Due vite per Caso (Italia, 2010) di Alessandro Aronadio; con Lorenzo Balducci, Isabella Ragonese, Ivan Franek, Riccardo Cicogna, Sarah Felberbaum, Monica Scattini, Teco Celio, Rocco Papaleo, Ivano de Matteo, Niccolò Senni, Tatti Sanguineti, Roberta Fiorentini, Anna Ferzetti, Antonio Gerardi, Giuseppe Pestillo, Fabrizio Lombardo, Cristina Rocchetti, Filippo Sandon, Giovanni De Giorgi, Stefano Molinari, Monica Rutelli, Andrea Purgatori
Presentato al Festival di Berlino, arriva finalmente in sala Due vite per Caso, ritorno al cinema di quel Lorenzo Balducci che negli ultimi mesi è stato al centro di inchieste mediatiche che nulla hanno a che fare con la settima arte. Travolto dallo scandalo legato al G8, l’attore ha preferito desertare la conferenza stampa romana della pellicola, il chè é a dir poco paradossale, visto che ne è l’assoluto ed indiscusso protagonista.
Opera prima del giovane Alessandro Aronadio, Due vite per Caso ci racconta e ci ricorda l’altra Italia portata a Cannes da Sabina Guzzanti, con una generazione di precari senza presente e soprattutto senza futuro, con il destino segnato. Un destino che si sdoppia magicamente, come nell’indimenticato Sliding Doors, mostrandoci l’esistenza di un ventenne qualunque, ingabbiato in una vita che non trova sbocchi, facendo montare in lui rabbia, paura, angoscia e violenza. Quella stessa violenza che porta proprio oggi una città, Roma, a militarizzarsi per una finale di Coppa Italia, pur di non finire in mano ad un branco di giovani frustrati, spesso non realizzati, cresciuti a pane, odio e xenofobia e ‘costretti’ a “tirare a campare” già a 20 anni…
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Tatti Sanguineti, critico e storico del cinema, presenta il suo personale documentario su Giulio Andreotti. Dopo Il Divo di Paolo Sorrentino, il politico va di moda. Ecco cosa dice a Ciak Sanguineti:
“30 ore di girato, 21 incontri al sabato mattina con il senatore a vita, il tutto finanziato come progetto speciale dal Ministero dei Beni culturali. Andreotti non è stato solo l’uomo dei ‘panni sporchi che si lavano in casa, ma incarnò, fondò, avviò la ricostruzione dell’industria cinematografica italiana nel dopoguerra, ne fu il cardine e il motore e dopo aver contenuto gli americani vincitori della guerra, ostili e diffidenti verso il nostro cinema considerato balcone e megafono di Mussolini ne favorì il ritorno come investitori e coproduttori”.
Un docu-film che parla di Andreotti e del suo rapporto con il cinema. Progetto interessante.