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Tutti gli articoli con tag soul kitchen

Festival di Venezia 2009: l’era glaciale non si scalda al solicino degli infatuati

pubblicato da Italo Moscati

era glaciale cinema italiano

Via dal Lido di Venezia, felici di portarsi a casa qualche bel ricordo di film visti e di amici incontrati; e basta. Via dal Lido, inseguiti dai verdetti della severa ma seria e giusta giuria internazionale, verdetti che ci inseguono come branchi di cani furiosi che vogliono mordere le terga di noi in fuga, quei morsi meritati che ci faranno pensare (?).

Per la verità, io personalmente, ho fatto un viaggio tranquillo dopo aver pranzato in un ottimo ristorante di Venezia e non del Lido. Le terga le ho messe al riparo. I verdetti mi convincono. Li conoscete. Da Lebanon a Women without men, Soul kitchen, dal Leone d’oro fin giù ai premi cosiddetti minori, si tratta di film che non sono stati mai, dico mai, al centro del cosiddetto dibattito dei festivalieri e dei massmedia. Tranne qualche eccezione, tutti, dico tutti, hanno cincischiato con grandi nomi che la giuria ha ridotto a pigmei.

Il cinema italiano si conferma a Venezia 66 in piena era glaciale, un cartone disanimato fra pellicole piccole di costo e di ampio respiro, coproduzioni europee intelligenti e coraggiose, registi e professionisti semiconosciuti o sconosciuti da conoscere. Il cinema italiano con Gomorra e Il divo vinse a Cannes in un festival che sembra lontano anni luce.

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Venezia 66 - i premi collaterali

pubblicato da Simona

Leone d'Oro

Premio FIPRESCI
miglior film Venezia 66 a Lourdes di Jessica Hausner
miglior film Orizzonti e Settimana Internazionale della Critica a Choi Voi di Bui Thac Chuyen

Premio SIGNIS
a Lourdes di Jessica Hausner
menzione speciale a Lebanon di Samuel Maoz

Premio Settimana Internazionale della Critica “Regione del Veneto per il cinema di qualità”a Tehroun di Takmil Homayoun Nader

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Cartoline da Venezia 66 - le foto di tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

pubblicato da Simona

Cartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

Si sono spente le luci ed è calato il sipario sulla 66esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Qui l’elenco di tutti i premi ed i premiati. In quest’ultima fotogallery Veneziana, vi offriamo le immagini di tutti i vincitori, degli ospiti in passerella e di Sylvester Stallone, presente al Lido per ritirare il premio Jager Le Coutre “Glory to the Filmmaker Award”.

Cliccate su continua e diteci: siete soddisfatti del lavoro svolto dalle giurie? Oppure avreste voluto assegnare i premi a qualcun’altro?

Cartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

Cartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker AwardCartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker AwardCartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker AwardCartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

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Venezia 66: Leone d'Oro a Lebanon di Samuel Maoz - Tutti i premi del festival

pubblicato da Gabriele C.

Venezia 66: Leone d'Oro a Lebanon di Samuel Maoz - Tutti i premi del festival

Vincono la voglia di pace e la voglia di convivenza in una democrazia degna di tal nome. E’ questo il verdetto della Giuria Internazionale della 66. Mostra del Cinema di Venezia. Il Leone d’Oro al bellissimo e forte Lebanon guarda alla memoria dei soldati che sono sopravvissuti alla guerra ma continuano a ricordare immagini terribili, traumi mai sorpassati.

Il Leone d’Argento a Shirin Neshat per la sua elegantissima regia di Women Without Men dà l’occasione all’artista di poter ribadire ancora la pace e la convivenza con il suo popolo, l’Iran, con un film di urgente attualità. Anche il Premio della Giuria al folle e divertentissimo Soul Kitchen di Fatih Akin alla fine porta in senso lato un messaggio che si può riportare alla convivenza e alla felicità: solo volendo e credendoci si possono ottenere risultati impensati.

Colin Firth vince meritatamente la Coppa Volpi per la sua misurata e commovente interpretazione nella sorpresa A single man di Tom Ford; faranno discutere invece - possiamo immaginare - la Coppa Volpi a Ksenia Rappoport (in realtà davvero brava) per La doppia ora e il Premio Mastroianni a Jasmine Trinca per Il Grande Sogno, che rivelazione fu forse ancora con La stanza del figlio e La meglio gioventù.

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Giorno 8 a Venezia - Mr. Nobody, Soul Kitchen

pubblicato da Simona

Mr. Nobody

Mr. Nobody - di Jaco Van Dormael (Concorso)
Quello di Van Dormael è senza dubbio il film più strano visto dalla sottoscritta qui in Laguna quest’anno. Tanto strano che ha spaccato a metà l’opinione dei presenti alla proiezione stampa di ieri sera. Da una parte chi fischiava, dall’altra chi applaudiva entusiasta. Auspico che una seconda visione possa chiarire le idee anche agli indecisi. Alcune scelte cromatiche e registiche sono molto azzeccate, ma il film risente di eccessiva lunghezza

Il film, un po’ troppo pretenzioso, mescola fantascienza, filosofia esistenziale e romanticismo, portando in scena la storia di Nemo Nobody in una sorta di Sliding Doors caleidoscopico. Se a Gwyneth Paltrow, perdendo la metropolitana, veniva offerta la possibilità di dare un differente corso alla propria vita, a Nemo Nobody vengono offerte possibilità quasi infinite, almeno due per ciascuna scelta che il protagonista deve prendere nel corso della propria esistenza. La macchina da presa esplora ognuna di esse, seguendo tre filoni principali, le tre vite che Nemo avrebbe potuto vivere accanto ad Anna, Elise e Jeanne. Ma chi è veramente Mr. Nobody, quali delle tante possibili vite ha veramente vissuto? Buone le prove attoriali di Jared Leto, Sarah Polley, Diane Kruger, Rhys Ifans e Juno Temple…ma non basta. Una piccola nota per i Potteriani: Toby Regbo (Nemo a 16 anni) è attualmente impegnato nelle riprese di Harry Potter e i Doni della Morte, nel ruolo di Silente da giovane.

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Giorno 9 a Venezia 2009: Soul Kitchen - Lola - Crush

pubblicato da Gabriele C.

soul-kitchenSoul Kitchen - di Fatih Akin (Concorso)
C’è poco da fare: Fatih Akin è una vera forza della natura. Il mondo cinefilo lo ha imparato definitivamente ad apprezzare con i bellissimi La sposa turca e Ai confini del paradiso, rispettivamente Orso d’Oro a Berlino e premio della sceneggiatura a Cannes. Per la prima volta a Venezia, il regista di origini turche (ri)dimostra che con la commedia ci sa fare alla grande.

Infatti non è la prima volta che Akin usa il tono da commedia: basta rivedersi tutta la prima parte de La sposa turca, una commedia bellissima e a tratti esagerata che poi cede il passo ad un doloroso mèlo. Invece Soul Kitchen è tutta una vivace, brillante, divertentissima commedia.

Una commedia sugli affetti, sulla fatica che bisogna fare per tenere in piedi un progetto, sulle seconde possibilità che difficilmente bisogna negare alle persone. E poi sull’amore, sul cibo, sul sesso, sull’amicizia. Un film vitale sulla vita. Diretto magistralmente, con tante idee registiche da parte di Akin che mantengono interessante la pellicola sempre, fino al bel finale. Da applausi tutto il cast, di cui alcuni componenti ovviamente tornano alcuni attori-feticcio di Akin. Da segnalare il montaggio, soprattutto quello “coreografico” delle ricette culinarie. Da non perdere.

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Cartoline da Venezia 66 - la Doppia Ora di Filippo Timi e Ksenia Rappoport

pubblicato da Simona

Cartoline da Venezia 66 - la Doppia Ora di Filippo Timi e Ksenia Rappoport

Oggi i riflettori sono puntati sul quarto ed ultimo dei film italiani presentati in concorso in questa 66esima edizione della Mostra Internazionase d’Arte Cinematografica di Venezia. La Doppia Ora, opera prima di Giuseppe Capotondi, interpretasto dai bravi Filippo Timi e Ksenia Rappoport, è stato proiettato questa mattina per la stampa, mentre il pubblico lo potrà vedere questa sera alle 22. Le 10 del 10…non è proprio una doppia ora, ma quasi. Prima dell’inizio del Festival, fra i pronostici “al buio” di Ciak, la pellicola di Capotondi veniva indicata come favorita…incrociamo le dita ed auguriamo buona fortuna al regista ed a tutto il cast!

Presente oggi in Laguna anche il grande Omar Sharif, un uomo dal carisma e dal fascino non indifferenti, sl Festival per la premiere di The Traveller. Da notare la borsetta della co-protagonista del film, Cyrine Aabdel Nour: un accessorio cinefilo da copiare assolutamente! Catturati dal nostro obiettivo anche il regista Fatih Akin ed i simpatici protagonisti di Soul Kitchen.

Cliccate su continua per vedere tutte le foto del giorno e tornate in tarda serata per quelle del red carpet.

Cartoline da Venezia 66 - la Doppia Ora di Filippo Timi e Ksenia Rappoport

Cartoline da Venezia 66 - la Doppia Ora di Filippo Timi e Ksenia RappoportCartoline da Venezia 66 - la Doppia Ora di Filippo Timi e Ksenia RappoportCartoline da Venezia 66 - la Doppia Ora di Filippo Timi e Ksenia RappoportCartoline da Venezia 66 - la Doppia Ora di Filippo Timi e Ksenia Rappoport

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Festival di Venezia 2009: Soul Kitchen di Fatih Akin - Gallery d'immagini

pubblicato da Gabriele C.

Festival di Venezia 2009: Soul Kitchen di Fatih Akin - Gallery d'immagini

Marco Müller si è detto particolarmente felice di avere in concorso Fatih Akin, che non era mai stato prima alla Mostra di Venezia. Dopo i due film che l’hanno definitivamente consacrato, ovvero gli acclamati e riusciti La sposa turca e Ai confini del paradiso (rispettivamente Orso d’Oro a Berlino e Prix du scénario per la miglior sceneggiatura a Cannes), Akin torna al cinema con una commedia, ovvero Soul Kitchen.

Il giovane Zinos, proprietario di un ristorante, non naviga in buone acque. La fidanzata, Nadine, si è trasferita a Shanghai, i clienti del suo “Soul Kitchen” stanno boicottando la cucina del nuovo cuoco e Zinos soffre anche di mal di schiena. Per il locale, le cose iniziano a girare nel verso giusto quando l’innovativo stile culinario comincia a venire apprezzato da un pubblico alla moda. Zinos, invece, continua a soffrire per amore. Decide quindi di andare a trovare Nadine in Cina, lasciando il ristorante in mano all’inaffidabile fratello Illias, ex-detenuto. Entrambe le decisioni si rivelano però un disastro: Illias perde al gioco il ristorante che finisce in mano a un losco agente immobiliare e Nadine ha ora un altro compagno.

Il cast è composto da Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Uenel, Anna Bederke e Pheline Roggan. Soul Kitchen scenderà in campo giovedì 10 settembre, alle 19.30 in Sala Grande. In attesa di vederlo, gociamoci questa gallery di immagini.

Festival di Venezia 2009: Soul Kitchen di Fatih Akin - Gallery d’immagini
Festival di Venezia 2009: Soul Kitchen di Fatih Akin - Gallery d'immaginiFestival di Venezia 2009: Soul Kitchen di Fatih Akin - Gallery d'immaginiFestival di Venezia 2009: Soul Kitchen di Fatih Akin - Gallery d'immagini

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Venezia 66: tutti i film in concorso

pubblicato da Gabriele C.

Venezia 66: tutti i film in concorsoUn programma al di sopra delle aspettative. Chiariamolo fin da subito, a scanso di equivoci: il cartellone della 66. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sulla carta promette un’edizione molto buona. Concentriamoci per ora sui film in concorso, e più tardi parleremo delle altre sezioni. Non preoccupatevi se vedete qualche nome mancante: è probabile che il film che cercate sia fuori concorso, ma qui le sorprese non mancano.

Confermati innanzitutto i rumors delle ultime settimane sugli italiani: ancora una volta, come l’anno scorso, i titoli nostrani del concorso ufficiale sono quattro. Si tratta ovviamente del film d’apertura Baaria di Giuseppe Tornatore, de Il Grande Sogno di Michele Placido, con Scamarcio, Trinca, Argentero, Orlando e Morante, La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi con Filippo Timi e Ksenia Rappoport, e, unico film Rai contro tre Medusa, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, con Margherita Buy.

Sorprendente la sestina americana: dopo gli ormai sbandieratissimi Moore, Herzog, l’esordio di Tom Ford con A single man, fa piacere anche vedere confermato il nuovo Todd Solondz, The Road di Hillcoat e soprattutto -in concorso!- Survival of the Dead di zio Romero. Nella triade orientale, spunta la sopresona Tsukamoto con il suo nuovo capitolo di Tetsuo. Ottima la selezione francese, con Denis, Rivette, Chéreau confermati e la “new entry” Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Due lavori tedeschi (ma ovviamente Akin ha origini turche e Shirin Neshat iraniane), uno austriaco, e poi ancora Sri Lanka, Egitto e Israele. E manca ancora il film a sorpresa, per un totale di 24 film in corsa per il Leone d’Oro.

Dopo il salto, tutti i titoli del concorso ufficiale di Venezia 66.

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