
Nuovo poster, direttamente dalla prima del film, per il debutto alla regia di Charlie Kaufman dopo le brillanti prove da sceneggiatore, stiamo parlando ovviamente di Synecdoche, New York.
Il film racconta di un regista teatrale (Philip Seymour Hoffman) che cerca di mettere apposto i suoi rapporti con le proprie donne facendo uno spettacolo teatrale in una New York ricostruita al chiuso in scala 1:1.
Se siete incuriositi da questa trama così anticonvenzionale potete farvi un’idea guardando il trailer.
La locandina invece la trovate a seguire.
Fonte: Cinematical
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La Palma d’Oro di quest’anno avrà un peso politico: parola del Presidente della Giuria Sean Penn. Non avevamo dubbi. Il fatto è che la maggior parte dei film in concorso quest’anno a Cannes sono pellicole ancorate disperatamente alla realtà; molte raccontano digrazie, corruzione e verità della propria terra, oppure si indaga su miti che pesano nella Storia, o si scava su drammi più esistenziali connessi all’attualità.
Una Palma d’Oro difficile da stabilire in anticipo, quindi, anche per chi a Cannes c’era. Facendo una scrematura veloce, sarebbero una dozzina i film che aspirerebbero o alla Palma d’Oro o ad un premio. Tra Eastwood e Salles, anche i due italiani e due francesi, oltre ai Dardenne. In una edizione che ha fatto scattare molti applausi per una cerchia “ristretta” di film e anche qualche silenzio (se non fischi…) per altri, cerchiamo di delineare le possibilità che ciascun film ha di vincere.
Noi cercheremo di darvi tutti i premi il più velocemente possibile, “possibilità” permettendo. Intanto facciamo il nostro Toto-Palma.
24 City - Jia Zhang Ke: ha fatto parlare di sè, e ha persino commosso. Dopo il Leone d’Oro per Still Life, potrebbe essere Palma d’Oro per Jia.
Adoration - Atom Egoyan: ha diviso la critica, e nessuno lo segnala né tra i peggiori film del festival né tra i migliori. Non dovrebbe essere un “pericolo” per altri film in gara.
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Finalmente a Cannes si è scoperto com’è questo primo film dello sceneggiatore Charlie Kaufman, già dal titolo impronunciabile abbastanza criptico: Synecdoche, New York. Unico esordiente alla regia ad essere nel concorso di quest’anno, il film di Kaufman sembra essere stato abbastanza apprezzato, ma ha lasciato perplesse altre persone.
Amato, odiato, discusso, per ora ci sembra che Kaufman abbia messo davvero d’accordo tutti solo con la sceneggiatura di Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Ma Gondry ha già intrapreso la sua personale strada, e lo sceneggiatore ha così esordito con il suo primo film tutto suo, in cui molti c’hanno visto qualcosa del felliniano 8 1/2 (ma lui giura di non averlo mai visto).
La storia di Synecdoche, New York è quella di Caden Cotard (interpretato dal solito magistrale Philip Seymour Hoffman), regista teatrale piantato dalla moglie che se n’è andata via con la figlia. Deluso nuovamente da una storia d’amore, la dose si rincara quando incominciano dei disturbi fisici. Tutto ciò fara scattare un’idea in mente a Cotard: prendendo la sua compagnia teatrale, metterà in scena uno spettacolo in cui gli attori dovranno celebrare l’ordinarietà della vita, lasciando perdere il mondo esterno.
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Questa mattina, subito dopo la conferenza stampa, vi abbiamo dato un assaggio del programmone della 61a edizione del Festival di Cannes. Commento a caldo: grandi nomi. Commento a freddo: leggendo attentamente il programma, c’è da scommettere sul serio sulla grandezza di questa edizione, anche dopo quella ottima dell’anno scorso. Con questo post ci concentreremo sui film in concorso, per dedicarci successivamente al resto del programma.
I titoli sono 19, ma potrebbero anche essere 20: infatti ce n’è uno che vale doppio. Si tratta di Che di Steven Soderbergh, che ritorna in concorso sulla Croisette dopo la Palma d’Oro conquistata con Sesso, bugie e videotapes e la partecipazione nel 1993 con Piccolo grande Aaron. Che è la “fusione” di The Argentine e Guerrila, i due film che l’autore americano ha diretto sulla figura del comandante Che Guevara, interpretato da Benicio Del Toro. Il montaggio di più di 4 ore sarà quindi presentato a Cannes, ma si presume che in sala lo si vedrà spezzato, così come lo aveva pensato Soderbergh.
Secondo e ultimo nome americano è quello di Clint Eastwood con Changeling, mentre l’Italia sarà ottimamente rappresentata dagli attesi Il divo di Paolo Sorrentino e Gomorra di Matteo Garrone. Torna Walter Salles, che dopo il successo de I diari della motocicletta (sulla gioventù del Che) è per la seconda volta in concorso, mentre Jia Zhang Ke “tradisce” la lunga collaborazione con Venezia e torna a Cannes dopo sei anni d’assenza in competizione. Da non sottovalutare poi la presenza di Charlie Kaufman col suo primo lungometraggio. Altri nomi? Trovate tutti i titoli dopo il salto.

Seduto sul letto, un uomo compone, guardando la rubrica telefonica, un numero a caso; risponde una donna. La conversazione fra i due sconosciuti inizia normalmente, quando lui chiede ad un certo punto a lei che cosa abbia addosso. “Sei eccitata? Sei tutta bagnata?”, e mentre l’uomo ha raggiunto l’orgasmo finisce la scena. E’ una delle tante sequenze di Happiness, cult di Todd Solondz, che hanno fatto urlare allo scandalo, e il protagonista di quell’”imbarazzante” momento era Philip Seymour Hoffman.
Per tanti anni Hoffman ha partecipato a non pochi film, fra cui alcuni firmati da importanti registi americani. Appena lo vedevi, lo riconoscevi: è una faccia che non si scorda, paccioccosa e indelebile. Ma non riuscivi mai a dire il suo nome, forse perchè non l’avevi mai saputo. E’ una sorte che spesso e volentieri capita solo agli attori sottostimati, e anche bravi. Molto bravi. Ci sono voluti anni e anni per far sì che il grande pubblico lo notasse davvero, e poche volte l’Academy fece scelta più felice: nel 2006 Hoffman vinse l’Oscar come Migliore attore protagonista di Truman Capote, primo film (seguito l’anno successivo da Infamous) sulla figura dell’eccentrico scrittore di A sangue freddo.
Grande amico di Paul Thomas Anderson, ha una parte in tutti i quattro film diretti dal talentuoso regista (ma ahinoi non lo vedremo in There will be blood), dal primo Sydney ai bellissimi film “altmaniani” Boogie Nights e Magnolia, e anche nella commedia romantica e fuori di testa Ubriaco d’amore. E, sempre nella sua filmografia d’autore, ha partecipato negli straordinari La 25ª ora di Spike Lee e Il grande Lebowski dei Coen.
Charley Kaufman, uno degli sceneggiatori più quotati di Hollywood, si appresta a debuttare alla regia con il suo prossimo film Synecdoche, New York.
Philip Seymour Hoffman, Catherine Keener, Michelle Williams, Samantha Morton e Tilda Swinton saranno i protagonisti di questo atteso film, che lo stesso Kaufman ha definito “raccapricciante, ma non come un horror tradizionale“, incentrato su un direttore di un teatro che ha l’ambizioso progetto di ideare una piece teatrale ambientata in una New York ricostruita in un magazzino!
Attendendo news e trailer, per ora accontentiamoci della locandina..