
Il suo debutto, all’edizione 2004 al Sundance Film Festival, con Super Size Me è stato di quelli con il botto. Chissà che l’edizione 2011 porti altrettanto bene a Morgan Spurlock e al suo nuovo documentario The Greatest Movie Ever Sold, che sarà presentato al festival di Robert Redford.
Nel suo film Spurlock compie un’analisi di un fenomeno che è davanti agli occhi di tutti (al cinema) ma che spesso non viene percepito se non in modo subliminale (e in alcuni casi anche un po’ subdolo), ovvero il mercato del product placement, del marketing e della comunicazione, un settore sempre più fondamentale per l’industria cinematografica, ma che nasconde molti lati oscuri.
L’idea di base è quella di sviscerare i meccanismo che stanno alla base della comunicazione, in un mondo ad ogni angolo della strada qualcuno cerca di vendere qualcosa al pubblico, anche al cinema.

Dopo il suo attacco al mondo dei fast food con Super Size Me, Morgan Spurlock è diventato una sorta di anti-star del mondo del documentario made in usa.
Il suo progetto più recente è un documentario di inchiesta in cui lo stesso Spurlock, con il suo modo di fare irriverente, si lancia alla ricerca niente meno del nascondiglio segreto in cui è nascosto lo sceicco del terrore Osama Bin Laden.
In Italia abbiamo dovuto aspettare a lungo per Che fine ha fatto Osama Bin Laden (forse anche un po’ troppo per dovere di attualità) ma finalmente la Fandango di Domenico Procacci riesce a farcelo vedere. Ecco in anteprima la locandina (integrale dopo il continua)
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Non stravolgerà le regole del mondo, ma qualche volta un documentario riesce a cambiare qualche piccola realtà, spesso per il meglio. Tempo fa la più famosa catena di fast food ha rivisto e corretto le dosi dei propri menù dopo la denuncia di Super Size Me di Morgan Spurlock mentre molte persone che hanno visto Una scomoda verità di Al Gore hanno fatto dell’ecologismo una priorità.
Tempo fa via abbiamo proposto il trailer con le prime immagini del documentario The Cove, in cui viene mostrato, fra le altre cose, l’eccidio di migliaia di delfini nella piccola cittadina di Taiji, in Giappone.
Il regista del documentario, Ric O’Barry, diventato un attivista dopo aver lavorato con il delfino Flipper, una volta tornato a Taiji ha notato che non vi era più traccia di pesca sregolata al delfino. Sebbene gli attivisti che hanno collaborato per la realizzazione di The Cove aspettano ancora che il governo giapponese renda illegale questo tipo di pesca, il risultato ottenuto dal film sui luoghi dove è stato girato è sorprendente e il documentario può fregiarsi dell’aver salvato da morte certa diverse decine di animali. Una piccola vittoria, una grande soddisfazione.
Fonte | EW
Scriveva Alberto Crespi nella sua recensione su Film Tv: “Super Size Me è il miglior documentario Usa del 2004, con buona pace di Michael Moore”. E forse è vero: allarmante, folle, spesso furbo, ma decisamente entusiasmante (come idea e costruzione del documentario, mica per le verità che dice…). In attesa di Fast Food Nation.

Questa è la parte migliore della giornata, quando ingrasso, a letto, con il mio quarto di Coca-Cola - Morgan Spurlock
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