Dall’American Film Market stanno arrivando in questi giorni un sacco di sorprese. Non ultime le locandine -che Cineblog è ben felice di offrivi quest’oggi, dopo il salto - di Effie, Main Street, The Irishman e The Electric Slide.
Main Street è l’adattamento cinematografico dell’ultima (ed omonima) pièce firmata dal commediografo Horton Foote, vincitore del Pulitzer e 2 volte premio Oscar. La regia è firmata dal lasonato regista teatrale inglese John Doyle e nel cast troviamo Colin Firth, Ellen Burstyn, Amber Tamblyn, Andrew McCarthy, Patricia Clarkson e Orlando Bloom. La trama è incentrata su un gruppo di persone in una piccola cittadina del Nord Carolina, un tempo fiorente grazie al commercio del tabacco, oggi durametne colpita dalla crisi economica. La loro tranquilla esistenza viene sconvolta dall’arrivo di uno straniero, che porterà con sè una novità potenzialmente pericolosa. (Qui alcune foto dal set)
The Irishman vede protagonisti Ray Stevenson, Christopher Walken Val Kilmer, Vincent D’Onofrio, Vinnie Jones, Paul Sorvino e Fionnula Flanagan. In cabina di regia c’è Jonathan Hensleigh, autore anche della sceneggiatura insieme a Jeremy Walters. Il film si svolge a Cleveland negli anni ‘70, negli ambienti della piccola criminalità ed è tratto dal libro di Rick Porrello To Kill the Irishman: The War That Crippled the Mafia, basato a sua volta sulla versa storia di Danny Greene, un violento ganster di origini irlandesi. Greene era in competizione con la mafia italiana per assumere il controllo del territorio, finendo per scatenare una rivolta intestina a livello nazionale che danneggiò seriamente la mafia.
L’affascinante scozzese Ewan McGregor e la 24enne Carey Mulligan stanno attualmente negoziando con la Myriad Pictures i termini del contratto che li legherà a The Electric Slide, debutto alla regia di Tristan Patterson (anche autore della sceneggiatura).
Il film prende spunto da un articolo (The Yankee Bandit: The Life and Times of Eddie Dodson, World’s Great Bank Robber) scritto da Timothy Ford per il Gear Magazine. Al centro dell’articolo - e del film - c’è la figura di Eddie Dodson, tranquillo gestore di un negozio di arredamento art decò a Melrose, in California, che divenne rapinatore per coprire i debiti contratti a causa dalla propria dipendenza da eroina.
Soprannominato The Yankee Bandit per via della sua abitudine ad indossare un cappellino con il simbolo dell’omonima squadra di basket, nei primi anni ‘80 riuscì a rapinare ben 72 banche, in modo non violento, prima di essere catturato dai federali. L’uomo morì in carcere nel 2003.