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La Grande Bellezza è il nuovo film di Paolo Sorrentino - protagonisti Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli

pubblicato da dr. apocalypse

La Grande Bellezza è il nuovo film di Paolo Sorrentino - protagonisti Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli

Aspettando l’uscita americana del sottovalutato This Must Be the Place, Paolo Sorrentino torna al cinema con un nuovo film, dal cast a dir poco variegato. La Grande Bellezza il titolo, per una pellicola che vedrà Toni Servillo tornare a lavorare con il suo alter-ego registico (L’uomo in più, Le conseguenze dell’amore e Il Divo), affiancato dalle sorprese Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.

Primo film di Sorrentino ambientato e interamente girato a Roma, che possiamo immaginare maledettamente diversa dalla scialba Capitale da cartolina di Woody Allen, La Grande Bellezza sarà una coproduzione Italia-Francia: Indigo Film e Medusa Film per l’Italia, Babe Films e Pathé, che cura anche le vendite internazionali, per la Francia. Il film, sceneggiato dallo stesso Sorrentino con l’immancabile Umberto Contarello, si avvarrà del sostegno del Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo della Regione Lazio. Luca Bigazzi si occuperà della fotografia, mentre Stefania Cella e Daniela Ciancio penseranno a scenografie e costumi, con Cristiano Travaglioli al montaggio.

Le riprese de La Grande Bellezza inizieranno ad agosto. Per poi puntare Cannes 2013, 5 anni dopo Il Divo.

Fonte foto: TMnews

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La bella addormentata: nonostante le polemiche Bellocchio ha iniziato le riprese del film su Eluana Englaro

pubblicato da Gabriele C.

La bella addormentata: nonostante le polemiche Bellocchio ha iniziato le riprese del film su Eluana Englaro

Il 9 febbraio 2009 alla casa di riposo La Quiete di Udine viene interrotta la nutrizione forzata di Eluana Englaro, in stato vegetativo per 17 anni dopo un incidente stradale. La vicenda ha fatto discutere ed alzato un polverone politico, e sta scatenando polemiche anche La bella addormentata, il film che Marco Bellocchio ha voluto dedicare alla vicenda. Con una caratteristica però da non prendere sotto gamba: non sarà un film soltanto su quella vicenda.

Perché lì dove Vincere non era un film incentrato su Mussolini, La bella addormentata non sarà un film su Eluana. Eluana e Beppino Englaro, ovvero l’”eroe laico” (parole del regista), infatti non ci sono. C’è però l’ultima settimana di una ragazza in stato vegetativo, e il film sarà una cronaca della vita delle persone che le girano attorno, per un motivo o per l’altro, e che avranno i volti di Alba Rohrwacher, Toni Servillo, Michele Riondino e Piergiorgio Bellocchio. Ci saranno però anche immagini di repertorio sul caso a fare da cornice alle storie di finzione scritte dal regista assieme a Sandro Rulli e Veronica Raimo.

E ora, le polemiche. La prima. La Quiete non ha permesso al regista di fare le riprese al suo interno. La seconda. Si diceva che la Friuli Venezia-Giulia Film Commission avesse, su proposta dell’Udc, negato il finanziamento, scatenando la rabbia del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “già in passato [Bellocchio] ha saputo affrontare temi difficili e controversi con esiti estetici ed etici ampiamente apprezzati”. Ma il presidente Federico Poillucci ha dichiarato che la Cattleya non avrebbe fatto richiesta: in questo caso, la proposta dell’Udc sarebbe seriamente preventiva.

Fatto sta che la questione dei fondi - un po’ oscura - non è stata ancora risolta, ma il regista ha iniziato a girare lunedì a Cividale del Friuli: il film si fa. Leone d’Oro alla carriera all’ultima Mostra di Venezia, dove si è vista la nuova versione del notevole Nel nome del padre, Bellocchio è un maestro indiscutibile nel raccontare la Storia e trattare con lucidità tematiche scottanti: ha saputo plasmare le immagini, di cronaca e repertorio, per ridare una sua visione del mondo. Se non ci si fida di lui, che è uno dei migliori registi italiani sulla piazza…

Foto: TM News

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Globi d'oro 2010-2011: ecco tutte le nominations

pubblicato da Carla Cigognini

GLOBI_D'ORO_Sono state pubblicate le candidature ai Globi d’oro 2010-2011, i premi della stampa internazionale al cinema italiano. Scopritele con noi:

Miglior Film
”Habemus Papam” di Nanni Moretti.
”I Fiori di Kirkuk” di Fariborz Kamkari.
”Noi credevamo” di Mario Martone.

Migliore regista
Emidio Greco per ”Notizie dagli scavi”.
Mario Martone per ”Noi credevamo”.
Saverio Costanzo per ”La solitudine dei numeri primi”.

Migliore opera prima
”Into Paradiso” Paola Randi.
”L’Estate di Martino” di Massimiliano Natale.
”20 sigarette” di Aureliano Amadei.

Migliore commedia
”Benvenuti al Sud” di Luca Miniera.
”Che bella giornata” di Gennaro Nunziante.
”Nessuno mi puo’ giudicare” di Massimiliano Bruno.

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Il Gioiellino di Andrea Molaioli: photocall e trascrizione della conferenza stampa romana

pubblicato da dr. apocalypse



Presentato ieri mattina alla stampa romana, che l’ha accolto con un tiepido applauso, Il Gioiellino di Andrea Molaioli uscirà venerdì in 170 copie. Da noi già recensito in anteprima, il film torna a far parlare di se’ grazie all’interessante conferenza stampa tenutasi proprio ieri, con protagonista proprio il regista, qui al suo secondo film dopo il boom de La Ragazza del Lago. Questa la trascrizione, con annesso photocall.

- Può parlarci dell’idea dietro questo progetto?
Andrea Molaioli: Ho iniziato ad interessarmi ai temi finanziari durante le prime fasi dell’ultima crisi di livello mondiale, quindi ho cercato di approfondire la materia della gestione allegra della finanza. Insieme agli sceneggiatori abbiamo studiato molti casi di crac finanziari dell’ultimi anni e quello che ci ha colpito del caso Parmalat è stato il fatto che vi abbiamo trovato dentro una filosofia di gestione aziendale non solo di stampo italiano, ma direi di tutto l’Occidente. A quel punto abbiamo solo dovuto trovare la chiave drammaturgica e, per questo, abbiamo deciso di puntare sui personaggi di questa vicenda, cercando di tralasciare la parte di semplice inchiesta giornalistica.

- I personaggi di questa vicenda sono molto religiosi. Può spiegarci quanto ha influenzato l’elemento religioso sui loro comportamenti?
Andrea Molaioli: L’elemento religioso è molto importante per questi personaggi, lo definirei quasi mistico. La cosa che mi ha particolarmente colpito è come esso sia usato come facciata da chi professa determinati valori per poi comportarsi in tutt’altra maniera.

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Il Gioiellino - di Andrea Molaioli: Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Il Gioiellino - di Andrea Molaioli: Recensione in AnteprimaIl Gioiellino (Ita, 2011) di Andrea Molaioli; con Toni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum, Lino Guanciale, Fausto Maria Sciarappa, Jay O. Sanders, Lisa Galantini, Vanessa Compagnucci, Maurizio Marchetti, Adriana De Guilmi, Gianna Paola Scaffidi, Alessandro Adriano, Igor Chernevich, Renato Carpentieri

A parte quei 14 miliardi di buco, l’azienda è un gioiellino“. Parole attribuite anni fa a Callisto Tanzi, fondatore della Parmalat, ex ‘colosso’ finanziario letteralmente crollato in una voragine che ha fagocitato migliaia di investitori, truffati da bilanci gonfiati, plusvalenze calcistiche, inciuci politici/bancari e giochi di prestigio economico tanto illegali quanto all’ordine del giorno finanziario.

Prendendo spunto dal crac più famoso dell’economia nazionale degli ultimi anni, Andrea Molaioli torna finalmente in sala quattro anni dopo il meritato boom di critica e di pubblico de La Ragazza del Lago con Il Gioiellino. Nel farlo pennella un’Italia di provincia, riuscita in pochi anni a sbarcare in Borsa e a tenere in scacco i mercati mondiali grazie a un inesistente conto realizzato con scanner e bianchetto. Nascondendosi dietro i ‘valori’, tanto sbandierati quanto avvelenati da una gestione aziendale da galera, e perfettamente rappresentati da una ‘Bibbia’ di plastica che fa bella mostra nella sala d’attesa della casa privata del Presidente del Consiglio, il Gioiellino di Molaioli a tratti annoia, angoscia ed inquieta, perché maledettamente reale e fastidiosamente attuale, ponendo al centro della scena non tanto il ‘Presidente’ dell’azienda, bensì l’irrequieto, stakanovista e solitario ‘ragioniere’, autentica ‘mente’ del crac che ha lo straordinario volto di un Toni Servillo sempre più monumentale.

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Il Gioiellino di Andrea Molaioli: prima clip inedita

pubblicato da dr. apocalypse

“Scusi ragioniere, mi domandavo. Se lei avesse un milione di euro, chiederebbe un prestito per comprare una macchina? Ma dov’è che li insegnano questi indovinelli, alla Bocconi?”.

Clip inedita e decisamente in ‘linea’ con il film per Il Gioiellino di Andrea Molaioli, titolo che porterà in sala il ‘caso Parmalat’, ovvero uno dei crac finanziari più roboanti nella storia d’Italia. A 4 anni dal boom d’esordio de La ragazza del lago, riuscito ad aggiudicarsi nel 2007 10 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento, 4 Ciak d’Oro e ad incassare ben 3 milioni di euro al botteghino, Molaioli torna così al cinema, a partire dal prossimo 4 marzo. Sceneggiato dallo stesso Molaioli, Gabriele Romagnoli e Lodovica Rampoldi, coproduzione Indigo Film e Babe Films, in collaborazione con Rai Cinema e distribuito dalla BIM, Il Gioiellino, che a breve vi recensiremo in anteprima, ha come protagonisti Toni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum e Fausto Maria Sciarappa.

Una grande azienda agro-alimentare ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori: quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell’azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia, malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che pone il mercato. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più arditi. La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto…

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Il gioiellino di Andrea Molaioli: ecco il trailer

pubblicato da dr. apocalypse

Ieri vi abbiamo mostrato foto e locandine, oggi ecco arrivare il primissimo trailer. Novità in casa Il Gioiellino, atteso ritorno in sala di Andrea Molaioli, a 4 anni dal boom d’esordio de La ragazza del lago, riuscito ad aggiudicarsi nel 2007 10 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento, 4 Ciak d’Oro e ad incassare ben 3 milioni di euro al botteghino.

Sceneggiato dallo stesso Molaioli, Gabriele Romagnoli e Lodovica Rampoldi, coproduzione Indigo Film e Babe Films, in collaborazione con Rai Cinema e distribuito dalla BIM, Il Gioiellino uscirà in sala il prossimo 4 marzo. Toni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum e Fausto Maria Sciarappa i protagonisti, per un titolo che porterà in sala il ‘caso Parmalat’.

Una grande azienda agro-alimentare ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori: quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell’azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia, malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che pone il mercato. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più arditi. La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto…

Il Gioiellino - di Andrea Molaioli: foto e locandina ufficiale

pubblicato da dr. apocalypse

Il Gioiellino - di Andrea Molaioli: foto e locandina ufficiale

Il cinema italiano non è solo commedia. A ribadirlo nei prossimi mesi una serie di titoli d’autore particolarmente attesi. Sorrentino, Moretti, Bellocchio, ma anche Andrea Molaioli, a 4 anni dal boom d’esordio de La ragazza del lago, riuscito ad aggiudicarsi nel 2007 10 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento, 4 Ciak d’Oro e ad incassare ben 3 milioni di euro al botteghino.

Il prossimo 4 marzo il regista tornerà in sala con Il Gioiellino, sceneggiato dallo stesso Molaioli, Gabriele Romagnoli e Lodovica Rampoldi, coproduzione Indigo Film e Babe Films, in collaborazione con Rai Cinema e distribuito dalla BIM. Toni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum e Fausto Maria Sciarappa i protagonisti, per un titolo che porterà in sala il ‘caso Parmalat’. Se i soldi non ci sono inventiamoceli, recita l’inquietante e purtroppo veritiera tag line della locandina, con una bottiglia di latte in primo piano, avvolta dal nero di una vicenda giudiziaria che ancora oggi non ha trovato la parola fine. Aspettando il trailer, insieme alle locandine ecco arrivare anche una serie di foto ufficiali.

Una grande azienda agro-alimentare ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori: quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell’azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia, malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che pone il mercato. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più arditi. La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto…

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Il Gioiellino di Andrea Molaioli ha una data d'uscita: il 4 marzo

pubblicato da dr. apocalypse

Il Gioiellino di Andrea Molaioli ha una data d'uscita: il 4 marzo

4 anni dopo l’inatteso e meritato boom de La Ragazza del Lago, 3.003.000 euro incassati, 10 David e Nastri d’Argento, Andrea Molaioli tornerà a breve nei cinema nostrani con l’atteso Il Gioiellino, film che porterà in sala il ‘caso Parmalat’. Distribuita dalla BIM, la pellicola ha da oggi una data ufficiale d’uscita, ovvero il 4 marzo 2011. Sceneggiato dallo stesso Molaioli, Gabriele Romagnoli e Lodovica Rampoldi, il film, coproduzione Indigo Film e Babe Films, in collaborazione con Rai Cinema, avrà come protagonista Toni Servillo, che torna così a farsi dirigere da Molaioli dopo il premio Pasinetti al miglior attore vinto a Venezia nel 2007. Al suo fianco Remo Girone, Sarah Felberbaum e Fausto Maria Sciarappa.

Una grande azienda agro-alimentare ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori, quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell’azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia - malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che pone il mercato. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite… La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto.

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Una vita tranquilla - Toni Servillo, Marco D'amore e Claudio Cupellini presentano il film

pubblicato da carloprevosti

Una vita tranquilla - Toni Servillo, Marco D'amore e Claudio Cupellini

In occasione della presentazione milanese del film Una vita tranquilla, abbiamo incontrato il regista Claudio Cuppellini e gli attori Toni Servillo e Marco D’amore. Il film racconta il dramma di un uomo che si è rifatto una vita in Germania ma che non può nasconde a se stesso un terribile passato da camorrista, rientra certamente nella categoria dei film da gangster, come ha detti lo stesso Cuppellini, non sarà certo uno di quei dvd che un giorno sarà trovato nei rifugi dei mafiosi. A loro infatti, ha sottolineato il regista, piacciono i film alla Scarface o Quei bravi ragazzi, che spesso finiscono male per i mafiosi ma che hanno un taglio “mitico” e consolatorio nei confronti della malavita. In questo caso il tema principale è legato sottolineare le difficoltà di una vita in fuga dal proprio passato.

Proprio il dualismo del protagonista è stata la sfida più gradita a Toni Servillo, che molti considerano uno tra gli attori italiani migliori dell’ultimo decennio. Attraverso un solo personaggio ho potuto raccontare due persone completamente differenti, un tranquillo padre di famiglia con un lavoro che lo realizza e uno spietato sicario mafioso che vive come una bestia braccatala. Un ruolo che lo ha costretto a confrontarsi con ben con tre lingue (italiano, tedesco e dialetto napoletano) ma che è stato di grande stimolo.

Foto | Carlo Prevosti
Una vita tranquilla - Toni Servillo, Marco D’amore e Claudio Cupellini
Una vita tranquilla - Toni Servillo, Marco D'amore e Claudio CupelliniUna vita tranquilla - Toni Servillo, Marco D'amore e Claudio CupelliniUna vita tranquilla - Toni Servillo, Marco D'amore e Claudio CupelliniUna vita tranquilla - Toni Servillo, Marco D'amore e Claudio Cupellini

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