Quando avevamo parlato di The Dead Outside in occasione del suo passaggio in concorso al Science+Fiction di Trieste, avevamo detto che ha almeno un motivo d’interesse, e questo motivo va trovato nella regia. Che è firmata da una giovane ragazza al suo primo lavoro.
Kerry Anne Mullaney firma uno zombie-movie abbastanza atipico, con un taglio intimista, attento ai suoi due protagonisti e al clima freddo che li avvolge, ottimamente reso dalla fotografia dell’altrettanto giovane Kris R. Bird, che ha firmato anche la sceneggiatura assieme alla Mullaney.
Un’epidemia, una fattoria sperduta, due personaggi che s’incontrano e sono quasi costretti a convivere per sopravvivere. Questo è The Dead Outside, indipendentissimo, e per questo sarà anche difficile vederlo sui nostri schermi. Se siete curiosi, conviene sperare in un’edizione straight-to-dvd. Dopo il salto trovate il trailer originale.
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E’ finito anche quest’anno il Science+Fiction, il festival internazionale di fantascienza di Trieste. Si conclude con un brutto film, La Possibilité d’une île (La possibilità di un’isola) di Michel Houellebecq, tratto dal suo omonimo libro. Un film piatto e fintamente criptico, che si chiude bruscamente quando inizia a farsi interessante: paradossalmente anche quando iniziano i silenzi, contrapposti ai dialoghi poco incisivi sentiti in precedenza. Il protagonista Benoît Magimel ci sta decisamente simpatico, ma dopo il botto con Haneke e Chabrol non ne ha azzeccata una: tra 24 mesures, Inju - il peggior Schroeder - e questo, dovrebbe scegliere meglio i suoi copioni e i suoi personaggi.
Ma il Science+Fiction si è chiuso degnamente grazie al verdetto finale, che ha visto trionfare il miglior film in concorso, ovvero quel Tres dias di cui vi abbiamo parlato tanto bene ieri. Un verdetto giusto per un film a suo modo cattivo, triste e cupo. “Per la sua analisi ricca di sfumature della morale
umana nel contesto di condizioni estreme”, dice il verdetto della Giuria. E siamo d’accordo: Premio Asteroide meritatissimo, e ancora una volta - dopo Los Cronocrimenes dell’altr’anno - uno spagnolo trionfa. La Giuria ha poi dato due menzioni speciali: al russo Terra Nova, “per la sua potente caratterizzazione” (e siamo ancora d’accordo), e all’intimista The Dead Outside, “per l’idiosincratica rivisitazione del genere zombie movie” (per la terza volta d’accordo).
Nella sezione dei cortometraggi vince Kingz di Benni Diez e Mainko Spahic, che concorrerà grazie al premio al Méliès d’Or della Federazione Europea dei festival di cinema fantastico nel 2009. Menzione allo spagnolo Die Schneider Krankheit di Javier Chillon. Le ultime visioni hanno regalato al pubblico l’ultimo lavoro del maestro Nicolas Roeg, ovvero Puffball, trascurabile ritorno del regista del bellissimo A Venezia… un dicembre rosso shocking (visto proprio prima dell’anteprima di Puffball: il confronto non regge), e Carlston za Ognjenku (Tears for Sale), di Uros Stojanovic, di cui si è parlato un gran bene.
Dopo il salto, un brevissimo bilancio di questa edizione del Science+Fiction.
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Come ho fatto ieri, anche questo resoconto del secondo giorno dei film visti al Science+Fiction vorrei iniziarlo con qualche frase spesa per un film di una retrospettiva (in questo caso la sezione Asteroids). Si tratta del mitico The Day the Earth Stood Still, da noi Ultimatum alla Terra, di cui tra qualche settimana vedremo il remake con Keanu Reeves e Jennifer Connelly. Diretto dal grande Robert Wise, genio della suspense, del musical, e anche della fantascienza, Ultimatum alla Terra nel 1951 rivoluziona il panorama del genere e anticipa addirittura l’idea dell’alieno pacifista di Spielberg.
Se l’alieno è il diverso, ossia colui che viene da un posto lontano, quindi non si conosce e può portare qualsiasi tremendo pericolo, allora è il rosso. Ma in piena Guerra Fredda Wise annienta le barriere del bipolarismo e mette tutti nello stesso, realista calderone: il vero pericolo è l’uomo in sé, che non dialoga e, se continua così, si annienterà da solo. Anzi, gli alieni hanno addirittura paura che la nostra follia possa mettere in pericolo i pianeti vicini. La frase “klaatu barada nikto” è entrata nella storia del genere, tanto da essere citata da Raimi ne L’armata delle tenebre, dove Ash non riesce mai a ricordarla…
Ricominciamo coi film in concorso e parliamo di The Dead Outside, horror scozzese che ha almeno un motivo per essere interessante: è diretto da una donna, Kerry Anne Mullaney, tra l’altro giovane. Che sceglie di raccontare la “solita” storia dell’epidemia che trasforma gli uomini in infetti attraverso un approccio più intimo, scegliendo due personaggi (da metà film sono tre) e mettendoli in una sperduta fattoria, dove tenteranno di nascondersi e proteggersi.
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