E’ un piacere poter segnalare questo libro per almeno due ragioni. Innanzitutto l’autore che viene analizzato, ovvero quello Shinya Tsukamoto che ha fatto impazzire i cinefili sin dall’inizio della sua carriera e che ha continuato a tener desta l’attenzione degli appassionati, arrivando a creare anche due “piccole saghe” (la trilogia di Tetsuo e il dittico di Nightmare Detective).
E poi per gli autori, ovvero Andrea Chimento e Paolo Parachini, due giovani e preparatissimi blogger (qui il loro blog di cinema), che potete trovare nella mitica Cinebloggers Connection. Ed è anche per questo che ci fa piacere, da blogger, segnalare il loro libro Shinya Tsukamoto: dal cyberpunk al mistero dell’anima sulle pagine di Cineblog.
Edito da Falsopiano, il volume di Chimento e Parachini dà una visione completa di Tsukamoto, inquadrando innanzitutto il cyberpunk (esiste? è morto? è mai nato?) e sviscerando l’intera filmografia del regista dell’ultimo Tetsuo - The Bullet Man. “Dal cyberpunk al mistero dell’anima” recita infatti il sottotitolo del libro: perché Tsukamoto è anche cantore della solitudine, della sessualità e della città. Conclude il volume un’intervista con il grande regista.
Dopo il salto trovate le indicazioni del libro.

Oggi proponiamo agli appassionati del cinema di Shinya Tsukamoto e soprattutto della saga di Tetsuo il trailer del terzo, nuovo episodio della “creatura” più celebre del maestro giapponese, ovvero Tetsuo: The Bullet Man. Del film vi abbiamo già mostrato un piccolo teaser, che in realtà è un vero e proprio spezzone del film.
La trama segue ovviamente le orme dei precedenti due capitoli, anche se è soprattutto alle linee guida di Tetsuo II: Body Hammer che questo The Bullet Man guarda: Anthony è un uomo d’affari di origini americane che vive e lavora a Tokyo. Ha una moglie e un figlio di tre anni, Tom, ma la sua vita precipita quando il bambino viene investito da una macchina. Anthony da quel giorno inizia una strana mutazione e, sotto la pressione della moglie Yuriko che vuole vendetta, inizia ad indagare sulla vicenda, scoprendo inquietanti segreti anche sui suoi genitori…
Presentato in concorso a Venezia 66, Tetsuo: The Bullet Man segna il debutto di Tsukamoto con un film in lingua inglese e con un attore americano, Eric Bossick. Qui trovate il nostro parere dopo la proiezione veneziana. Dopo il salto invece potete godervi il trailer.
Continua a leggere: Tetsuo: The Bullet Man - Nuovo trailer del nuovo Shinya Tsukamoto

Presentato in concorso a Venezia 66, scatenando più delusione che entusiasmo, Tetsuo: The Bullet Man segna il ritorno di Shinya Tsukamoto alla saga che gli ha dato fortuna, dopo i due capitoli di Nightmare Detective. E quindi, dopo Tetsuo e Tetsuo II, ovvero l’uomo di ferro e l’uomo martello, ecco arrivare l’uomo pallottola, per la prima volta in inglese e con un budget più importante.
Anthony è un uomo d’affari di origini americane che vive e lavora a Tokyo. Ha una moglie e un figlio di tre anni, Tom, ma la sua vita precipita quando il bambino viene investito da una macchina. Anthony da quel giorno inizia una strana mutazione e, sotto la pressione della moglie Yuriko che vuole vendetta, inizia ad indagare sulla vicenda, scoprendo inquietanti segreti anche sui suoi genitori…
Tecnicamente potente e pulitissimo, senza un dettaglio fuori posto, con un sonoro al solito martellante e ossessivo, Tetsuo: The Bullet Man prosegue sulla strada di Tetsuo II, con un protagonista a cui viene uccisa una persona importante e con tanto di successiva indagine con progressiva trasformazione. Forse è questa mancanza di novità che ha maggiormente deluso il pubblico veneziano. Ma non manca qualche immagine suggestiva, come quella di una Tokyo letteralmente spazzata via.
Ovviamente della distribuzione non si sa nulla di nulla: non possiamo far altro per ora che goderci il primo teaser trailer (in realtà una vera e propria sequenza del film) e la locandina. Trovate tutto dopo il salto.
Continua a leggere: Tetsuo: The Bullet Man - Teaser trailer e locandina del nuovo Shinya Tsukamoto
La 66esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è ormai quasi giunta a metà della sua corsa. Oggi sono arrivati in Laguna l’algida Tilda Swinton, Alba Rohrwacher ed il cast di Io Sono l’Amore di Luca Guadagnino; Christopher Lambert ed Isabelle Huppert, che presenteranno domani White Material di Claire Denis; e George Lucas, che avrà l’onere ed il piacere di consegnare il Leone d’Oro nelle mani di John Lasseter.
Werner Herzog è nuovamente sotto i riflettori - quest’oggi in compagnia di Michael Shannon - per presentare il film sorpresa My son, My Son What have ye done? Avvistati anche Michael Moore, domani in concorso con il documentario Capitalism: a Love Story; Shinya Tsukamoto ed Eric Bossick, rispettivamente regista ed interprete del nipponco Tetsuo the Bullet Man; John Turturro ed il cast di Prove per una Tragedia Siciliana; e le bellissime protagoniste di Desert Flower.
Nonostante la temperatura si sia drasticamente abbassata, lasciando spazio a golfini e giacchette, qualche fantasioso non ha voluto rinunciare a fare un po’ di sport….quando si dice essere originali! Dopo il salto, tutte le immagini della giornata.

Non c’è stato solo Werner Herzog nel terzo giorno della Mostra di Venezia. In concorso sono passati i primi due film orientali, che sembrano non aver però catturato il pubblico…
Tetsuo the Bullet Man - di Shinya Tsukamoto (Concorso)
Anthony è un uomo in carriera, ha una moglie, Yuriko, e un figlio, Tom. Un giorno Tom viene investato senza pietà da uno sconosciuto. La moglie pretende giustizia, ma Anthony sembra quasi freddo e distaccato. Inizia per lui una serie di scoperte sul passato di suo padre e di sua madre, morta di cancro, che lo convolgono direttamente. E inizia la sua trasformazione…
Dopo i due Nightmare Detective, Tsukamoto riprende Tetsuo per dirigerne il terzo capitolo, il primo in lingua inglese e realizzato con mezzi più moderni. Già Tetsuo II sembrava un film realizzato più per il fan che per un pubblico più vasto, con la novità comunque di voler raccontare qualcosa di più sul perché della trasformazione del protagonista, e quindi con la voglia di aggiungere qualcosa di nuovo rispetto al primo, strepitoso ed indimenticabile capitolo originale.
Continua a leggere: Giorno 3 a Venezia 2009: Tetsuo the Bullet Man - Prince of Tears
Un programma al di sopra delle aspettative. Chiariamolo fin da subito, a scanso di equivoci: il cartellone della 66. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sulla carta promette un’edizione molto buona. Concentriamoci per ora sui film in concorso, e più tardi parleremo delle altre sezioni. Non preoccupatevi se vedete qualche nome mancante: è probabile che il film che cercate sia fuori concorso, ma qui le sorprese non mancano.
Confermati innanzitutto i rumors delle ultime settimane sugli italiani: ancora una volta, come l’anno scorso, i titoli nostrani del concorso ufficiale sono quattro. Si tratta ovviamente del film d’apertura Baaria di Giuseppe Tornatore, de Il Grande Sogno di Michele Placido, con Scamarcio, Trinca, Argentero, Orlando e Morante, La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi con Filippo Timi e Ksenia Rappoport, e, unico film Rai contro tre Medusa, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, con Margherita Buy.
Sorprendente la sestina americana: dopo gli ormai sbandieratissimi Moore, Herzog, l’esordio di Tom Ford con A single man, fa piacere anche vedere confermato il nuovo Todd Solondz, The Road di Hillcoat e soprattutto -in concorso!- Survival of the Dead di zio Romero. Nella triade orientale, spunta la sopresona Tsukamoto con il suo nuovo capitolo di Tetsuo. Ottima la selezione francese, con Denis, Rivette, Chéreau confermati e la “new entry” Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Due lavori tedeschi (ma ovviamente Akin ha origini turche e Shirin Neshat iraniane), uno austriaco, e poi ancora Sri Lanka, Egitto e Israele. E manca ancora il film a sorpresa, per un totale di 24 film in corsa per il Leone d’Oro.
Dopo il salto, tutti i titoli del concorso ufficiale di Venezia 66.

Stando a quanto riporta KFCC il maestro giapponese Shinya Tsukamoto avrebbe recentemente completato le rirpese del terzo capitolo di Tetsuo, intitolato Tetsuo Project.
Il film è già entrato in postproduzione e segnerà il debutto per il regista nipponico con un film in lingua inglese e con un attore americano Eric Bossick.
Speriamo che il cambio di lingua non faccia perdere a Tetsuo la sua furia visiva.

Tetsuo (Tetsuo – Giappone 1988) di Shinya Tsukamoto con Tomorowo Taguchi, Kei Fujiwara, Shinya Tsukamoto.
E finalmente, per la mia gioia ma spero anche per la vostra, la rubrica dei cultissimi sbarca in oriente. Personalmente ho scelto come primo rappresentante dei molti cult regalatici dal lontano oriente questo film di Shinya Tsukamoto per molti motivi; ma sopra ogni cosa l’ho scelto per l’importanza che Tsukamoto ha assunto come regista nell’ultima ventina d’anni, per la sua importanza come autore, per la sua coerenza e il suo talento, e ho trovato, un po’ banalmente magari, che “Tetsuo” fosse il film che meglio rappresentasse l’immaginario allucinato di questo ometto giapponese.
Il film racconta di un uomo qualunque, un grigio travet di una qualsiasi cittadina giapponese, che fatalmente viene infettato con un virus da quello che nei titoli del film viene soprannominato il feticista del metallo (interpretato dallo stesso Tsukamoto). Il corpo dell’uomo comincia a subire delle mutazioni sempre più pesanti e spaventose; il metallo invade l’organismo del protagonista, donandogli dei poteri incredibili ma anche sfigurandolo. Il feticista del metallo, la sorgente alfa del virus, controlla compiaciuto e divertito il tutto dai suoi monitor, finchè non decide che è ora di affrontare in una lotta senza quartiere la sua creatura.
Tetsuo di Shinya Tsukamoto: foto gallery



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