
Stroncato da buona parte della critica, e candidato a ’solo’ due Premi Oscar, Molto Forte Incredibilmente Vicino è finalmente uscito anche nei cinema italiani (161.633,57 euro in 48 ore). Ma a voi, è piaciuto? Credete che Stephen Daldry, regista di Billy Elliot, The Hours e The Reader, abbia fatto un esplicito passo indietro rispetto al proprio passato cinematografico? Dovendo fare un paragone al romanzo originale, scritto da Jonathan Safran Foer, come ‘definireste’ questa trasposizione? Vi ha convinto il piccolo Thomas Horn, vero protagonista del film? E i ‘grandi’ Tom Hanks e Sandra Bullock? Max von Sydow avrebbe meritato l’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista, sfuggitogli per ‘colpa’ di Christopher Plummer? Pregi e difetti principali? Qui la nostra recensione in anteprima, a voi voti e commenti.
Incassati 50 milioni di dollari in tutto il mondo, e soprattutto una serie di critiche tutt’altro che positive, Molto Forte, Incredibilmente Vicino di Stephen Daldry si prepara ad uscire nei cinema italiani. Basato sull’omonimo romanzo di grande successo di Jonathan Safran Foer, Molto Forte Incredibilmente Vicino torna quest’oggi a regalarci materiale inedito grazie ad un lungo spot tv in italiano.
Protagonisti del film, diretto dal regista di Billy Elliot, The Hours e The Reader, Tom Hanks, Sandra Bullock, John Goodman, Max von Sydow, Viola Davis, Jeffrey Wright e il piccolo Thomas Horn.
Extremely Loud & Incredibly Close, questo il titolo originale, racconta la storia del viaggio di un ragazzo da una perdita devastante alla scoperta di se stesso, sullo sfondo gli eventi tragici dell’11 Settembre. L’undicenne Oskar Schell è un bambino veramente straordinario: un inventore, un Francofilo ed un pacifista. Dopo aver trovato una chiave misteriosa che apparteneva a suo padre, morto nell’attentato alle torri gemelle a New York, si imbarca in un viaggio straordinario, una ricerca immediata e segreta attraverso le cinque contee di New York. Mentre Oskar si aggira per la città, incontra una variegata umanità, ognuno un sopravvissuto a modo suo. In fine, il viaggio di Oskar termina dove è iniziato, ma con il conforto e la consolazione dell’esperienza umana più forte: l’amore.
E se ve li siete persi:
- qui il trailer italiano
- qui la recensione da Berlino
Stephen Daldry ha fatto tre film prima di Molto forte incredibilmente vicino ed è stato nominato all’Oscar come miglior regista per tutt’e tre. Il suo atterraggio alla Berlinale con l’adattamento del romanzo di Jonathan Safran Foer, richiedeva rispetto ed attenzione. E così è stato.
Ad aggiungere aspettative c’era la sceneggiatura firmata da Erich Roth e la presenza del grande attore svedese Max von Sydow. Tutte carte in regola per sedersi al cinema con grandi aspettative. Se non che il film non veniva presentato qui in anteprima mondiale, ma era stato preceduto dal passaggio al setaccio della critica americana, paese in cui è uscito nelle sale il passato 25 dicembre e in cui ha ricevuto lodi e stroncature, in parti uguali.
La prova non era da poco. Chi ha letto e amato il romanzo di Foer, e la leggerezza con cui trattava due argomenti pesanti come macigni, sa che l’adattamento cinematografico implica una missione impossibile. Daldry non era in vena di fioriture e invece di cercare di riprodurre la delicatezza di Foer, infarcisce la storia di effetti il cui intento è di fare chiarezza in una matassa complicata ma che appesantiscono quello che doveva essere leve.
Continua a leggere: Berlino 2012: la recensione di Molto forte, incredibilmente vicino
Deluso critica e pubblico con L’amore all’improvviso, Tom Hanks il prossimo 17 febbraio tornerà nei cinema italiani con Molto forte, incredibilmente vicino, film basato sull’omonimo romanzo di grande successo di Jonathan Safran. Diretto da Stephen Daldry, regista di capolavori come Billy Elliot, The Hours e The Reader, il film già ‘puzza’ di Oscar. Al fianco di Hanks troveremo Sandra Bullock, John Goodman, Max von Sydow, Viola Davis, Jeffrey Wright e il piccolo Thomas Horn. Oggi, dopo tanta attesa, ecco arrivare il primo trailer in italiano.
Extremely Loud and Incredibly Close, questo il titolo originale, racconta la storia del viaggio di un ragazzo da una perdita devastante alla scoperta di se stesso, sullo sfondo gli eventi tragici dell’11 Settembre. L’undicenne Oskar Schell è un bambino veramente straordinario: un inventore, un Francofilo ed un pacifista. Dopo aver trovato una chiave misteriosa che apparteneva a suo padre, morto nell’attentato alle torri gemelle a New York, si imbarca in un viaggio straordinario, una ricerca immediata e segreta attraverso le cinque contee di New York. Mentre Oskar si aggira per la città, incontra una variegata umanità, ognuno un sopravvissuto a modo suo. Fino a quando il viaggio di Oskar termina dove è iniziato, ma con il conforto e la consolazione dell’esperienza umana più forte: l’amore.
La Warner Bros. ha rilasciato la prima locandina ed il primo trailer di Extremely Loud and Incredibly Close, adattamento del romanzo omonimo pubblicato nel 2005 da Jonathan Safran Foer (autore anche di Ogni cosa è illuminata, che è stato adattato per il cinema da Liev Schreiber con Elija Wood). La pellicola debutterà in poche sale il giorno di Natale, per poi essere distribuito su larga scala in tutti gli States il 20 gennaio. In tempo per concorrere agli Oscar. Diretto da Stephen Daldry (The Reader), il film vede fra i protagonisti Thomas Horn, Tom Hanks, Sandra Bullock, Max Von Sydow, Viola Davis, John Goodman, Jeffrey Wrigh e James Gandolfini.
Il piccolo Oskar è convinto che suo padre, morto nell’attacco terroristico dell’11 settembre al World Trade Center, abbia lasciato un ultimo messaggio per lui nascosto da qualche parte in città. Distante dal dolore dalla madre in lutto e guidato da una mente inesorabilmente attiva che si rifiuta di credere a cose che non possono essere osservate, Oskar inizia a cercare per tutta New York City il lucchetto che possa essere aperto con una chiave misteriosa trovata nell’armadio del padre. Il viaggio attraverso i cinque distretti lo porta a superare la perdita ed a comprendere meglio il mondo che vede intorno a sè.

La Warner Bros. ha rilasciato la prima immagine ufficiale di Extremely Loud and Incredibly Close, che debutterà in poche sale il giorno di Natale, per poi essere distribuito su larga scala in tutti gli States il 20 gennaio. In tempo per concorrere agli Oscar. Diretto da Stephen Daldry (The Reader), il film è tratto da un romanzo pubblicato nel 2005 da Jonathan Safran Foer (autore anche di Ogni cosa è illuminata, che è stato adattato per il cinema da Liev Schreiber con Elija Wood).
Il piccolo Oskar (Thomas Horn) è convinto che suo padre (Tom Hanks), morto nell’attacco terroristico dell’11 settembre al World Trade Center, abbia lasciato un ultimo messaggio per lui nascosto da qualche parte in città. Distante dal dolore dalla madre in lutto (Sandra Bullock) e guidato da una mente inesorabilmente attiva che si rifiuta di credere a cose che non possono essere osservate, Oskar inizia a cercare per tutta New York City il lucchetto che possa essere aperto con una chiave misteriosa trovata nell’armadio del padre. Il viaggio attraverso i cinque distretti lo porta a superare la perdita ed a comprendere meglio il mondo che vede intorno a sè.
Extremely Loud and Incredibly Close - Tom Hanks nella prima foto ufficiale del film
Fonte: Collider
Dopo l’abbandono del progetto da parte di Danny Boyle e le dichiarazioni (del diretto interessato) che hanno smentito il rumor che avrebbe voluto Joe Wright alla direzione del remake di My Fair Lady; Variety fa il nome di John Madden come papabile nuovo regista del rifacimento. Sarà la volta buona o dovremo depennare anche il suo nome dalla lista, come abbiamo già fatto anche per Baz Luhrmann e Stephen Daldry ?
Tra l’altro, dopo che il nome di Keira Knightley è rimasto legato per mesi a quello del personaggio di Eliza Doolittle (si diceva che la magrissima attrice inglese stesse prendendo lezioni di canto ed avesse strappato il ruolo che fu dell’indimenticabile Audrey Hepburn alle due rivali Anne Hathaway e Scarlett Johansson), si viene ora a sapere che non esiste alcun accordo formale con l’attrice e che, quindi, il casting è ancora apertissimo. Mah!
I produttori Duncan Kenworthy e Cameron Mackintosh hanno intenzione di realizzare le riprese a Londra (fra Covent Garden, Drury Lane, Tottenham Court Road, Wimpole Street, l’ippodromo di Ascot) e non in un teatro di posa. Inoltre, rispetto alla trasposozione cinematografica diretta da George Cukor nel 1964, questa nuova versione promette di essere più fedele al Pigmalione di George Bernard Shaw, da cui il musical è notoriamente tratto.
The Hours (The Hours, USA, 2002) di Stephen Daldry; con Nicole Kidman, Julianne Moore, Meryl Streep, Allison Janney, Ed Harris, Claire Danes, Toni Collette.
Stanotte 11 novembre ore 03.05 RaiUno
Deve morire qualcuno perché gli altri diano più valore alla vita. È il contrasto. - Virginia Woolf
C’è in molti un sospetto riguardo il cinema di Stephen Daldry, che in realtà è ancora poco corposo (tre titoli in dieci anni), nonostante sia stato sempre molto premiato e acclamato. Per molti, già questo The Hours contiene infatti un difetto che sarà ancora più visibile nel successivo e discusso The Reader.
E’ un caso che Billy Elliott, non tratto da un libro, sia alla fine il suo film più vivo, divertente, emozionante, e che The Hours e The Reader siano forse più freddi? Colpa che dovrebbe essere imputata proprio alla loro matrice letteraria, che si traduce in dialoghi molto ben scritti, ma anche in un’atmosfera un po’ glaciale. Sia in un caso che nell’altro ce ne sarebbe da discutere, ma forse interverrebbero troppo i propri gusti personali.
In ogni caso, per godersi The Hours bisognerebbe ripassarsi un attimo il capolavoro di Virginia Woolf che sta alla base anche del libro di Cunningham da cui è tratto il film, ovvero Mrs. Dalloway. E i ruoli, le scelte, i comportamenti delle tre protagoniste acquisterebbero ancora più spessore, più interesse, più emozione. Perché, freddezza o non freddezza, The Hours ha i suoi momenti da brivido. Complici ovviamente anche le tre meravigliose protagoniste. Ma permetteteci una piccola “eresia”: amiamo Nicole, ma quello era l’anno di Julianne, anche per Lontano dal paradiso…

La protagonista indiscussa di questo inizio 2009 cinematografico è sicuramente Kate Winslet, che ha convinto nella sua interpretazione di Revolutionary Road di Sam Mendes e che presto arriverà anche in Italia con The Reader, di Stephen Daldry, e che le è fruttata la nomination all’Oscar.
The Reader un dramma ambientato negli anni sessanta in cui una relazione tra un giovane ragazzo e donna matura, ex-guardia delle SS, si trasforma in un segreto irraccontabile celato per una vita dai due amanti. Ecco una bella gallery di scene tratte dal film. (Qui la nostra recensione).
The reader - A voce alta (The Reader) di Stephen Daldry, con Kate Winslet, Ralph Fiennes, Jeanette Hain, David Kross.
Michael Berg ha quindici anni quando incontra la misteriosa Hanna. Un approccio fortuito si trasforma in una sensuale storia di iniziazione all’amore e al sesso, ma Michael non riesce nemmeno a scalfire molti lati oscuri del duro carattere di Hanna. Anche diversi anni dopo, Michael non ha dimenticato i momenti passati con Hanna e la sua passione per farsi leggere dei romanzi da alta voce. Si ritrovano in un’aula di tribunale dove Hanna è accusata di essere stata una spietata guardia delle SS nel Lager di Auschwitz. Entrambi decidono di celare un segreto impossibile da confessare che rimarrà nascosto nelle loro anime, per il resto della vita.
The Reader (qui il trailer) non è un film sull’Olocausto o sulla seconda guerra mondiale, è piuttosto un film che elabora il concetto di segreto inconfessabile, di come sia insindacabile il soggettivismo dei sentimenti più profondi, ma soprattutto delle conseguenze che le scelte di ciascuno hanno sulla vita futura, propria e altrui.
Hanna è una donna che nasconde delle ambizioni, ma i suoi sogni sono frustrati dal suo essere analfabeta. Il mondo le preclude molte strade, una fra queste è proprio la letteratura. La sua scelta di offrirsi volontaria nel corpo delle SS è una forma di emancipazione dal suo stato, l’unica via di uscita da una vita grigia e priva di responsabilità. Di fronte al tribunale lei stessa è consapevole di avere parte della responsabilità della morte di oltre trecento ebrei, ma piuttosto di rivelare il suo inconfessabile segreto sceglie accettare tutte le colpe su di sè, senza le attenuanti possibili.