La sezione Rapporto Confidenziale del Torino Film Festival, che lo scorso anno era dedicata all’horror contemporaneo e due anni fa ha portato all’attenzione del pubblico le opere di Nicolas Winding Refn (poi vincitore della Palma d’Oro per la regia a Cannes 2011 con Drive), quest’anno è dedicata al regista giapponese Sion Sono, le cui opere sono per lo più inedite in Italia, se escludiamo il passaggio in concorso a Venezia di Himizu.
Ed è proprio Sion Sono, per quanto mi riguarda, la vera sorpresa di un festival che si è chiuso ieri (ecco i premi assegnati) e che come ogni anno ha regalato agli spettatori film stupendi, film orribili e film interessanti, ma (quasi) sempre dotati comunque di quello spirito libero e indipendente che rende quello di Torino, secondo me, il miglior festival d’Italia (ammetto che c’è una grossa componente emotiva in questo giudizio).
Ma veniamo all’autore giapponese. Nato a Toyokawa nel 1961, Sion Sono si muove all’inizio nel campo della poesia, scrivendo le sue opere anche in forma di graffiti sui muri della città. Mentre fotografava questi graffiti, racconta il regista stesso nell’intervista raccolta all’interno del catalogo del festival, si chiese cosa sarebbe successo se ci avesse aggiunto il movimento. Approda così al cinema con una serie di film sperimentali e d’avanguardia, il primo dei quali, intitolato significativamente I am Sion Sono! (Ore wa Sono Sion da!, 1985, 37′) lo fa notare al PIA Film Festival.

L’unico desiderio del quattordicenne Yuichi Sumida è diventare un uomo comune. Conduce un’esistenza tranquilla nel noleggio di barche della sua famiglia assieme alla madre, che lo trascura. La sua compagna di classe Keiko Chazawa ha invece l’unico desiderio di trascorrere la vita con una persona amata; è innamorata di Sumida, nonostante lui la percepisca come un fastidio. Il padre del ragazzo torna a casa solo quando è ubriaco e ha bisogno di soldi, e ogni volta sottopone il figlio a violenze fisiche e verbali. Sua madre peggiora la situazione scappando con l’amante e lasciando il figlio da solo. Finché una sera il padre ubriacone si ripresenta dal ragazzo, lo maledice per essere nato e come sempre si augura che muoia: la reazione del figlio cambierà tutto per sempre…
Una ventina di titoli in vent’anni, eppure in Italia non è mai stato distribuito nulla di suo (strano…). Certo, il cinema di Sion Sono non è per tutti i gusti, ma è uno dei registi nipponici di culto per cui varrebbe la pena recuperare qualcosina (chi andrà a Torino quest’anno non si perda la sua retrospettiva). Ultimamente Sono è in piena forza: l’altr’anno a Venezia c’era il bellissimo Cold Fish in Orizzonti, poi è andato a Cannes alla Quinzaine des réalisateurs con Guilty of Romance che speriamo appunto di recuperare a Torino, e torna dopo solo qualche mese a Venezia in concorso con Himizu. Che sarà tra l’altro il primo titolo del regista ad uscire in sala da noi grazie alla Fandango.
Il nuovo Sion Sono è tratto da un manga firmato da Minoru Furuya, che in qualche modo contiene al suo interno una serie di nuclei tematici che sembrano lì apposta per essere sviluppati dal regista. Che ha uno degli sguardi più complessi e particolari del panorama giapponese contemporaneo, ed anche per quello, come si diceva prima, non è per tutti i gusti. Con Himizu il regista riconferma la sua carica visionaria capace di penetrare nei meandri della mente dei suoi personaggi, attraverso uno stile esagerato e grottesco che distorce la realtà solo per ridarcela in modo ancora più verosimile, forse, rispetto a stili più realisti.
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Uno dei quattro titoli orientali in concorso alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è il giapponese Himizu, l’ultimo lavoro di Sion Sono. Un regista originale e spesso spiazzante che ultimamente sta lavorando davvero sodo: un anno fa era al Lido con l’ottimo Cold Fish nella sezione Orizzonti, pochi mesi fa era alla Quinzaine des Réalisateurs con Guilty of Romance, e adesso si ritrova nuovamente a Venezia in gara per il Leone d’Oro, con un film tratto da un manga firmato da Minoru Furuya. Ecco la lunga sinossi ufficiale riportata sul sito della Biennale:
L’unico desiderio del quattordicenne Yuichi Sumida è diventare un uomo comune. Senza nutrire sogni ambiziosi e sperando solo di vivere senza dare fastidio a nessuno, conduce un’esistenza tranquilla nel noleggio di barche della sua famiglia assieme alla madre, che lo trascura. La sua compagna di classe Keiko Chazawa ha invece l’unico desiderio di trascorrere la vita con una persona amata. La ragazza ha una cotta tremenda per Sumida e trova la felicità nell’averlo conosciuto nonostante lui la percepisca come un fastidio. Il padre di Sumida torna a casa solo quando è ubriaco e ha bisogno di soldi, e ogni volta sottopone il figlio a violenze fisiche e verbali. Sua madre peggiora la situazione scappando con l’amante e lasciando il figlio da solo. Chazawa cerca disperatamente di risollevare l’umore di Sumida, che già sta rinunciando a vivere, e in qualche modo sembra che la situazione si tranquillizzi… Ma una sera il padre ubriacone si ripresenta dal ragazzo, lo maledice per essere nato e come sempre si augura che muoia. Il figlio non riesce più a trattenere la rabbia e la tristezza e, d’impulso, uccide il padre. Rendendosi conto di non avere più possibilità di diventare la persona che ha sempre desiderato essere, “normale e comune“, Sumida sviluppa l’ossessione di prendere misure contro membri della società potenzialmente più malvagi di lui ed è gradualmente assorbito da un mondo di follia e disperazione. Chazawa, che ha notato il suo cambiamento, cerca di riportarlo al suo normale stato mentale. Riuscirà il ragazzo a realizzare il suo nuovo desiderio oscuro o la sua anima guarirà e vedrà l’alba della sua nuova vita assieme a Chazawa?
Interpretato da Shôta Sometani, Fumi Nikaidô, Tetsu Watanabe, Mitsuru Fukikoshi, Himizu scenderà in campo il 6 settembre. In attesa della nostra recensione e di un primo trailer, ecco per voi una gallery di foto. Vi ricordiamo inoltre che Sono sarà il protagonista di una retrospettiva del prossimo Torino Film Festival, nella sezione Rapporto Confidenziale che ha già ospitato Nicolas Winding Refn e l’horror contemporaneo.
Festival di Venezia 2011: sinossi ufficiale e gallery di foto per Himizu di Sion Sono




Geniale, “scorretto” e irresistibile. Questo è Sion Sono, regista giapponese al centro della prossima retrospettiva del Rapporto Confidenziale del Torino Film Festival. In attesa di (ri)gustarci i suoi precedenti film, ecco che viene presentato oggi al 64. Festival di Cannes, all’interno della Quinzaine des réalisateurs, il suo ultimo, attesissimo noir Guilty of Romance.
Poco prima dell’inizio del 21° secolo, avviene un omicidio raccapricciante a Maruyama-cho, Shibuya, distretto famoso per i suoi motel ad ore. Una donna viene trovata senza testa in uno squallido appartamento. Da qui inizia la storia di tre donne e delle loro vite, narrate attraverso la lente del sesso, delle parole, della follia, della morte e della famiglia.
Un film che provoca tutti i sensi, ci dice la sinossi ufficiale del film. E noi non vediamo l’ora di vederlo. In attesa, piatto ricco per i fan di Sion Sono: ecco infatti teaser trailer, qui sopra, e tre imperdibili clip, dopo il salto, di Guilty of Romance.
Continua a leggere: Cannes 2011: teaser trailer e 3 clip di Guilty of Romance di Sion Sono

Mentre sale ormai alle stelle la “febbre” da Cannes, e mentre è partita la caccia ai papabili titoli per la prossima Mostra di Venezia, ecco arrivare la prima, interessante notizia dal Torino Film Festival, che si terrà quest’anno dal 25 novembre al 3 dicembre. E i fan del cinema giapponese non potranno che goire: la sezione Rapporto Confidenziale sarà interamente dedicata alla filmografia di Sion Sono.
Classe 1961, amante della poesia fin da giovanissimo, il regista giapponese esordisce nel 1991 con Bicycle Sighs, gran successo in Giappone. Nel 2001 dirige uno dei suoi film più famosi ed acclamati, ovvero Suicide Circle, che tratta il tema dei numerosi suicidi in Giappone. All’ultima Mostra di Venezia ha presentato l’ottimo Cold Fish in Orizzonti. Così lo descrive il comunicato stampa del TFF: “visionario, provocatorio e torrenziale, Sion Sono mescola psicanalisi e Grand Guignol, mélo e cultura pop, horror e politica, serial killer e dark ladies”. Per chi ci sarà, un’occasione ghiotta per ripassare la sua filmografia o scoprire un grande autore.
Ancora non si sa se il suo ultimo Guilty of Romance, che sarà presentato a Cannes nella Quinzaine des réalisateurs, sarà presente al festival, ma crediamo sia una possibilità da non escludere. La sezione Rapporto Confidenziale nasce nel 2009 all’interno del Torino Film Festival per proporre un focus su un regista o un genere: la prima volta ci si è concentrati sul danese Nicolas Winding Refn, mentre l’anno scorso sul New Horror dell’ultimo anno.

È bella e ricca la selezione della 43. edizione della Quinzaine des réalisateurs, sezione collaterale che si terrà al Festival di Cannes dal 12 al 22 maggio. E proprio tra i film, presentati dal direttore Frederic Boyer, si possono trovare alcuni titoli che si pensava potessero essere nella selezione ufficiale del festival francese, e che a sorpresa sono finiti proprio dentro la Quinzaine, che come vi abbiamo già detto ospiterà l’esordio di Alice Rohrwacher, Corpo Celeste.
21 lungometraggi, 14 corti e 4 proiezioni speciali: questi i numeri della selezione ufficiale, tutta da scoprire. Tra i nomi che erano attesi a Cannes, magari in concorso, spunta qui il nome di André Téchiné con il suo atteso Impardonnables. Adattamento del romanzo di Philippe Djian, il film racconta una storia d’amore ambientata a Venezia (non a caso in molti si aspettavano di vedere la pellicola al Lido…) tra una giovane donna ed uno scrittore, la cui famiglia è stata uccisa.
Il film d’apertura è La Fée, commedia belga dagli autori del delizioso Rumba, ovvero Dominique Abel, Fiona Gordon e Bruno Romy. L’America è rappresentata da Liza Johnson, al suo esordio nel lungometraggio con Return, che ha tra gli interpreti Linda Cardellini e Michael Shannon: la storia è quella di una donna che torna al suo paese d’origine dopo un lungo viaggio, convinta di ritrovare la sua vecchia vita, ed invece tutto sembra cambiato. Tra le proiezioni speciali spunta invece il nome di Sion Sono con Koi no Tsumi (Guilty of Romance): altro nome atteso dai fan a Venezia, dove l’anno scorso il regista aveva presentato l’ottimo Cold Fish.
Dopo il salto trovate il programma completo.
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