
Il 18 febbraio scorso è uscita nei cinema la commedia Come lo sai, diretta da James L. Brooks con Paul Rudd, Jack Nicholson, Reese Witherspoon, Owen Wilson, Andrew Wilson, Kathryn Hahn, Dean Norris, Yuki Matsuzaki, Brian O’Halloran, Tara Subkoff. L’Espresso pubblica una bella intervista a Jack Nicholson che ha lavorato con Brooks anche in Voglia di tenerezza (1983), Dentro la notizia (1987) e Qualcosa è cambiato (1997). Il regista porta fortuna a Nicholson visto che con i film di Brooks ha vinto due Oscar (Miglior Attore non protagonista per Voglia di tenerezza e Miglior Attore per Qualcosa è cambiato). Nell’intervista Nicholson parla anche di altri registi con cui ha lavorato:
Una delle cose che amo del mio mestiere è che puoi stare per lunghi periodi senza fare niente. Ma quando lavoro lo prendo molto seriamente, mi preoccupo, vado ancora nel panico. Si dicono molte cose su di me ed è vero, nei miei cinquant’anni di cinema mi è capitato di svegliarmi tra i rami di un albero o sul bordo di una rupe: ma non ho mai mancato un giorno di lavoro e non ho mai tenuto un set ad aspettarmi. Beh, una volta è successo: mi è partita la schiena mentre giravo Shining con Kubrick. (…) Kubrick aveva la fama di fare un sacco di riprese e quando l’ho incontrato gli ho detto che se lui voleva farne 60 a me andava anche bene arrivare a 61. Non lo avessi mai fatto! Mi ha preso sul serio: era sempre alla ricerca della scena perfetta. Polanski è molto singolare e geniale, peccato per quel che è successo perché sapeva come trattare le major. In quel periodo ho lavorato anche con registi stranieri, come Antonioni: anche lui era molto particolare, non voleva che gli attori interferissero troppo e io così me ne stavo zitto anche perché per me era come un padre. Come con John Huston: era molto simile. In quel periodo c’era una forte interrelazione con i registi stranieri ed europei: io ero un grande fan della “Nouvelle vague”. C’era molto più scambio con l’Europa, e tutti noi di quei tempi siamo stati influenzati da questo fermento”.
Gli viene anche chiesto:
Il titolo “Come lo sai” si riferisce a come sappiamo quando siamo innamorati. Lei come lo sa?
Ci sono varie risposte possibili, e non mi metterò a elencarle tutte. La prima, non me la ricordo. L’altra è che vai a letto presto. E la terza è che sei innamorato quando ti senti te stesso più di quanto avresti potuto immaginare. La prima è forse la più vera. C’era un periodo in cui ero irresistibile, ma non è più così, e questo mi mette tristezza. Però più che l’essere innamorato mi manca l’essere amato.
Jack, Cineblog ti ama! Sappilo!
Una notizia bomba per gli appassionati (e sono tantissimi) del cinema di Stanley Kubrick, durante un evento realizzato dalla Warner Bros a Toronto, Douglas Trumbull e David Larson hanno confermato che sarebbero stati ritrovati 17 minuti di materiale editato direttamente da Kubrick e successivamente non utilizzati per 2001: Odissea nello spazio, che erano stati conservati in un magazzino del Kansas.
Il film infatti dura ufficialmente 141 minuti, ma è noto che alla premier è stata presentata una copia di 160 minuti, nessuno sapeva dove fossero finiti i tagli effettuati dallo stesso Kubrick. Trumbull ha dichiarato che il materiale ritrovato è in ottime condizioni, ma non è sicuro di quello che sarà il suo futuro. Stiamo infatti parlando di Stanley Kubrick, il maestro infatti era solito rimettere mando mille volte sul montaggio di un film e, certamente, non avrebbe approvato una versione Redux (postuma) o un dvd acchiappagonzi con gli extra come attrattiva.
Dopo il continua, alcune indiscrezioni sul contenuto delle scene ritrovate.
Continua a leggere: Stanley Kubrick - Ritrovati i 17 minuti inediti di 2001: Odissea nello spazio
Prosegue imperterrita la nostra improvvisata (ed improvvisa) rubrica inerente ai consigli per i vostri regali di questo Natale. L’ultima volta vi abbiamo segnalato la Definitive Edition contenente 18 film di Clint Eastwood, ma oggi, a parere di chi vi scrive, ci spingiamo un attimino oltre. Perché “oltre” è il termine esatto per descrivere la direzione verso cui andava il cinema di uno dei più grandi registi della storia, vale a dire Stanley Kubrick.
L’offerta che vi mostriamo oggi contiene però solo alcuni dei titoli più significativi del Maestro. Mancano opere massime del calibro di Lolita, Orizzonti di Gloria, Barry Lindon o il Dottor Stranamore, ma è probabilmente con le 5 pellicole che seguono che il fu giovane fotografo del Bronx generò l’impatto più massiccio su questo settore, rivoluzionando linguaggi e sconvolgendo ogni schema. Senza contare che si tratta dei lungometraggi portati a termine con la Warner Brothers. Ecco i titoli:
2001: ODISSEA NELLO SPAZIO
ARANCIA MECCANICA
SHINING
FULL METAL JACKET
EYES WIDE SHUT
Il prezzo suggerito è di 54,90 euro.
Ginevra ci manda questo video dal suo film preferito: è Shining e la nostra lettrice ci regala i titoli di coda con tanto di canzoncina, Midnight with the stars and you:
Midnight with the stars and you
Midnight and a rendez-vouz
Your arms held a message tender
Saying I surrender all my love to youMidnight brought a sweet romance
I’ve known all my whole life through
I’ll be remembering you
Whatever else I do
Midnight with the stars and you
Cosa avete pensato la prima volta che avete visto Jack Nicholson nella foto finale di Shining?
“Se Arancia meccanica, così come 1984, rientra nel novero dei salutari mòniti letterari — o cinematografici — contro l’indifferenza, la sensibilità morbosa e l’eccessiva fiducia nello Stato, allora quest’opera avrà qualche valore.”
(Anthony Burgess, autore del romanzo A Clockwork Orange)
Credo che queste parole bastino per sottolineare l’importanza di un film come Arancia Meccanica di Stanley Kubrick. Ci sarebbe molto altro da dire ma lo faremo in altri post, prossimamente. Oggi vi mostriamo il regista sul set attraverso 5 foto. Buon Cura Ludovico a tutti!
Via: Unrealitymag
Stanley Kubrick sul set di Arancia MeccanicaStanley Kubrick sul set di Arancia Meccanica




Il miglior regista di tutti i tempi è Stanley Kubrick o Martin Scorsese?
Con questo mash up cinefilo vengono messi a confronto due tra i più grandi di sempre, chi vincerà la sfida? Ovviamente il risultato non conta nulla, ma il confronto è sicuramente da non perdere!
Full Metal Jacket è un film di Stanley Kubrick del 1987 con Matthew Modine, Adam Baldwin e Vincent D’Onofrio. Torna il miniciclo di articoli dedicati ai migliori monologhi del cinema con uno dei più bei film di guerra di tutti i tempi senza dubbio. E ci mancherebbe altro visto chi è il regista. Uno dei motivi per cui è passato alla storia è senza dubbio la figura del Sergente Hartman, sergente istruttore di Ferro, inventore d’epiteti passati alla storia come Soldato palla di lardo. Un lessico che più che colorito è un autentica miniera di insulti a cui il doppiaggio italiano rende persino più onore della versione originale.
Non so quante volte ho ripassato a memoria questa scena, ricordo un vecchio amico che la sapeva recitare tutta rifacendo anche l’intonazione esatta di Hartman. Ma il motivo principale per cui amo questa scena è l’uscita di Matthew Modine “Sei tu John Wayne? E io chi sarei?”. Un must. Insieme a quest’altra che Hartman rivolge al soldato semplice che viene dal Texas: “Io sapevo che dal Texas vengono solo tori e checche e tu la faccia del toro non ce l’hai neanche un po’, quindi il cerchio si restringe!”
In questa scena, una delle prime del film, la figura di Hartman ha ancora connotati farsesco-grottesco, molto distanti da quelli drammatici di cui si ammanterà nel corso della pellicola a causa del suo durissimo conflitto con il soldato Palla di Lardo. Il personaggio di Hartman fece scuola al punto che dopo di lui, il cinema di guerra e d’azione si riempì di characters che ne ripetevano il canovaccio ma divenne anche la “croce” della carriera del suo bravissimo interprete R. Lee Ermey che non riuscì più a liberarsi della sua “faccia da guerra” al punto da doverla parodizzare in diverse occasioni (come quando prestò la voce al Sergente soldatino di Toy Story). Una cosa che non tutti sanno è che Herney, partecipò non accreditato anche alle riprese di Apocalypse Now con una piccola parte che trovò spazio solo nella versione redux.
A 17 anni Stanley Kubrick iniziò a lavorare come fotografo per la rivista Look, sodalizio che durò 5 anni. Gli oltre 20 mila negativi scattati da Kubrick in questo periodo finirono nell’archivio della rivista e lì sono rimasti per oltre sessant’anni fino a oggi. Grazie infatti al lavoro di Reiner F. Crone a Milano, al Palazzo della Ragione, viene inaugurata la mostra Stanley Kubrick Fotografo che per la prima volta al mondo presenta una selezione di circa trecento scatti.
Attraverso le fotografie esposte è possibile intravedere quello che sarà il futuro di Kubrick, lo sguardo del grande regista è presente anche dietro l’obiettivo di una piccola Rolleiflex. Un viaggio nel mondo di uno dei più grandi registi di sempre, imperdibile per ogni cinefilo.
La mostra apre al pubblico domani (15 aprile) e rimarrà aperta fino al 4 di luglio 2010.
Foto | Carlo Prevosti
Continua a leggere: Stanley Kubrick sconosciuto, le foto di Look dal 1945 al 1950 in mostra a Milano
Ecco cosa significa avere il idee chiare. Lo dimostra David Lynch che in sessanta secondi risponde a una domanda difficilissima per tutti quelli che amano il cinema, ovvero quali sono i suoi film e registi preferiti.
L’incipit doveroso è al grande Stanley Kubrick, di cui potrebbe vedere e rivedere ogni film, i successivi li lascio scoprire a voi nel video.

Già compagni di set per Iron Man 2, che vedremo presto sugli schermi, Sam Rockwell e Scarlett Johansson saranno nuovamente fianco a fianco in Lunatic At Large, pellicola basata su una storia scritta negli anni ‘50 da Jim Thompson per - niente di meno che - Stanley Kubrick. Il soggetto originale di un’ottantina di pagine era rimasto dimenticato nello sconfinato archivio del leggendario regista, finchè non è stato ritrovato dal genero Philip Hobbs nel 1999. Stephen R Clarke lo rimaneggiò trasformandolo in una sceneggiatura che avrebbe dovuto essere la spina dorsale del debutto registico di Chris Palmer, nel 2006.
Il progetto torna ora in carreggiata, anche se non sappiamo se verrà effettivamente utilizzato lo script di Clarke, nè se Palmer prenderà posto in cabina di regia. La storia, ambientata a New York nel 1956, è incentrata sul personaggio di Johnnie Sheppard (Rockwell), un uomo con seri problemi nel gestire la rabbia e con alle spalle un impiego in un lunapark itinerante. L’uomo intreccia una relazione con la bella e nevrotica Joyce (Johansson), incontrata in un bar. C’è un ragazzino che distribuisce i quotidiani e strilla un titolo sconvolgente; c’è un pericoloso inseguimento in auto lungo la ferrovia ed un romantico interludio in un sinistro chalet di montagna. Si scoprirà che qualcuno, fra i personaggi principali, è un pericoloso malato di mente evaso da un vicino manicomio; e la scena madre sembrerebbe essere ambientata in un luna park di notte, con Joyce che vaga sola e spaventata fra le giostre deserte, e si trova a fronteggiare dei personaggi da circo dei freaks: l’uomo alligatore, la donna mulo, la ragazza scimmia… Chissà cosa ne avrebbe tirato fuori Kubrick…
Fonte: Production Weekly, The NY Times