
Mentre ancora si sta consumando quello che probabilmente sarà un lungo commiato a Steve Jobs, qualcuno in Sony si sta già dando da fare per trasporre sul grande schermo una delle vite certamente più interessanti degli ultimi sessant’anni (via Deadline). Esistenza, quella del fondatore di Apple, per cui, specie negli ultimi giorni, si vanno sprecando aggettivi di ogni tipo: tra chi (tanti) lo eleva a santo e chi (pochi), invece, mette principalmente in luce la sua indole da peccatore. C’est la vie.
In attesa di conoscere l’esito delle trattative, il film dovrebbe basarsi su una biografia scritta da Walter Isaacson, che, dopo una quarantina di interviste a Jobs, nonché ad amici, parenti, colleghi e rivali, ha raccolto tutto in un unico libro. Tale biografia sarebbe dovuta uscire il prossimo anno, ma, per ovvi motivi, l’approdo sugli scaffali è stato immancabilmente anticipato alla fine del mese in corso. Il titolo, semplice, astuto e diretto, è stato fortemente voluto dall’autore: Steve Jobs. Quasi a voler rimarcare il carattere “definitivo” dell’opera, apponendo il bollino di esclusività su quanto in essa contenuto. Come a dire, velatamente: “questo è il vangelo di e su Steve… nessun altro, dopo di lui, sarà ugualmente valido e vincolante“. In futuro, chi lo sa, potrebbe anche diventare l’unica “fonte ufficiale” a riguardo, con tanto di adozione presso vari corsi universitari.

Se ne è andato all’età di 56 anni, per un cancro al pancreas. Se c’è un nome che ha segnato l’evoluzione dell’ultimo ventennio quel nome è Steve Jobs. L’uomo che visse tre volte, resuscitando dalle ceneri per diventare leggenda, mito, ha incrociato anche la strada del cinema nella sua lunga carriera. Nel 1984 Jobs affida ad un regista come Ridley Scott un spot che ha fatto epoca, per pubblicizzare il suo rivoluzionario Machintosh. Quelli sono gli anni in cui Jobs naviga a vista, tanto da abbandonare la Apple per trasformare il reparto di animazione computerizzata della LucasFilm di George Lucas. Qui nasce la Pixar. Una sua intuizione, una sua ‘creatura’, tanto da rimanere amministratore delegato fino all’acquisizione da parte di Disney, avvenuta pochi anni fa.
E’ il 1986 quando Jobs acquista la Pixar per 5 milioni di dollari. Una miseria. Parallelamente all’acquisto della Pixar Jobs fonda la NeXT, azienda che avrebbe dovuto competere con Apple e IBM. Peccato che la Pixar, così come la NeXT, nei primi anni di vita si trasformi in un investimento sbagliato, in un flop di dimensioni bibliche, fino al ‘matrimonio’ con la Disney. E’ il 1991 quando la casa di Topolino diventa patner principale della Pixar, con un accordo da 26 milioni di dollari per la realizzazione di lungometraggi e cortometraggi animati. Nasce Toy Story, inizia una nuova leggenda, che ha segnato il cinema degli ultimi 20 anni. Il 26 Gennaio del 2006 la Disney annuncia l’acquisizione di Pixar per 7,4 miliardi di dollari, mentre Steve Jobs diventa socio individuale di maggioranza. Oggi, all’età di 56 anni, 25 anni dopo l’intuito Pixar, Steve Jobs se n’è andato. Lasciandoci con un’altra sua creatura, praticamente perfetta, per volare verso l’infinito, e oltre.
Un regista Premio Oscar per uno dei cellulari più attesi dell’ultimo anno. Svelato l’iPhone 4“, 9,3 millimetri di spessore, l’attesa videocamera per le videochiamate e il 24% piu’ sottile del 3GS, Steve Jobs ha anche tolto il velo allo spot tv di lancio, diretto nientepopodimenoche da… Sam Mendes! Ma è anche vero che questa non è la prima volta che la Apple si affida ad un grande regista per lanciare un prodotto.
Nel 1984 toccò ad uno strepitoso e orwelliano Ridley Scott, nel 2002 a Errol Morris mentre due anni fa, per il lancio dell’iPhone 3G, a David Fincher. Come se la sarà cavata Sam Mendes? Cliccate su continua per fare anche un ‘paragone’ con gli spot diretti dai tre registi qui sopra citati, sono lì che vi aspettano.
Continua a leggere: Sam Mendes alla regia dello spot tv per l'iPhone 4
Oggi vi vogliamo mostrare il trailer di un documentario storico, per l’esattezza la storia narrata è quella della Pixar, la casa d’animazione che più ha contribuito allo sviluppo della computer grafica nei film d’animazione.
Nel trailer del documentario The Pixar Story troverete anche Steve Jobs e George Lucas; Forse non tutti sanno che la Pixar è nata come “uffico sperimentale” dentro la LucasFilm.
Il film è stato prodotto da Leslie Iwerks, che lo ha presentato in anteprima al Future Film Festival di quest’anno.
Fonte: FFF