
Quasi una comunicazione di servizio per cinefili “domestici”. Tra le notizie dei telegiornali estivi abbiamo sentito che la Rai non ha rinnovato la concessione dei suoi canali satellitari alla piattaforma Sky in vista del lancio del nuovo servizio (gratuito) di Tivù Sat.
Non ho mai capito perché pur pagando il canone tutti gli anni, non disponendo di un abbonamento alla televisione di Ruperth Murdoch non potevo ricevere in altro modo i canali prodotti dal marchio Raisat, in particolare Raisat Cinema. La notizia di servizio di oggi, di cui probabilmente qualcuno si sarà già accorto, è che dal giorno dello switch off dei canali satellitari da Sky, questi sono disponibili on-line sul sito Rai.tv da cui è possibile accedere alle dirette dei canali (inizailmente erano solo i canali terrestri, RaiNews24) e soprattutto Raisat Cinema, rendendo così disponibile a tutti i film, i programmi e le dirette (come dal prossimo Festival di Venezia) del palinsesto.
Finalmente una buona notizia da Mamma Rai…
PS: il sito di Raisat è in fase di manutenzione, probabilmente ritornerà disponibile con il riassetto delle trasmissioni satellitari. Speriamo che non influisca sulla diffusione on-line dei canali.

Il 2008 sta per finire, e noi in redazione stiamo già ripensando a quest’annata cinematografica. Film del cuore, film da buttare, tendenze, stili, riflessioni, film poco calcolati, mal distribuiti o distribuiti troppo. Se c’è qualcosa che però si può dire subito è che il 2008 verrà ricordato come l’anno in cui due autori, i cui lavori sono sempre stati regolarmente distribuiti in sala, si sono trovati nel nostro paese relegati in un angolino.
E - attenzione - si sta parlando di due registi americani importanti, che piaccia o meno: Oliver Stone e Brian De Palma. I loro due ultimi lavori sono due opere “strane”, per diversi motivi l’uno dall’altro, e due film a loro modo importanti. W. è il terzo film che Stone dedica, dopo i riusciti JFK - Un caso ancora aperto e Gli intrighi del potere - Nixon, ad un presidente americano, ossia George W. Bush; Redacted è il secondo film “di guerra” di De Palma, vicino per soggetto al precedente Vittime di guerra ma lontano nello stile e nelle intenzioni.
Una commedia sull’ormai ex-presidente repubblicano e un film teorico, quindi. Redacted, Leone d’Argento a Venezia nel 2007, è uscito a pagamento a marzo su Sky Prima Fila e dal 3 dicembre è uscito in dvd. W., film d’apertura all’ultimo Torino Film Festival, è stato acquistato da Barbara Dall’Angelo, presidente della Dall’Angelo Pictures, che lo distribuirà direttamente in homevideo, ma dopo un passaggio su La7.
Continua a leggere: W. di Stone su La7 e Redacted di De Palma su Sky: il cinema direttamente in tv

Il romanzo scritto da Giancarlo De Cataldo nel 2002 ha ricevuto il premio Scerbanenco al Noir in Festival di Courmayeur nel 2003. Nel 2005 è diventato un film di grande successo, diretto da Michele Placido. Oggi, il Libanese, il Freddo, il Dandy, Patrizia e il commissario Scialoja, sono pronti a tornare sullo schermo grazie a Cattleya ed a Sky, protagonisti di una serie di dodici episodi in onda da domani sera, lunedì 10 novembre.
In momenti e per motivi diversi, della serie diretta da Stefano Sollima e realizzata con la supervisione artistica di Michele Placido, hanno già parlato i colleghi di CrimeBlog e quelli di TvBlog. Per chi non dovesse conoscerne la trama, Romanzo Criminale racconta un piccolo pezzo della storia recente del nostro Paese, l’ascesa e la caduta del piccolo impero criminoso della Banda della Magliana, protagonista delle pagine di cronaca nera tra gli anni 70 ed 80 a Roma.
Non ci sono più Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Stefano Accorsi, Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca a dare volto ed anima ai protagonisti, ma un altrettanto ottimo cast di volti nuovi, giovanissimi, che vengono dal teatro e che faranno sicuramente parlare di loro. Abbiamo visto in anteprima per voi i primi due episodi della serie e…
Siamo sicuri che vi ricorderete di Quo vadis, baby? Film in digitale di Gabriele Salvatores con Angela Baraldi. Adesso Sky cinema e Colorado film stanno producendo una miniserie tv di sei puntate che andranno in onda a partire dal 21 aprile 2008 proprio su sky.
Tutta la serie, ambientata a Bologna, sarà incentrata sul personaggio di Giorgia Cantini (Angela Baraldi), un’investigatrice privata scontrosa, ribelle e istintiva e il suo viaggio nella provincia italiana, fra giovani disillusi e manager corrotti, che non scopriremo essere così tranquillizzante.
La produzione sembra essere a tutti gli effetti cinematografica, come anche la regia, affidata a Guido Chiesa (lavorare con lentezza) e quindi non poteva che suscitare la nostra curiosità.
Dal canto nostro vogliamo segnalarvi il blog, la pagina su flickr e il canale di youtube.
Non vorrei sbagliarmi, ma credo che sia il primo film italiano con una promozione così capillare sulla rete, pollice su. A seguito gustosissime anteprime dal set.
Ci arriva la segnalazione di una diatriba cinematografica insorta sulle pagine de Il Manifesto. Vediamo di raccontarvela dall’inizio. Dunque, prima di tutto riportiamo le parole di Cesare Petrillo della Teodora film distribuzione:
Cari amici, venerdi 28 settembre, in occasione della proiezione seguita dalla conferenza stampa di Angel, ho fatto una breve introduzione in cui lamentavo la quasi sparizione del cinema d’essai in Italia. Dicevo infatti che a parte i film americani a budget miliardario, e alcune produzioni italiane della Medusa e di Rai Cinema, il resto sta scomparendo. Ancora qualche anno fa vedevamo grazie allo sforzo di tante compagnie film mediorientali, scandinavi, sudamericani, orientali, spagnoli, tedeschi francesi eccetera. Da qui a Natale, a parte Ozon, Denis Arcand, Ai confini del paradiso, Irina Palm e il libanese Caramel il cinema d’essai è finito. Il manifesto del giorno dopo mi chiedeva di spiegarne le cause. Tra queste, sostenevo la mancanza di interesse di Sky che in situazione di monopolio tende a comprare esclusivamente alle grandi compagnie e comunque cinema da grandi numeri, avendo quasi azzerato il metodo Tele+ di programmare sia Vacanze di Natale di De Laurentis che Rosetta dei Dardenne.
Questa mia dichiarazione non è affatto piaciuta a Sky (mentre tutti gli altri, non sentendosi in colpa, mi hanno ignorato). Con gran coda di paglia, il responsabile comunicazione di Sky Tullio Caviglieri ieri sullo stesso manifesto mi ha preso per il culo, asserendo che mi piacerebbe vedere instaurato un sistema di quote per cui in discoteca si ascolta anche musica azera e caucasica e le sale si dovrebbero riempire di film africani. A questo attacco grossolano e razzista, ho risposto oggi sul manifesto. Inoltro a tutti questa “amorosa” corrispondenza sperando che qualcuno che ancora crede ai diritti delle minoranze, alla libertà di pensiero e di parola, alla diffusione di tutta la cultura e l’arte oltre a quella dominante, si decida a schierarsi contro il regime di monopolio. Per fortuna ancora siamo in democrazia.
Per dare a tutti voi la possibilità di capire riportiamo di seguito i tre articoli e vi invitiamo ad una (pacata) discussione sul Cineblog.
Continua a leggere: Il cinema d'essai: diatriba su Il Manifesto
Gabriele Salvatores dopo aver girato il suo amato-odiato ‘Quo vadis Baby’ secondo ansa avrebbe in mente un altro progetto annesso alla pellicola.
‘Quo vadis baby?’, già dal libro di Grazia Verasani, diventa una fiction televisiva.
Sei mini puntate da 90 minuti di cui lo stesso Salvatores è direttore artistico saranno prodotte prossimamente da Sky.
Lo stesso Salvatores ha annunciato che le riprese inizieranno intorno alla prossima estate. Sulla regia tutto tace ancora…
fonte: ansa.it