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Tutti gli articoli con tag sleuth

E' morto Harold Pinter

pubblicato da Gabriele C.

E' morto Harold PinterE’ morto ieri all’età di 78 anni lo scrittore e drammaturgo britannico Harold Pinter, Premio Nobel per la letteratura nel 2005; lo ha annunciato oggi la moglie Antonia Fraser. Per il cinema ha scritto alcune sceneggiature, spesso tratte dalle sue più celebri commedie teatrali, come The Caretaker di Clive Donner, Festa di compleanno di William Friedkin, Ritorno a casa di Peter Hall, e Betrayal di David Hugh Jones.

Per quest’ultimo ottenne la sua seconda candidatura agli Oscar dopo quella ottenuta due anni prima nel 1981 per lo script de La donna del tenente francese di Karel Reisz. E’ stato un autore molto discusso, anche criticato, fino all’ultimo: basta vedere la sua ultima sceneggiatura cinematografica, ossia quella di Sleuth - Gli insospettabili, ultimo film di Kenneth Branagh, accusato da molti di aver ridotto a mero gioco intellettuale il grande film di Mankiewicz di cui è un rifacimento.

Lo abbiamo ovviamente ricordato per il teatro e per il cinema, ma Pinter ha lavorato anche per la radio e per la tv (anche i cugini di TvBlog ricordano l’autore in un loro articolo), mai nascondendo la sua passione politica e la sua ideologia anti-bushista.

Dopo il salto trovate una scena tratta da Sleuth, in cui si vede bene l’impostazione dichiaratamente teatrale (e personale) voluta da Pinter e Branagh.

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Le colonne sonore del 2007 da non perdere

pubblicato da Gabriele C.

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert FordSe dovessi pensare alla colonna sonora che più mi ha colpito in questo 2007 direi senza dubbio quella de L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. Se poi dovessi pensare a quale continuo ripetutamente ad ascoltare, senza annoiarmi mai, direi quella di Grindhouse - A prova di morte, magari intervallata da qualche brano di Planet Terror, soprattutto il suo Main Titles (in realtà anche il vero tema principale dell’intero progetto Grindhouse).

Per quanto riguarda le musiche dei film, il 2007 è un anno tutto da ascoltare e riscoprire. Non basterà certo un nostro post per riassumere tutte le soundtrack più belle dell’anno, però è uno spunto, una libera visione per ripercorrere l’anno cinematografico dal punto di vista delle note. Quelle che leggerete subito qui sotto sono le scelte di una persona sola, non di tutta la redazione, e non sono per questo oggettivamente le più rappresentative del 2007: anche perché molti film non li ho visti e alcune colonne sonore non le ho sentite. Ecco quindi le 15 colonne sonore da non perdere.

L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik - Musiche di Nick Cave e Warren Ellis
La soundtrack più emozionante dell’anno. Nel bel film di Dominik, la parte tecnica è inattaccabile. La cosa migliore, comunque, resta la musica: provare per credere con il brano Song for Jesse, sospeso quasi in un limbo onirico, o Rather Lovely Thing, la prima traccia del cd. Ma il momento più alto resta What Must Be Done, che conquista chi ha visto il film, chi l’ha amato, chi l’ha odiato e chi non sapeva della sua esistenza. Non manca qualche brano più energico, ma il clima resta quello della malinconia.

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Dal 09 novembre al cinema

pubblicato da Gabriele C.

Due film italiani in uscita questo weekend, entrambi con Cristiana Capotondi. Contenti maschietti? Ah, e c’è anche una coproduzione italo-americana: questo The Minis, doppiato ottimamente da….. Fabio Cannavaro, Ciccio Graziani, Francesco Toldo, David Suazo, Dan Peterson e Louis Figo. Horror.
Vabbeh, pensiamo ad altro. Escono alcuni film passati ultimamente nei festival più importanti: Fatih Akin ci propone il suo Ai confini del paradiso, con il quale ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura a Cannes 60; Il passato di Hector Babenco con Gael García Bernal si è visto invece alla seconda Festa di Roma; e poi c’è Sleuth, uno dei film preferiti del sottoscritto a Venezia 64, con due formidabili Caine e Law.
In più vi abbiamo raccontato in anteprima anche Lo spaccacuori, atteso (ma, a detta dei più, ancora deludente) ritorno dei Farrelly.

Andiamo a vedere questi sette film in uscita da oggi nelle nostre sale.

Ai confini del paradiso: le storie di sei personaggi s’intrecciano tra Germania e Turchia, ad iniziare da quella di Nejat, che non accetta la relazione fra suo padre e la prostituta Yeter, che manda i soldi guadagnati alla figlia Ayten perchè si paghi gli studi universitari in Turchia. Ayten, un’attivista politica, fugge in Germania, dove viene ospitata da Lotte, la cui madre non vuole sapere di avere in casa la ragazza… Dopo l’Orso d’Oro per La sposa turca, ecco il secondo “episodio” della trilogia di Fatih Akin; Ai confini del paradiso rappresenterebbe nella trilogia la morte. Miglior sceneggiatura a Cannes 60.

Come tu mi vuoi: lei è la tipica secchiona bruttina che non nota mai nessuno; lui è il tipico fighetto che le chiede aiuto per la scuola. Lei, innamorata di lui, si “trasforma” letteralmente: ora è lui a cascare ai suoi piedi… Nuova commedia adolescenziale italiana, con la coppia del primo Notte prima degli esami, Cristiana Capotondi e Nicolas Vaporidis. Dirige Volfango De Biasi. Più di un dubbio sull’idea originale, già presente in Kiss me di Iscove.

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Sleuth - Gli insospettabili: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

Sleuth - Gli insospettabili (Sleuth, Gran Bretagna / USA, 2007) di Kenneth Branagh; con Michael Caine, Jude Law.

Nel 1972 Joseph L. Mankiewicz chiudeva la sua carriera registica con un singolare giallo da camera, in cui metteva a confronto due generazioni di attori, e di conseguenza due diverse capacità di approccio alla recitazione: da una parte avevamo Laurence Olivier e dall’altra Michael Caine, in un incontro/scontro che teneva incollati allo schermo per quasi due ore e mezza. Nel 2007, Kenneth Branagh decide assieme a Jude Law di riportare sullo schermo Gli insospettabili.

Scelta del regista: chi meglio di Branagh, il “regista del Bardo”, per portare al cinema una storia dall’impianto fortemente teatrale? Scelta del secondo attore: perché non richiamare Michael Caine, però questa volta nel ruolo che fu di Olivier nell’originale? Così, Jude Law si trova, dopo Alfie, a dover “risfidare” Caine, in un ruolo che in gioventù gli era appartenuto.
A Venezia avremmo scommesso su di lui per quanto riguarda l’Osella alla migliore sceneggiatura. Non ha vinto Harold Pinter, ma Paul Laverty: siamo felici ugualmente. C’è da dire che Pinter sfiora, per quanto riguarda i dialoghi, la perfezione: tra frecciatine a noi italiani (che non amiamo la cultura: tutto il Lido, con grosse risate e fortissimi applausi, approva), frasi ammiccanti e battute incalzanti, c’è da stare più che felici.

Tra l’altro, questa nuova versione di Sleuth dura quasi la metà dell’originale: sembrerà una scelta azzardata, e invece è questo che rende il film di Branagh un film godibilissimo e probabilmente uno dei suoi film migliori. I tempi si fanno più brevi, il che non significa che c’è meno cura per i personaggi e meno cura per le situazioni, tutt’altro: Sleuth parte da Gli insospettabili, di cui rispetta i primi due terzi, per andare altrove, per osare e per differenziarsi.

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Ratatouille batte nuovamente tutti!

pubblicato da dr. apocalypse


Ormai anche in Italia è Ratatouille mania!

Il topolino Pixar agguanta altri 4 milioncini di euro, arrivando all’incredibile totale di 14 milioni!
Il traguardo dei 20, ancora lontano, sembra esser sempre più alla portata, per un risultato fino ad un mesetto fa obiettivamente impensabile.
Alle costole del topolino ci si mette l’ottimo The Bourne Ultimatum, con 2.187.906,65 euro incassati in 4 giorni di programmazione.

Deludente esordio, possiamo dirlo senza ombra di dubbio, per Dario Argento e la sua terribile Terza Madre.
Lanciato in pompa magna dalla Medusa, con un lunghissimo ponte a disposizione da poter sfruttare, oltre all’uscita straordinaria nella notte di Halloween, il film di Argento incassa appena 1.325.675,65 dollari, risultato indovinato dal 54% di voi al FantaBoxOffice della settimana.

Considerando l’ovvio crollo di questa settimana, grazie anche al pessimo passaparola che sta massacrando la pellicola, il traguardo minimo dei 5 milioni, da me incautamente pronosticato, diventa per il film pura follia.
Se arriverà ai 3 milioni sarà grasso che cola.
Risultato che dispiace, ma assolutamente strameritato, visto lo scempio fatto.

Ai 3 milioni ci arriva Elizabeth:The golden Age, che in proporzione sta andando meglio da noi che in patria, mentre Die Hard 4 supera di poco i due milioni e mezzo.
Ottimo il passaparola per Giorni e Nuvole di Soldini, che supera i due milioni, mentre 2061 dei Vanzina, per una volta promossi dalla critica, non sfonda, e si arena al milione e mezzo, a dispetto di Salemme che, con il suo Sms, continua ad incassare, arrivando a sfiorare i 5 milioni.

Il Caso Thomas Crawford si porta a casa 576.000 euro, mentre Seta arriva a sfiorare i 900.000.

Prossima settimana usciranno l’atteso Sleuth, lo Spaccacuori, i Vicerè di Faenza e Come tu mi Vuoi, con l’ormai coppia fissa Vaporidis-Capotondi… ma sarà difficilissimo battere l’accoppiata Ratatouille/Bourne!

Jude Law dopo Sleuth ancora con Branagh

pubblicato da Gabriele C.

Jude Law era uno dei miei candidati alla Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile all’ultima Mostra di Venezia. Oltre ad avere fascino da vendere (e non era mai stato così sensuale e la parte gli calzava a pennello) nella parte che fu di Michael Caine nell’originale Gli insospettabili ha dimostrato di saper tirare fuori una capacità recitativa davvero convincente e originale. E dopo questo delizioso Sleuth Law tornerà a lavorare assieme a Kenneth Branagh, ma non sul grande schermo, bensì a teatro.

La notizia l’ha data Ansa poco fa: prodotto dalla Donmar Warehouse, Branagh porterà al Wyndham’s Theatre di Charing Cross dal maggio 2009 l’opera di Shakespeare che più ama in assoluto, e che ha già portato sul grande schermo con un lungo, fortunatissimo e bel film, ovvero Amleto. Per Law è un sogno che si avvera: era da tempo che desiderava indossare i panni del dubbioso Principe, ed è il suo nuovo “maestro” che gli dà la possibilità.

A proposito di Sleuth, il film esce da noi in sala dal 9 novembre, per la gioia dei fan di Branagh (presenti anche fra i nostri lettori). Quindi dopo il salto vi regaliamo la locandina originale e il bellissimo trailer.

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Venezia 64: secondo giorno di Gabriele

pubblicato da Gabriele C.

C’è chi penserà ormai che Takeshi Kitano è un regista morto, che ha già detto e ha già dato tutto. Nonostante questo, Kitano continua ad essere fortemente applaudito, giustamente, anche quando un film come Kantoku banzai! riceve aspre critiche. In realtà, per chi ha molto gradito Getting any? e chi è disposto a subirsi un’altra autocelebrazione alla Takeshis’, questa nuova pellicola del maestro giapponese risulterà comunque abbastanza divertente. Certo, bisogna accettare la pura anarchia e il caso che regna sovrano, ma un paio di autocitazioni (Kikujiro e Zatoichi) e alcuni momenti paradossali e al limite del geniale (le parodie horror e wuxia) lo rendono sufficiente per un appassionato. Gli altri salutino con la manina: anche perché è lo stesso Kitano che dice che questo è in assoluto il suo film più autodegradante.

Nella giornata di ieri hanno fatto la loro prima apparizione due film in concorso: Sleuth di Kenneth Branagh e Michael Clayton di Tony Gilroy (ma la stampa si è già vista anche De Palma). Il primo è, imho, uno dei migliori Branagh, semplicemente adorabile. Il remake de Gli Insospettabili, un vero cult, è un film che prende spunto da quello per prendere vie differenti, e non solo in campo estetico, dove il “regista del Bardo” si scatena con una fotografia raffinatissima, capace di esaltare un gioco di luci fosforescenti e la bellissima casa iper-tecnologica che ospita la coppia di attori, due grandiosi Michael Caine e Jude Law, quest’ultimo nel ruolo che fu del primo nell’originale (e ricordiamo che fu anche Alfie!). Diviso in tre parti (le prime due decisamente simili al capostipite), la bellissima sceneggiatura, ironica e “teatrale” senza dar fastidio, prende una certa piega proprio nell’ultima parte… ma qui non vi svelerò nulla. Comunque consigliatissimo, un gioco davvero elegante e diretto come si deve, con inquadrature splendide. Caine è una garanzia, e Law non è mai stato così sexy.

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Venezia 64: Infamous giorno 2

pubblicato da infamous

Sleuth - Kenneth Branagh (concorso)
Ammetto di essermi divertito pur con questo Sleuth, un filmetto leggero leggero che mi dicono essere il remake di un’altra pellicola. Un adattamento di una piece teatrale fatto talmente fedele (almeno nel respiro e nel ritmo/impostazione delle battute) che ci si chiede per quale motivo non si sia lasciato su di un palcoscenico.
Due uomini (Jude Law e Michael Caine) si contendono una donna e giocano l’uno a spaventare e umiliare l’altro, fino a quando non si invaghiscono l’uno dell’altro e litigano fra di loro.
Come film per aprire la giornata non c’è male, diverse linee di dialogo funzionano e fanno pure ridere, i due attori sono bravi (Caine ovviamente più di Law) e quindi il film passa veloce veloce e leggero leggero.

Sad Vacation - Aoyama Shinji (orizzonti)
Ok, effettivamente la tira un po’ troppo per le lunghe e ormai di film giapponesi dal ritmo lento e che ci mostrano l’alienazione (anche se qui si cerca un modo per combatterla) della famiglia e della società Giapponese ne abbiamo piene le scatole, se ci aggiungiamo che il protagonista assoluto è Tadanobu Asanu abbiamo completato il quadretto del tipico film giapponese che parla dei problemi della famiglia. Sarà noioso e un po’ troppo pedante, ma quello stile di regia secco e piatto, con i colori desaturati e il ritmo a zero è sicuramente un catalizzatore di fascino per un orientofilo quale sono, sembrava di stare a guardare un film di dieci anni fa, dieci anni fa magari sarebbe stato anche molto bello e innovativo.
C’é anche il finale surreale di quella surrealtà tipica dei Giapponesi. Si, forse è un po’ troppo canonico.

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Ecco i film in corsa per il Queer Lion

pubblicato da Gabriele C.

Ok, si è capito cos’è questo Queer Lion. Quando la news ha incominciato a fare il giro, non tutti ne erano proprio entusiasti, anzi: da quel che si era capito, con non poca confusione, ci sarebbe stata una “categoria a sè” e un premio a parte per i film a tematica omosessuale, che sarebbero di conseguenza stati tagliati fuori dalle altre categorie con premi (in concorso e Orizzonti, per fare due noti esempi). Non è così.

Il cinema gay a Venezia non sarà un concorso a parte, e il Queer Lion non sarà una sorta di “contentino” per alcuni film che non sono stati inseriti nelle varie categorie. E’ semplicemente un Leone in più da assegnare a quel film che più si è distinto, per contenuti e altro, nel rappresentare il mondo lgbt. Per fare più chiarezza: fra i 12 film in gara per il Leone Gay, troviamo film che concorrono già al Leone d’Oro, film di Orizzonti, Settimana della critica, Giornate degli autori e fuori concorso.

Ecco i film in gara per il Queer Lion: fra quelli in concorso per il Leone d’Oro troviamo The Darjeeling Limited di Wes Anderson, Sleuth di Kenneth Branagh, The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford di Andrew Dominik, Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi, Bangbang wo aishen (Help Me Eros) di Lee Kang Sheng, Sukiyaki Western Django di Miike Takashi, Il dolce e l’amaro di Andrea Porporat; poi Tiantang kou (Blood Brothers) di Alexi Tan (fuori concorso, e film di chiusura), Searchers 2.0 di Alex Cox (Orizzonti), Freischwimmer (Head Under Water) di Andreas Kleinert (Settimana della critica), The Speed of Life (Superheroes) di Ed Radtke (Giornate degli autori).

Sembrava che anche Greenaway, con il suo Nightwatching, all’inizio dovesse entrare in concorso, ma evidentemente era solo una voce; sorprende che Todd Haynes, che comunque in almeno tre film su quattro diretti aveva affrontato il tema dell’omosessualità, non abbia parlato ancora una volta di uno dei temi a lui più cari in I’m not there.

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Sleuth e 12: due remake in concorso a Venezia

pubblicato da Gabriele C.



Se a chiudere il Festival di Venezia quest’anno ci sarà Blood Brothers, film di Alexi Tan ispirato a Bullet in the Head di John Woo, in concorso troviamo due remake di due film bellissimi. Si tratta di Sleuth di Kenneth Branagh, per la seconda volta in concorso dopo Nel bel mezzo di un gelido inverno del ‘95, e 12 di Nikita Mikhalkov, anche lui per la seconda volta in concorso, dopo aver vinto il Leone d’Oro per Urga nel ‘91. Andiamo con ordine.

Kenneth Branagh torna dietro la macchina da presa dopo un 2006 in cui ci ha regalato due film, il buffo As you like it e l’”invisibile” Il flauto magico, quest’ultimo presentato Fuori Concorso l’altr’anno alla Mostra con un’anteprima speciale alla Fenice. In quell’occasione il regista appassionato di Shakespeare annuncio di voler portare sullo schermo una nuova versione de Gli insospettabili, cult (a dir la verità oggi poco conosciuto) di Joseph L. Mankiewicz. La trama è all’apparenza semplice, ma nasconde tanti tranelli, e vede in scena due straordinari attori: all’epoca Michael Caine e Laurence Olivier si sfidavano in pericolosi “giochi” in un continuo ribaltamento di identità, e tutto partiva dal fatto che Andrew Wyke (Olivier) voleva che il giovane nuovo compagno della moglie Milo Tindle (Caine) gli rubasse dei costosissimi gioielli. Così facendo, l’uomo avrebbe incassato i soldi dell’assicurazione, mentre il giovane avrebbe potuto mantenere in modo dignitoso la moglie, che viene descritta come una spendacciona. Ma il piano si rivela essere un gioco, appunto, ad opera di Wyke: questo farà scattare la vendetta di Tindle… Nel remake di Branagh, Michael Caine questa volta recita nella parte che fu ovviamente di Laurence Olivier, mentre Jude Law farà la parte del giovane Milo Tindle.

Il bellissimo film di Mankiewicz era un mix di suggestioni hitchcockiane e di spunti alla Edgar Allan Poe (anche citato con una simpatica statuetta che Wyke tiene in casa, ma c’erano anche un senso di macabro e persino un pendolo): chissà cosa potrà tirarne fuori Branagh, che non è la prima volta che si confronta col giallo/thriller, vedere L’altro delitto, e anche se in quel caso c’era una forte componente paranormale la tensione era in crescendo.

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