Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag still life

Festival di Cannes 2008: 24 City di Jia Zhang-Ke

pubblicato da Gabriele C.

24 City - Jia Zhang-KeIl cinema di Jia Zhang-Ke è un cinema personalissimo, e come ogni cinema di registi personali non può avere presa su tutti. Se il grande pubblico ovviamente non può conoscerlo, è proprio sui cinefili che il regista fa presa in modo alterno. Consacrato nel tempo grazie alle costanti presenze al Festival di Venezia, dove nel 2006 vinse con il bellissimo Still Life (dove più che far arrabbiare gli accreditati, la sua vittoria passò abbastanza inosservata: infatti ingiustamente non se lo filò nessuno), Jia ha presentato all’ultima mostra il documentario Useless, vincendo nella categoria Orizzonti.

Quest’anno ha deciso di concedersi a Cannes, dove ha già presentato in concorso 24 City, a metà strada tra documentario e fiction. Per chi conosce almeno Still Life, non sarà di certo una novità; ma 24 City sembra anche più radicale nella scelta dell’uso di entrambi i registri. Certo, il Leone d’Oro del 2006 era reso magico dalla fusione perfetta di realtà e finzione, e chissà che nel nuovo film questo sguardo unico venga meno: noi non ce lo auguriamo. Il percorso di Jia Zhang-Ke è una riflessione continua sulla Cina, costantemente in bilico tra veloce progresso e smantellamento di lunghe tradizioni (lo era anche in Useless, bella riflessione sulla moda).

Siamo a Chengdu: una fabbrica adibita alla costruzione di pezzi per aerei sta per essere distrutta; al suo posto verrà costruito un quartiere pieno di moderni edifici, chiamato appunto 24 City. Tra vere interviste e monologhi di finzione narrati da tre donne (tra cui Joan Chen), il regista ripercorre la “vita” della e nella fabbrica, attraverso tre diverse generazioni. Quasi un corollario, non a caso, di Still Life: che qualche pia casa di distrubuzione ce lo faccia vedere, please.

....
condividi 0 Commenti

Still Life: il doloroso costo del progresso

pubblicato da Gabriele C.

Still Life (Sanxia haoren, Cina / Hong Kong, 2006) di Jia Zhangke; con Han Sanming, Zhao Tao.

Disponibile a noleggio nelle videoteche da poco più di due settimane, l’ultimo Leone d’Oro a Venezia.

Pianosequenza: gente poverissima su una barca sullo Yangtze. La macchina da presa ci fa vedere il villaggio di Fenjie. Da più di dieci anni è in corso il progetto Tre Gole, e finirà nel 2009: la città sarà sommersa dalla formazione di un lago artificiale e da un’enorme diga. Conseguenze del processo, che ovviamente fa parte del progresso economico e industriale della Repubblica Popolare Cinese: lo spostamento di circa un milione di abitanti dalle decine di città scomparse.

Già, il costo del progresso. Inevitabile e doloroso. Still Life è sì un documentario, ma ci propone anche due storie inventate: quella del minatore Han Sanming in cerca dell’ex-moglie e della figlia che non vede da troppi anni, e quella dell’infermiera Shen Hong in cerca del marito. Lo sguardo del bravissimo Jia Zhang-ke sta tra il neorealismo e il magico tocco d’autore; ciò che ne esce fuori è il ritratto di un periodo, di un’umanità e di una condizione che commuove e lascia il segno.

Il ritmo decisamente lento e calmo della pellicola, costruito (siete avvisati) su molti e lunghi pianisequenza, ci offre l’opportunità di poter vedere una realtà lontana. E la fotografia, virata giustamente su colori azzurri e acquosi, lascia decisamente senza fiato. E in questa realtà un uomo e una donna cercano di ritrovare il loro passato.

Continua a leggere: Still Life: il doloroso costo del progresso

....
condividi 2 Commenti