È uscito ieri in Francia l’ultimo film del filippino Brillante Mendoza, ovvero Lola. Il film è stato presentato come secondo film sorpresa a Venezia 66 (il primo era My Son, My Son, What Have Ye Done di Herzog, in concorso con due opere nella stessa edizione), a soli quattro mesi di distanza dal Festival di Cannes che aveva in concorso un altro film di Mendoza, l’oscuro e discusso Kinatay, vincitore tra l’altro del Premio per la Miglior regia.
Un ragazzo è stato ucciso: la nonna ora vuole pagare tutti i costi del funerale. Intanto un’altra nonna vuole far uscire di prigione il nipote: si tratta dell’assassino del primo ragazzo. All’inizio separate per forza dagli eventi, ma in realtà accomunate dallo stesso modo di “vivere” la città, le due nonne si troveranno man mano più vicine…
Lola (ovvero “nonna”) è sicuramente meno cupo e meno agghiacciante di Kinatay, e anche meno scandaloso di Serbis, ma è un film molto bello e che ha convinto anche i critici che hanno sempre odiato Mendoza.
Dopo il salto trovate il trailer.
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La Palma d’Oro di quest’anno avrà un peso politico: parola del Presidente della Giuria Sean Penn. Non avevamo dubbi. Il fatto è che la maggior parte dei film in concorso quest’anno a Cannes sono pellicole ancorate disperatamente alla realtà; molte raccontano digrazie, corruzione e verità della propria terra, oppure si indaga su miti che pesano nella Storia, o si scava su drammi più esistenziali connessi all’attualità.
Una Palma d’Oro difficile da stabilire in anticipo, quindi, anche per chi a Cannes c’era. Facendo una scrematura veloce, sarebbero una dozzina i film che aspirerebbero o alla Palma d’Oro o ad un premio. Tra Eastwood e Salles, anche i due italiani e due francesi, oltre ai Dardenne. In una edizione che ha fatto scattare molti applausi per una cerchia “ristretta” di film e anche qualche silenzio (se non fischi…) per altri, cerchiamo di delineare le possibilità che ciascun film ha di vincere.
Noi cercheremo di darvi tutti i premi il più velocemente possibile, “possibilità” permettendo. Intanto facciamo il nostro Toto-Palma.
24 City - Jia Zhang Ke: ha fatto parlare di sè, e ha persino commosso. Dopo il Leone d’Oro per Still Life, potrebbe essere Palma d’Oro per Jia.
Adoration - Atom Egoyan: ha diviso la critica, e nessuno lo segnala né tra i peggiori film del festival né tra i migliori. Non dovrebbe essere un “pericolo” per altri film in gara.
Continua a leggere: Festival di Cannes 2008: conclusioni e toto-Palma

Per la prima volta in concorso a Cannes, il filippino Billante Mendoza porta un film che non è di certo passato inosservato, facendo discutere e dividendo nettamente la critica. Con una carica erotica (e omoerotica) alta, con fellatio ben visibili e nudità che non danno spazio al vedo-non-vedo, Serbis significa letteralmente “servizio”.
Siamo in una sala cinematografica, gestita dalla famiglia Pineda, capitanata dalla vecchia Nanay Flor. La sala è un cinema per adulti, chiamato non a caso “Family”, e tutti i componenti della famiglia fanno qualcosa. C’è chi addirittura offre “servizio” ai clienti per portare qualcosa in più a casa, trasformando il cinema porno praticamente in un bordello…
Sembra di essere tornati all’anno di Shortbus, che tanto fece parlare a Cannes 59. Si tratta di un film filippino e di un film facilmente “scandaloso”: sarà difficile trovare Serbis in Italia…
Dopo il salto trovate una breve clip del film.
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Questa mattina, subito dopo la conferenza stampa, vi abbiamo dato un assaggio del programmone della 61a edizione del Festival di Cannes. Commento a caldo: grandi nomi. Commento a freddo: leggendo attentamente il programma, c’è da scommettere sul serio sulla grandezza di questa edizione, anche dopo quella ottima dell’anno scorso. Con questo post ci concentreremo sui film in concorso, per dedicarci successivamente al resto del programma.
I titoli sono 19, ma potrebbero anche essere 20: infatti ce n’è uno che vale doppio. Si tratta di Che di Steven Soderbergh, che ritorna in concorso sulla Croisette dopo la Palma d’Oro conquistata con Sesso, bugie e videotapes e la partecipazione nel 1993 con Piccolo grande Aaron. Che è la “fusione” di The Argentine e Guerrila, i due film che l’autore americano ha diretto sulla figura del comandante Che Guevara, interpretato da Benicio Del Toro. Il montaggio di più di 4 ore sarà quindi presentato a Cannes, ma si presume che in sala lo si vedrà spezzato, così come lo aveva pensato Soderbergh.
Secondo e ultimo nome americano è quello di Clint Eastwood con Changeling, mentre l’Italia sarà ottimamente rappresentata dagli attesi Il divo di Paolo Sorrentino e Gomorra di Matteo Garrone. Torna Walter Salles, che dopo il successo de I diari della motocicletta (sulla gioventù del Che) è per la seconda volta in concorso, mentre Jia Zhang Ke “tradisce” la lunga collaborazione con Venezia e torna a Cannes dopo sei anni d’assenza in competizione. Da non sottovalutare poi la presenza di Charlie Kaufman col suo primo lungometraggio. Altri nomi? Trovate tutti i titoli dopo il salto.