Doveroso post di auguri al regista Tobe Hooper, nato il 25 gennaio 1943 in Texas.
“I miei parenti vivevano in un paese vicino a Ed Gein e mi avevano raccontato delle storie orribili. Si parlava di paralumi e altri mobili rivestiti di pelle umana, e della profanazione di alcune tombe. (…) Volevo creare una casa degli orrori, una casa spaventosa che odorasse di morte (…) Fui molto sorpreso quando scoprì che Ed Gein aveva veramente commesso i crimini che avevo sentito raccontare, che aveva usato ganci da macellaio per le sue vittime, che usava parti di esseri umani ed era un cannibale”.
- E’ alto circa 1,70m
- Prima di diventare regista ha lavorato come professore universitario e come cameraman di documentari.
- Esordisce nel cinema con Eggshells (1969) ma entra nel cult dei film horror con Non aprite quella porta (1974), pellicola che si basa sulla vita del serial killer Ed Gein, inventando la maschera di Leatherface.
- Ha diretto il video Dancing With Myself di Billy Idol (lo vedete qui sopra).
- Si è rifiutato di dirigere Wolfen La belva immortale (1981).
- Gli era stato inizialmente offerto il copione di E.T. ma lo rifiutò. Steven Spielberg poi lo convinse a dirigere Poltergeist (1982).

A partire da domani, 25 gennaio, sarà possibile portarsi a casa il film Super 8, prodotto da Steven Spielberg e diretto da J.J. Abrams. Le versioni “sell” distribuite da Universal arrivano un paio di settimane dopo quelle destinate al noleggio, con un bel carico di extra e l’audio italiano in Dolby Digital 5.1.
Super 8 in Blu-Ray (€24,99) includerà oltre 2 ore di contenuti speciali in alta definizione. Si parla di 14 scene mai viste e 8 documentari che spazieranno tra casting ed effetti speciali. Uno speciale sarà interamente dedicato all’incredibile sequenza con il deragliamento del treno. Sarà inoltre possibile guardare il film con il commento del regista attivato.
Anche l’edizione DVD disco singolo (€19.99) proporrà il commento di J.J. Abrams ma in questo caso gli extra saranno ridotti ad un paio di approfondimenti (Il sogno dietro Super 8 e The Visitor Lives ). La versione Blu-Ray includerà automaticamente anche il DVD, con tutti gli extra sommati, insieme ad una copia digitale del film. Allo stesso prezzo sarà disponibile l’affascinante edizione limitata con custodia Steelbook, mostrata in cima al post.
Fonte: DVDWeb
Ieri abbiamo parlato di Case Infestate e la nostra Cut-tv’s ha inserito nella top 10 anche il film horror Poltergeist (1982) di Tobe Hooper. Oggi a quel film cult dedichiamo un piccolo post con un video che ci mostra il Making-Of. Intanto ricordiamo la trama:
La casa della famiglia Freeling è stata costruita sopra un vecchio cimitero indiano, così quando gli spiriti del male si svegliano rapiscono la piccola Carol. Sarà una stravagante medium a riportare a casa la figlia dei Freeling.
Gli 8 minuti che vi mostriamo ci mostrano Steven Spielberg (soggetto, sceneggiatura e produttore), l’attore Craig T. Nelson e Frank Marshall (produttore). La piccola Carol era interpretata da Heather O’Rourke, la medium Tangina da Zelda Rubinstein che ci ha lasciato l’anno scorso. Nella galleria ci sono anche 16 foto. Buon divertimento.
Continua a leggere: Poltergeist - Demoniache Presenze: il making of di 8 minuti

Dopo quasi 20 anni di onorato servizio la famosa attrazione dedicata al film Lo Squalo verrà smantellata per far posto a qualcosa di completamente diverso. A partire da oggi la direzione del parco Universal Studios che si trova ad Orlando, in Florida, ha infatti mandato in pensione l’animatronic che infestava le acque dell’isola di Amity, altrettanto artificiale.
L’attrazione Jaws: The Ride, era indubbiamente obsoleta e poco movimentata rispetto a certe “giostre” attuali, che arrivano a tirare in ballo ologrammi e 3D, ma la presenza di uno squalo bianco meccanico, replica del Bruce utilizzato da Steven Spielberg nel film, impreziosiva il tour con un morso di vintage.

Steven Spielberg vs. Steven Spielberg. Il Natale americano ha regalato agli appassionati del leggendario regista quest’incredibile curiosità, con due titoli lanciati in sala a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Se a scendere per primo sul ring è stato Tintin, con risultati alquanto deludenti, poche ore dopo è toccato a War Horse, con risultati apparentemente incoraggianti. Fino al clamoroso ribaltone delle ultime 48 ore. Perché il cartoon della Paramount è riuscito a mantenersi stabile sugli incassi, perdendo poco o nulla negli ultimi 3 giorni, a differenza del drammone della Buena Vista, crollato del 50%.
Dai 7 milioni di dollari incassati il 26 dicembre, War Horse è scivolato ai 4 del 27, per poi piombare a quota 3,714,009 dollari nella giornata di ieri. Battuto non solo da Tintin, stabile sopra i 4 milioni, bensì anche da We Bought a Zoo di Cameron Crowe, eletto ’sconfitto del Natale Usa’ solo pochi giorni fa. Precipitato in settima posizione dopo appena 5 giorni, War Horse arranca. Costato circa 70 milioni di dollari, il film è così arrivato ai 22 milioni di dollari incassati sul suolo americano, contro i 31 raccolti da Tintin (uscito 4 giorni prima). Di questo passo potrebbe non arrivare a ‘coprire’ i costi di produzione con il solo mercato a stelle e strisce. Quel tanto decantanto passaparola, che avrebbe dovuto dar forza a War Horse, sta invece rivitalizzando Tintin, per uno Spielberg inaspettatamente ‘basso’ in classifica, tanto da vedere con il binocolo l’ambito e per lui tradizione podio, saldamente in mano al trio MI4/Sherlock Holmes 2/Alvin Superstar 3 (dietro questi, sornione, vivacchia Uomini che Odiano le Donne di Fincher).
A meno che il weekend di fine anno ci regali un sorprendente scatto di reni da parte del vecchio Steven, ancora una volta apprezzato dalla critica, ma misteriosamente snobbato da buona parte del pubblico americano.
Doveva essere il Natale di Steven Spielberg, con ben due titoli in sala, ma l’amara realtà ci sta raccontando tutt’altra storia. Perché gli oltre 5000 cinema finiti tra le mani del vecchio Steven, 3,087 per Tintin e 2,376 per War Horse, hanno visto tutto tranne che lunghe file ai botteghini.
Il ‘cartoon’ Paramount, ormai è evidente, ha deluso. 24 milioni di dollari raccolti in 6 giorni, senza mai andare oltre la 5° posizione, per scivolare nella giornata di ieri fino alla sesta. A salvarlo, come più volte detto, gli ottimi risultati ottenuti all’estero, con un totale worldwide di 261 milioni di dollari. Il 90.8%, incredibile ma vero, è stato incassato fuori dagli Usa.
Tutt’altra musica, per ora, con l’atteso War Horse. 7,512,000 i dollari incassati nelle prime 24 ore, il giorno di Natale, con altri 7,513,000 dollari raccolti ieri. In entrambi i casi la pellicola si è classificata in terza posizione, dietro MI4 e Sherlock Holmes 2. Siamo quindi arrivati ai 15 milioni portati a casa in 48 ore. Il record negativo di Spielberg al box office Usa, con i 22 milioni di dollari complessivi incassati da L’impero del Sole nel 1987, è irripetibile, ma i tempi del Re Steven, con botteghini sbancati ad ogni titolo, sembrano decisamente finiti. O forse no?
Tanti dei film di Steven Spielberg sono stati realizzati per stupire il pubblico in sala e lasciarlo a bocca aperta come un bambino che guarda qualcosa di meraviglioso. Lo stesso accade anche dentro i suoi film, un suo marchio di fabbrica sono proprio le carrellate in avanti sul viso stupefatto dei suoi protagonisti.
Non si tratta di una tecnica inventata da Spielberg, ma come ci dimostra il video montato da Kevin Lee del sito Fandor.com il volto è uno degli elementi preferiti dal regista americano!

Sembra sia stato niente meno che Steven Spielberg a sottoporre a Zhang Yimou la candidatura di Christian Bale, quando il regista cominciò il casting per The Flowers of War. E Bale sostiene di non averci pensato due volte prima di accettare la parte.
Alcune persone erano molto scettiche quando ho detto loro che volevo fare questo film. Tutti mi dicevano: ‘Davvero, perché?’ Non capisco il loro punto di vista. Mi piace l’aspetto avventuroso del fare film, così l’opportunità di lavorare in Cina - non in una produzione americana, ma in un film cinese - mi piaceva molto. Quante volte si ottiene un’opportunità come questa e - per di più - si ha occasione di lavorare con un regista fantastico?
Il film è ambientato nel 1937 a Nanjing, durante la guerra cino-nipponica, Bale veste i panni di un prete gesuita rimasto bloccato a causa della guerra a migliaia di km da casa. Il film debutterà nei cinema cinesi il 16 dicembre, mentre negli States approderà in poche sale il 23 dicembre - per poter partecipare alla corsa agli Oscar - per poi essere distribuito su larga scala nel corso del 2012.
The Flowers of War, sceneggiato da Heng Liu e realizzato per il 40% in inglese, per il resto in mandarino ed in giapponese, si basa sul romanzo di Yan Geling The 13 Women of Nanjing. Al centro del plot un gruppo di coraggiosi rifugiati che rischiano la propria vita per salvare quella degli studenti della scuola parrocchiale, la cui sopravvivenza viene messa in serio pericolo dal caos, dalle persecuzioni e dall’ondata di violenza portati dall’invasione della città da parte dell’esercito imperiale giapponese. Nonostante le avversità, sono proprio le persone più improbabili a dimostrare grande eroismo. I ‘fiori’ a cui fa riferimento il titolo sono infatti 13 prostitute, che si fecero avanti per salvare le studentesse rapite ed usate come ‘escort’ dalle truppe giapponesi. Qui il primo trailer.
Christian Bale protagonista di The Flowers of War - quattro locandine

Avevano promesso che l’intera saga si sarebbe conclusa con il terzo capitolo. Michael Bay aveva più volte assicurato che conclusa la trilogia avrebbe pensato ad altro. Ed invece eccoli lì, i robottoni di Transformers pronti a tornare con lo scontato e ormai più che certo quarto capitolo. Pronto a regalarci una clamorosa sorpresa. Perché a dirigerlo ci potrebbe essere nuovamente lui, il padre cinematografico che li ha generati, Michael Bay.
Negli ultimi giorni i rumors sul clamoroso ritorno di Bay si son fatti sempre più incessanti. Prima le ’speranze’ di Steven Spielberg, produttore del film, ed infine le parole dello stesso Michael, attualmente impegnato con i casting di Pain and Gain, fino alla bomba sparata da Vulture. Perché la Paramount Pictures sarebbe ad un passo dall’accordo con Bay, con due film da girare nel giro di un anno. Prima Pain and Gain, in primavera, e subito dopo Transformers 4, per un’uscita in sala nell’estate del 2014.
Dato ormai per certo l’addio di Shia LaBeouf, a prenderne il posto potrebbe essere Jason Statham, per un franchise pronto a partorire un’inedita trilogia. D’altronde i numeri parlano chiaro, giustificando le mosse della Paramount: 710 milioni di dollari incassati con il primo capitolo, 836 con il secondo, addirittura un miliardo e 123 milioni di dollari con il terzo. Tralasciando ovviamente introiti in arrivo da home-video e merchandising.
Ora, come dire addio ad una gallina simile, con così tante uova d’oro da covare?
Fonte: Collider

And the Oscar goes to…
Lo possiamo già dire? E’ innegabilmente troppo presto, ma il primo scatto in arrivo dal set di Lincoln, atteso biopic dedicato al sedicesimo Presidente degli Stati Uniti d’America, lascia di sasso. Perché la somiglianza di Daniel Day-Lewis con Lincoln è sconcertante. A pubblicare la foto su Twitter un fortunato finito sul set del film, in Virginia, con Lewis ‘beccato’ a tavola durante una pausa.
Basato sul best seller Team di Rivals, scritto dal Premio Pulitzer Doris Kearns Goodwin, diretto da Steven Spielberg e sceneggiato da Tony Kushner, Lincoln porterà in sala gli anni della Guerra Civile americana e dell’abolizione della schiavitù, con le lotte politiche, interne alla sua maggioranza, portate avanti con forza da Abraham.
Fonte: ComingSoon.Net, grazie a Dreamsgirl per la segnalazione.