è il suo peggior lavoro-) che mi ha fatto valutare il film velocemente. Per quello sono andato a rivederlo di nuovo grazie alla sua proiezione al Science+Fiction.

L’ho rivalutato? Già all’epoca avevo detto che non era brutto, e diciamo che ora mi son reso conto di alcune cose. Innanzitutto è un film che dev’essere assolutamente visto in sala, obbligatoriamente; al massimo da soli in casa di notte con le luci spente. REC infatti, girato tutto con camera a spalla, punta solo su due cose: la velocità (e gli 80 minuti aiutano) e i continui balzi sulla sedia. Il film quindi vince la sua scommessa: fa paura, e la seconda parte non si ferma davvero mai.

Per la seconda volta mi sono divertito e ho avuto paura. Trovo poi che la recitazione naturale degli attori sia azzeccatissima per un progetto del genere. Insomma: per me è senza ombra di dubbio il miglior film di Balaguerò, che è regista assieme a Paco Plaza (assieme a lui già in Para entrar a vivir). Perché qui il regista spagnolo fa tutto quello che non ha mai fatto nei suoi primi tre film, abbandonando il ritmo lento e il senso di mistero che sfociava nella noia. La pellicola è uno spasso: speriamo esca in sala, visto che era stata annunciata per settembre…

Ieri al festival è stata la giornata spagnola, dopo quella russa, e continua l’omaggio a Joe Dante. Dopo il salto il resoconto.

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Science+Fiction: quarto giorno

pubblicato da Gabriele C.

Gran bella giornata quella di ieri al Science+Fiction. L’atteso incontro con il grande Joe Dante è stato un gran bel colpo ed ha dato il via ad una bella serie di pellicole. La mia giornata, fra l’altro, è iniziata proprio con uno dei film selezionati dal regista, ossia Small Soldiers. Che è uno dei suoi film più sottovalutati, a cui è stato detto più o meno di tutto, anche che nella sua facile satira nasconde dietro un divertimento per soli dodicenni. Se è così, sono ben felice di essere tornato dodicenne per quasi due orette!

All’epoca non lo avevo visto al cinema, quindi questa è anche una personale rivincita: vedere il film sul grande schermo e in originale ha un grande effetto. Il divertimento, per dodicenni, certo, ma non solo, è enorme, e le idee di regia e sceneggiatura sono tantissime. Che dire della scena delle terribili barbie, delle citazioni dei film di guerra, dei simpaticissimi Gorgoniti e degli odiosi (e in fondo stupidissimi) soldatini?

E’ stata un’occasione per vedere alla prova, con le loro voci originali, anche i bravissimi e giovanissimi attori principali: Kirsten Dunst si rivela ovviamente già dea e brilla di luce propria, e anche Gregory Smith (che probabilmente si ricorderà per essere “il protagonista di Everwood”) non è male. Che continuino pure a sottovalutare la pellicola, che continuino anche a credere che Dante si è fermato già un po’ di film fa, ma Small Soldiers mi diverte ed entusiasma sempre.

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Speciale Science+Fiction: incontro con Joe Dante

pubblicato da Gabriele C.

Dopo l’incontro con Ruggero Deodato, siamo ben lieti di raccontarvi un altro incontro organizzato dal Science+Fiction di Trieste. Con un regista mitico, creatore di mostri e personaggi rimasti nella storia, acido e tagliente in ogni suo film. Stiamo parlando di Joe Dante, a cui è stato consegnato ieri sera il Premio Urania alla carriera.

Il regista ha selezionato per il festival alcune sue opere significative, ossia Gremlins 2, Salto nel buio, Matinée, La seconda guerra civile americana e Homecoming, oltre ad una chicca della sua collezione privata (un montaggio di alcuni trailer creati da lui per alcuni film distribuiti dal suo maestro Roger Corman). Il pubblico e noi di Cineblog lo abbiamo incontrato, per una intervista che ripercorre titoli e passaggi fondamentali della sua carriera. Inoltre, Dante non ha peli sulla lingua, e dice la sua sulla questione dei remake, sugli Studios, e persino sull’amico e collaboratore Spielberg…

Nel 1978, per Piraña si ritrovava nel cast attori come Kevin McCarthy o Barbara Steele: com’è stata questa collaborazione?
Era il mio secondo film, ero ancora inesperto, ma avevo un cast incredibile. Penso che spesso dei bravi attori possano fare lavorare bene anche un regista.

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Science+Fiction: terzo giorno

pubblicato da Gabriele C.

Terzo giorno al Science+Fiction di Trieste, che va avanti piacevolmente tra incontri e visioni di film nuovi e di culto. Il primo film che abbiamo visto ieri è stato Jadesoturi, inserito nella sezione del concorso. Cos’è questa pellicola? E’ una coproduzione finlandese e cinese, ed è costato –calcolato in dollari- quasi 3 milioni: forse il film finlandese più costoso di sempre.

Diretto da Antti-Jussi Annila, il film vede l’unione della tradizione cinese e il più grande poema epico della Finlandia, ossia il Kalevala. Guerrieri solitari e innamorati, figli di fabbri, demoni e combattimenti della Cina di ieri si uniscono alla normalità della Finlandia di oggi, in una storia d’amore e reincarnazione. Sicuramente è un film curioso.

Molto belle le (poche in realtà) scene di combattimento, così come curato risulta l’apparato tecnico, dalla colonna sonora ai costumi. Personalmente non mi sono piaciute alcune cose: il protagonista Tommi Eronen sarà anche bravo, ma trovo che non abbia il “physique du rôle” per fare l’eroe di turno; così come mi sembra abbastanza poco indovinato Markku Peltola (l’uomo senza passato di Kaurismaki) nella sua parte. E poi il film non è che abbia tutto ‘sto bel ritmo…

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Speciale Science+Fiction: incontro con Ruggero Deodato

pubblicato da Gabriele C.

Il Science+Fiction di Trieste propone alcuni incontri con autori di culto: una possibilità per il pubblico di fare direttamente domande a registi e scrittori che hanno a che fare (anche) con la fantascienza.

Il primo incontro che Cineblog vi propone è quello con Ruggero Deodato, ovvero “Monsieur Cannibal”, come lo si definisce ormai da anni. Anche se a lui le etichette non piacciono. Simpaticissimo e disponibile (tra l’altro lo si può vedere anche in sala, appassionato come sempre), ha ripercorso, attraverso le domande degli organizzatori e del pubblico, un po’ la sua carriera e alcuni titoli fondamentali, come Cannibal Holocaust, la pellicola che il regista ha proposto, con la collaborazione di Nocturno, ieri sera…

Tu hai fatto qualche film fantastico, tipo I predatori di Atlantide
Sì, sono anche entrato nel genere più fantastico. Però il mio cinema è più reale, anche se non amo molto le etichette: e quella che ormai mi hanno affibiato è l’etichetta “cannibal”…

Sappiamo che ti piace molto il genere comico, che in Italia però è ostico da affrontare.
Diciamo che per i film comici la figura più importante è appunto l’attore comico. Che quasi sempre comanda, e il regista deve sottostare a lui. Ho preferito abbandonare questo genere e comandare!

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Speciale Science+Fiction: Almaz Black Box, il film sorpresa

pubblicato da Gabriele C.



Intorno agli anni ‘90, il Governo Russo aveva oltre una dozzina di spie-satelliti e stazioni spaziali in orbita. Il 3 novembre 1998 l’Almaz, una stazione spaziale militare russa, ricevette un enorme segnale da un’origine indefinita. Tutto il sistema a bordo iniziò a funzionare male. La stazione perse tutte le comunicazioni con la stazione di controllo di Mosca. Quattro giorni dopo, l’Almaz si frantumò contro l’atmosfera terrestre. Un gruppo di estremisti russi trovò la scatola nera della stazione spaziale prima che il governo russo potesse iniziare l’occultamento… Oggi i contenuti scomodi della scatola nera saranno rivelati.

Di solito il film sorpresa ai festival è un filmone di un regista di culto che ha i suoi fan, e che crea subito gioia e scompiglio fra il pubblico. Di certo il Science+Fiction non è Venezia e non punta di certo ad esserlo: sono due cose diversissime ed è chiaro ai nostri occhi. Comunque il film sorpresa c’era anche al festival della fantascienza di Trieste, e ieri alle 20.00 finalmente abbiamo scoperto di cosa si trattava.

Partiamo da una breve spiegazione sul termine, in questo caso, di film sorpresa: la pellicola è stata presentata sotto questo nome non tanto per la sorpresa, ma perché i problemi nel farlo vedere sono stati tanti e la pellicola ha scatenato non poche polemiche. Almeno così ci è stato spiegato. Ma il tema, il mistero, la presunta veridicità di ciò che abbiamo visto ieri ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta.

Dopo il salto vi svelerò tutto.

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