Uscirà nei cinema nostrani il prossimo 19 febbraio Il Figlio più Piccolo, atteso ritorno in sala di Pupi Avati, con un Christian De Sica finalmente pronto ad abbandonare i cinepanettoni per abbracciare un ruolo drammatico. Al suo fianco Laura Morante, Luca Zingaretti, Gisella Marengo e Sydne Rome, per una pellicola che ci regala oggi il poster di stampo leghista e il primo trailer, da vedere e commentare insieme a noi dopo aver cliccato su continua.
E’ un giorno d’estate del 1992 a Bologna. Il matrimonio di Luciano Baietti e Fiamma, già genitori di due bambini di pochi anni, si consuma affrettatamente. Appena il tempo di un brindisi nei bicchieri di carta e lo sposo parte in compagnia di uno strano personaggio e con un mazzo di documenti con i quali la sposa gli intesta i suoi beni immobili. Anni dopo, ai giorni nostri, i due bambini sono cresciuti: il maggiore, Paolo Baietti, lavora in un locale del centro e odia quel padre scomparso nel nulla; il figlio più piccolo, Baldo Baietti, buono e generoso, studia cinema e vive modestamente con la mamma e con Sheyla, accompagnando le due donne nei loro patetici tentativi di carriera musicale e assistendo Fiamma nelle sue frequenti crisi esistenziali. Nel frattempo, nella campagna laziale, Luciano fa la bella vita nella sua lussuosissima villa: con i soldi della ex moglie e i consigli di Sergio Bollino, vera eminenza grigia della Baietti Enterprise, è presidente e uomo immagine di una holding che vive di loschi traffici e spudorate raccomandazioni e connivenze. Ma i tempi si fanno difficili e gli appoggi iniziano a vacillare pericolosamente: la grande idea è trovare un prestanome sufficentemente ingenuo e fiducioso su cui scaricare la responsabilità delle situazioni più compromesse. Qualcuno che non sappia e non possa dire di no, qualcuno facile da raggirare, magari facendo appello a improbabili ragioni del cuore: Baldo…
Pupi Avati chiude così la trilogia dedicata ai padri, dopo La cena per farli conoscere e Il Papà di Giovanna, affidandosi alla vena drammatica di De Sica, da troppo tempo assente in sala con personaggi simili. Voi che ne dite… scelta avventata o ben ponderata?
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Inizia a formarsi il programma del Torino Film Festival 26, che si è già accaparrato l’attesissimo W. di Oliver Stone come film d’apertura. Tra i primi ospiti annunciati, ci sono, oltre a Oliver Stone, anche Peter Del Monte, Giuseppe Bertolucci, Marco Tullio Giordana, Salvatore Piscicelli, Claudio Caligari, Paolo Virzì, Tonino De Bernardi, Luciano Emmer, Zeudi Araya, Kohei Oguri, Koji Wakamatsu, Bill Forsyth, Michael Radford, Pat O’Connor e Michael Palin.
Interessantissimo l’evento di sabato 22 novembre, che prevede un incontro con Roman Polanski, a cui è dedicata una delle tre belle retrospettive del festival. Con lui ci saranno la moglie Emmanuelle Seigner, Jerzy Skolimowski, e l’attrice Sydne Rome e il direttore della fotografia Marcello Gatti che hanno lavorato con lui in Che?. Verrà poi presentato il documentario Roman Polanski: Wanted and Desired di Marina Zenovich, visto a Cannes.
Andiamo poi ai primi titoli del cartellone, divisi per sezione. Fuori concorso vedremo 24 City di Jia Zhang Ke, applauditissimo a Cannes, The Edge of Love di John Maybury, Filth and Wisdom di Madonna, passato a Berlino, Katyn di Andrzej Wajda, candidato all’Oscar come miglior film straniero, e Wendy and Lucy di Kelly Reichardt.
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Che? (What?, Italia / Francia / Rft, 1972) di Roman Polanski; con Sydne Rome, Marcello Mastroianni, Romolo Valli, Hugh Griffith.
Stanotte, 01.25, RaiTre
La versione per adulti di Alice nel paese delle meraviglie di Polanski è uno dei suoi film meno conosciuti e più discussi tra quelli che l’hanno visto. Farsa o capolavoro? Sin dal titolo si capisce che ci si trova di fronte ad un ufo. Che? è la conferma, già nel ‘72, che il suo regista non è così facile e bensì che è colto, graffiante, a suo modo originale e provocatorio.
In trasferta italiana sulla costiera amalfitana, Polanski narra la storia di Nancy, sfuggita a tre balordi che volevano violentarla e che si rifugia in una stupenda villa, popolata però da gente che definire bizzarra è poco. Così Polanski mette in scena un piccolo mondo grottesco, assurdo e dedito al sesso, girando una commedia stralunata e sottilmente perversa.
Se diamo ragione ai detrattori quando parlano di film che si tira un po’ per le lunghe e che si va man mano appiattendo (ma ci si può divertire comunque), non possiamo non riconoscere a Che? almeno più di un bel merito. Fra i quali spicca il notevole cast: fra cammei dello stesso Polanski e di Vitali, spicca la coppia protagonista con una solare, ingenua e bellissima Sydne Rome al suo vero esordio e l’autoironico, folle e geniale Marcello Mastroianni.

E’ personalmente il film italiano che più attendo. Anzi, mi allargo: è il thriller/horror che più attendo degli ultimi mesi. Pupi Avati ritorna al cinema di genere undici anni dopo L’arcano incantatore, un gotico discusso ma abbastanza apprezzato, e trentuno anni dopo l’indimenticabile e ancora oggi pauroso La casa dalle finestre che ridono (e già che siamo in vena di conti, sono passati ventiquattro anni da Zeder). Il nascondiglio, annunciato già quando il regista stava girando La cena per farli conoscere, conferma le capacità di Avati, che ha saputo crearsi un’industria personale (sforna un film all’anno…) ed ha un suo pubblico che lo segue fedelmente, tanto che i suoi film guadagnano sempre il necessario al box-office: e, come al solito, scrive sempre prima il romanzo, da un po’ nelle nostre librerie, e poi lo trasforma subito in pellicola.
De Il nascondiglio stiamo vedendo in questo periodo il trailer in televisione. Ma ahimè non ho trovato traccia del filmato nella rete (ahi Youtube, che mi abbandoni così?), neanche sul sito ufficiale del film, a dir la verità ancora in costruzione, nonostante il film esca presto, ossia il 16 novembre. Però possiamo mostrarvi la bella locandina e alcune immagini del film, tra cui spicca una Sydne Rome particolarmente inquietante. Intitolato inizialmente Il nascondiglio delle monache, il film tratta la storia di una misteriosa donna (Laura Morante) appena uscita da una clinica psichiatrica, dov’era finita dopo il suicidio del marito. La donna decide di aprire un ristorante a Davenport in una casa che un tempo era un pensionato gestito da monache. E visto che si parla del regista de La casa dalle finestre che ridono, anche questa casa ha qualcosa da nascondere: scricchiolii, voci sinistre e presenze inquietanti spaventeranno la donna tanto da farle ricredere sul fatto di essere guarita dalla pazzia che l’ha “imprigionata” per anni…
Dopo La Terza Madre, che potremo vedere in sala da questo mercoledì, anche Avati punta sul cinema di genere e cercherà nel suo piccolo di rilanciarlo, con una storia che ha un sapore vecchio stile che promette angoscia e brividi. Io ci spero molto. Intanto, vi regalo, come promesso, un po’ di immagini e la locandina (ringrazio infinitamente Multiplayer). Subito dopo il salto.