Una Vita Tranquilla (Ita, Germania, Francia, 2010) di Claudio Cupellini; con Toni Servillo, Marco D’Amore, Francesco Di Leva, Juliane Köhler, Leonardo Sprengler, Alice Dwyer, Maurizio Donadoni, Giovanni Ludeno
Timidi applausi, in una sala gremita come poche altre volte in questo V° Festival Internazionale del Film di Roma, per il “The Tony Servillo Show”. Questo è Una Vita Tranquilla, ritorno in sala per Claudio Cupellini, tre anni dopo l’esordio con Lezioni di Cioccolata. L’attore napoletano, esploso nel 2004 con Le Conseguenze dell’Amore e diventato ormai l’interprete Principe del cinema italiano, sovrasta la pellicola con la sua immensa e ormai quasi imbarazzante bravura, qui chiamata a rattoppare le falle di un noir atipico e di una ‘tranquillità’ narrativa disarmante, tanto da non convincere.
Due anni dopo i rifiuti di Gomorra Servillo torna ad incrociare, anche se non direttamente, la spazzatura partenopea, con la strage di Duisburg, avvenuta nel 2007, che torna alla memoria dinanzi alla trama, ispiratasi a “Il Nemico dell’Acqua” di Filippo Gravino, vincitore del Premio Solinas 2003. Cupellini si affida completamente alle infinite facce di un Servillo straordinario nel vestire i panni di un latitante pluriomicida scappato in Germania, per rifarsi una vita e una famiglia, prima che il passato torni a tormentarlo, ponendo fine alla sua ritrovata tranquillità.
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Non c’è alcun dubbio, piaccia o meno, che Noi credevamo sia uno dei film più importanti dell’anno. A Venezia 2010, dov’era in concorso, ha fatto molto parlare di sé, e per qualcuno si tratta di uno dei pochi capolavori italiani degli ultimi anni. Si può essere d’accordo o meno, ma diamo a Mario Martone quel che è di Martone: un grande coraggio tutto da ammirare.
Con Noi credevamo, dopo il discutibile L’odore del sangue, il regista napoletano tocca il tema del Risorgimento e lo fa in maniera intellettualmente stimolante. Gettando un ponte tra la nascita d’Italia e quello che l’Italia è oggi, Martone segue la storia di Domenico, Angelo e Salvatore, che da giovani entrano a far parte della Giovine Italia e partecipano attivamente anche alle “trasferte” parigine, tra le quali c’è quella destinata ad uccidere Napoleone III. Noi credevamo è il racconto del periodo che va dal 1830 al 1860 circa, ripercorrendo la nascita della nostra nazione e narrando le storie dei tre ragazzi.
Interpretato da un grande e convincente cast, in cui appaiono Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi, Toni Servillo nel ruolo di Mazzini, Luca Zingaretti nel ruolo di Crispi e molti altri, Noi credevamo arriva al cinema nella versione-fiume vista al Lido il 12 novembre, per poi passare in tv a puntate. In attesa di poterlo vedere, e ridiscuterlo, dopo il salto potete vedere il trailer. Qui trovate la nostra recensione.
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Ancora lui, Toni Servillo. Dopo Gorbaciof, uscito venerdì nei cinema, lo straordinario attore esploso con Paolo Sorrentino torna ad essere protagonista assoluto con Una Vita Tranquilla. In concorso al 5° Festival Internazionale del film di Roma, la pellicola, diretta da Claudio Cupellini (opera seconda dopo Lezioni di Cioccolato), e con Marco D’Amore, Francesco Di Leva, Juliane Köhler, Leonardo Sprengler, Alice Dwyer, Maurizio Donadoni al fianco di Servillo, ci regala oggi trailer e locandina ufficiale.
Rosario Russo ha poco più di cinquanta anni. Da dodici vive in Germania dove gestisce, insieme alla moglie Renate, un albergo ristorante. La sua vita scorre serena: ha un bambino, un aiuto cuoco che è anche un amico, e molti progetti per il futuro. Un giorno di febbraio, però, tutto cambia. Nel ristorante di Rosario arrivano due ragazzi italiani. Uno si chiama Edoardo ed è il figlio di Mario Fiore, capo di una delle più potenti famiglie di camorra. L’altro si chiama Diego, e Rosario lo riconosce subito, anche se non si vedono da quindici anni. Da quando Rosario si chiamava Antonio De Martino ed era uno dei più feroci e potenti camorristi del casertano. Allora si era fatto credere morto e si era ricostruito una nuova vita all’estero. I due ragazzi arrivano su mandato della camorra. E la vita tranquilla di Rosario Russo prende una piega imprevedibile e drammatica…
Quando lo vedremo in sala? Il 5 novembre prossimo.
Gorbaciof - Il Cassiere con il Vizio del Gioco Regia di di Stefano Incerti. Con Toni Servillo, Yang Mi, Geppy Geijeses, Gaetano Bruno, Hal Yamanouchi, Antonio Buonomo, Agostino Chiummariello, Salvatore Ruocco, Salvatore Striano, Francesco Paglino, Nello Mascia
Toni Servillo è certamente l’attore che maggiormente spicca nel panorama del cinema italiano. In un recente passato si sono sprecati dei lusinghieri paragoni con personaggi del calibro di Gianmaria Volonté, come nel caso della sua interpretazione di Giulio Andreotti ne Il Divo. La capacità mimetica di Servillo è veramente impressionante, ma rispetto al compianto Volonté il buon Servillo non ha ancora avuto modo di confrontarsi con ruoli realmente degni dello spessore del suo termine di confronto. Così accade che Marino Pacileo, detto Gorbaciof per via di una vistosa voglia color fragola sulla fronte, rappresenti un bel banco di prova per una caratterizzazione al limite del cartoon, ma che si ferma a pura superficie. Gorbaciof è un contabile del carcere napoletano di Poggioreale, quando esce dalla prigione le sue passioni sono il gioco d’azzardo e le donne, in particolare la figlia del proprietario del ristorante cinese dove si trova a giocare a carte.
Gorbaciof non è un personaggio cattivo, ma ha l’abitudine di prendere i soldi dalla cassa del carcere per coprire le sue puntate. I secondini sanno delle sue bravate, ma sono consapevoli che ogni volta trova un modo per restituire la cifra sottratta e per spesso viene chiuso un occhio nei suoi confronti. Quando Gorbaciof scopre che il ristorante cinese è pieno di debiti, decide di prendersi cura della giovane Lila e di saldare i debiti di suo padre. I soldi della cassa del carcere non sono sufficienti e, pur di aiutare il padre della ragazza, accetta di entrare in un giro più redditizio, ma anche pericoloso.
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Doppia storia al 5° Festival di Roma. La prima riguarda Toni Servillo che, come attore, regista, artista e direttore d’orchestra (in un concerto-show all’Auditorium dove si terrà il Festival), domina incontrastato la scena dello spettacolo. La città pullula di manifesti del film Gorbaciof di Stefano Incerti che debuttò alla Mostra veneziana, un’interpretazione, quella di Servillo, che conferma talento e intelligenza dell’attore campano. Al quale voglio molto bene. Assistetti anni fa al suo debutto nell’avanguardia teatrale- eravamo un sorta di pattuglia sperduta- e mi fa piacere di vederlo al contro dell’attenzione.
I giornali adesso intitolano: “Eva Mendes e Servillo star di Roma”. Lo sapevamo che Toni sarebbe salito in alto dovunque avrebbe messo piede, compreso in quel cinema che aveva come il fumo negli occhi l’avanguardia, specie se “sudista”. E anche Mario Martone ha avuto la stessa capacità, e non fortuna, di emergere. Toni star ci rincuora al Festival. Per chi comincia bene, non tutto è perduto, anzi è terra di conquista. Auguri a Toni, al Festival e naturalmente ad Eva e a tutti i personaggi e film della rassegna che è in programma dal 28 ottobre al 5 novembre.
Seconda storia. Accendo la radio in auto, of course, all’ora della messa in onda di “Hollywood Party”. Beh. Subito una sorpresa. Subito un’idea, nel giorno della visita del premier cinese Wen Jibao. Tendo l’orecchio. A condurre c’è Steve Della Casa, direttore artistico del Roma Fiction Fest, presidente della Film Comission del Piemonte,sceso a Roma con la sua regione centotrenta anni dopo la presa di Porta Pia da parte dei bersaglieri venuti giù dalla Mole. Con lui c’è Piera De Tassis, direttrice di “Ciak” e anche lei direttrice, guida il Roma Film Fest. C’è anche Murtas, sardo ben noto, proveniente dall’ex Regno sabaudo di Sardegna romano d’adozione.
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Una vita tranquilla sarà nelle nostre sale dal 5 novembre ma possiamo già farvi vedere qualche foto. Il film drammatico di Claudio Cupellini vede la recitazione di Toni Servillo (prossimamente al cinema anche con Gorbaciof); con lui nel cast anche Marco D’Amore, Francesco Di Leva, Juliane Köhler, Leonardo Sprengler, Alice Dwyer, Maurizio Donadoni.
Ecco la trama: Rosario Russo (Toni Servillo) sembra vivere una vita perfetta. Nessuno sa che nel suo passato ci sono moltissime ombre oscure e che ha cambiato identità per essere quello che è adesso. Quando meno se lo aspetta ecco che qualcosa dalla sua vecchia vita ritorna…
La sceneggiatura è stata scritta da Claudio Cupellini, Filippo Gravino e Guido Iuculano.
Una vita tranquilla: le foto del nuovo film con Toni Servillo









Lo scorso anno a Venezia più di qualcuno si mangiò le mani per essersi fatto sfuggire L’uomo che Verrà di Giorgio Diritti, visto a Roma, dove vinse il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio d’argento, e poi premiato con il David di Donatello, in quanto Miglior Film dell’Anno. Per non ripetere l’errore, Marco Muller in Laguna quest’anno ha imbarcato un numero mostruoso di film italiani (più di 40), mettendo in seria difficoltà il Festival capitolino, giunto alla sua 5° edizione ma a quanto pare pronto a calare un tris di pellicole nazionali.
Secondo LaRepubblica, all’ombra del Cupolone potrebbe arrivare Una vita Tranquilla di Claudio Cupellini, regista di Lezioni di Cioccolato, con l’ormai onnipresente e straordinario Toni Servillo nei panni di un boss mafioso, pentito e trasformatosi in ‘pizzettaro’ in Germania.
Oltre al film di Cupellini, tra gli italiani in gara per il Marc’Aurelio d’Oro, potrebbero concorrere anche Io sono con te di Guido Chiesa, film che porta in sala la storia di Maria, madre di ‘Gesù’, e La scuola è finita di Valerio Jalongo, con Valeria Golino tra le protagoniste.
Gorbaciof - Il cassiere col vizio del gioco, presentato a Venezia 2010, sarà nelle nostre sale grazie alla Lucky Red. Il film drammatico, diretto da Stefano Incerti, vede nel cast Toni Servillo, Salvatore Ruocco, Mi Yang, Nello Mascia, Geppy Geijeses.
Ecco la trama: Marino Pacileo (Toni Servillo), detto Gorbaciof per una grande voglia sulla fronte, è il contabile del carcere di Poggioreale a Napoli. Pacileo gioca d’azzardo e quando scopre che il padre di Lila (Mi Yang), la ragazza di cui è innamorato, non può saldare un debito contratto al gioco, prende i soldi dalla cassa del carcere…
Nella galleria trovate quattro foto e dopo il salto c’è il trailer. Prossimamente al cinema.
Un pallido sole è tornato a rischiarare il cielo sopra Venezia, mentre si cerca di arginare i danni causati dal nubifragio di questa mattina. Dopo un paio di photocall arrangiati in sala conferenze, siamo potuti rientrare nell’abituale serraglio adibito a noi fotografi e qualche scatto lo abbiamo portato a casa.
Tempo atmosferico permettendo, questa sera sfileranno in passerella Sofia Coppola, Stephen Dorff ed Elle Fanning; regista ed interpreti di Somewhere. Non solo: alle 21.30 verrà consegnato il premio alla carriera a John Woo e presentato il suo nuovo film, Reign of Assassin, co-diretto con Su Chao Pin, con Michelle Yeoh protagonista. Davanti ai nostri obiettivi, in mattinata hanno sfilato anche Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello ed il cast di I Baci Mai Dati di Roberta Torre; Toni Servillo con Yang Mi, protagonisti di Gorbaciof di Stefano Incerti.
Apriamo la fotogallery di oggi con le immagini del red carpet di Brooklyn’s Finest di Antoine Fuqua, comparso sul tappeto rosso in compagnia di Ethan Hawke, Wesley Snipes e la splendida Shannon Kane. Archiviata la parentesi dedicata a George Clooney ed Ewan McGregor, le fans apprezzeranno senz’altro gli occhi verdi di Riccardo Scamarcio, presente al Lido assieme a Jasmine Trinca e numerosi altri membri del cast artistico e tecnico, per la premiere - in programma questa sera - di Il Grande Sogno di Michele Placido. Vedremo anche Valeria Golino in passerella? Tornate a vedere la foto galleria fra qualche ora, in serata aggiungeremo le nuove immagini.
Fra i protagonisti della giornata troviamo i registi George A. Romero ed Abel Ferrara; Franco Battiato, Toni Servillo ed il cast di Deserto Rosa, Adriano Giannini e le protagoniste di Women without Men.
Forza, cliccate su continua!
Cartoline da Venezia 66 - Ethan Hawke, Riccardo Scamarcio e George Romero